Domenica, 18 Agosto 2019

OLTREPÒ PAVESE - ATTIVITÀ DELLE PRO LOCO, TANTO IMPEGNO MA ANCHE QUALCHE CRITICA

Con l’arrivo della bella stagione le Pro Loco dell’Oltrepò Pavese stanno “scaldando i motori” per offrire momenti di aggregazione e di festa ed in qualche caso, molti per alcuni, pochi per altri, anche eventi per la promozione turistica del proprio comune e del territorio oltrepadano in genere. Sottovoce (ma poi mica tanto) alcuni, in particolar modo operatori turistici, gestori di pubblici esercizi e di locali da ballo, contestano sempre più spesso qualche festa-evento organizzata dalle Pro Loco oltrepadane. Più precisamente sono criticate quelle manifestazioni che andrebbero contro gli interessi degli esercizi pubblici di un determinato comune. Alcuni gestori di esercizi pubblici dicono ad esempio che “non si può organizzare la festa della pizza in un paese che ha diverse pizzerie, perché toglie lavoro ed incassi alle pizzerie del paese”, oppure che “non si possono organizzare concerti musicali, più o meno gratuiti, ed a maggior ragione magari con una parte di contributi pubblici, dove ci sono locali da ballo, che devono organizzare le loro serate senza contributi”. Anche molti ristoratori si lamentano affermando che le Pro Loco fanno una concorrenza sleale,   “mentre noi dobbiamo pagare e mettere in regola tutto il nostro personale loro hanno tutti volontari, e mentre noi dobbiamo essere ligi a tutte le norme igienico sanitarie, alle feste di paese c’è la mancanza anche  di un minimo di controlli su ciò che viene portato in tavola o venduto”. Anche alcuni “esperti di turismo” ridacchiano (ma non troppo) e, sempre sottovoce, affermano che “in Oltrepò si organizzano troppe ‘false’ sagre e si propongono prodotti o piatti che non sono del territorio e non c’è alcuna attenzione alle questioni ambientali o di igiene”. Insomma, in Oltrepò (ma penso anche nelle altre regioni italiane) quasi tutti riconoscono il ruolo spesso unico e fondamentale delle Pro Loco, ma alcuni operatori economici del settore sono, per usare un eufemismo, infastiditi da quella che secondo loro è concorrenza sleale alle loro attività, in quanto godrebbe di agevolazioni, pochi controlli ed in qualche caso anche di finanziamenti pubblici o para-pubblici. In sostanza, di privilegi.

Personalmente ritengo il ruolo delle Pro Loco d’Oltrepò importante, in molti casi essenziale, anche se in alcuni casi i gestori dei locali pubblici qualche ragione ce l’hanno.

Alcune di queste realtà hanno l’indiscutibile merito di aver riscoperto e promosso le tradizioni e il recupero di antiche produzioni che rischiavano di essere perse, e su questo penso ci si trovi tutti d’accordo. Forse un po’ meno convergenza c’è su cosa fare per migliorare la promozione del territorio ed evitare le polemiche, che in questi momenti di “magra” economica affliggono i ristoratori, gli esercenti pubblici e locali affini. Secondo una corrente di pensiero non dovrebbero più trovare facilitazioni o addirittura sostegni economici tutte quelle iniziative che non valorizzano il territorio (dai produttori ai ristoratori) e che sono altresì mera occasione per fare business. Ad esempio tutte quelle sagre che con le tradizioni dell’Oltrepò nulla hanno a che fare: chi le vuole organizzare è libero di farlo, pagando però gli oneri per l’utilizzo degli spazi pubblici, sottoponendosi a tutti i controlli che valgono per gli esercenti e utilizzando personale preparato e non volontari. Per le sagre ‘in regola” invece (in buona sostanza quelle che promuovono il territorio e le sue tipicità) si potrebbero costruire ponti d’oro e coinvolgere ristoratori, commercianti e produttori del territorio nella loro organizzazione.

Un’altra corrente di pensiero, pur concordando che il settore va regolamentato, ricorda invece il valore economico di iniziative che attirano gente, insistendo sull’aspetto della socializzazione e sulla convenienza in termini di tariffe dei menu presentati nelle sagre rispetto a quelli della ristorazione. Tesi contestata da molti pubblici esercenti che insistono sulla mancanza di requisiti minimi da un punto di vista igienico sanitario nella maggior parte delle sagre “tarocche” e di concorrenza sleale di chi propone dei prezzi “alleggeriti” dalla mancanza degli oneri che gravano sulla ristorazione. La realtà è che le Pro Loco  d’Oltrepò lavorano tutte per promuovere il paese, il comune o la località in cui hanno sede. A volte per quest’attività di promozione che riguarda diversi settori come il turismo, gli eventi a carattere sociale, culturale, musicale e sportivo pur  svolti sempre con il massimo entusiasmo, non sempre valutano bene le peculiarità che contraddistinguono il proprio territorio sotto l’aspetto turistico, culturale ed imprenditoriale. Le Pro Loco oltrepadane, per evitare critiche e contestazioni, dovrebbero sempre di più incrementare la loro attività per promuovere diverse tipologie di iniziative e manifestazioni che valorizzino e facciano conoscere il paesaggio e la realtà ambientale del luogo congiuntamente alle tradizioni ed ai prodotti tipici. Come avrete potuto notare, si accenna spesso alle parole “tradizione”, “prodotti tipici” , “paesaggio” e “turismo”, in associazione con la parola “Pro Loco”, è quindi evidente che una Pro Loco sia importantissima per ogni paese dell’Oltrepò, soprattutto dei più piccoli, in modo che il suo patrimonio venga sempre maggiormente valorizzato e il proprio territorio sempre più conosciuto e apprezzato.

Per fortuna in Oltrepò ci sono tante sagre serie e di valore, organizzate da volontari che sono rappresentanti genuini del luogo.

La verità è che senza le Pro Loco molti paesi oltrepadani vedrebbero scorrere i mesi primaverili ed estivi senza “lo straccio” di un giorno di festa, quindi in alcuni casi e con alcune argomentazioni è corretto criticarne una parte. Ricordiamo però che senza di loro che organizzano, si “sbattono”, si ingegnano per il turismo e la promozione delle tipicità per l’Oltrepò sarebbero...”uccelli amari”, scusate il francesismo.

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