Mercoledì, 08 Aprile 2020

OLTREPÒ PAVESE - PER PROMUOVERE IL TURISMO, FORSE BISOGNA FARE COME IL REAL MADRID E NON COME IL BARCELLONA

Da mesi, da anni, da decenni, i più svariati e variopinti personaggi politici e pseudopolitici, faccendieri pubblici e mercanzie del genere, hanno organizzato e continuano imperterriti, ad organizzare, con regolare cadenza, inutili alla luce dei fatti, tavole rotonde, quadrate, rettangolari, convegni e pensatoi, con un unico scopo: l’Oltrepò deve procedere unito nella promozione dei suoi prodotti e del turismo attraverso un’unica immagine coordinata e sotto un’unica cabina di regia.

In buona sostanza vorrebbero, i nostri eroi pubblici e para… pubblici, far capire che non ci possono essere una miriade d’associazioni, enti o organizzazioni varie, che ognuna per conto suo propone i prodotti e il turismo nell’Oltrepò, facendo una promozione senza coordinamento. Questo lodevole intento per trovare questo unico soggetto che promuova prodotti e turismo in Oltrepò è da decenni che viene cercato, purtroppo o per fortuna, dipende come ognuno vede la cosa, non è ancora stato trovato!

Forse, dopo tutti questi decenni d’infruttuosa ricerca, è il caso che la smettano di cercare, così da risparmiare tempo e fiato; soprattutto alla luce del fatto che mentre 30 anni fa chi si occupava di promuovere l’Oltrepò e i suoi prodotti erano 5 o 6 enti o associazioni, oggi queste entità, volenti o nolenti, sono aumentate di numero in modo esponenziale e considerevole, anzi pressoché  ogni mese ne nasce una nuova ed una in più.

Tra tutte queste entità, al di là delle dichiarazioni di intenti che è per tutti uguale,  ed è, parola più, parola meno: “dobbiamo collaborare tra noi in maniera sinergica e univoca, sotto un’unica cabina di regia,  per proporre in maniera coordinata il prodotto Oltrepò”,  la realtà è  ben diversa,  perché ognuna di queste associazioni o enti ha:

  1. A) Il suo orticello d’interessi da curare
  2. B) Ognuno dei responsabili di queste associazioni pensa, e magari ha, la soluzione-ricetta migliore per promuovere l’Oltrepò
  3. C) La speranza di andare a reperire fondi pubblici o pseudo pubblici
  4. D) Gestire il budget dei fondi reperiti
  5. E) Ultimo, ma non ultimo, molte di queste associazioni ed enti, magari non tutte, ci mancherebbe altro, sono capitanate, più che gestite, da gente che “tiene famiglia”.

Stando così la situazione è inutile continuare a dire “uniamoci”, bisogna prendere atto della situazione e ammettere che l’Oltrepò non vuole unirsi. Bisogna, forse e pertanto, cercare di perseguire l’unica strada praticabile , cioè quella delle varie individualità territoriali e associative che promuovono ognuna a loro modo, con le loro idee e con la loro indipendenza strategica e decisionale il loro prodotto di competenza.

Qualcuno obietterà “così non si dà un’immagine univoca e forte all’Oltrepò” forse è vero o forse no. La realtà è che in Oltrepò non è ragionevole, per le teste giuste o sbagliate che ci sono, alla luce dei risultati sotto gli occhi di tutti, porsi come obbiettivo un’immagine univoca.

Quindi facendo di necessità virtù bisognerebbe lasciare i vari enti e le varie associazioni libere di promuovere come cavolo vogliono ciò che vogliono.

I sostenitori dell’utopistica unione e dell’unica cabina di regia diranno che così non funziona, io penso non sia vero! Può funzionare, ci sono tanti esempi in giro per il mondo dove il soggetto promotore di prodotti turistici ed enogastronomici non è uno solo.

Forse, prendendo atto della situazione, bisogna cambiare l’approccio. Nella vita, nel commercio e anche nello sport non c’è una ricetta unica, giusta ed infallibile. Prendiamo ad esempio due squadre di calcio note e conosciute da tutti: il Barcellona e il Real Madrid. Il Barcellona è una squadra che sotto un’unica cabina di regia, cioè l’allenatore, esprime un gioco corale, codificato ed armonico, dove i vari giocatori, rinunciando tutti a qualche cosa,  si fondono tra loro per raggiungere la vittoria. Questa è una strada, cioè l’allenatore da la ricetta per vincere con un gioco pre-codificato.

Il Real Madrid al contrario, previlegia le individualità, non ha un gioco così corale come quello del Barcellona, esistono piuttosto 11 giocatori che per capacità tecniche e per volontà comune cercano in tutti i modi di raggiungere la vittoria. Per alchimia sportiva le individualità si fondono tra di loro in modo naturalmente casuale, i calciatori più che guidati in base ad un canovaccio prestabilito vengono gestiti dall’allenatore di turno e anch’essi raggiungono la vittoria.

Due stili, due modi di essere, ma che portano, se i vari attori in campo fanno bene il loro lavoro, alla vittoria

In Oltrepò preso atto alla luce dei decennali tentativi, che non c’è un allenatore con sufficiente carisma e forse competenza per dare un gioco univoco ai vari enti e associazioni e che l’individualismo di ogni associazione è un dato assodato, forse bisognerebbe farsene una ragione ed  applicare il modello Real Madrid.

Ripeto: è solo un esempio calcistico, senza pretese,  per cercare di semplificare il concetto.

È inutile continuare a cercare questa benedetta “cabina di regia unica” , perché è dimostrato che non c’è, e se c’è non si è mai trovata…

È velleitario ed utopistico voler a tutti costi far salire tutte le associazioni e gli enti oltrepadani in unico autobus, che percorre un’unica strada, per andare a Roma per vedere il Papa. Forse è meglio ed alla luce dei fatti, più velocemente realizzabile, che in Oltrepò ognuno vada con la propria autovettura, per la strada da lui liberamente scelta, e ci si trova poi tutti a Roma per vedere il Papa. Qualcuno obietterà che forse non tutti vogliono andare a Roma per vedere il Papa. Su questo dissento.

Perché se Roma ed il Papa sono il profitto per la propria azienda tutti ci vanno, da che è mondo è mondo. Se si accetta, questo, pur opinabile, modo di pensare,  la strategia comunicativa e promozionale dell’Oltrepò potrebbe essere naturalmente e casualmente trovata e forse si smetterebbe anche di perdere tempo con le varie riunioni, simposi, seminari e tavole di varie dimensioni e forme geometriche per trovare questa unica e omnicomprensiva cabina di regia. Ma mi sa che in Oltrepò, continueranno nella loro imperterrita ricerca della cabina e della la regia, magari non facendo mente locale su un problema: quello che manca veramente è il regista.

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