Lunedì, 23 Settembre 2019

«A BRUXELLES PORTEREI LA VOGHERA VECCHIA DI MARAGLIANO E... LA MAGLIA DELLA VOGHE»

Lorenzo Cafarchio, esponente di CasaPound Italia, è l’unico cittadino dell’Oltrepò Pavese candidato alle elezioni europee. Ha 28 anni e lavora nel campo dell’editoria. Dopo alcuni anni di militanza, dal 2016 ricopre il ruolo di responsabile provinciale del movimento.

Quali ragioni l’hanno spinta a scendere in campo per questa tornata elettorale?

«Sono, quasi, 10 anni che mi impegno politicamente sul territorio e quando mi è stata chiesta la disponibilità a candidarmi per le Europee non me lo sono fatto ripetere due volte. Drammaticamente, rilevo come queste elezioni, in generale, palesino la condizione di marginalità riservata al territorio dell’Oltrepò Pavese: solo tre candidati in provincia con il sottoscritto unico oltrepadano in campo. Uno scenario quantomeno desolante che dimostra quanto questa zona abbia perso nel tempo l’attitudine ad essere nei luoghi di comando della politica nazionale e regionale, allontanando opportunità su opportunità. Ed i treni sembrano non passare più. Per questo con il nostro movimento lavoriamo incessantemente, seppur dal basso, per creare una concreta alternativa.»

Quali esperienze politiche ha maturato in qualità di militante e di responsabile provinciale del suo partito?

«Dal 2013 milito in CasaPound Italia e dal 2016 ne sono il responsabile provinciale, dopo aver contribuito, quattro anni fa, grazie alla passione politica di un gruppo di ragazzi, all’apertura della sede provinciale del movimento a Pavia: Il Pendolo. L’esperienza maturata - certamente la più importante - è quella di chi vive da anni i reali e quotidiani bisogni del territorio e dei suoi cittadini.»

Come ha impostato la sua personale campagna elettorale?

«La nostra peculiarità è che siamo l’unico partito ad essere 365 giorni all’anno in campagna elettorale. Ogni fine settimana ci potete trovare in piazza con banchetti informativi da Voghera a Stradella passando per Broni e Casteggio, senza dimenticare il resto della provincia. Sabato 11 maggio presso la nostra sede, assieme ad Angela De Rosa, portavoce lombarda del nostro movimento, presenteremo il programma per le Europee. Giovedì 16 maggio, alla Sala Zonca di Voghera, con Marco Mori, avvocato ed economista, parleremo del nostro progetto denominato Italexit per dire addio all’UE. Domenica 19 invece, presso Il Pendolo, interverrà la giornalista Francesca Totolo per presentare la sua ultima fatica, edita da Altaforte Edizioni, Inferno Spa sul business dell’immigrazione.»

Vuole spiegarci, per sommi capi, quali sono i principali punti programmatici che Casapound propone all’elettorato?

«Abbiamo le idee chiare e come afferma il nostro Segretario, Simone Di Stefano, l’unica soluzione per l’Italia è l’uscita dall’UE ed un immediato ritorno alla sovranità monetaria. Sono questi i punti focali del programma elettorale che presentiamo alle elezioni. Non vogliamo ribaltare l’Unione Europea dall’interno, come profetizzato da Lega e M5S, ma affossare quella che ormai è divenuta una prigione per gli italiani”.»

Cosa pensa le sarebbe possibile portare dall’Oltrepò in Europa?

«Mi vanto sopratutto di essere un rurale e sono convinto che sarà, ancora una volta, lo strapaese a salvare l’Italia e l’Europa. Per i progressisti la Patria è un concetto ottocentesco, ma ancora nel 2019 l’unica ancora di salvezza per i popoli è l’identità. Voghera è il suo Duomo, il suo castello visconteo, la sua Sensia - seppur avvilita dalla politica cittadina, ma questa è un’altra storia - ed è dal nostro patrimonio culturale, sociale ed identitario che dobbiamo partire. A Bruxelles porterei la Voghera vecchia di Maragliano e la maglia della Voghe (ride, ndr).»

Cosa porterebbe, invece, dall’Europa in Oltrepò?

«Come scrisse Adriano Romualdi, nel volume La Destra e la crisi del nazionalismo, gli ‘italiani, e francesi, e tedeschi’ potrebbero tornare grandi ‘come europei’. Ma non attraverso questa massa informe voluta da Altiero Spinelli. Bisogna guardare ad un’Europa-Nazione non fondata sull’affarismo ed un malato sistema bancario, ma solo attraverso la verità conservata nelle Patrie. Senza volontà politica la cessione di sovranità è una follia che pagheremo cara. Dobbiamo liberarci dell’eredità di Yalta e di quel cappio chiamato NATO.»

Quali pensa siano le principali urgenze direttamente riscontrabili sul nostro territorio che potrebbero trovare una risposta nelle politiche comunitarie?

«Voghera e l’Oltrepò sono la periferia della Lombardia ed una regione totalmente dimenticata dall’Unione Europea. Quindi, il primo obiettivo, è quello di rimettere questa regione sulla mappa. Spesso ci si lamenta delle costrizioni di Bruxelles inerenti al comparto viti-vinicolo, ma qual è la progettualità a livello locale? Dobbiamo tornare padroni del nostro destino. Ed è per questo che CasaPound fa politica.»

Secondo molti analisti i voti della destra ultraconservatrice e nazionalista foraggerebbero i granai di Salvini. Perché questa fascia di elettorato dovrebbe votare per CasaPound e non per la Lega? Quali sono le divergenze fra i due movimenti?

«Come dicevo, l’Europa di Strasburgo non può essere cambiata dall’interno, come afferma oggi la Lega, perché per mutare i trattati serve l’unanimità di tutti i capi di Stato e sappiamo che questo è fuori discussione. Riccardo Molinari, capogruppo della Lega alla Camera, ha affermato di volere una Banca centrale europea che acquisti in ultima istanza il debito pubblico degli Stati membri e, a fronte di questo, procedere con ulteriori cessioni di sovranità. Salvini è un ottimo politico, ma non si rende conto, evidentemente, che quest’Europa non è riformabile.»

Uno dei punti fondamentali del vostro programma è l’uscita dall’Europa e, quindi, dall’Euro. Qualora eletti, pensa verranno siglate alleanze su questo tema con altre forze politiche nel Parlamento Europeo?

“Italexit ora e subito per tornare ad essere una grande Nazione. L’obiettivo principale è liberarsi della galera chiamata UE per tornare ad avere libertà di manovra con una propria moneta stampata da una propria banca centrale. Ci candidiamo alle Europee per seguire l’esempio dell’Ukip. Il partito di Nigel Farage da Bruxelles ha aperto gli occhi dei britannici guidandoli verso la Brexit. Lo faremo per gli italiani di ieri, oggi e domani.»

Approfittiamo della sua presenza su questa pagina per mettere le mani avanti… il prossimo anno si terranno le elezioni amministrative a Voghera. Il vostro movimento ha già avviato le discussioni in merito? Come vi muoverete?

«Possiamo dirlo già da ora, CasaPound Italia concorrerà alle elezioni del 2020 a Voghera. Abbiamo mosso i primi passi politici in città, sotto l’egida dell’amico Giovanni Bottazzi, ed abbiamo raggiunto la maturità politica per confrontarci alle elezioni comunali. Lo faremo con una squadra di tutto rispetto, composta da professionisti, presidenti di associazioni e, soprattutto, vogheresi nell’anima. Il nostro obiettivo sarà entrare, dalla porta principale, a Palazzo Gounela. Lo abbiamo dimostrato negli anni: Voghera ha bisogno di noi».

di Pier Luigi Feltri

agierre-marzo TecnoSerramenti-copia studio-medico-tagliani panificio-santa-maria-AGOSTO-copia

  1. Primo piano
  2. Popolari