Venerdì, 03 Aprile 2020

OLTREPÒ PAVESE - BRALLO DI PREGOLA - MENCONICO - ROMAGNESE - BORGO PRIOLO - ECCO IL “FACILITATORE”: ACCEDERE AI BANDI SARÀ PIÙ SEMPLICE

Quando si tratta di accedere ai bandi per finanziamenti pubblici, molto spesso la burocrazia è uno degli ostacoli principali a frapporsi tra chi cerca fondi e chi può erogarli. Non è la prima volta che l’Oltrepò lascia cadere nel vuoto delle opportunità di finanziamento per la semplice mancanza di “attitudine” a muoversi nel modo giusto.

Per semplificare il rapporto tra le parti in causa, la Provincia di Pavia ha istituito la figura del “facilitatore”, una sorta di intermediario tra il soggetto fruitore e l’ente di riferimento. La prima occasione di vederlo all’opera sarà nell’ambito del progetto “Natura che vale”, che prevede la valorizzazione della biodiversità dell’Alto Oltrepò Pavese. L’accordo è stato realizzato nel quadro del progetto Life Gestire 2020 ed è stato firmato dalla Provincia di Pavia, dalla Comunità Montana dell’Oltrepò Pavese, dalla Fondazione Sviluppo dell’Oltrepò Pavese, da Ersaf e dai sindaci dei comuni di Brallo di Pregola, Menconico e Romagnese. Per la provincia di Pavia è stato assunto nel ruolo di “facilitatore” l’agronomo Filippo Pozzi di Borgo Priolo.

Pozzi, in che cosa consiste esattamente questa figura?

«Un facilitatore è un tecnico incaricato, nella fattispecie in questo ambito, a trovare i fondi necessari per far sì che si possano sviluppare dei progetti di carattere ambientale e fare in modo che i soggetti possibili fruitori di questi progetti con fondi erogati da enti pubblici, possano essere messi in contatto con la fonte finanziatrice, in buona sostanza una sorta di tramite tra Regione o Fondazioni, Banche o addirittura Comunità Europea e Comuni o cittadini privati».

Quali sono le difficoltà più comuni cui si va incontro?

«Spesso e volentieri i soggetti interessati a questi bandi non sono a conoscenza della loro pubblicazione o addirittura, pur essendone a conoscenza, non riescono a mobilitarsi per poterli ottenere. Quindi il mio ruolo, oltre a trovare questi finanziamenti, è quello di capire dove possono essere utilizzati al meglio. L’Ersaf (Ente Regionale per i Servizi Agricoli e Forestali) della regione Lombardia mi ha chiamato a far parte di un team di professionisti per le mie esperienze pregresse di tirocinio e tesi su un progetto di rete ecologica  della Fondazione Cariplo».

In che cosa consiste esattamente il progetto “Natura che vale”?

«Il progetto “Natura che vale” intende  far acquisire agli interessati bandi che riguardano la biodiversità. Attraverso il lavoro di tecnici qualificati in campo faunistico, ambientale, agronomico e tecnici territoriali come sono io, si possono identificare quali sono i potenziali  soggetti che possono partecipare ai progetti di miglioramento ambientale come ad esempio la radicazione di specie vegetali esotiche».

Con quale riscontro pratico per il territorio?

«Ad esempio in Oltrepò abbiamo un bosco che è stato invaso da specie alloctone invasive che abbassano il livello di biodiversità. Questa situazione può essere migliorata con la radicazione di certe specie vegetali. Oppure ci sono bandi che permettono di migliorare il reticolo idrografico minore con opere di ingegneria naturalistica. Se pensiamo agli ultimi mesi  in cui abbiamo avuto molte piogge e allagamenti per la mancanza di manutenzione dei fossi o piccoli bacini, questi bandi potrebbero essere una soluzione».

Quali sono i vantaggi che dovrebbero spingere i soggetti a partecipare a questi bandi?

«Innanzitutto questi bandi sono gratuiti e molto utili ai fruitori. Siamo poi noi a individuare il soggetto possibile fruitore e, se dimostra interesse, prepariamo il progetto gratuitamente e lo presentiamo per lui. Nel momento in cui il progetto viene accolto, la fase di realizzazione può essere poi affidata a noi oppure il soggetto interessato, comune o privato, può affidarlo a tecnici di sua fiducia».

Per quanto riguarda l’Oltrepò, verso quali tematiche ambientali bisogna sensibilizzare le amministrazioni comunali?

«Le amministrazioni comunali non devono pensare che questi progetti siano fini a se stessi. Mi spiego. Se si vuole migliorare dal punto di vista ambientale un’area, ci sono comunque dei benefici economici collaterali che non vanno trascurati. Se si migliora un’area dal punto di vista boschivo, si migliora tutto l’ecosistema con vantaggi anche per la popolazione. Si possono riprogettare aree picnic per i turisti, si possono creare dei percorsi didattici ambientali. Con la conclusione dei lavori sul tracciato della Greenway Voghera Varzi, queste tematiche diventeranno interessanti».

C’è qualche bando interessante che sta proponendo in questi giorni?

«Mi sto ora mobilitando con vari comuni  per un bando in scadenza il 14 febbraio per il miglioramento dei bacini idrografici minori, per le problematiche di allagamento che ci sono state recentemente».

Non è la prima volta che si propongono finanziamenti per interventi a carattere ambientale. Com’era andata in precedenza?

«Nell’edizione precedente, in provincia di Pavia non si è fatto nulla. Nessun bando è stato richiesto ed è un peccato. Spero fortemente che si riesca ad effettuare qualcosa di positivo almeno nei prossimi tre anni perché il nostro territorio è vicinissimo a Milano e dovrebbe essere di richiamo turistico e anche avere a disposizione servizi di supporto alla grande città. Avremmo bisogno di diversi interventi migliorativi e ci si lamenta spesso di non avere i fondi, non approfittare di questi progetti è un peccato».

Chi fosse interessato a qualcuno di questi bandi come può contattarvi?

«Il sito è www.naturachevale.it  e qui si trovane le mail dei facilitatori trasversali e territoriali attraverso le quali possiamo essere contattati».

di Gabriella Draghi

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