Martedì, 16 Luglio 2019

CASTEGGIO - «NON CANDIDEREMO NESSUNO CHE ABBIA GIÀ AMMINISTRATO»

Forte del crescente consenso nazionale, la Lega di Casteggio si prepara alla sfida elettorale della prossima primavera. Il segretario Giuseppe La Torre, in carica dalla scorsa estate, ha già una tattica: «Riproporremo sul territorio la strategia vincente del nostro partito, rimodulata sulle esigenze degli enti locali». Inutile però chiedergli di eventuali alleanze o nomi di candidati: La Torre si schermisce con la diplomazia: «Saremo disponibili al democratico confronto ed alla collaborazione, senza pregiudizi né faziosità e nel rispetto delle diverse identità, con chiunque condividerà i nostri ideali, i metodi e gli obiettivi». Medico chirurgo e odontoiatra, nonché professore a contratto presso l’università di Pavia,  ha una naturale propensione a fare “opposizione”: nel 2009 venne eletto sempre per La Lega tra le fila dell’allora amministrazione Manfra, ma dopo soli tre mesi si accasò in minoranza «per manifesta incompatibilità con il sindaco e i suoi metodi».

Segretario, con Callegari non è che le sia andata meglio… La Vostra opposizione all’attuale maggioranza è stata decisa. Dove secondo lei la giunta attuale ha fallito?

«L’amministrazione Callegari non ha realizzato, né elaborato in misura sufficiente ed accettabile, alcuno degli obiettivi programmatici del proprio manifesto elettorale.  Inoltre, la situazione economico-finanziaria comunale è andata progressivamente peggiorando fino al dissesto odierno; nessun impegno per limitare i danni, nessun tentativo di reazione, di recupero, di rilancio del territorio. Prendiamo atto della manifesta incapacità degli amministratori, coordinati da un sindaco che fa e disfa con irridente disinvoltura trascurando il civico interesse; prerogativa piuttosto usuale tra i rappresentanti del vecchio apparato politico ormai marcescente, che disconosce talenti e virtù e celebra l’apparenza più che la sostanza, gli intenti più che gli esiti, le convenienze personali più di quelle sociali. Oggi il clima politico è diverso, i cittadini giustamente pretendono di essere protagonisti e sono abbastanza smaliziati per capire che è necessario un radicale cambiamento di pensiero e di sistema, per contrastare la deriva».

Uno dei temi caldi di questi ultimi anni è stato quello delle “scuole fantasma” di via Montebello…Il consigliere Arnese, suo “collega” di minoranza, ha tirato in ballo la corruzione e invocato l’intervento della magistratura...Lei che idea si è fatto di questa vicenda?

«Le scuole di via Montebello sono un problema “milionario” che si trascina da un decennio, aggravato dal sospetto di atti illeciti tuttora al vaglio della magistratura. Aspettiamo un verdetto definitivo per accertare eventuali responsabilità e, qualora confermate, certamente si chiederà ragione e risarcimenti a chi ha maldestramente impoverito le casse comunali». 

Lei che cosa ne farebbe di quella struttura?

«è nostra convinzione che le scuole elementari e medie stiano bene dove sono: non riteniamo né utile né intelligente, almeno finché non sarà fatta chiarezza, di destinare risorse economiche agli edifici di via Montebello che comunque, ribadisco, non sono strutturalmente idonei per l’utilizzo cui le vorrebbero adibire».

Un’altra delle vostre battaglie è stata quella sull’inquinamento del Coppa e contro i miasmi causati dalla AB Mauri, fatti che avete denunciato attraverso il movimento “Basta Puzza”. Una realtà che spesso l’Amministrazione ha criticato. Poi sono seguite una serie di vicende giudiziarie che hanno evidenziato come l’inquinamento del torrente perdurasse e infine all’azienda è stata rinnovata l’autorizzazione ad operare. Oggi com’è la situazione? Chi vigila sulla situazione ambientale?

«AB Mauri ha operato per anni al di fuori delle regole e gli amministratori comunali, benché più volte esortati, non hanno mai provveduto;  i cittadini e l’ambiente ne hanno pagato le conseguenze.  L’intervento del comitato “Basta Puzza” è risultato fondamentale nell’obbligare tutti a prendere formalmente atto della pericolosa ed insostenibile contingenza, così come la mediazione della Lega è stata determinante nelle trattative per impegnare le parti in provvedimenti risolutori. Infine, l’azienda si è resa disponibile ad ingenti investimenti per rientrare nei parametri consentiti di depurazione delle acque reflue ed emissione di gas maleodoranti. è stato inoltre imposto il monitoraggio continuo delle sostanze inquinanti, a disposizione “in tempo reale” degli enti competenti». 

La situazione è finalmente risolta quindi?

«Possiamo ritenerci soddisfatti, certo, se gli accordi saranno rispettati».

Qualcuno ha detto che a Casteggio si è preferito salvaguardare il lavoro a scapito della salute della gente. Secondo lei è un’affermazione esagerata?

«Credo che si sia preferito salvaguardare gli interessi dell’azienda AB Mauri».

Parliamo di sicurezza. è un problema oggi a Casteggio?

«Come nel resto d’Italia, la criminalità dilagante è un problema reale e quotidiano: disdicevole conseguenza delle carenze nella gestione del territorio, dell’immigrazione, dell’integrazione, dell’educazione civica e della legittima difesa. Noi della LEGA da tempo chiediamo di assumere seri impegni di ristrutturazione dei sistemi di sorveglianza della sicurezza pubblica, dotando le Forze dell’Ordine di strumenti adeguati per una più approfondita analisi delle realtà malavitose che ci circondano e ci stanno soffocando, e per essere in grado di organizzare ad ogni livello una più determinata e concludente capacità di reazione.  Ma le nostre proposte, sistematicamente inascoltate, sono evidentemente un impegno troppo oneroso per un’amministrazione comunale politicamente confusionaria e incapace di affrontare il presente e di programmare il futuro».

A proposito di sicurezza. L’assessore Guerci ha detto che il progetto di istituzione di guardie civiche è stato un fallimento: un solo volontario si sarebbe presentato per essere “arruolato”…

«Si tratta di un’operazione che è stata boicottata dalla maggioranza stessa che l’assessore rappresenta e che ha sempre osteggiato il progetto. Il Prefetto ha dato l’autorizzazione ma è chiaro che se non viene fatto alcun tipo di informazione o promozione ma anzi, si fa di tutto per sottacere la cosa, il progetto non può avere risonanza o alcun riscontro. I casteggiani non sanno nulla di questa opportunità perché fa comodo a chi amministra che sia così».

A Casteggio, cuore dell’Oltrepò vitivinicolo, da ormai diversi anni Oltrevini non si tiene più. Come mai secondo lei manca una manifestazione degna di un prodotto simbolo del territorio?

«Direi per mancanza generale di competenze degli amministratori. Siamo nauseati dai teatrini di politici locali che simulano competenze mai avute e dai fuochi di paglia propedeutici alle campagne elettorali».

Responsabilità solo politica quindi? O anche imprenditoriale?

«Direi entrambe».

Pensando alle prossime elezioni. Quali saranno gli obiettivi della Lega?

«Il nostro obiettivo è una politica onesta, moderna, lungimirante e trasparente; il desiderio di innovazione comincia dalla preclusione alla candidatura di chi abbia partecipato a precedenti amministrazioni. Quali siano i dogmi della Lega poi è noto, e non sono in discussione: confermiamo la massima attenzione al territorio ed al suo sviluppo commerciale in modo ecologicamente sostenibile, alla sicurezza ed all’ordine pubblico, ai servizi dedicati alle fasce sociali più deboli, anziani e bambini».

Ha detto escludere chiunque abbia partecipato a precedenti amministrazioni…La sua elezione del 2009 la taglia quindi fuori?

«No, parlo di persone che hanno effettivamente amministrato ricoprendo incarichi in giunta».

   di Christian Draghi

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