Lunedì, 22 Luglio 2019

OLTREPÒ PAVESE – CASTEGGIO -«MI AUGURO CHE I CITTADINI DIVENTINO SEMPRE PIÙ SENTINELLE ATTIVE DEL LORO TERRITORIO»

Giovane, dinamico, passionario ed appassionato al suo lavoro, che dalle sue parole sembra essere più una mission, in realtà. Classe 1975, Laurea in Scienze Politiche Comparate e Cultura Europea, è Consigliere Regionale per il Movimento 5 Stelle e Segretario della Commissione Agricoltura in Regione Lombardia. Abbiamo incontrato il Dott. Simone Verni.

Dottore, quando nasce in lei la passione politica?

«La passione politica nasce grazie ad amici di famiglia che mi chiamarono a partecipare ad una Lista Civica per le Elezioni Amministrative Vogheresi del 2005. Fu la mia  prima esperienza, a sostegno del Candidato Sindaco Massimo Sartirana. Ci presentammo con Rifondazione Comunista, Comunisti Italiani, Italia dei Valori e Verdi, che sposavano i nostri intenti. Non fui eletto, ma entrarono in Consiglio Comunale Antonella Dagradi, lo stesso Sartirana ed un terzo consigliere, del quale mi scuso ma non ricordo il nome in questo momento...».

Quando si legherà poi al Movimento 5 Stelle?

«Nel 2008/09 nasce il Movimento 5stelle a Voghera, ma in realtà non ne ero assiduo frequentatore. Il promotore era Daniele Fornaro, insieme ad Antonio Marfi e Maurizio Benzi. All’epoca ero  impegnato su altri fronti. Per 2 mandati son stato nella consulta del volontariato di Voghera, che comprendeva circa una quarantina di associazioni. In qualità di Capogruppo del Gruppo Scout di Voghera, rimasi per i primi 5 anni nel direttivo e, nei successivi 5 divenni Segretario».

Gli Scout furono sua grande passione prima della politica?

«Esatto. Sin da giovane sono stato sensibile al sociale, al volontariato. Ho iniziato a 12anni e ne avevo 37 quando lasciai. La descrivo sempre, qual è, come un’esperienza molto formativa. Ti insegna la vita, ad affrontare le sfide, ed è l’unica scuola che ti permette di fallire. è un mondo dove sbagli serenamente, perché serve ad imparare. Sono arrivato ad essere formatore AGESCI. Nel 2012 ho poi abbandonato per impegnarmi a tempo pieno nel Movimento. Ho iniziato il mio impegno su Casteggio, formando il gruppo che originariamente, come me, si incontrava a Voghera, ed estendendo l’impegno al Gruppo Provinciale».

Veniamo al tema del momento: perché questa accesa battaglia No Tav?

«La TAV è un progetto assolutamente inutile, realizzato per velocizzare una tratta quasi interamente commerciale già ora sottoutilizzata! Le allego fotografia del progetto: come può ben vedere, è un’impresa senza senso. Di cosa stiamo parlando?! Mi spiace che la Lega abbia fatto marcia indietro sulla questione: erano tra i primi a manifestare per il NO-TAV, giustamente a mio parere. Noti come la tratta gialla, la parte francese, non verrebbe presa in considerazione prima del 2038!»

Anche Lei è d’accordo sul fatto che i Media nazionali vi danneggino?

«La stampa ci sta certamente danneggiando! Il Movimento è visto come un cancro: ha appena fatto le riduzioni di contributi pubblici del prossimo quinquennio, che porterà i finanziamenti a zero. E alcuni giornali probabilmente non sopravviveranno. Come anche Confindustria: vada a vedere dove Confindustria ha mani in pasta, e cosa noi stiamo facendo in quei settori... Le faccio un esempio lampante: ho presentato osservazione alla Commissione Agricoltura, e combattuto, per parificare gli  alpeggi e le malghe dell’Oltrepò a quelli delle Alpi. Una vittoria ottenuta, a seguito del mio interesse, per la prima volta in assoluto! In Regione Lombardia eravamo sempre esclusi dai bandi perché i nostri alpeggi e malghe oltrepadani non sono pubblici ma privati: la montagna vive problemi identici, sia al  Penice sia a Sondrio. La differenza sostanziale è che la provincia di Sondrio è la terza provincia più ricca d’Italia, la provincia di Pavia è 73ma... ultima della Lombardia, che è il motore d’Italia. Regione Lombardia è una potenza, noi una zavorra. La politica regionale è certamente, da sempre, Milano-centrica e poco incline ad aiutare il fondo: ma anche in questo caso, della mia battaglia poco o nulla si è riportato tramite organi di stampa»

Ha buon rapporto con il Presidente di Commissione, Dott. Ruggero Invernizzi?

«Ruggero Invernizzi è un buon presidente. E’ una brava persona e sta dimostrando di essere un Presidente di Commissione corretto, attento alle istanze del territorio e molto disponibile! Ho conosciuto una persona davvero “sul pezzo”».

Su quali temi si sta impegnando al momento?

«Molti e diversi. Ad esempio, ho organizzato un evento a Voghera il 15 Marzo prossimo, in Sala Zonca, sul tema Infrastrutture e Trasporti. è il primo di quattro, che comprendono Pavia, Vigevano e Lodi. è un incontro pubblico al quale invito sindaci, cittadini, pendolari e chiunque voglia capire di più. Così come sto combattendo per la correzione di un altro progetto assurdo, che è la Vigevano-Malpensa».

Venendo in Oltrepò: quali le criticità?

«Ad esempio i ponti, che sono a fine vita. Stiamo scoprendo che il cemento armato, materiale relativamente moderno, ha resistenza fino a poco più di cento anni. Quindi ora bisogna intervenire alla messa in sicurezza ed alle manutenzioni ordinarie e straordinarie! Per questo non mi sembra il caso di progettare la Broni-Mortara, o la Vigevano-Malpensa o la Tav... Dobbiamo utilizzare soldi per manutenzione già esistenti. Il movimento non vuole spendere soldi per Grandi Opere ma per Opere che servano! Altre criticità oltrepadane sono ambientali. I dati epidemiologici confermano che siamo una terra ad alto tasso d’inquinamento. La provincia di Pavia, non dimentichiamolo, è l’unica con 2 inceneritori, Parona e Corteolona. A Parona, poi, siamo all’assurdo: c’è l’autorizzazione del 2013, riconfermata nel 2016, per attivare la terza linea, che è vero che andrà a sostituire la prima  linea che chiuderà, ma è anche vero che ora importa l’80 per cento di rifiuti da fuori regione! Che senso ha?  Bisognerebbe attivare una riconversione, un trattamento di rifiuti a freddo, percorrere l’economia circolare di ri-uso, di riciclo, di recupero. Gli inceneritori, altamente inquinanti, sono vecchi e non han più ragione d’esistere. I dati su epidemie e cancro sono spaventosi. Se aggiungiamo ancora il problema dei fanghi, un milione di tonnellate l’anno».

Sono battaglie nelle quali si sta impegnando personalmente?

«Assolutamente! Come quella per la Cava di Bressana Bottarone, in realtà di Cava Manara. La definisco così perché la battaglia la stanno facendo gli abitanti di Bressana Bottarone. Arrivando al ponte sul Po, la sponda sud è ancora territorio di Cava Manara. La località Cascina Bella, storicamente famosa, è però un quartiere di Bressana, alla fine del quale ci sono gli argini maestri del Po. Dopo gli argini maestri, è prevista una cava. Il piano-cave della Provincia e della Regione lo prevede, ma non è detto abbiano ragione! Ci sono enormi implicazioni ambientali e sociali. Ambientali perché nell’ambito golenale del Po, per 600 mila metri cubi, ma si può arrivare a 1.300.000 metri cubi, scavare così vicini al letto del fiume potrebbe sia variarne il corso, mettendo a rischio il paese successivo, sia influenzare negativamente la zona del ponte di Bressana! Ma ha anche ripercussioni negative sul territorio: dividendo i 600 mila metri cubi per 20 metri cubi, che è la portata di un camion, nel centro di Bressana Bottarone dovrebbero transitare circa 40 camion al giorno, per un totale di 30 mila camion! A seguito della Conferenza dei Servizi, lo scorso Giugno, la Provincia ha rilasciato autorizzazione, non convocando però l’A.I.P.O., autorità per il Po; prevedendo la legge, in caso di superamento di 500 mila metri cubi, sia necessaria l’autorizzazione Regionale, a seguito della protesta del Consigliere comunale di Bressana Bottarone, Gianfranco Ursino, la stessa Provincia ha sospeso il tutto in auto-tutela, inviando la pratica in Regione! Io ho a mia volta scritto al Direttore Generale per le Cave in Regione Lombardia, che era all’oscuro di tutto, il quale a sua volta ha scritto alla ditta, che aveva presentato domanda per poter effettuare il lavoro, di caricare tutta la documentazione sul portale regionale alla partita, S.I.L.V.I.A., ed ora staremo a vedere. Io non sono tranquillo, ovviamente: la regione, contravvenendo a due sue leggi, ha comunque già dato autorizzazione alla discarica di cemento ed amianto di Ferrera Erbognone. Anche qui siamo già attivi per opporci»..

Cosa si augura per il futuro?

«Mi auguro che i cittadini, come han fatto in occasione dell’impianto di pirolisi a Retorbido e come stanno facendo per la cava di Bressana Bottarone, diventino sempre più sentinelle attive del loro territorio, per difendere i loro diritti, primario quello alla salute. La mia porta è sempre aperta, mi piace sempre ricordarlo».

 di Lele Baiardi

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