Giovedì, 21 Novembre 2019

GUERRA DEI SOLDI DELLA LEGA: LE STRATEGIE PER SOPRAVVIVERE

Ci sarebbe l’ipotesi di un trasloco sul web nel futuro della Lega, dopo il sequestro dei conti del partito confermato dal tribunale del Riesame di Genova. L’indiscrezione circola dagli stessi ambienti del Carroccio, dove sarebbe stata creata una task force, composta da Giancarlo Giorgetti, Roberto Calderoli e Giulio Centemero, per trovare una soluzione al problema economico derivato dalla sentenza.

Matteo Salvini non intende mollare la presa sul “brand” storico Lega e tra gli scenari possibili compare quello di spostare le strutture del partito sul web, mettendo a regime una piattaforma online della Lega, che permetta agibilità politica, bypassando costi e investimenti, per ora non più sostenibili. In ogni caso si punterebbe a un profilo web forte «che funzioni per il livello nazionale, mentre le segreterie regionali potranno continuare ad avere la struttura territoriale tipica dei partiti». Uno spostamento sulla Rete, che non coglierebbe di sorpresa il Carroccio, ormai abilissimo con la comunicazione social, già fiore all’occhiello di “Salvini premier”. Solo per dare un dato, la pagina Facebook del leader conta oltre 3 milioni e 200mila utenti. Con tantissimi di questi pronti a dare un contributo, anche economico, per tenere vivo il partito.

Nell’immediato serve di capire come «mantenere viva l’operatività della Lega», per pagare stipendi e fornitori, fare attività politica, organizzare iniziative e anche per i manifesti, come spiega un dirigente di Via Bellerio. Evitare poi che il sequestro possa estendersi anche alle realtà periferiche legate alla Lega, è, invece, il secondo obiettivo a breve termine. «Ci rifacciamo al precedente della Cassazione che ci ha dato ragione sulla non procedibilità di confisca dei beni per la Lega Toscana», ricordano dal Carroccio. «Ma la situazione non è chiara, perché in caso analogo, nei confronti della Lega nord Federale, i giudici, invece, ci hanno risposto picche. Vogliamo far considerare le realtà locali come enti terzi», ricordano i tecnici di via Bellerio.

Proprio la via di dar più peso ai soggetti terzi, già attivi, potrebbe essere un’escamotage percorribile. La realtà nata tre anni fa per sfondare al sud, , l’associazione “Noi con Salvini’, è stata la prima tappa di un percorso per arrivare al partito nazionale. «Perché – si ragiona – è un percorso già avviato da tempo, che non si interseca con le vicende giudiziarie, tutte a carico della Lega Nord, e che soprattutto, dovrà essere sempre più autonomo», ma «in grado di rappresentare la galassia leghista salvando idee, militanti e patrimonio». L’ipotesi di un congresso che sancisca il cambio del nome della Lega, invece, non sembra percorribile: «Se cambi nome – si interrogano a via Bellerio – siamo sicuri che venga meno la continuità giuridica?». Resta a margine l’opzione di puntare tutto sul movimento “Lega – Salvini Premier”, perché in questo caso dubbi sulla continuità giuridica di un soggetto con lo stesso segretario e nome nel simbolo della vecchia Lega non ce sarebbero molti.

  1. Primo piano
  2. Popolari