Mercoledì, 20 Novembre 2019

OLTREPÒ PAVESE - ELEZIONI COMUNALI IN 55 COMUNI ..... 53 CANDIDATI SINDACI... PERDERANNO

Oggi in Oltrepò si vota, 108 liste, 108 candidati sindaci, solo 55 saranno eletti, 53 perderanno le elezioni. In 14 comuni c’è una lista sola e il  sindaco, a meno che non si raggiunga il quorum, si sa già chi sarà. 108 liste per oltre 1000 candidati: tanti sono i partecipanti alle elezioni amministrative  in Oltrepò Pavese. In alcuni  comuni c’è stata una grande difficoltà nel mettere insieme le liste, soprattutto se la prospettiva, forse evidente ad alcuni fin da subito, non era quella di governare il paese ma piuttosto di rivestire l’ingrato compito di consigliere di minoranza.

Vero…perché il compito di consigliere di minoranza è spesso “ingrato”. Spesso, forse troppo spesso, i Sindaci e le Giunte che amministrano soprattutto i  comuni medio piccoli d’Oltrepò fanno poco per coinvolgere la minoranza nella gestione del paese e, se lo fanno, è spesso più per forma che per sostanza: malvolentieri riconoscono alle minoranze la rappresentanza di quella parte, grande o piccola essa sia, del paese che in genere non la pensa come l’amministrazione. In alcuni casi preferiscono istituire delle consulte che possono ascoltare senza impegno, per poi fare comunque quello che vogliono. E così, spesso, il ruolo del consigliere di minoranza si risolve nella partecipazione a noiosissimi consigli comunali in cui si dibatte  di fronte a molte  sedie vuote e a  “rari” spettatori presenti. Se non ci fossero in alcuni (pochi) casi i giornalisti a prendere appunti e a comunicare all’esterno  il contenuto delle decisioni prese, i cittadini  sarebbero sempre all’oscuro di tutto. O meglio, sentirebbero sempre e solo “La Voce del Padrone”. In effetti sembra che le amministrazioni facciano  di tutto per scoraggiare la partecipazione alle decisioni comunali : ordini del giorno scritti in “burocratese”, regolamenti comunali complicati e lontani dal comune buonsenso, tempi di risposta “biblici” alle domande che vengono dal basso, decisioni e delibere esposti  nell’albo pretorio, sotto a manifesti e fogli esposti quando l’Italia era ancora una monarchia, insomma trucchi e trucchetti, tutti, apparentemente, in “ossequio” della legge.

Eppure nonostante tutto questo, o forse proprio per questo, c’è un bisogno grandissimo di presenza delle  minoranze per il buon funzionamento dei comuni oltrepadani. In democrazia la maggioranza e la minoranza hanno la stessa dignità, nel senso che sono entrambe tutelate dalla legge e dalla consuetudine.

La maggioranza governa, la minoranza controlla. La maggioranza deve poter realizzare il programma annunciato in campagna elettorale, anche se spesso in Oltrepò il programma rimane per buona parte enunciato e poco realizzato….ma questa è un’altra storia…..Una “sana” e “costruttiva” opposizione deve poter ambire a diventare maggioranza in futuro. La minoranza, anche se non è semplice, deve impedire a chi vince le elezioni di fare l’asso pigliatutto.

Chi se non la minoranza può garantire la buona gestione dei soldi pubblici da parte delle amministrazioni? In alcuni comuni dell’Oltrepò la minoranza non c’è: vuoi perché era presente una sola lista, vuoi perché “da destra a sinistra” si sono messi d’accordo per stare “tutti insieme amorevolmente”, oppure ,e questo succede spesso in Oltrepò, la minoranza non c’è perché dopo aver perso le elezioni il candidato sindaco ed i vari consiglieri eletti non potendo portare l’agognata fascia tricolore finiscono per  disinteressarsi di quello che succede in comune.

Un po’ come fanno i bambini:” ho perso, non gioco più”. In questi comuni in cui per varie ragioni la minoranza finisce per essere assente, è grande la tentazione per le maggioranze di gestire il comune come una sorta di azienda famigliare dove vengono scelti per fornitori  gli amici, vengono assunte persone “vicine” a chi ha vinto, e si fanno molti lavori “pubblici” su sollecitazione o vicino a proprietà di chi è allineato con il sindaco e la sua squadra. Spero che chi perderà le elezioni, e saranno ben 53 candidati sindaci ed oltre 400 candidati consiglieri, dopo aver digerito la sconfitta si impegni almeno con la stessa forza che ha messo in campagna elettorale per cercare di vincere. Lo scopo deve essere una minoranza che controlla,  certamente con spirito costruttivo, quello che farà il Sindaco e la sua maggioranza.

Non succederà in tutti i paesi, anzi.

Nella maggioranza dei paesi oltrepadani chi perderà, dopo i primi tre consigli comunali, si romperà i “testicoli” e non vi parteciperà più. Le scuse fantasiose accampate saranno 1000: si andrà dal “ho nuovi impegni di lavoro” al “ho più gravi impegni familiari”, passando per “mi sto trasferendo ed in paese non ci sono quasi mai”, fino al rassegnato di “ho perso quindi, democraticamente, lascio spazio ad altri”, eccetera. “Tut bàl”, tutte balle, la realtà è che molti non eserciteranno i doveri ed i diritti della minoranza perché hanno perso le elezioni, ecco a questi a questi dico fin da ora e dirò anche in futuro “i scùs aien tut bàl e viatar si di cuiò” (le scuse sono tutte balle e voi siete dei…testicoli)!    

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