Lunedì, 22 Luglio 2019

VOGHERA - ELEZIONI 2020: «NON ESCLUDIAMO DI PROPORRE UN NOSTRO CANDIDATO SINDACO»

Fratelli d’Italia scende in campo proponendo un pacchetto sicurezza che riguarda una delle zone più “sensibili” di Voghera, la stazione ferroviaria. Il direttivo cittadino ne chiede la chiusura nelle ore notturne insieme all’introduzione di guardie giurate in supporto alla Polfer. «La stazione non deve essere un rifugio per sbandati o una terra di nessuno» spiega Marco Sartori, “neoacquisto” di Fratelli d’Italia ma già esponente di spicco del partito a livello locale.

Sartori, perché chiudere la stazione nelle ore notturne?

«è in primis una questione di sicurezza. Come d’altra parte già avviene a Milano, si tratterebbe di chiuderla dopo l’ultimo treno della notte per riaprirla prima del primo treno del mattino. Nel caso di Voghera l’ultimo treno parte per Alessandria poco dopo mezzanotte. Il primo va a Milano poco dopo le 5 del mattino».

Come mai ritenete che alla Polfer servirebbe l’aiuto di guardie giurate?

«Perché attualmente il servizio della polizia ferroviaria finisce alle ore 19.00 e di fatto esiste una fascia oraria scoperta dalle 19 alle 24. Ci sono anche molte donne che usano il treno e ritornano a Voghera proprio in quella fascia oraria ed è impensabile non garantire a loro sicurezza».

Parliamo del “suo” modello, quello che in precedenza era conosciuto come “modello Voghera” mentre oggi è più un “modello Sartori” dato che ne ha fatto il suo cavallo di battaglia. Si tratta di misure che limiterebbero l’accesso ai contributi agevolati agli extracomunitari. Per i critici è uno slogan, come “prima gli italiani”. Lei cosa risponde?

«Penso che i critici dovrebbero studiare le leggi dello Stato Italiano prima di tutto. Uno dei problemi delle nostre amministrazioni è quello di essere depauperate dai falsi poveri,  quelli che con una semplice autocertificazione riescono ad accaparrarsi agevolazioni, bonus e carte sconto, scavalcando i veri indigeti nelle graduatorie per ottenere esoneri nel pagamento di rette scolastiche».

In tutto questo cosa c’entrano gli extracomunitari?

«Sono i più difficili da individuare perché possono autocertificare l’indicatore Isee relativo alla loro situazione economica senza che vi sia la possibilità di accertare le loro proprietà nei rispettivi paesi di origine incrociando dati sensibili. In questo modo i disonesti possono facilmente accedere ad agevolazioni alle quali non avrebbero alcun diritto. Le cose devono cambiare soprattutto in un periodo come questo di crisi. Non ci sono più risorse e le poche delle quali dispongono ancora gli enti locali (comune provincia e regione) vanno misurate».

E il suo modello in che modo interviene?

«Riformulando il regolamento Isee si introduce il principio sancito dal d.p.r. 445/00 secondo cui “gli stati , le qualità e i fatti rigurdanti i soggetti extracomunitari richiedenti sono documentati mediante certificazioni o attestazioni rilasciate dalla competente autorità dello stato estero corredati  da traduzione in lingua italiana autenticata dall’autorità consolare italiana che ne attesta la conformità”. In questo modo per i cittadini extracomunitari  non è più possibile ottenere una agevolazione semplicemente usando il sistema delle autocertificazioni. L’accertamento della reale condizione economica dei soggetti richiedenti eviterà ogni attribuzione indebita di denaro pubblico: è un principio di razionalizzazione della spesa pubblica, di equità e di uguaglianza. Oggi a Voghera avviene esattamente il contrario».

Sulla politica della giunta Barbieri siete stati molto critici soprattutto per quanto riguarda il welfare. Cosa non condividete?

«Della politica dei servizi sociali che riguarda i servizi regolati dall’ISEE non condividiamo nulla. L’assessore ai servizi sociali attua una politica di sinistra, fatta da spot elettorali  della serie “l’importante è esserci per essere”».

Parliamo della situazione politica vogherese. Barbieri ha spiazzato tutti annunciando un’apertura verso il PD. Lei se l’aspettava?

«Il gruppo di potere legato  a Forza Italia cerca delle alternative dopo il miracolo elettorale del 2015.  Per loro credo non sia un problema cercare di andare con il PD il problema se mai è essere seguiti dai propri elettori».

Lei come interpreta questa mossa? Che scenari aprirebbe?

«In questa strategia il ponte politico è l’Udc di Paolo Affronti che farebbe da collante esprimendo il candidato  sindaco di questa coalizione di centro-sinistra composta da PD, Forza Italia e, appunto, Udc».

Un tentativo per fare lo sgambetto all’ “odiata” Lega?

«Forza Italia di Voghera e Lega in questo momento sono agli antipodi. La Lega dopo vent’anni di sudditanza cerca la propria autonomia politica che si compirà con un proprio candidato nel 2020».

Parliamo proprio della Lega, un partito in ascesa che lei però ha lasciato. Si è pentito della scelta?

«No. Come ho già detto in passato, in Fratelli d’Italia ho trovato vera meritocrazia, anche nei vertici gerarchici più alti. Alla fine sono le persone a fare la differenza».

Che giudizio esprime sulla Lega vogherese? La Lucchini le piace come segretario?

«La Lega a Voghera fa opposizione e la fa su tematiche cittadine che generalmente condividiamo. Il segretario Elena Lucchini è una bella ragazza, ma sono sposato (ride)! Scherzi a parte, fa il suo lavoro e si divide tra Roma e Voghera».

Alla luce degli ultimi sviluppi, quindi, Fratelli d’Italia dove si collocherà in vista delle prossime comunali?

«Capisco la confusione, ma a sinistra non ci andiamo, rimaniamo nel nostro alveo naturale e non si esclude che si possa esprimere anche noi un candidato sindaco».

Il centrodestra spesso si è diviso, soprattutto intorno alla figura di Carlo Barbieri. Crede che la sua uscita di scena favorirà il riunirsi della coalizione?

«Penso piuttosto che ci sarà moltissima confusione e molta tensione, soprattutto sui social. Nelle elezioni comunali 2015 vi erano 17 liste, prevedo che nel 2020 questo numero sarà superato».

di Christian Draghi

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