Sabato, 24 Agosto 2019

OLTREPÒ PAVESE - VOGHERA - CIFARELLI: “LA NOSTRA REALTÀ PRODUTTIVA SI SALVA PERCHÉ NOI ESPORTIAMO MOLTO, CIRCA IL 90% È IN EXPORT IN PIÙ DI 80 PAESI NEL MONDO”

Classe 1960, grande appassionato di musica rock, blues e jazz, ma tra tutti “in testa” c’è da sempre “The Boss” Bruce Springsteen, è da tanti anni Amministratore Delegato dell’Azienda di famiglia, la Cifarelli S.p.A. con sede in Voghera, azienda che ha festeggiato i 50 anni di attività nell’estate 2017 con, ovviamente, una “tre giorni” densa di concerti dall’appeal internazionale nel grande spiazzo interno. Oltre alla passione per le Harley Davidson, coltiva anche quelle per la radiofonia e la fotografia, quest’ultima passione condivisa con il fratello minore, Roberto, che è negli anni diventato fotografo tra i primissimi a livello mondiale del settore Jazzistico. Abbiamo incontrato Renato Cifarelli.

Le chiedo per iniziare, tra i tanti argomenti che toccheremo, professionali e passionali, la composizione societaria della sua azienda: lei è Ceo, Amministratore Delegato, dell’Azienda fondata da suo padre. Anche suo fratello ricopre un ruolo aziendale?

«Siamo tutti in azienda: mio padre Raffaele, classe 1931, è sempre Presidente e lavora incessantemente tutti i giorni da mattina a sera! E così mio fratello Roberto, responsabile del settore Ricerca & Sviluppo. Mio padre ha fondato la nostra Azienda nel 1967 e ha coinvolto molto presto mio fratello ed il sottoscritto nell’attività, molti anni or sono».

Fondazione avvenuta nel 1967 e 50ennale di attività festeggiato due anni or sono, nel 2017, con un week-end di grande musica...

«Rock, Blues e Jazz! Ci siamo divisi equamente la scelta di Artisti stimati tra mio fratello ed io: sono intervenuti, ad esempio, i Mandolin Brothers, eccellenza Blues locale ed amici che da anni seguiamo, ed ancora i Cheap Wine, storica band rock italiana di Pesaro, e poi Abbiati e Cacavas, Chris Cacavas tastierista fondatore dei leggendari Green or Red, ed ancora Daniele Tenca, bravissimo musicista Blues, per finire con il Jazz e la tromba di Paolo Fresu, Artista che ritengo non abbia bisogno di presentazioni».

Lei e suo fratello Roberto, oltre alla passione per la musica, condividete anche quella per la fotografia...

«Beh, diciamo che io lavoro un po’ con gli amici, e sinceramente, in quest’ultimo periodo, anche poco ahimè, mentre Roberto è ormai uno dei fotografi Jazz più accreditati nel mondo! Ad esempio, la sala d’ingresso del Blue Note di Milano, senza andar troppo distanti, è un Concept di mio fratello interamente realizzato con suoi scatti ai massimi jazzisti mondiali!».

Da sempre, lei è grande ammiratore del rocker mondiale per eccellenza, “The Boss” Bruce Springsteen: quanti concerti ha visto? L’ha mai conosciuto personalmente?

«Da sempre io ritengo che la musica aiuti la mente a distendersi, ed è mia compagna da tanti anni. Nel caso del “Boss”, si, ho girato molte Capitali Europee al seguito dei vari Tour nei decenni, non l’ho mai visto negli U.S.A., ed ho partecipato a praticamente tutti, forse tranne uno o due, i concerti su territorio nazionale. Direi, in totale, un numero approssimativo di un centinaio di concerti, che, tra i fans più appassionati, è un numero nella media. Purtroppo, sarà destino o tradizione (sorride...), non sono mai riuscito ad incontrarlo di persona...».

E nella lista delle passioni, arriviamo alla Radio...

«è il mio passatempo del sabato mattina! Partecipo ad una trasmissione con Oscar Giannino, Carlo Alberto Carnevale Maffè e Mario Seminerio, su Radio24 dalle 9,00 alle 11,00, che s’intitola “I conti della Belva”, ove ci occupiamo principalmente di economia, trattando in modo scherzoso temi  anche complessi».

Economia a che livello? Macro-numeri, Finanza...

«A seconda delle notizie della settimana, anche perché Radio24 è una radio d’informazione. Quindi trattiamo dall’economia americana alla nuova moneta di Facebook, a cose più vicine, anche libri. Di tutto un po’, in buona sostanza».

Nella sua percezione ed analisi imprenditoriale, allora, come sta andando la nostra economia?

«Proprio a riguardo del programma suddetto, noi abbiamo ad esempio iniziato a parlare di un rallentamento economico nazionale proprio un anno fa circa, quando ancora tutti, o quasi, sostenevano che l’economia stesse per esplodere, in senso positivo. Noi vedevamo, sia analizzando i dati sia, diciamo, “annusando l’aria”, che invece si stava imboccando la via del rallentamento, appunto, principalmente con riferimenti al settore Automotive, che oggi è infatti in forte rallentamento! Parliamo, ad esempio, delle difficoltà di settore imputabili all’incertezza, in parte dovuta alla crisi di fiducia del consumatore, periodo nel quale si tende a non investire, in parte per ulteriori incertezze di regole, ad esempio non si sa esattamente come finirà il motore diesel, le automobili elettriche, ibride, ad idrogeno e via dicendo, e quindi i consumatori stanno un po’... “alla finestra”. Questo settore, su base economica europea, incide tantissimo, quindi non è difficile da capire, come concetto. Aggiungendo a ciò, al di là della produzione automobilistica industriale, tutte le azienda accessorie collegate. Ecco perché, quando va in crisi questo settore, tutti i Governi, nessuno escluso, mettono mano al portafogli per sostenerlo: è davvero importante per la struttura industriale di un Paese! è, ad esempio, un grave problema per gli inglesi soggetti alla prossima Brexit: molte case produttrici, specialmente dall’estremo oriente, hanno da anni scelto l’Inghilterra come Hub europeo, ma non lo potranno mantenere quando si ristrutturerà una dogana».

Ed in riferimento diretto alla sua Azienda?

«La nostra realtà produttiva si salva perché noi esportiamo molto, circa il 90% è in export in più di 80 Paesi nel mondo».

Qual è stato il primo prodotto della Cifarelli S.p.A. nel 1967?

«Gli atomizzatori “a spalla” a motore. Mio padre ha iniziato con questo prodotto per l’agricoltura, che serve per trattare le piante, le vigne, etc. è l’evoluzione dell’atomizzatore ad acqua, quello, per intenderci, dove c’era una manovella da continuare ad azionare: il nostro, con motore a due tempi, rende migliore il risultato riuscendo, utilizzando l’aria e non l’acqua, a smuovere il fogliame migliorandone il trattamento finale. In seguito all’evoluzione poi del mercato europeo, dove questi trattamenti si fanno con macchine trattorizzate e non più a spalla, noi abbiamo sondato molti altri Paesi, meno ricchi, diciamo, dove ancora non ci sono le possibilità di effettuare questi trattamenti con trattori, oppure dove gli appezzamenti sono medi e/o piccoli, o relativamente piccoli».

Quali altre tipologie di prodotti fornite?

«Negli anni abbiamo aggiunto e dismesso alcuni prodotti: il primo che mi sovviene è il decespugliatore, per la produzione e vendita del quale serviva un’azienda più grossa della nostra per riuscire a competere su larga scala nel settore giardinaggio. Oppure anche gli atomizzatori da trattore, settore iniziato ma poi abbandonato. Attualmente la nostra Linea è composta da 4 prodotti: il suddetto atomizzatore, ovviamente a sua volta evoluto rispetto al 1967 (sorride), del quale, a differenza di quegli anni, produciamo anche il motore qui in azienda, mentre allora era prodotto esternamente; e poi ancora i soffiatori, le macchine per il fogliame, ed una particolare macchina che si chiama “Scuotitore per Olive”. è sempre una macchina piccola, leggera con motore a due tempi, che “aggancia” il ramo e fa cadere, scuotendolo, le olive nelle reti sottostanti, ed è tra i metodi più veloci di raccolta esistenti! Ed infine, proprio per una super nicchia di clienti, produciamo un aspiratore per castagne e nocciole da terra, utile per chi non ha grossi appezzamenti. Certamente più utile per le castagne, coltivazioni normalmente collinari quindi difficili da lavorare con grandi mezzi, ed utile anche per le nocciole, che si coltivano in piano, come rifinitura finale alle grosse quantità precedentemente raccolte con mezzi più pesanti».

Il nucleo produttivo è interno, quindi, con quanti dipendenti nel reparto Produttivo?

«Sì. Noi produciamo tutto nello stabilimento di Voghera, anche le componenti in plastica “a iniezione”, quelle cosiddette “piene”, per le quali abbiamo acquistato stampi e macchine, ed al momento contiamo, su un totale di 56 dipendenti, 38 addetti produttivi e 18 negli uffici, conteggiando nei 38 produttivi anche i cosiddetti “indiretti”, ad esempio i servizi di manutenzione. Alcuni dipendenti lavorano su doppio turno, come gli addetti alle  parti in plastica o meccaniche».

Ricordo però, nei decenni, che la parte commerciale dell’azienda era affidata a suo zio, Gianfranco Cifarelli...

«L’ha creata e sempre seguita infatti mio zio Gianfranco, fino al “buen ritiro” di tre anni fa, affrontando un’impresa direi titanica! Oggi, con internet, sembra facilissimo avere il polso di una nazione, di un potenziale acquirente, di una metodologia distributiva: quando mio zio Gianfranco iniziò c’era, invece, solo un modo di esplorare, nel vero senso della parola, il mercato: prendere la borsa ed un aereo, o automobile, e far visita di persona alle nuove realtà! Alla metà degli anni ‘70, iniziando dal 1968, esportavamo in Paesi come San Salvador, Perù, Thailandia, etc. All’epoca non era ancora stato inventato manco il fax! Avevamo il Telex, la tele-scrivente, che era praticamente un telegramma veloce. Talvolta i voli aerei costavano spropositatamente, direi in alcune occasioni 15 volte più cari dei prezzi attuali: proprio per questo motivo, ricordo viaggi di mio zio Gianfranco in auto alla volta del Portogallo, contenendo i costi. Ricordo anche che gli capitò di visitare posti, in Sud America, ove era il primo uomo di carnagione chiara che i residenti avessero mai visto! Oggi lo dobbiamo certamente ringraziare profondamente, anche per gli 80 distributori che ci rappresentano nei Paesi ove vendiamo!».

Avete molti concorrenti nel mondo?

«Abbiamo oggi, nel mondo, solamente 2 o 3 competitors diretti: un’azienda tedesca ed un paio di aziende giapponesi. Negli anni ce ne sono stati alcuni, per svariate ragioni poi spariti dal mercato».

Qual è stata la forza della Cifarelli S.p.A. in tutti questi decenni?

«A livello societario ed imprenditoriale, certamente l’accordo e l’armonia mai mancate tra tutti noi familiari, a partire da mio padre e mio zio Gianfranco, successivamente mio fratello Roberto ed io, che ci siamo aggiunti in corso d’opera, e la presenza costante di nostra madre in qualità di responsabile amministrativo, nonché fondatrice insieme a nostro padre di tutto ciò!».

Cosa progetta per i prossimi anni?

«Ritengo che il prossimo decennio sarà portatore di enormi cambiamenti! A breve, ad esempio, usciremo con un nuovo prodotto a batteria, il nostro primo prodotto elettrico, che sarà un soffiatore di fogliame dal nome “E-wind”: 40 minuti d’autonomia ed un costo al di sotto dei 300 euro».

  di Lele Baiardi

Il-periodico-FASTCON Verde-Ferrari_mezza-01-copy-copia
  1. Primo piano
  2. Popolari