Venerdì, 22 Novembre 2019

CODEVILLA – ELEZIONI COMUNALI «PRIMA DI TUTTO GLI ANZIANI, CHE A CODEVILLA RAPPRESENTANO IL 33% DELLA POPOLAZIONE»

Filippo Genola, classe  1950, dirigente amministrativo ospedaliero, Presidente dell’Orfanotrofio (oggi Fondazione Adolescere) negli anni ’80, è stato coordinatore vogherese del Movimento per la Democrazia “La Rete” di Nando Dalla Chiesa ed Antonino Caponnetto. Giudice onorario sino al 2014 del Tribunale per i Minorenni di Milano, da vent’anni abita a Garlazzolo.

Genola che cosa le fa pensare di essere il sindaco giusto?

«Non ho questa presunzione: molte altre persone e meglio di me potrebbero fare il sindaco di Codevilla. I miei concittadini sono però persone anziane che hanno paura delle novità, temono di fare un salto nel buio e, quindi, preferiscono affidarsi a persone che hanno saputo dimostrare nella loro professione doti di equilibrio e sobrietà. Ma Codevilla ha anche un forte bisogno di innovazione, di progetti ed iniziative che possano incidere in modo stabile e duraturo sulla qualità della vita sociale ed economica dei suoi abitanti. Ecco, dalle numerose attestazioni di simpatia ed interesse nei confronti del nostro programma, penso che in questo momento i miei concittadini vedano in me il “cambiamento nella continuità”».

Tre priorità della sua futura azione amministrativa in caso di vittoria?

«Gli anziani, innanzitutto, che a Codevilla rappresentano il 33% della popolazione. A loro, che stanno pagando più di tutti la crisi economica e il taglio della spesa sociale, vogliamo dedicare particolare attenzione per far sì che possano usufruire nel migliore dei modi dei servizi offerti. Particolare attenzione verrà dedicata al problema delle barriere architettoniche, alla sicurezza, alla raccolta differenziata e al tempo libero.

Poi il recupero del centro storico che non può prescindere dalla riqualificazione della piazza e delle vie adiacenti nonché dalla sistemazione degli edifici privati in precarie condizioni e la loro messa a disposizione per nuove abitazioni, stipulando anche convenzioni con primari Istituti di credito per la concessione di mutui a tassi agevolati. Necessario pure il recupero dell’edificio ex SOMS al fine di realizzare una sala polifunzionale e spazi da mettere a disposizione delle varie associazioni.

Infine la cultura con la creazione di una biblioteca intesa come “piazza del sapere”, la quale non deve rappresentare più solo il luogo in cui si prendono in prestito o si consultano i libri, ma diventare punto di riferimento fondamentale della vita quotidiana, attorno alla quale gravitano molti aspetti, tutti ugualmente prioritari: cultura, svago, socializzazione, studio, formazione e informazione, pari opportunità, integrazione e, non ultimo, relazioni umane. Dovremo pensare ad una adeguata sistemazione della Collezione Rossi, alla ristampa del catalogo e a borse di studio per tesi di laurea oppure altri lavori legati alle figure delle due illustri concittadine Maria Maddalena Rossi e Maria Giudice».

Viviamo in un periodo complesso, la ripresa dalla crisi è difficoltosa e molte famiglie faticano a tirare avanti. In questo contesto, quanto e cosa crede che un’amministrazione comunale possa fare per migliorare concretamente la vita dei cittadini?

«Per gli anziani abbiamo già detto. Favorire l’insediamento di un polo industriale di alta tecnologia lungo la statale Codevilla/Colussi pensiamo possa portare ad un incremento dell’occupazione di mano d’opera qualificata. Per i giovani dobbiamo proseguire la strada già intrapresa per quanto riguarda il “Bonus bebè” e la misura “Nidi gratis” nonché favorire la messa a disposizione di nuove abitazioni a prezzi agevolati. Creare infine una Cooperativa di Comunità, aperta alla partecipazione di tutti i cittadini e degli operatori economici del territorio, per poter incidere sulla qualità della vita sociale ed economica del nostro paese».

Perché la popolazione dovrebbe votare Lei e la sua squadra e cosa c’è di differente in contrapposizione agli altri?

«Non ho ancora presa visione del programma dell’altra lista ma penso che in un piccolo paese come il nostro, entrambi i programmi avranno sicuramente punti di concordanza. Non c’è bisogno di alcuna contrapposizione se avremo tutti come obiettivo comune il bene di Codevilla».

Un sogno nel cassetto per il suo paese?

«Chissà quanti genitori, vedendo i loro figli disabili, si sono posti l’angosciante domanda “Dopo di noi cosa accadrà a nostro figlio?”. Ecco, il sogno nel cassetto è quello di poter ristrutturare ed in parte edificare in una area già definita dal Comune come “Residenza socio sanitaria assistenziale” una struttura in grado di consentire alle persone con disabilità di vivere la propria vita futura in maniera gradualmente indipendente in vista del momento in cui non ci saranno più i genitori».               

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