Martedì, 10 Dicembre 2019

NON VORREI CHE DELLE TERME DI SALICE SI FACESSE UNO SPEZZATINO

La vicenda Terme, come ampiamente previsto in tempi non sospetti e nel corso degli ultimi anni su queste pagine, è finita come logicamente doveva finire: le Terme di Salice sono fallite!

Ora le Terme sono chiuse e si vocifera di un “patetico” tentativo di riapertura: pare che alcuni operai, di sera terminato il loro regolare lavoro, si siano recati nell’ex centrale termica per vedere lo stato degli impianti e per cercare di far ripartire lo stabilimento. Se è vero, e molti vociferano che sia vero, sarebbe un tentativo “patetico”, a tal proposito sarebbe interessante capire se il Curatore Fallimentare Dottor Nannoni ne è a conoscenza.

Se, come si dice, questo tentativo è stato fatto e pare che diverse persone di Salice abbiano visto per due o tre giorni le luci accese nell’ex centrale termica, con operai che cercavano di metterla in funzione, è stato compiuto in barba alle più elementari norme che regolano il lavoro. Ma al di la di questo, se gli operai sono andati, e così sembra, chi li ha mandati ha poche e confuse idee su come funzionano gli impianti termali.

Rimettere in funzione gli impianti termali, impianti parzialmente svuotati delle acque di servizio,  per combattere i rigori dell’inverno e tubazioni dei fanghi probabilmente nel frattempo diventati cemento, causa la chiusura e la mancata cura necessaria essendo lo stabilimento chiuso e dopo mesi di stop… è un pia illusione.

Chi è stato l’artefice di questo tentativo? Chi l’ha permesso dovrebbe ancora una volta dire “Scusate, non è il mio mestiere”.

Questo episodio che potrebbe sembrare secondario è invece significativo di come, spero di sbagliarmi, verrà gestita la liquidazione e la messa all’asta delle Terme.

A mio giudizio potrebbe essere entrata nell’anticamera del cervello di qualcuno la possibilità di vendere o acquistare le Terme a pezzettini.

L’Oltrepò è famoso per molti secondi piatti, forse tra tutti il più buono, tra quelli tipici oltrepadani, è il brasato, lo spezzatino non è tra i piatti tipici della nostra zona, ma mi sa che delle Terme ne vogliano fare uno spezzatino e cioè vendere a pezzettini le varie proprietà legate alla struttura termale: un hotel in disuso a uno, un hotel in disuso ad un altro, le attività commerciali del parco un po’ a qualcuno e un po’ a qualcun’altro.

Il Parco, anche se è giuridicamente proprietà delle Terme, praticamente non lo è più essendo ad uso pubblico, per ora, e quindi potrà essere difficilmente venduto.

Rimarrà solo lo stabilimento termale che per rimetterlo in funzione richiederà alcune centinaia di migliaia di euro e quindi uno dopo aver acquistato all’asta le Terme dovrà rimettere in funzione lo stabilimento spendendo una cifra notevole senza poter contare sulle altre proprietà che gli garantiscono dei ricavi più o meno certi? Dubito, dubito molto ci sia qualcuno così sprovveduto...

Ho avuto modo di parlare con due gruppi interessati alle Terme, uno europeo, con capitali totalmente europei ed un gruppo con capitali del sud est asiatico, entrambi hanno giudicato le Terme appetibili per due motivi: il primo, il più importante a detta loro, è che la struttura è collocata al centro di quello che una volta era il triangolo industriale Milano – Torino - Genova e quindi facilmente raggiungibili e con un grande bacino d’utenza, a differenza della stragrande maggioranza delle terme italiane; il secondo è che le Terme non hanno solo lo stabilimento termale, ma così come gli altri stabilimenti italiani più importati, e fino all’inizio degli anni 2000 le Terme di Salice erano tra le più importanti in Italia, anzi erano tra le prime 5 in Italia per fatturato termale,  hanno un parco che le circonda, due alberghi con possibilità di ampliamento, locali pubblici e spazi di proprietà che possono essere sinergici e necessari ad un investitore che vuole rilanciare lo stabilimento.

Io non so cosa pensa il dott. Nannoni che probabilmente di Salice e delle terme ne sa ben poco, non essendo nato qua né avendoci mai lavorato, ma non vorrei che qualcuno gli inculcasse l’idea che vendere le Terme di Salice in blocco, così come storicamente sono sempre state, è impossibile, mentre vendendola pezzo per pezzo qualcosa si porta a casa.

I metodi per far passare all’opinione pubblica questa idea? I soliti! Dichiarazioni del politico di turno, due articoli del giornalista amico… mirate a convincere tutti che l’asta sarà deserta se le Terme andranno all’asta in blocco, quindi resterà un’unica soluzione cioè farne uno spezzatino.

I motivi… scusate le balle che si potrebbero dire per ottenere questo scopo sono molteplici, in parte si potrebbero riutilizzare le “stesse balle” utilizzate  nel 2005 quando ci fu la vendita anzi la svendita  delle Terme, quella svendita che fu la causa della situazione attuale: il fallimento!

Molti, alcuni politici di allora sono ancora in pista, magari con incarichi di maggior prestigio, chi allora si è prestato o ha taciuto alla svendita, magari solo in qualità di consigliere comunale, oggi, magari salito nella scala del potere paesano, potrebbe essere d’accordo, consenziente oppure silente, nel  mandare in scena lo stesso copione e magari per ottenere gli stessi vantaggi che si dice, ma soprattutto che qualcuno ha dichiarato ad alta voce e scritto, abbiano ottenuto alcuni politici, anche locali,  nel 2005/2006 quando ci fu il primo “furto” dal nome “svendita delle Terme”.

Nel fallimento delle Terme la politica locale comunale, provinciale, regionale ha tante responsabilità, ora tutti, soprattutto, coloro che sono ancora in politica e che anche allora c’erano, fanno finta di niente e fingono di dimenticare i loro misfatti.   

Il liquidatore, visti i precedenti, dovrebbe non solo non avere rapporti con la politica, ma non considerarla per niente! Nel caso in cui non lo sapesse: dalla politica e dai politici locali, per le Terme di Salice, sono arrivati e possono arrivare solo dei disastri. 

di Nilo Combi

  1. Primo piano
  2. Popolari