Giovedì, 21 Novembre 2019

OLTREPÒ PAVESE - DA “SINDACO PIÙ AMATO D’ITALIA” A ONOREVOLE DI FORZA ITALIA AL PARLAMENTO: ALESSANDRO CATTANEO

Nonostante i massacranti impegni di consultazione di queste febbrili giornate romane, con grande disponibilità il neo eletto onorevole Alessandro Cattaneo ha accettato di rilasciare un’intervista al nostro giornale: dai concetti dell’alta politica alle tematiche care all’Oltrepò Pavese, smorzando anche alcuni toni polemici che ne avevano caratterizzato la campagna elettorale.

Cattaneo, da neo-eletto alla Camera dei Deputati che sensazione ha provato varcando la soglia del celeberrimo “Transatlantico”, il Palazzo di Montecitorio?

«Ho pensato prima di tutto al percorso fatto fino ad ora, al significato della politica fatta con passione, alle serate in consiglio di quartiere, ai consigli comunali, alle battaglie vinte così come a quelle perse, sempre mettendoci cuore, passione e tutto l’impegno possibile. E ho pensato alla responsabilità che ci attende».

Quando era sindaco di Pavia, premiato quale “sindaco più amato d’Italia”, il Dottor Silvio Berlusconi ebbe per lei parole d’elogio importanti: questa vicinanza umana e professionale continua? Ritiene che il Presidente potrà per lei avere in serbo un importante incarico, politico e/o governativo-ministeriale?

«Sì, è un rapporto di cui sono onorato. Mi sono affacciato alla politica da ragazzino, proprio mentre il Presidente Berlusconi dava vita a Forza Italia, il movimento che ho sempre rappresentato in tutto il mio percorso. Avere la possibilità di confrontarci, di ascoltare i suoi consigli è un grande privilegio, sa come trasmettere passione e carica tutti i giorni. Quanto al resto, non credo che il Presidente in questo momento abbia in testa questo o quell’incarico, bensì il futuro dell’Italia con il valore che può portare il Centrodestra di cui è ancora motore indiscusso».

A quale ruolo, sia all’interno del partito sia nel prossimo governo, lei mira?

«Ai ruoli non si mira, ci si mette a disposizione in base alle proprie capacità e si prova a portare il proprio valore in un progetto, che sia di partito o di governo. Personalmente sono molto legato al territorio, alla città di Pavia, alla provincia di Pavia e ai cittadini che ci hanno supportati in campagna elettorale. In Forza Italia abbiamo fatto un ottimo lavoro in occasione del Referendum costituzionale e del Referendum sull’autonomia proprio lavorando tra la gente e tra la gente abbiamo il compito di rilanciare il nostro messaggio politico di Centrodestra: la politica si fa partendo da qui».

In queste settimane di bagarre romana sulle svariate ipotesi di premierato, ritiene possibile ci possa essere un’indicazione diversa dai, mi passi il termine, “soliti” Di Maio e/o Salvini? Potrebbe essere il prossimo Presidente del Consiglio dei Ministri, magari, un nome meno conosciuto ai più?

«L’importante è che abbia capacità e autorevolezza per guidare il Paese in una fase molto difficile sotto tutti i punti di vista. In tutto ciò, ovviamente, il Centrodestra che è maggioranza in Italia deve assumere un ruolo guida di primo piano con le relative responsabilità».

Il nostro giornale è radicato profondamente in Oltrepò, territorio del quale si occupa tout court da un decennio. è un territorio problematico, nonostante le molteplici possibilità d’eccellenza riconosciute, da molti considerato in continuo degrado. Qual è la sua opinione in merito?

«Amo l’Oltrepò, terra meravigliosa che deve sprigionare in tutto e per tutto enormi potenzialità. Servono visione e concretezza: da una parte le infrastrutture, perché oggi più che mai sono base fondamentale per un salto di qualità. E poi dobbiamo fare una sintesi vincente tra le numerosissime eccellenze che caratterizzano l’Oltrepò, mettendo tutti nelle condizioni di competere con territori che nulla hanno da invidiarci».

Sempre a detta di molti, i problemi più rilevanti attualmente sono la fatiscenza di strade ed infrastrutture, i ponti in primis e, tra questi quello della Becca, e la mancanza di “sistema” nel legame imprenditoria-politica. Si “spenderà” l’Onorevole Cattaneo nel tentativo di creare appunto questo “sistema” e, cosa che personalmente considero fondamentale, nell’inserimento nella prossima Finanziaria di una contribuzione nazionale al ripristino delle suddette infrastrutture?

«Ribadisco, infrastrutture e lavoro devono essere le stelle polari di chi ha a cuore lo sviluppo del nostro territorio. Rappresentare Pavia e la provincia di Pavia significa essere sindacalisti di questi cittadini e riuscire a tradurre concretamente ogni esigenza. Le infrastrutture efficienti sono il contesto necessario così come il ‘sistema’ impresa, politica e territorio, altrimenti è difficile crescere e competere. Non sono solito fare promesse mirabolanti, ma prometto sempre il massimo dell’impegno nell’interesse del territorio: questo farò e di tutto questo renderò conto quotidianamente ai cittadini dell’Oltrepò e della provincia di Pavia. Il tema ponte della Becca va affrontato e risolto».

Nel numero dello scorso Febbraio, nell’intervista alla Signora Rosanna Gariboldi, che ha per lei avuto parole di grande stima, la stessa ci ha suggerito di nuovo l’idea, in quanto possibilmente vincente, di riproporre il progetto dell’autostrada Broni - Mortara: è un percorso legislativo a suo parere percorribile? E se sì, andrebbe a valorizzare il nostro territorio?

«Rosanna Gariboldi è una persona speciale con doti di sensibilità umana e conoscenza politica rare e preziose. Sono onorato della sua stima. Quanto al tema autostrada più che altro è una sfida che non possiamo più rimandare, in un Paese – mi riferisco all’Italia – che a furia di no è rimasto indietro. Anche in questo è fondamentale creare le condizioni affinché ogni energia positiva riesca a diventare realtà. Questo significa guardare al futuro e l’Autostrada Broni-Mortara è un progetto che guarda in quella direzione».

A differenza delle belle parole della Gariboldi, una parte politica dell’ Oltrepò, a seguito dell’incarico a lei affidato come Coordinatore Provinciale del Partito, in sostituzione del Sindaco di Voghera Carlo Barbieri a poche settimane dalla kermesse elettorale, si è immediatamente rivelata a lei ostile, o quantomeno non simpatizzante. Lei aveva comunque la certezza della Candidatura nell’Uninominale, quindi la cosa non ha poi comunque sortito, ritengo, un rischio rilevante sulla sua successiva elezione: come considera questo “passaggio” quasi disgregativo dell’unità di Partito a livello oltrepadano e, in caso lo ritenesse forse dannoso per il Partito, come pensa di recuperare, sul territorio, questo consenso eroso?

«Per quanto mi riguarda in Oltrepò durante la campagna elettorale ho incontrato tantissimi amici con cui ho condiviso e condividerò questo nuovo percorso. Credo che a volte alcune logiche della politica si avvitino un po’ su se stesse, nel rispetto ovviamente di ogni istanza che il territorio propone. Condividere e decidere, questo credo che sia fare politica: non ho mai chiuso alcuna porta e ho sempre fatto politica per proporre, per costruire, per aggregare: l’ottimo risultato di Forza Italia nel quadro della Lombardia, percentuale più alta di tutte le province, credo sia stato la miglior risposta a qualsiasi polemica».

Le Terme di Salice sono state per tanti anni la principale società turistica dell’intero Oltrepò, volano di tante strutture alberghiere, ristorative e di divertissement della zona. Quindi, un importantissimo motore dell’imprenditoria di settore. Privatizzate nel 2006, oggi sono ahimè fallite. In questo decennio di progressivo, diciamo, ridimensionamento, perdita d’appeal come suddetto motore esteso a 360 gradi, e diversi “passaggi di mano”, i tanti detrattori della decisione di privatizzazione hanno additato la politica oltrepadana, o meglio la sua assenza alla partita, quale principale colpevole dell’attuale situazione creatasi. Ma, essendo state appunto privatizzate, come avrebbe potuto la politica inserirsi nella progettualità gestionale? Quali sarebbero potute essere le soluzioni differenti? Ritiene di poter ipotizzare un intervento della Pubblica Amministrazione ora?

«Da liberale non sono mai stato avvezzo al puntare il dito sempre e solo verso la politica, la politica deve più che altro eliminare ostacoli e creare le migliori condizioni con le quali le eccellenze del territorio possano nascere, crescere, affermarsi. Credo inoltre che, proprio per tutto ciò che dicevamo poco fa, lo sviluppo dell’Oltrepò non debba essere attenzionato a compartimenti stagni, bensì a ‘sistema’. La sfida è proprio questa: dare al nostro territorio non una politica che salvi a posteriori, bensì una politica che crei preventivamente le migliori condizioni di sviluppo». 

di Lele Baiardi

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