Giovedì, 12 Dicembre 2019

OLTREPÒ PAVESE E TURISMO, OLIMPIADI INVERNALI MILANO - CORTINA… BUONA NOTTE SUONATORI

A scuola, durante le ore di insegnamento, viene spiegata una materia e i bambini, in base alle loro capacità intellettuali, le attitudini e l’impegno profuso  imparano quanto l’insegnante spiega loro. Per alcune materie alla parte teorica se ne affianca una pratica, dove attraverso prove empiriche si dimostra concretamente quanto appreso dai libri o spiegato dall’insegnante.

Quando un alunno non recepisce né la parte teorica né la parte pratica può essere perché ha capacità intellettive limitate, oppure una scarsa attitudine per quella materia oppure anche perché non ci mette abbastanza impegno e applicazione. Quel bambino è esattamente come l’Oltrepò. Sono rimasto spassosamente perplesso di fronte alle dichiarazioni di alcuni politici locali, di alcuni blogger ma anche di alcuni pseudo esperti del settore turistico oltrepadano, che hanno accolto con grida di giubilo l’assegnazione dei giochi olimpici invernali a Milano - Cortina che si terranno nel febbraio del 2026.

Molti politici, sindaci, assessori e vari “barlafüs” hanno immediatamente rispolverato la stantia frase: “È un’occasione per il nostro territorio, è un’occasione per il nostro Oltrepò” . Ecco, questi sono come quegli scolari che non hanno imparato la teoria né sui libri né dopo le lezioni pratiche. Eh sì… perché l’esperienza di Expo non ha insegnato nulla se non che più o meno tutti adesso mestamente dicono: “Non siamo riusciti a cogliere l’occasione Expo 2015,  non dobbiamo fare lo stesso errore con le Olimpiadi del 2026” .

Eccolo l’errore!!!! Negli anni precedenti Expo, quindi in tempi non sospetti, avevo scritto proprio su queste pagine, che la ricaduta di Expo sull’Oltrepò sarebbe stata pressochè zero e non per incapacità del sistema turistico oltrepadano, se esiste… ma proprio perché tutte le Expo, da Siviglia ad Hannover ad Aichi a Shanghai, per rimanere alle ultime edizioni ..… hanno sempre concentrato la stragrande maggioranza del turismo che vi partecipava là dove si svolgeva  l’evento, tant’è che la località padrona di casa non è mai stata scelta a caso, ma doveva avere un’ottima capacità alberghiera, sia a livello numerico per i posti letto che qualitativo al fine di fagocitare la stragrande maggioranza dei visitatori-turisti. A Milano è successo esattamente così: la stragrande maggioranza dei visitatori-turisti si sono fermati a Milano, il 20/25% è andato nelle strutture alberghiere di Monza e della Brianza, quindi a pochi Km da Rho, area dove si è svolta Expo 2015 e una minima parte è andata sul lago di Como che dista mezz’ora di autostrada dalla fiera Expo.  Un’infinitesima parte si è distribuita nell’interland milanese, sconfinando anche in maniera sempre più irrisoria nella provincia di Pavia, mentre quella parte della nostra provincia che è limitrofa a Milano e al nostro Oltrepò sono rimaste poche ed insignificanti briciole.

Non bisognava essere degli scienziati per capire che sarebbe andata così: bastava aver visitato qualche Expo con l’occhio interessato di chi vuol valutare anche l’impatto economico di un evento, osservando il flusso dei visitatori se e dove c’è stato.

Expo è stato, al di là dei costi su cui ognuno ha la sua opinione, un’eccellente biglietto da visita ed un eccellente volano per il turismo di Milano, ma le ricadute sull’Oltrepò sono state praticamente zero e non poteva che essere così. Vi ricordate cosa dicevano trasversalmente sindaci, politici e non, appartenenti a vari partiti e soloni vari? Negli anni precedenti Expo tutti ripetevano come un mantra esattamente questo: “Non dobbiamo perdere il treno di Expo, che passa una volta sola”.

Premesso che, vista la situazione ferroviaria dell’Oltrepò ed in particolare i  collegamenti con Milano, dire che non si voleva “perdere il treno” è una metafora piuttosto infelice (quasi una presa in giro, ed i pendolari oltrepadani ne sono ben consci), questa gente che prima di Expo ha fatto certe affermazioni, di turismo e di dinamiche del turismo, capisce poco e niente e nonostante i risultati siano alla mano, parla ancora!

Torniamo a ragionare di dati: l’Expo, che si è svolto a soli 70 km dall’Oltrepò non ha avuto alcuna ricaduta sul territorio, questo è ormai cosa certa. Nel 2026 le Olimpiadi invernali si svolgeranno in minima parte a Milano, e per il resto a Livigno ed a Cortina, quindi il baricentro dell’evento sportivo, rispetto ad Expo, sarà ancora più distante dall’ Oltrepò. Eppure, incuranti di quanto espresso, a livello teorico prima e a livello pratico dopo l’esperienza di Expo, molti politici oltrepadani ripetono, anche se a bassa voce, (forse si vergognano un po’….), il motivetto del “In Oltrepò non possiamo perdere il treno delle Olimpiadi”, con le argomentazioni più varie e pittoresche, alcune anche patetiche….

Proviamo a immaginare il turista tipo delle prossime Olimpiadi invernali che va a vedere le gare olimpiche a Cortina, che si trova a ben 455 km di distanza da Voghera, tanto per citare una città dell’Oltrepò, oppure a Livigno, che sempre da Voghera ne dista 310. Qualche espertone avrà pensato: “Perchè poi non dovrebbe venire in Oltrepò a percorrere i nostri sentieri o a visitare la nostra vallate con i “calabroni blu” o altri insetti vari…? Perchè no?”.

“Perché non li convogliamo qua e – aggiungo io - con le “belle” strade che abbiamo non li portiamo da noi a bere un bel bicchiere del vino oltrepadano o a mangiare una fetta del nostro salame… Perché no?”.

Ecco ai politici che ancora oggi, dopo non aver capito nulla di Expo, esprimono queste idee sul coinvolgimento dell’Oltrepò a giochi olimpici Milano - Cortina, bisognerebbe stracciare loro la patente da politico”.

Ripeto: non è come direbbe qualcuno “l’incapacità di fare sistema dell’Oltrepò” il motivo per cui chi assisterà alle Olimpiadi non verrà in Oltrepò. Chi assisterà alle Olimpiadi, che si svolgeranno dal 6 al 26 Febbraio 2026, (ed è noto che in Oltrepò febbraio è uno dei mesi più belli ed accoglienti dell’anno!) arriverà da tutto il mondo per le gare sportive e poi trascorrerà alcuni giorni di vacanza nelle aree limitrofe, assaggiando i vini, le birre ed i prodotti tipici di quella zona. Nel caso in questione, la stragrande maggioranza a  Cortina e Livigno, in molti a Milano.

Qualcuno potrebbe obiettare che, con tutti i giornalisti e le televisioni di tutto il mondo presenti, potrebbe essere anche se piccola un’occasione per  offrire una buona vetrina all’Oltrepò. Ecco chi dice ciò, l’unica vetrina che ha visto è quella del ciabattino, ed ho molto più rispetto dei ciabattini che dei politici… per un motivo semplice: i giornalisti non si dedicheranno all’Oltrepò, in primis la stragrande maggioranza di loro sono giornalisti sportivi che si occupano dei risultati e della parte tecnica delle gare, vale la pena ricordare che le gare alle Olimpiadi si susseguono ad un ritmo serrato, e quindi tempo per parlare d’altro per questa categoria di giornalisti ce ne sarà poco. In secondo luogo la parte dei giornalisti che si occupa di

costume   si occuperà, in primis, delle località che saranno interessate dalle Olimpiadi: parleranno quindi in via prioritaria di Livigno, di Cortina o di Milano e non certo di uno dei nostri ridenti borghi.

Oltre a questo c’è una considerazione logistica non secondaria: il press center sarà nell’area dell’Expo, quindi una grande parte dei giornalisti sarà a Rho, dall’altra parte di Milano rispetto all’Oltrepò. Il che mi dà la ragionevole certezza che se qualche giornalista vorrà fare un pezzo di colore su una zona non direttamente coinvolta nella manifestazione sportiva, lo farà parlando del lago di Como ad esempio, che si trova sulla strada per andare alle gare a Livigno, oppure del lago di Garda, di Verona etc, che si trovano sulla strada per andare a Cortina. Dubito fortemente, essendo tutte le gare dislocate a nord, che un qualsiasi giornalista (a meno che non si perda) prenda la macchina e vada verso sud per venire in Oltrepò.

Premesso questo, comunque, forse …qualcosa l’Oltrepò potrebbe ottenere:

nelle pieghe dei vari appalti che ci saranno per organizzare le Olimpiadi, qualche azienda oltrepadana potrebbe lavorare, così come dalle pieghe o dai più nascosti meandri dei decreti speciali che verranno emanati, magari, salterà fuori qualche soldo per mettere a posto qualche km di strada in Oltrepò.

Magari verrà dato un “contentino politico” alle zone lombarde ed anche italiane non toccate o coinvolte dalle Olimpiadi, ed a Milano verrà adibita un’area espositiva con dei gazebo o roba simile, per esporre e …”promuovere”….i prodotti italiani ed oltrepadani. Utilità? Per qualche politico fare selfie al momento dell’inaugurazione di quest’area “espositiva”. Poi, dopo alcune ore, il “memorabile evento promozionale” verrà dimenticato e….buona notte ai suonatori!

Ecco…così come per Expo avevo espresso l’opinione, poi confermata dai fatti, che nulla sarebbe arrivato e servito all’Oltrepò, anche per le Olimpiadi invernali 2026 mi sbilancio pronosticando che non porteranno un bell’accidente all’Oltrepò. Non per incapacità dell’Oltrepò stesso, ma per tipologia di manifestazione e per ubicazione. Dopo Expo 2015 “ag va no tant a capil” ( non ci vuole tanto a capirlo).

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