Mercoledì, 22 Maggio 2019

«A VOGHERA TEMPI MATURI PER UNA SINDACA». Richiesta di rettifica inoltrata da Balduzzi Ilaria «NESSUNA APERTURA A FORZA ITALIA»

Ilaria Balduzzi scalda i motori in vista della bagarre elettorale del 2020. La vicecapogruppo del Pd vogherese in consiglio comunale non ci tiene a indossare maschere o a nascondersi dietro al proverbiale dito. Manca ancora più di un anno alle elezioni ma la consigliera – così preferisce essere chiamata – crede che per Voghera i tempi siano maturi per avere un sindaco donna e dichiara, senza remore o falsa modestia, di “sentirsela” ad accettare la sfida. Se non è una candidatura ufficiale, poco ci manca. Se sarà lei la figura di riferimento su cui il Partito Democratico punterà nella (difficilissima) sfida al centrodestra, dovrà gestire innanzitutto i rapporti politici con i possibili alleati. Balduzzi sa bene che una coalizione allargata del centrodestra con la Lega a fare da capofila non lascerebbe ai suoi molte possibilità di successo. Per questo non inorridisce di fronte alle “avance” politiche del sindaco Carlo Barbieri nei confronti del suo partito.

Balduzzi, lei come interpreta l’apertura del sindaco nei confronti del PD?

«Credo sia indice dell’esistenza di diverse correnti di pensiero all’interno di Forza Italia. C’è chi è disposto a tutto, anche ad abbracciare ideologie estreme e populiste, pur di sfruttare l’attuale onnipotenza in termini di voti della Lega e chi invece, interpretando lo spirito moderato di larga parte della cittadinanza, si troverebbe in forte difficoltà a fare certe scelte e quindi sonda il terreno per possibili future alleanze con forze politiche che hanno altre caratteristiche: moderate e riformiste».

Voi cosa farete però? Si sente di escludere un’apertura verso Forza Italia o è possibilista?

«Il PD ha come obiettivo quello di non scadere a livello amministrativo nella propaganda e nel populismo. è fortemente impegnato sul terreno dei contenuti programmatici: correttezza amministrativa, legalità, questione sociale, ambiente. Parlare di alleanze ora è prematuro ma sicuramente questi sono i temi su cui siamo impegnati e continueremo ad impegnarci. Solo partendo da questi punti possiamo pensare a un confronto serio e rigoroso naturalmente con un necessario rinnovamento di protagonisti e programmi».

In vista delle elezioni 2020 com’è lo stato di salute del PD cittadino?

«Fortemente motivato, con un’attività politica e in Consiglio Comunale sempre attenta ai problemi della città e con proposte per la loro soluzione che purtroppo troppe poche volte sono state tenute in conto dall’Amministrazione. Le primarie nazionali, anche a livello locale, hanno dato risultati di affluenza oltre le aspettative e danno il polso del fatto che il popolo di coloro i quali non si riconoscono in chi fa la voce grossa anche coi ragazzini è ancora e quantomai numeroso e desideroso di partecipare. La voglia di partecipazione e testimonianza è forte e tangibile».

Più volte si è detto che una parte del partito non sarebbe in accordo con la “linea Ghezzi”. Lei che ne pensa?

«Penso che non esista una “linea Ghezzi”. Registro che in tutte le varie consultazioni che ci hanno più volte e a vari livelli visti ultimamente impegnati, la sua posizione e quella di chi ha sostenuto è sempre stata minoritaria all’interno del partito. Esiste invece una linea del Segretario (che non mi scandalizzo a chiamare Segretaria così come mi piace essere chiamata Consigliera, senza farci drammi e sofismi linguistici) Alessandra Bazardi e della Segreteria cittadina di cui apprezzo il lavoro e che mi trovo assolutamente di condividere soprattutto per l’apertura alla varie forze sociali, culturali, professionali della città».

Giochiamo alla fantapolitica. Al PD è sempre mancato un “uomo forte” in grado di catalizzare consensi. Se invece servisse una donna? Crede che potrebbe esistere una Azzaretti del centrosinistra?

«Non ci potrebbe essere né c’è una Azzaretti del centrosinistra per il semplice fatto che non c’è nessuno all’interno della compagine moderata e di sinistra che può vantare natali così prestigiosi sia in termini di voti che di relazioni ad alto livello.  C’è sicuramente qualcuno che, pur di semplici e normali origini, studiando e applicandosi anche grazie alla professionalità acquisita in campo lavorativo e che, dopo aver già fatto vent’anni fa con Scotti l’esperienza amministrativa, dopo che per dieci anni si è mantenuta lontana dalle vicende vogheresi e dalla politica attiva, ha deciso alle ultime elezioni di reimpegnarsi per la propria città».

E “quella” persona si sente pronta oggi?

«Ho avuto riconoscimento venendo eletta e tale riconoscimento, con la richiesta da più parti di un impegno più diretto e in prima persona, è andato aumentando nel tempo. è ormai da un po’ che dal confronto con le persone vicine, politicamente ma anche della società civile, percepisco di poter essere pronta e di “sentirmela” di poter fare un passo oltre. Penso che sia arrivato il tempo che anche Voghera abbia una Sindaca».

Voghera era in passato una città operaia, roccaforte della sinistra. Negli anni gli operai sono andati in pensione e l’avvento dell’era Berlusconi ha spostato decisamente a destra gli equilibri politici. Cosa può fare il PD per riguadagnare il terreno (elettorale) perduto?

«Anche la sinistra era il Pci che comunque a Voghera per governare in un dato periodo aveva stretto alleanze con forze di centro; gli operai e le fabbriche a Voghera (rispetto al passato) non ci sono più. Il Pd non è più il Pci, ha attraversato profonde trasformazioni e altre ne sono in atto e, come tutti i periodi di transizione, io penso che siano i migliori per ripartire riconoscendo i propri errori e mettendo le basi per dare voce e soluzioni concrete a chi non ce l’ha».

Com’è la Voghera di oggi rispetto a quella di 5 anni fa?

«Sempre più povera e più triste».

Dove la giunta ha fallito o comunque commesso gli errori più gravi?

«La gestione di Asm è stata scandalosa, culminata nel caso del caos bollette ancora non risolto a distanza di quasi un anno e mezzo. Una gestione ed un approccio confuso e improvvisato della raccolta differenziata in città, i cui dati fin troppo ottimistici a soli pochi mesi dall’attivazione fanno presupporre una scarsa qualità del rifiuto differenziato e quindi il vero obiettivo mancato. Un ruolo troppo debole e scarsamente efficace, nonostante l’impegno, nel campo del commercio e delle attività produttive ed una presenza ridotta al minimo e all’indispensabile nel campo dei servizi sociali».

di Christian Draghi

Riportiamo di seguito la richiesta di rettifica inoltrata da Balduzzi Ilaria alla redazione de Il Periodico News in seguito alla pubblicazione dell’articolo «A Voghera tempi maturi per una sindaca», a firma di Christian Draghi, richiesta di rettifica ai sensi dell’art. 8 Legge 47/1948.

BALDUZZI (PD): «NESSUNA APERTURA A FORZA ITALIA»  

Il vicecapogruppo del PD vogherese Ilaria Balduzzi interviene dopo l’intervista rilasciataci sull’ultimo numero del nostro giornale per puntualizzare alcune sue dichiarazioni che  sarebbero state fraintese: «Non c’è alcuna apertura al dialogo con Forza Italia o Carlo Barbieri in previsione. Nella risposta alla domanda su possibili aperture al dialogo io ho parlato di contenuti programmatici in cui si è impegnato il Pd e sui quali confrontarsi è sì possibile, ma il mio riferimento non era a Forza Italia o altre precise forze politiche: io mi riferivo al popolo degli elettori moderati e riformisti che abbiano a cuore la rinascita di Voghera».

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