Sabato, 21 Settembre 2019

VOGHERA - ««HO APERTO IL PRIMO NEGOZIO 48 ANNI FA»

Un tempo esistevano le profumerie in cui le essenze erano centellinate. In cui il senso dell’olfatto veniva condotto magicamente a bearsi tra il gelsomino, il sandalo, il bergamotto, il vetiver, in un ambiente che discretamente si richiamava al lusso e all’eleganza. Profumerie di questo tipo non ne esistono quasi più: il mercato ha compattato il settore. Enormi spazi luminosi e ariosi, profumi e cosmetici allineati, musica di sottofondo, commesse esteticamente perfette. Entrare, curiosare, comprare, scappare. Niente più rapporto con chi ti sa consigliare e coinvolgere. Qualche profumeria tradizionale, però, ancora resiste. In questi luoghi il tempo è rallentato. Chiudete gli occhi, annusate: è il posto più bello del mondo. E “coccola” è la parola d’ordine. Ha un’età la bellezza? No. Oggi la donna, anche âgée, ricerca la bellezza. Consapevole dei suoi anni non combatte le rughe, ma desidera stare bene con il proprio corpo. Passata l’abitudine di una volta che a 60anni considerava la donna ormai non più degna di truccarsi, oggi c’è tempo e voglia di prendersi cura di sé. Difficile, però, farlo, se l’interlocutore è una splendida ventenne che nemmeno conosce l’esistenza delle smagliature o se nessuno aiuta a scegliere tra mille prodotti rassodanti che si somigliano.

Ecco perché le profumerie tradizionali piacciono e resistono, diverse, tra negozi omologati: creano un legame. Coccolano. Praticano la vendita assistita. Seguono la richiesta di una donna che non sa come spiegare che è ancora affezionata al profumo che usava trent’anni fa, e lo ricerca disperatamente.

Nelle profumerie tradizionali la bellezza, per fortuna, non è canonica. E ciascuno può sbizzarrirsi alla ricerca di prodotti che una catena moderna non saprebbe collocare: le acque di Colonia da un litro; le saponette, inglesi e francesi, le creme per il viso  e per il corpo più esclusive  consigliate da personale  preparato e non necessariamente giovanissimo e così via…

La profumeria “la Parisienne” di Voghera è rimasta l’unica profumeria storica  nella provincia di Pavia. Abbiamo incontrato Piergiorgio Baggini che con la figlia Cecilia accoglie i clienti in un percorso di fragranze e bellezza.

Baggini, quando ha intrapreso l’attività di profumiere?

Lavoravo nel settore ,per la Colgate&Palmolive e decisi di mettermi in proprio aprendo un negozio che non era solo profumeria ma vendevamo un po’ tutti i prodotti per l’igiene e la cura del corpo: lacche, deodoranti, sali da bagno...».

Quante profumerie c’erano all’epoca a Voghera?

«Ce n’erano diverse, almeno sei o sette, c’era molta concorrenza ma tutti vendevano, il periodo era molto diverso da adesso. Prima degli anni ’80 i profumi erano quasi tutti francesi, le fragranze duravano più di 10 anni, guardi ad esempio Chanel n.5 che è ancora in voga adesso, non c’era un ricambio così frequente. Il boom vero e proprio è arrivato negli anni ’80 quando esplose la profumeria e nel giro di pochi anni il mercato venne investito da una quantità strabiliante di nuovi prodotti, tutti made in Italy o che avevano come riferimento stilisti italiani. I clienti compravano molto e questa tendenza è continuata fino agli inizi degli anni 2000. Io sono arrivato ad avere quattro profumerie a Voghera e una a Casteggio».

Poi cosa è successo?

«C’è stata l’apertura dei centri commerciali e l’avvento dei negozi in franchising e questo ha spostato una certa clientela, soprattutto quella giovane e meno qualificata verso questo tipo di negozi, creando così un calo di clienti verso le profumerie tradizionali».

Cecilia, lei quando ha cominciato a lavorare in negozio?

«Io mi sono laureata in giurisprudenza nel 1995 e, siccome erano tempi diversi e c’era molto da fare nei  negozi, ho deciso di rimanere qui, anche perché la profumeria mi è sempre piaciuta, ho sempre seguito mia mamma Carla fin da quando ero bambina. Pensi che sotto Natale mi divertivo a confezionare i pacchetti regalo nel retro del negozio. Ho seguito diversi corsi proposti dalle aziende e sono contenta di aver seguito la mia passione».

Qual è la vostra cliente tipo?

«Abbiamo una clientela affezionata e di un certo livello. Sono per lo più  donne di età media che non chiedono solo un prodotto ma anche un consiglio per riuscire a vivere meglio .Sono flessibili, pronte a scoprire le novità. Spesso si presentano con la figlia e le over 50 con la nipote e richiedono con loro un trattamento di bellezza. O sono  alla ricerca di un profumo unico, e allora si propone di unire l’estratto, quintessenza del profumo, all’eau de toilette, per una fragranza unica .Un tempo la donna over 50 desiderava solo avere la pelle idratata ora desidera essere condotta verso una bellezza a tutto tondo. E poi abbiamo anche molti uomini che amano essere guidati nella scelta del prodotto. In genere il cliente che viene da noi ama farsi consigliare, vuole scoprire le novità e trascorre un po’ di tempo in negozio per scegliere, vuole quasi essere coccolato. Nell’altro negozio che abbiamo in Via San Lorenzo ,”Elixir de parfum”, la clientela è molto più di tendenza perché è specializzato in profumi di nicchia che sono la passione dei  giovani  che viaggiano molto, lavorano a Milano e seguono la moda».

Avete delle esclusive per alcuni marchi?

«Abbiamo esclusive per la provincia di Pavia per alcuni profumi di nicchia come Byredo, Penhaligon, Bond e poi Acqua di Parma che abbiamo solo noi a Voghera. Per quanto riguarda i marchi di bellezza abbiamo tutti i migliori ed alcuni come Sensai, Dior e Diego Dalla Palma mandano periodicamente gli esperti visagisti per far provare il nuovo make up ai clienti».

Negli ultimi anni a causa dell’apertura dei vari centri commerciali Voghera come tante altre città italiane ha visto svuotarsi il centro storico di clienti e negozi, pensate ci possa essere un’inversione di tendenza?

«Si cerca di resistere basandosi soprattutto sulla qualità del prodotto e del servizio al cliente, la clientela frettolosa e di massa va al centro commerciale, le persone con più disponibilità economica e attenzione alla scelta del prodotto di classe scelgono noi. I nostri clienti vogliono provare e vedere il prodotto, non si fidano delle vendite online che non ci hanno creato problemi. Ci dovrebbe essere un miglioramento dell’economia in generale e meno pressione fiscale per far cambiare qualcosa nel settore del commercio. Per quanto riguarda le varie manifestazioni che si fanno in città, ben vengano se sono di puro divertimento mentre non ci sembra giusto portare in città mercati di vario genere che fanno concorrenza alle attività commerciali locali».

di Gabriella Draghi

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