Martedì, 10 Dicembre 2019

BORGORATTO MORMOROLO - «PROBABILMENTE NON CI SARÀ UNA SECONDA LISTA NEANCHE ALLE PROSSIME ELEZIONI»

Fabio Molinari, classe 1965, è il primo cittadino di Borgoratto Mormorolo. Alla sua prima avventura da sindaco, racconta come si trova e che cosa spera per il futuro del suo paese.

Sindaco Molinari, com’è amministrare Borgoratto?

«è abbastanza complicato, oltretutto avendo anche un’attività privata. Coordinare il tutto è impegnativo, anche se si cerca sempre di farlo bene».

Aveva già avuto esperienze in politica?

«Avevo già fatto il consigliere comunale nella precedente amministrazione, poi il sindaco di allora non ha più voluto ripresentarsi e sostanzialmente mi hanno proposto di candidarmi e così ho fatto. è difficile e laborioso conciliare tutto, ci vuole un bell’impegno, ma una volta iniziata l’avventura si cerca di portarla avanti nel miglior modo possibile, anche perché le circostanze attuali del panorama politico non sono proprio buonissime, anche per quanto riguarda Regione e Provincia, ma tutto sommato devo dire che ho instaurato ottimi rapporti con loro. Quello che siamo riusciti a fare per il nostro territorio non è moltissimo ma qualche soddisfazione è arrivata».

Borgoratto quanti abitanti ha?

«Circa 450 e si estende su una superficie di 16 chilometri quadrati: un’area molto vasta… e i problemi stanno anche in quello, nella gestione di un territorio ampio, con pochi abitanti e quindi pochi introiti. Bisogna quindi contare su fondi che arrivano da fuori».

Siete in unione con altri comuni?

«Sì, l’idea di unirci è arrivata nel 2015 e si è formalizzata ufficialmente a gennaio 2017. Siamo con Borgo Priolo, Montesegale e Rocca Susella».

è un vantaggio per voi?

«Decisamente. Grossi problemi non li abbiamo avuti. Se non altro con l’unione abbiamo la possibilità di avere dei contributi da parte della Regione, e in parte anche dallo Stato, che ci permettono di affrontare certe situazioni in modo un po’ più sereno».

Che tipo di servizi avete in comune?

«Sicuramente lo scuolabus. Stiamo organizzando e ottimizzando i mezzi che abbiamo a disposizione. E poi tutto quello che riguarda il personale, avendo costituito l’ufficio unico. Infine tutti quelli che sono i servizi amministrativi: siamo riusciti agevolmente a unificarli e quindi a ottimizzarli».

I cittadini sono favorevoli all’unione?

«Diciamo di sì. Abbiamo comunque fatto un percorso di informazione, e abbiamo spiegato loro i vantaggi della questione».

Una cosa che si sente di aver apportato come sindaco in questi anni?

«Sostanzialmente l’aver gettato le basi per una creazione di un sistema fra comuni anche non appartenenti alle unioni che potrebbe avere un futuro importante. Prima il comune di Borgoratto era abbastanza isolato nella sua amministrazione e nelle sue cose, adesso non è più così. La nuova ondata di sindaci relativamente giovani eletti nel 2014 ha gettato le basi per qualcosa di più importante, che ha visto l’unione come primo passaggio e poi ha messo le basi per creare un sistema fra le varie amministrazioni che possa dare un grande impulso verso le prospettive future».

Manca poco alle prossime elezioni. State già lavorando per il prossimo maggio?

«Non abbiamo ancora iniziato a parlare, ma cominceremo a breve. Io ero stato eletto a lista unica e probabilmente non ci sarà una seconda lista neanche la prossima volta. Comunque il mio programma elettorale verterà soprattutto sulla ottimizzazione dei fondi che arriveranno dallo Stato e dalla Regione per l’area interna, visto che noi siamo tra i 15 comuni che hanno ottenuto questo status di “area interna”, e potranno essere utilizzati per progetti che sono già stati presentati. I fondi saranno spesi per promuovere il nostro territorio, cercare di renderlo conosciuto e portare un po’ di gente a viverci».

Come strade come siete messi?

«Siamo messi come tutti! Abbiamo raggiunto un accordo con la Provincia per un certo numero di interventi: qualcosina è stato fatto e speriamo di continuare. È uno dei nostri problemi principali…nel nostro piccolo cerchiamo di fare qualcosa, ma se non arrivano fondi è dura… è ovvio che una rete stradale messa meglio e un po’ più mantenuta sarebbe un incentivo in più per le persone a venire nelle nostre zone».

Avere un ministro come Gian Marco Centinaio, che conosce bene il territorio oltrepadano, può essere un vantaggio?

«Prospettive ce ne sono parecchie, anche perché siamo una zona in cui la viticoltura la fa da padrona. Stiamo cercando di studiare dei procedimenti e delle situazioni che possano permettere alle aziende agricole di essere un po’ più tutelate. Speriamo con Centinaio di riuscire a stabilire le prerogative che possano permettere a Comuni come il nostro di essere spronati, incentivati e migliorati. Adesso come adesso l’Oltrepò ha un grande patrimonio che non è sfruttato: siamo un pochino indietro e siamo ancora alla politica del “guardo il mio orticello e basta” quando parlo di fare sistema intendo anche cambiare questo modo di vedere. Mettere quindi davvero a sistema le aziende, i produttori e tutta la filiera, anche con il merchandising che è importantissimo, per far conoscere i prodotti oltrepadani».

di Elisa Ajelli

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