Mercoledì, 21 Agosto 2019

STRADELLA – ELEZIONI COMUNALI «MA QUALE DEGRADO? QUI NON CI SONO FAVELAS»

Il sindaco Pier Giorgio Maggi punta alla riconferma, e lo fa in testa alla lista “Alleanza civica La Torre Stradella’’, il nuovo soggetto politico nato per rinnovare l’esperienza ultraventennale del gruppo storico ‘‘Torre Civica’’, che governa Stradella da oltre vent’anni.

Maggi che cosa le fa pensare di essere il sindaco giusto?

«L’importante è che lo pensino gli stradellini. Io ci metto impegno, lavoro, esperienza, serietà e studio. Sì, studio, perché per essere Sindaco e amministratore occorre sempre aggiornarsi e conoscere le normative regionali, nazionali ed europee. Non ci si può improvvisare. Non è serio e non è corretto nei confronti dei cittadini.»

Perché la popolazione dovrebbe votare Lei e la sua squadra e cosa c’è di differente in contrapposizione agli altri?

«Il programma di Alleanza Civica la Torre è stato costruito e condiviso con i cittadini e la lista ne è la logica conseguenza, un giusto mix di esperienza e giovani da formare alla vita amministrativa, ma con grandissimo entusiasmo e voglia di fare. Lista con parità di genere, le altre no, lista di tutti residenti ovviamente, una no, lista con dieci nuove candidature. Il nostro programma è stato illustrato in due assemblee pubbliche dal sindaco e da ognuno dei sedici candidati e solo da noi. Non abbiamo, per fortuna, bisogno di pseudo protagonisti, affiancatori e sostenitori, parlamentari che si calano da Pavia, da Milano o da Roma per dire ‘‘ma che bella lista’’, poi se ne vanno e lasciano sola la bella lista. E perché siamo una lista assolutamente civica che vuole e deve fare un gioco di squadra.»

Tre priorità della sua futura azione amministrativa in caso di vittoria?

«Sicurezza: data dalla illuminazione, dalle telecamere e dal controllo del territorio da parte dello Stato. Liberare i tetti della città dall’amianto per la nostra salute e qualità della vita. Opere pubbliche. Manutenzioni, ecologia verde, welfare, cultura, sport, teatro, e il nostro ospedale, da difendere sempre.»

Viviamo in un periodo complesso, la ripresa dalla crisi è difficoltosa e molte famiglie faticano a tirare avanti. In questo contesto, quanto e cosa crede che un’amministrazione comunale possa fare per migliorare concretamente la vita dei cittadini?

«Con un welfare sempre più attento alla famiglia, alle fragilità, ai servizi scolastici, ai bisogni primari. Una parte importante del nostro bilancio è dedicata al cittadino, alla sua qualità della vita, alle persone con disabilità. Siamo già a livelli molto alti. Chi è in difficoltà deve stare tranquillo: il nostro comune c’è e non lascia indietro nessuno e chiede basse compartecipazioni ai servizi, quando non li esenta, se il cittadino dimostra di non poter contribuire. E con il Fondo anticrisi da oltre dodici anni aiutiamo i disoccupati con utenze, bollette e mutui.»

La chiusura di molti negozi allarma i commercianti del centro. Che misure ci sono in programma per sostenerli?

«Tutti i settori della nostra economia sono in crisi. I negozi di qualità e che sanno lavorare non hanno problemi. Incentiveremo le nuove aperture, anche se esiste un problema di affitti troppo alti, almeno in centro. Poi rivedremo e attualizzeremo tutte le manifestazioni utili a portare possibili nuovi clienti a Stradella. Nel centro rilanceremo Piazza Vittorio Veneto e via Trento, oltre a mantenere molto vive le altre vie o piazze. I nostri giovani hanno tante idee e un buon feeling con i commercianti che hanno incontrato e con i quali hanno condiviso proposte. Sono fiducioso.»

Questione degrado in paese: quali sono le criticità e come intendete affrontarle?

«Quale degrado? Parliamo di Stradella, non di favelas, di barrios o di periferie degradate di grandi metropoli. Basta con questi luoghi comuni, con queste cattiverie nei confronti della nostra città, che è quella che tra l’altro investe più di tutti gli altri comuni nello spazzamento e pulizia di strade e piazze.»

Sono sempre di più gli insediamenti logistici che stanno arrivando sul territorio. Qual è la vostra opinione in merito? Si tratta di effettive opportunità di sviluppo per il paese oppure la pensate diversamente?

«Le logistiche sono la realtà economica più in espansione del momento. Il giudizio però è in sospeso. Si tratta di lavoro duro e retribuito meno di quanto renda, ma purtroppo al momento è una delle poche opportunità che offre il nostro territorio. Si devono intensificare i controlli, far rispettare i contratti, eliminare il caporalato, tutelare insomma i lavoratori e i loro diritti. Non è semplice, non è facile, con industria ed edilizia fermi, se non quasi assenti; resistono solo piccole e medie imprese, un poco di artigianato, un poco di commercio. Il governo provveda e tuteli di più i giovani, offrendo più occasioni di lavoro.»

Un sogno nel cassetto per il suo paese?

«Per Stradella è molto semplice: più risorse per investimenti e manutenzioni. Si penalizzino i comuni che sprecano, si incentivino i comuni che lavorano bene. Si è passati da un range di disponibilità di mutui di qualche milione agli attuali 500/600 mila euro annui: una sofferenza. I nuovi amministratori che si propongono lo devono sapere, prima di promettere cose assolutamente irrealizzabili. Meno fenomeni e più gente normale. Stradella non è da cambiare, come ripete ossessivamente qualcuno, è da amare, rispettare e migliorare, con grande umiltà e disponibilità all’ascolto delle esigenze dei cittadini.»

di Silvia Colombini

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