Giovedì, 21 Novembre 2019

VOGHERA - «NESSUN AUMENTO DELLE TASSE E TARI REGOLARE»

Il bilancio passa l’esame del consiglio comunale di Voghera con una serie di novità fiscali. Movimento 5 Stelle e Federconsumatori avevano accusato Palazzo Gounela di aver applicato aliquote errate nel calcolo della tariffa sui rifiuti (Tari) costringendo i vogheresi a pagare più del dovuto. L’assessore al bilancio Gianfranco Geremondia respinge le critiche al mittente e spiega i termini di applicazione delle tariffe.

Geremondia, partiamo dall’aspetto che più interessa i cittadini. Le tasse. Cosa cambierà per i contribuenti vogheresi col nuovo bilancio? Ci saranno aumenti?

«No. Nessun aumento delle tasse. Anzi sono previste riduzioni ed agevolazioni ulteriori rispetto a quelle già in essere, come la riduzione dell’Imu per alcune tipologie di aree edificabili, attraverso una riduzione del valore venale in comune commercio, ed in particolare: 50% per le aree edificabili ad uso produttivo e 15% per le aree edificabili ad uso residenziale».

In giunta avete annunciato novità e aiuti fiscali ai commercianti. Di che cosa si tratta nello specifico?

«Sarà ridotta del 10% della tassa sui rifiuti per le attività commerciali del centro storico con una superficie di vendita pari o inferiore a 100 mq e applicheremo riduzione del 50% dell’imposta sulla pubblicità per la pubblicità esposta nelle vetrine o comunque all’interno delle attività commerciali di vendita al dettaglio relativa esclusivamente ad iniziative organizzate, sostenute, patrocinate da associazioni di categoria. Inoltre è stata definita la procedura per accedere alla riduzione del 50% dell’aliquota Imu per le abitazioni affittate a canone agevolato in base all’accordo sottoscritto con le associazioni di categoria».

Passiamo alle accuse che vi sono state rivolte. M5S e Federconsumatori sostengono che abbiate calcolato la Tari in modo errato e che, applicando la tariffa variabile alle pertinenze, i cittadini abbiano versato soldi in più non dovuti. Questo errore c’è stato o no?

«Nessun errore. Il Comune di Voghera ha, come altri comuni, correttamente, nell’ambito delle opzioni consentite, identificato come non domestiche i luoghi di deposito individuati catastalmente in modo autonomo. Pertanto nella determinazione della tariffa sulle autorimesse o gli altri simili luoghi di deposito identificati catastalmente in modo autonomo, il Comune di Voghera non ha applicato la quota variabile, intesa come importo commisurato al numero degli occupanti, ma ha applicato la tariffa delle autorimesse determinata, come per tutte le tariffe delle utenze non domestiche, da una quota fissa e una quota variabile, la quale è calcolata in base alle superfici e quindi indipendentemente dal numero degli occupanti. La previsione del vigente regolamento per l’applicazione della Tari del Comune di Voghera quindi si colloca in una fattispecie diversa rispetto a quella richiamata dalla interrogazione parlamentare e dalla circolare del Ministero, le quali si esprimono sul caso di applicazione della quota variabile abitativa autonomamente e ripetutamente per ogni pertinenza, in quanto la quota variabile non è stata assolutamente computata più volte in relazione a ciascuna utenza».

Il PD ha chiesto una modifica al regolamento consigliando di considerare come “utenze domestiche” anche cantine e garage purché siano annessi all’abitazione. Perché secondo lei si tratta di una modifica sbagliata?

«La modifica proposta dal PD non è di per sé sbagliata. Sono le conseguenze sui cittadini vogheresi che non sono coerenti con la nostra politica di contenimento della pressione tributaria».

Intende dire che in questo modo si pagherebbe di più?

«Alcune categorie di cittadini sì. Applicando i parametri indicati nel documento che il PD ha depositato in commissione bilancio sulla banca dati dell’Ente il risultato è sempre quello: le utenze domestiche con box pagherebbero uguale ad ora o poco meno, mentre quelle prive di box o quelle non domestiche, ossia negozi, bar, pizzerie, pagherebbero di più. Quella variazione avrebbe come unica conseguenza di introdurre un incremento di tassazione per le utenze domestiche senza box, o per le utenze non domestiche, ossia negozi, bar, orto frutta, ecc., o per entrambi a seconda dei parametri utilizzati. Dalle simulazioni effettuate ne rimarrebbero penalizzate in misura diversa o le utenze domestiche prive di box, o le utenze non domestiche o entrambe».

La Corte dei Conti ha richiesto al Comune di rientrare di oltre 2 milioni di euro. Spese definite “pazze” o “per il superfluo”, se ne sono sentite tante.. Com’è la situazione? Chiariamo innanzitutto il perché questo si è verificato...

«Innanzitutto chiariamo che non si tratta di “spese pazze”, ma di spese non obbligatorie che comprendono anche oneri sostenuti per integrazione ed ampliamento delle iniziative a sostegno del diritto allo studio, della fragilità sociale, per manutenzioni aggiuntive di strade, verde ed edifici comunali e per la sicurezza, oltre alle iniziative nell’ambito del commercio, della promozione del territorio, della cultura e dello sport. Quindi tutte spese legittime ed utili a migliorare la vita cittadina. Il problema vero è che una quota dei nostri cittadini non versa al Comune quanto deve per imposte, tariffe e sanzioni Codice della Strada, e non solo per effettivi problemi economici. Così l’Ente si trova in una situazione di criticità di liquidità, che costituisce l’aspetto principale del rilievo della Corte dei Conti».

Sta di fatto che questi 2 milioni dovranno saltare fuori in qualche modo…Se non saranno aumentate le tasse quali servizi si andranno a tagliare?

«Nessun servizio sarà tagliato. Il piano di rientro approvato dal Consiglio Comunale prevede che la maggior quota sia recuperata sul bilancio 2017, destinando a tale obiettivo tutte le maggiori risorse che si sono realizzate, è stata fatta la rinegoziazione dei mutui Cassa Depositi e Prestiti e sono state razionalizzate tutte le possibili spese di funzionamento. Per il 2018 ed il 2019 sono previste le ulteriori quote per la chiusura del rientro triennale, senza ridurre nessun servizio, senza aumento di tariffe per i servizi a domanda individuale, mantenendo le agevolazioni tariffarie e tributarie in essere ed anzi ne sono state introdotte ulteriori. L’obiettivo è stato raggiunto attraverso proporzionali riduzioni delle risorse assegnate ai diversi settori comunali, salvaguardando gli aspetti più rilevanti per il soddisfacimento delle attuali esigenze e bisogni della comunità ed un generale contenimento delle spese di funzionamento non obbligatorie».

C’è da aspettarsi una” Sensia 2018” al risparmio?

«Compatibilmente con le limitazioni ed i vincoli imposti dalla legge sarà all’altezza della situazione».

La vittoria del contenzioso con il Ministero delle Finanze ha liberato, almeno in parte, il tesoretto da 800mila euro che era stato accantonato sotto la gestione commissariale. Quanti di questi soldi sono utilizzabili subito e in che modo saranno impiegati?

«Per ora, in attesa di verificare l’impatto finanziario delle misure di riduzione dell’Imu per aree edifìcabili ed abitazioni locate a canone agevolato, abbiamo mantenuto il “tesoretto” da parte. Decideremo come impiegare quelle risorse nel corso dell’anno, valutando prima gli effetti delle manovre appena effettuate».

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