Giovedì, 21 Novembre 2019

BRONI - «GLI EVENTI SONO FUMO NEGLI OCCHI, IL PAESE STA MORENDO»

Il gruppo di minoranza “Broni in Testa” torna all’attacco della giunta comunale guidata da Antonio Riviezzi e lo fa proprio alla vigilia di una delle manifestazioni previste per il secondo weekend di marzo, “Cioccovillage”. A parlare è il consigliere Giusy Vinzoni. «Siamo contenti che ci siano eventi che animano un po’ il paese e fanno divertire la popolazione, ma non prendiamo in giro nessuno facendo credere che in questo modo di stanno risollevando le sorti di Broni».

D’accordo Vinzoni, però in dialetto si dice anche che “piutòst che nient l’è mei piutòst”…

«Il punto è: non siamo contrari alle manifestazioni, anzi, ben vengano. Ma non accetto che si voglia far credere alla gente che con questi eventi si risolva un problema quando la questione è molto più profonda. Oggi non abbiamo sostanzialmente niente, inutile girarci intorno. Sicuramente è causa della crisi economica globale, ma la realtà è che Broni sta morendo e non basteranno quattro eventi per risolvere questo problema». 

Che cosa ci vuole secondo voi?

«Per rilanciare commercio e turismo serve un paese più pulito, più vivo. La via Emilia è bellissima ma l’assessore ha fatto il conto dei negozi chiusi? Si mettono le fotografie amarcord per mascherare un paese senza vita e questo è molto triste. Per far tornare la gente a vivere qui non basta un evento questo è certo. Serve un paese vivo, dove i negozi sono aperti e non tappezzati da tristi foto che ritraggono un paese nostalgico, che non esiste più e che vive ricordando i bei vecchi tempi».

Eppure basta muoversi un po’ verso Stradella per trovare più vita. Proseguendo sulla via dei motti verrebbe da dire che “l’erba del vicino è sempre più verde”…

«Il paragone con Stradella mi rattrista in quanto madre, perché i ragazzi lì vanno e il paese brulica di gente. Il perché questa differenza è una domanda che dovrebbero farsi quelli che amministrano Broni, riflettendo e magari prendendo spunto».

Negli ultimi tempi diversi fatti di cronaca hanno visto Broni protagonista. Come vede la questione sicurezza?

«A Broni sono aumentati i furti e gli episodi legati alla droga. Quello che succede a Broni è indice di degrado, ma non succede solo da noi. Certo scorrendo la cronaca si legge di un soggetto trovato con la pistola in auto ricercato per una serie di furti, un sedicenne bronese segnalato a Pavia per detenzione di stupefacenti, il campetto di basket adiacente al liceo distrutto dai vandali. Si è addirittura parlanto di una sorta di “drogamarket” tra Broni e Redavalle. Il degrado fa parte della quotidianità perchè più il paese si impoverisce più le situazioni borderline aumentano. Va però anche detto che in queste situazioni il Comune può fare poco, sono problemi che investono soprattutto l’ambiente famigliare e un contesto difficile per la politica. Quello che il Comune deve fare è dare ai ragazzi qualcosa da fare, idee propositive e innovative. Non basta qualche evento ogni tanto. Serve una politica più diretta ai giovani».  

Cosa intende con politica per i giovani?

«Progetti rivolti a loro, per dare un’alternativa alla noia e alla strada. Faccio un esempio: tempo fa un artigiano voleva aprire a Broni un laboratorio per insegnare l’arte del lavoro del legno ai ragazzi. Una piccola cosa, ma che andrebbe nella direzione giusta. Mi risulta che il progetto sia stato proposto all’Amministrazione ma non abbia avuto seguito». 

Parliamo della rotonda vicino alle nuove scuole elementari distrutta dai vandali. Cosa ne pensate del progetto dell’Amministrazione legato ad essa?

«Il progetto era realizzare una costruzione fatta di Lego con in alto un personaggio che è diventato personaggio di un fumetto realizzato da ragazzi di Broni. Purtroppo questa rotonda è stata distrutta dai vandali. è una bella cosa che sia stata ricostruita ed è giusto che si dia spazio ai giovani che hanno idee. Quello che sappiamo è che il personaggio diventerà protagonista di un fumetto che sarà distribuito a Broni, anche se noi della minoranza di questo sappiamo ancora poco».

L’istituzione dell’Università dei Sapori per la giunta è sempre stato motivo di orgoglio. Come sta andando questo progetto?

«Per noi è stata una spesa esagerata. Il Comune ha approntato questa struttura con tutto ciò che servirà per i corsi e l’ha data Università per 9 anni, di cui 6 però a titolo gratuito. Riguardo al suo funzionamento rispondo che anche noi vorremmo sapere di più: è nata? I corsi sono iniziati? quanti sono gli iscritti? Vorrei capire se la macchina è entrata in funzione, visto che era stata sbandierata come la soluzione per rendere Broni nuovamente attrattiva. La minoranza non viene mai aggiornata. Quando abbiamo domande il sindaco ci dice di rivolgerci agli uffici preposti, ma noi crediamo che il luogo per il dibattito debba essere pubblico. A Broni invece lo strumento del consiglio comunale viene decisamente sottoutilizzato. Ci sono interpellanze da noi presentate ferme da ottobre e mai discusse. Che senso ha? Perché secondo voi? Si tratta di una scelta politica, non ho altra risposta».

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