Mercoledì, 19 Giugno 2019

BOSNASCO - «LA MINORANZA SI INFORMI: LE TELECAMERE FUNZIONANO PERFETTAMENTE»

«Le telecamere in paese funzionano benissimo e sono già state utili per indagini di Polizia». Il sindaco di Bosnasco Flavio Vercesi replica alle dichiarazioni del consigliere di minoranza Rosemary Briuns, «evidentemente disinformato e in maniera preoccupante, perché diffondendo certe falsità crea oltretutto un danno anche concreto».

Che cosa intende?

«Dire che “…le telecamere esistenti sono a bassa risoluzione, non registrano le targhe e non consentono di riconoscere i visi delle persone…”  è cosa assai grave per vari motivi. Sarebbe grave pure se la rivelazione fosse vera, questo perché una delle funzioni delle telecamere è quella deterrente e spargere la voce che non funzionano fa scemare questa importante funzione. Mi rifiuto di pensare alla malafede di chi parla e quindi devo constatare una preoccupante disinformazione per chi svolge un ruolo (prevalentemente di controllo…) in seno alla Amministrazione Comunale».

Queste telecamere, alla fine, funzionano e svolgono adeguatamente il loro ruolo?

«Le telecamere in funzione sul nostro comune, posizionate sul territorio sui cosiddetti “punti sensibili” individuati in collaborazione con Vigili e Carabinieri, sono tuttora assolutamente confacenti al loro scopo».

L’accusa era però riferita al fatto che riprendessero immagini a bassa risoluzione e pertanto non attendibili…

«Le sei telecamere lettura targhe sono in grado di filmare e registrare le targhe di macchine che viaggiano fino a 180 km orari e non sono quindi a bassa risoluzione mentre le altre telecamere aventi funzioni di riprese ambientali, così come l’occhio umano, perdono ovviamente di definizione mano a mano che le immagini sono distanti ma hanno consentito negli anni scorsi (e tuttora) importanti apporti ad indagini di polizia giudiziaria».

C’è però esigenza di migliorare il sistema di videosorveglianza?

«Concordiamo sulla esigenza di migliorare e le nostre intenzioni sono ampiamente documentate sul programma elettorale, depositato e votato dai cittadini, sul quale stiamo lavorando. Tale programma infatti prevede l’istallazione di ulteriori telecamere lettura targhe su ogni accesso al nostro Comune a tal proposito informiamo che il progetto che abbiamo preparato (valore € 40.000,00 – finanziamento a fondo perduto) è stato sottoposto alla Prefettura che lo ha valutato positivamente ed è al momento al vaglio economico. Abbiamo fatto anche altro…Abbiamo infatti presentato un ulteriore progetto avente valore di € 10.000,00 (anche questo con finanziamento a fondo perduto) per l’acquisto di telecamere mobili posizionabili secondo le esigenze del momento da utilizzare per indagini di polizia (abbandono immondizie; spaccio; reati contro la pubblica amministrazione, ecc...). Questo progetto è stato accolto e da gennaio “10 nuove telecamere mobili” saranno disponibili per le attività per cui sono destinate. Sempre sul versante sicurezza abbiamo assegnato il progetto tecnico per la conversione a led dell’impianto esistente di illuminazione pubblica».

Sul discorso vigilanza notturna, invece, cosa ci può dire?

«Su questo non sappiamo quali informazioni siano state raccolte dal consigliere Bruins sulla sostenibilità economica del progetto (nell’intervista leggiamo di una “cassa comune” sufficiente a sostenerne i costi). Dal canto nostro, nel mese di Settembre, come da programma elettorale, abbiamo affrontato l’argomento in un incontro in Municipio tra la Giunta e una delegazione dei “Baschi Blu” proprio per capire la fattibilità di un progetto di vigilanza notturna sul territorio comunale. Purtroppo i costi preventivati sono stati elevatissimi, assolutamente insostenibili per le casse comunali poiché si parla di migliaia di euro all’anno. Nello specifico, circa 30€ al mese per famiglia, che all’anno diventano 70mila euro».

La minoranza ha dichiarato comunque di voler collaborare con voi…

«Ci fa sicuramente piacere. Ricordiamo però che la prima richiesta di collaborazione è stata fatta dalla amministrazione uscente alla signora Bruins e agli altri della minoranza prima delle elezioni, partendo dal presupposto che in un piccolo comune le persone di buona volontà che si vogliono spendere per il bene comune potevano stare dalla stessa parte. Emersero delle incompatibilità e la risposta fu negativa…. La campagna elettorale ha evidenziato enormi differenze programmatiche e i primi confronti in consiglio comunale sono stati caratterizzati da richieste di deleghe che per legge non potevano essere accolte e da istanze di costituire “tavoli di lavoro” su tematiche spettanti per natura alla maggioranza. Quindi, dal canto nostro, auspichiamo una presa di coscienza del ruolo che le elezioni hanno attribuito ai consiglieri eletti e una volontà collaborativa che si manifesti non solo a parole ma nei fatti. Noto invece con rammarico che la politica è arrivata anche a Bosnasco».

Che cosa intende?

«Parlo del metodo in uso nella politica moderna che consiste nello screditare l’avversario dando in pasto all’opinione pubblica delle notizie false e tendenziose che poi vengono ripetute e rilanciate nei bar e paiono vere al punto che nonostante le smentite (e a volta le querele…) la gente non sa più a chi credere. Chi ricopre incarichi amministrativi non dovrebbe mai dimenticare che è grazie alla fiducia ricevuta dagli elettori che si ricoprono questi ruoli e ogni volta che in mala fede si dicono falsità si tradisce proprio quella fiducia e lo spirito del mandato. Ricordo che per tutti coloro che hanno incarichi istituzionali informarsi presso gli uffici comunali prima di “parlare” in generale e, ancor più prima di rilasciare interviste, è un dovere oltre che un diritto. Per i non “addetti ai lavori” forse risulta strano che dopo sei mesi non si veda ancora il programma attuato, ma dati i tempi che richiede l’amministrare sarebbe un po’ come dire ad una donna incinta di sei mesi che non si vedono i figli. Cercheremo comunque di migliorare nella comunicazione, aumentando l’informazione e spiegando cosa stiamo facendo, cosa sarà realizzato e in che tempi. Questo eviterà che si faccia disinformazione».

di Elisa Ajelli

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