Mercoledì, 22 Maggio 2019

VOGHERA - «NON È NOSTRA INTENZIONE FARE ALLEANZE PRE-ELETTORALI»

Alla fine del 2019 Autoguidovie, il nuovo concessionario del trasporto pubblico provinciale, subentrerà a Sapo nella gestione del servizio di trasporto urbano di Voghera. A fronte dei numerosi disservizi già da tempo denunciati dai pendolari e dal fatto che il recente potenziamento del servizio annunciato dalla compagnia non sembra riguardare la Valle Staffora, c’è chi teme il caos. Tra loro c’è il consigliere comunale del Movimento 5 Stelle vogherese Caterina Grimaldi.

La gestione del servizio di trasporto pubblico affidata ad Autoguidovie ha suscitato molte polemiche e voi “grillini” di recente avete organizzato degli incontri sul tema. Com’è la situazione oggi?

«Da molti mesi i disservizi segnalati dagli utenti del Servizio di Trasporto Pubblico Locale offerto dalla Società Autoguidovie sono ormai da considerarsi un vero e proprio “bollettino di guerra”. I maggiori disservizi sono relativi agli orari delle corse incompatibili con gli orari scolastici, lavorativi e di accesso ai servizi socio-sanitari; al numero di corse insufficienti a soddisfare la domanda nelle fasce orarie di punta  e conseguente sovraffollamento delle vetture impiegate; al numero di fermate all’interno dei centri abitati insufficienti e localizzazione inadeguata delle stesse; alle aree di attesa inadeguate, insicure e prive di protezione dagli agenti atmosferici; alla logistica degli interscambi inadeguata e penalizzante innanzitutto per chi si sposta per motivi di lavoro, ma anche per mamme con bambini e anziani; al difficoltoso reperimento dei biglietti e gravoso sovrapprezzo per l’emissione degli stessi in vettura».

Che cosa in particolare vi preoccupa per il futuro?

«Ai già gravi numerosi disservizi sino ad oggi registrati si deve aggiungere il nuovo progetto di rete proposto dalla Società stessa, il quale prevede la soppressione di moltissimi chilometri di corse e ulteriori modifiche degli orari a scapito degli utenti, in particolare della Comunità Montana, dell’Oltrepò e di Voghera».

Esistono soluzioni a vostro avviso?

«Più che soluzioni, purtroppo, vi sono molte questioni ancora aperte, come quella occupazionale che ha visto la perdita di circa 100 posti di lavoro di cui 20 a carico di Sapo. Come quella ambientale a causa della sostituzione dei mezzi a metano con quelli diesel; vi è una questione di sperpero di denaro pubblico per cui Sapo dovrà restituire la propria quota parte dei 2,5 milioni di Euro stanziati dalla Regione e ultima, ma non meno importante, vi è la questione giudiziaria che ha portato al rinvio a giudizio di un assessore e un dirigente della Provincia di Pavia, basato sull’ipotesi che l’appalto ad Autoguidovie sia stato pilotato».

La raccolta differenziata è un tema cui siete sempre stati molto attenti. Come funziona oggi il nuovo metodo in città?

«La mia valutazione è fortemente negativa perché, tra i diversi sistemi a tecnologia avanzata, quello scelto da ASM Voghera è il più costoso ed inaffidabile, già fallito in altre città italiane.  In particolare, poi, vorrei porre l’attenzione sul fatto che l’Amministrazione Comunale si sia posta di raggiungere solamente l’obiettivo percentuale minimo di raccolta differenziata pari al 65% fissato dalla Legge.  Se Voghera fosse un comune virtuoso si sarebbe posto un obiettivo maggiormente ambizioso, come avvenuto altrove, con percentuali di raccolta che superano l’85% e notevoli risparmi tariffari a favore dei cittadini. Tra l’altro si riscontra in città un grosso problema di conferimento dell’umido in quanto molti cittadini utilizzano sacchetti di plastica non compostabile, il che dimostra che gli incontri informativi organizzati da Comune e ASM sono stati insufficienti».

Che formula sarebbe stato meglio adottare secondo lei?

«Se le stesse ingenti risorse fossero state investite in un sistema di raccolta porta a porta a tariffa puntuale con utilizzo di sacchetti dotati di identificazione dell’utente wireless o ottico, oggi non si vedrebbero né l’indecente accumulo di rifiuti abbandonati in strada né la percorribilità dei marciapiedi della città intralciata dai cassonetti».   

Il consigliere regionale Simone Verni e il deputato Cristian Romaniello sono due rappresentanti del Movimento 5 Stelle ben inseriti nelle istituzioni. Parlate spesso della situazione dell’Oltrepò?

«Ovviamente si, abbiamo un contatto molto stretto su tutti i temi che riguardano il territorio oltrepadano, per citarne solo alcuni: dissesto idrogeologico, sistema della viabilità e dei ponti, trasporto pubblico locale, ambiente, sviluppo  agricolo e turismo».

Mappa della criminalità e restyling urbano. Che fine hanno fatto questi progetti per la sicurezza che intendevate attuare?

«C’è poco spazio per attuare progetti innovativi di qualsiasi natura, laddove governa una maggioranza che non prende in considerazione qualsiasi progetto che non sia proprio».

La sua esperienza da consigliere giungerà al termine l’anno prossimo. Di quali risultati ottenuti va particolarmente fiera?

«Sono orgogliosa di avere presentato come mio primo atto in Consiglio Comunale la proposta di Delibera per l’adozione della Carta di Pisa, codice etico che fornisce alcune precise indicazioni agli amministratori locali su questioni specifiche quali trasparenza, conflitto d’interessi, finanziamento dell’attività politica, nomine in enti e società pubbliche e rapporti con l’autorità giudiziaria. Naturalmente è stata bocciata dalla maggioranza ma votata compattamente da tutta la minoranza sia di centrodestra sia di centrosinistra. Altro motivo d’orgoglio è essere riusciti a far finalmente intitolare, questi giorni, una via a Giovanni Falcone e una a Paolo Borsellino, due figure che era a nostro avviso fondamentale omaggiare. Infine, in attesa di discussione in Consiglio Comunale c’è una mia Interpellanza in tema di sviluppo della mobilità elettrica da inserire in un Piano Generale del Traffico Urbano».

Confermerà il suo impegno in lista per le prossime elezioni o concluderà la sua esperienza politica?

«Quella del 2020 è una scadenza che il gruppo ha presente da tempo e che verrà affrontata, come sempre, partendo dai programmi e dalle esigenze della città, piuttosto che dai nomi da candidare, che comunque verranno scelti con il solito metodo della votazione interna».

L’idea è sempre quella di correre da soli oppure prenderete in considerazione possibili alleanze?

«Non è nostra intenzione fare alleanze pre-elettorali, non è nella nostra natura da sempre».

di Christian Draghi

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