Domenica, 17 Novembre 2019

OLTREPÒ PAVESE - « CHIEDERÒ CHE VENGANO INVIATE RISORSE SOLO ED ESCLUSIVAMENTE A QUEI COMUNI I CUI SINDACI INVESTANO NELLA PREVENZIONE»

Massimiliana Rivoltella, 22 anni è responsabile di sala presso una catena di ristoranti. Di Rivarolo, frazione nel Comune di Val di Nizza è alla sua prima esperienza politica. Candidata di “Casapound Italia” a sostegno della presidenza di Angela De Rosa 

Nel caso venisse eletta il problema salute e il problema assistenza medica è particolarmente sentito e anche di attualità in Oltrepò. Che si chiamino tagli, che si chiamino ottimizzazioni, si stanno riducendo le guardie mediche e l’Oltrepò con i suoi presidi di Voghera, Stradella, Varzi e Broni è in bilico tra speranze di potenziamento, tagli e carenze di personale. Quale sarà concretamente il suo impegno in Regione per migliorare la situazione?

«La sanità pubblica italiana è sempre più vittima di un’aziendalizzazione selvaggia che vede strutture e personale come meri numeri da sacrificare in nome del profitto. In quest’ottica si inserisce l’intenzione di Ats di ridurre le sedi delle guardie mediche, il che vedrebbe centri come Casteggio e Varzi senza presidi medici idonei. CasaPound Italia è contro questa assurda logica e chiede, al posto di chiusure che danneggiano la comunità, che ci si dedichi all’ammodernamento e alla riqualificazione degli ospedali pubblici, attraverso la riconversione degli ingenti fondi pubblici utilizzati per sostenere organizzazioni inutili e parassitarie. Di conseguenza il mio impegno andrà in questa direzione: strenua difesa della sanità oltrepadana».

Il pericolo inceneritore Retorbido sembra ormai quasi scongiurato, molti sono i siti di rifiuti speciali in Oltrepò che da un recente controllo risultano per la stragrande maggioranza non in regola. L’Oltrepò è anche uno dei fanalini di coda nella raccolta differenziata che alcuni Comuni stanno cercando di attuare tra mille difficoltà e proteste. Qual è il suo impegno per i siti rifiuti speciali e qual è la sua soluzione concretamente per migliorare ed ottimizzare la raccolta differenziata?

«Il problema non è solo Retorbido, bisogna evitare di fare come gli struzzi e mettere la testa sotto la sabbia. Quante discariche abusive ci sono, ancora, sparse per il nostro territorio? Senza dimenticare la questione dei fanghi e di tutto quello che viene versato nei terreni. Se eletta in Regione, chiederò una mappatura precisa e dettagliata di tutti i siti dove vengono versati i fanghi e altre sostanze come i compost, con relativa calendarizzazione obbligatoria, oltre che ad un aumento serrato della vigilanza sui siti di stoccaggio. Realizzeremo un coordinamento tra Forze dell’Ordine, Protezione Civile e Guardie Ecologiche. Per la differenziata vorrei che Regione Lombardia stimolasse i comuni dell’Oltrepò, attraverso degli sgravi per quei centri abitati che risulteranno essere tra i più virtuosi». 

Sempre più spesso in Oltrepò ci sono emergenze dovute ai “capricci” climatici, i sindaci oltrepadani sempre più a corto di risorse dopo ogni frana, temporale di forte intensità, e dopo ogni grande freddo invocano lo stato di emergenza. Alcuni dicono che emergenza non è, ma mancanza di prevenzione. Quale sarà il suo impegno su questo tema? Cercare di inviare ulteriori risorse per affrontare le emergenze o inviare risorse solo nel caso in cui i sindaci reinvestano in prevenzione?

«Che il clima stia cambiando non è certo una novità, così come non è una novità la continua attesa che accada qualcosa di irreparabile, vedi frane, prima di intervenire. È purtroppo una caratteristica a livello nazionale, ma torniamo a noi e all’Oltrepò: Basta sprechi! Come consigliere regionale chiederò che vengano inviate risorse solo ed esclusivamente a quei comuni i cui sindaci investano nella prevenzione. Dobbiamo porci a difesa di quel sacro legame che c’è fra la terra ed il popolo che la abita».

L’agricoltura è una delle risorse principali dell’Oltrepò e la viticoltura la punta di diamante. Semplificando il concetto espresso dall’Assessore regionale Fava, di soldi in Oltrepò ne sono arrivati molti e purtroppo in futuro ne arriveranno sempre meno causa un’eccessiva litigiosità tra i vari soggetti agricoli e vitivinicoli oltrepadani in campo. Qual è la sua strategia per far sì che l’Oltrepò sia meno litigioso alla luce del fatto che comunque ad oggi ogni confronto, ogni tavolo organizzato e ogni cabina di regia è fallita? Quale può essere il suo impegno per promuovere la sua terra?

«Partiamo dal presupposto che l’Oltrepò pavese non ha nulla da invidiare a zone come il Chianti o la Franciacorta. La nostra proposta è quella di creare un marchio vitivinicolo unico, inconfondibile e forte, capace di resistere alle sfide del mercato. In Regione, dunque, mi batterò in tal senso poiché il vino, con il suo indotto e la sua storia, rappresenta il sangue dell’Oltrepò».

Turismo: Salice Terme era e purtroppo non lo è più, la capitale turistica dell’Oltrepò. Le Terme di Salice erano il polo attrattivo per attirare una grande parte di turisti, ma l’Oltrepò è anche altro: castelli, borghi, enogastronomia, percorsi guidati… Soldi dalla Regione e da altri entri ne sono arrivati molti e una parte sembrano essere a detta di molti, investiti in modo discutibile, un esempio su tutti i sentieri della Comunità Montana, un enorme numero di sentieri realizzati come si suol dire alla meno peggio. Qual è la sua idea di turismo in Oltrepò e secondo lei cosa manca in Oltrepò?

«In sostanza all’Oltrepò non manca proprio nulla, poiché la bontà dei suoi prodotti enogastronomici e la bellezza delle sue colline, con i suoi borghi antichi, sono sotto gli occhi di tutti. Manca però la capacità di mettere in mostra questa bellezza. Prendiamo la Val di Nizza, località dalla quale provengo: vi sono numerosissimi agriturismi che dovrebbero comparire in ogni guida turistica insieme al giustamente decantato Chianti toscano. Eppure non succede. Così come esistono numerose cantine dove rilassarsi bevendo del buon vino e ammirando incantevoli panorami. Bisognerebbe creare un ente che si occupi esclusivamente di promuovere la comunità oltrepadana, nella sua interezza, e non quell’insieme di attori pronti, solamente, a farsi una guerra senza quartiere. Guerra in cui a rimetterci è la nostra incantevole terra».

La parte alta dell’Oltrepò si sta spopolando sempre di più. La parte bassa invece ha problemi di lavoro e molto spesso quando c’è, lo stesso presenta delle problematiche a livello di condizioni e di retribuzione economica. Sono poche le aziende che funzionano, molte in difficoltà, altre chiudono. Cosa fare contro lo spopolamento dell’alto Oltrepò e cosa fare per aiutare le aziende presenti sul territorio?

«Secondo CasaPound Italia, Regione Lombardia deve garantire e difendere il sistema delle imprese tramite risorse mirate allo sviluppo tecnologico e a sostegno dell’eccellenza lombarda. Tra le eccellenze lombarde e pavesi, come già detto, abbiamo l’enogastronomia dell’Oltrepò. La Regione deve incentivare i giovani italiani ad avviare attività nella nostra provincia, in modo da eliminare la diaspora dei giovani oltrepadani verso il resto d’Italia e del mondo. Inoltre, come CasaPound, vogliamo penalizzare fortemente la scelta di quelle aziende che trasferiscono la produzione all’estero. Prima gli italiani per noi non sarà soltanto uno slogan da campagna elettorale».

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