Giovedì, 14 Novembre 2019

BRESSANA BOTTARONE - «CI SPERAVAMO, CI CREDEVAMO, ANCHE SE AVEVAMO CONTRO TUTTO E TUTTI»

Le elezioni comunali di Bressana Bottarone sono state vinte dalla lista “Ascoltare Bressana’’, il cui candidato sindaco, Giorgio Fasani, è tornato così ad occupare la poltrona più prestigiosa del Consiglio Comunale. Il risultato ha sorpreso non poche persone: si può parlare di risultato inaspettato; probabilmente non per i vincitori, che a onor del vero hanno condotto una campagna elettorale poco strillata ma, evidentemente, efficace. Le operazioni elettorali erano partite con largo anticipo. Da quando, cioè, i due gruppi di opposizione consiliare della precedente legislatura (che alle elezioni del 2014 avevano proposto come candidati sindaco Filippo Droschi e Felice Ciardiello) si erano alleati. I voti da loro ricevuti alla precedente tornata, messi insieme, superavano quelli che avevano permesso a Maria Teresa Torretta di essere eletta sindaca. Il 55% contro il 45%. Ma la politica non è questione di matematica, e in cinque anni molte cose possono cambiare. Anzi, addirittura in pochi mesi. Perché la lista vincitrice si è concretizzata pienamente, invero, abbastanza a ridosso della scadenza elettorale. E nonostante ciò, ha battuto nettamente altri due gruppi forti che erano sedimentati da diverso tempo negli equilibri del paese. È evidente, da una parte, l’esigenza di un cambio di passo, resa evidente dal fatto che l’amministrazione uscente si è fermata al 24% dei consensi.

Non si può ignorare, d’altro canto, che l’affluenza si è fermata al 67,91%. Il che significa che quasi mille elettori non si sono recati a votare. Le due liste più votate, messe insieme, non raggiungono il 50% degli aventi diritto al voto. Si tratta certo di un discorso non limitato alla sola Bressana (il dato medio dell’affluenza in provincia di Pavia è del 68,7%), pur tuttavia gli amministratori comunali dovranno interrogarsi anche su come coinvolgere maggiormente la cittadinanza; su come riconquistare la loro fiducia. Perché i dati macroscopici derivano dalla sommatoria fra i valori locali, e ogni amministratore, anche quello del più piccolo fra i comuni, deve – o dovrebbe – fare la propria parte per assolvere gli onori e gli oneri connessi alla propria investitura. E per invertire la tendenza che vede la disaffezione verso la politica sempre più imperante, soprattutto fra i giovani.

Per questo auguriamo buon lavoro a tutti gli eletti, e in particolare a chi si occuperà dell’amministrazione attiva.

Il neo sindaco Fasani ha già nominato la Giunta. È composta da: Valentino Milanesi, vice-sindaco con delega a Bilancio, Finanze e Programmazione economica; Gianfranco Ursino, assessore con delega a Salvaguardia Ambiente, Lavori pubblici, Territorio e Personale; Nadia Chiodi, con delega a Servizi sociali, Politiche giovanili e Sport .Nadia Chiodi, con delega a Cultura, Istruzione e Tempo libero. I Consiglieri di maggioranza collaboreranno strettamente con gli assessori nel loro lavoro. Michele Debattista affiancherà l’assessore Ursino nelle materie Mobilità, Sicurezza e Viabilità; Alessandro Montagna affiancherà sempre Ursino nella Salvaguardia ambientale; Mariangela Sangineto sarà il braccio destro di Alessia Zaia con riguardo ai Servizi Sociali; Filippo Alicicco aiuterà il vice-sindaco Milanesi ad approntare il Bilancio; mentre Alessandro Tacconi collaborerà con l’assessore Zaia per la materia Sport e l’assessore Chiodi con riferimento al Tempo libero.

Giorgio Fasani è comprensibilmente molto soddisfatto dal risultato conseguito. Raggiunto telefonicamente, ha dichiarato: «Ci speravamo, ci credevamo, anche se avevamo contro tutto e tutti. Siamo soltanto gente che si è messa a disposizione della gente: con il desiderio di ascoltarla, con umiltà. E questo è stato apprezzato. Questo è per noi l’orgoglio maggiore: siamo stati scelti dai nostri concittadini come persone, e non perché avessimo dietro partiti o movimenti.

Non abbiamo nessuna remora verso il passato: vogliamo partire da oggi in avanti ringraziando chi c’è stato fino ad ora, gli amministratori precedenti, per essersi messi a disposizione per Bressana. Senza nessun astio per il passato. Da adesso vorremmo essere aperti a tutto e a tutti nella massima disponibilità, io e tutta la mia squadra». Parole molto concilianti, quelle di Fasani. Che ha continuato così il suo ragionamento: «Le condizioni, i presupposti per fare bene, ci sono. Il gruppo è compatto, omogeneo. Anche quelli che non sono eletti verranno coinvolti. Quindi saremo in tredici, dodici più il sindaco, a portare avanti il progetto che ci siamo prefissati e che abbiamo presentato agli elettori. Indipendentemente dai ruoli, tutti saranno importanti. Non sarà facile, ma spero possa essere così fino alla fine. I progetti e gli obiettivi dovremo condividerli tutti insieme, mai una persona sola.»

Meno soddisfatta, ma comunque serena, è la sindaca uscente, Maria Teresa Torretta. Che continua a fare parte del Consiglio Comunale, seppur dai banchi dell’opposizione, insieme alla sua compagna di avventura già nei passati anni, Ilaria Naso. Le due andranno a formare il gruppo “Bressana nuova”. Raggiunta telefonicamente, Torretta ha risposto così alla nostra richiesta di commentare la campagna elettorale: «Devo dire che, al di là del risultato, è stata una campagna elettorale pessima, con attacchi personali. Agirò anche per vie legali su alcuni aspetti». Ricordiamo, per esempio, che erano comparsi alcuni manifesti funebri indirizzati all’amministrazione uscente; gesto condannato da più parti. Si riferisce a quello? «Quello è già stato denunciato. Ma successivamente sono state fatte illazioni che non ho apprezzato». Come commenta, invece, il risultato? «La “sconfitta’’, fra virgolette, pesa; perché avevamo quasi dieci milioni di euro di interventi pronti. Per carità: se saranno presi in considerazione per il paese non c’è nessun problema se a farlo sarà qualcun altro, spero anzi non vengano buttati via». In fin dei conti, un po’ tutte le amministrazioni vivono un po’ di rendita, almeno per il primo anno... «In verità noi no.

Quando siamo entrati in carica abbiamo dovuto iniziare a lavorare subito perché non c’era niente sotto questo punto di vista, mentre ora lasciamo dieci milioni di progetti. Non è poca roba. Noi abbiamo comunque detto sempre la verità anche in campagna elettorale, non nascondendoci dietro nessun ‘’vedremo’’ o dietro promesse di cose impossibili da realizzare. Ci siamo presi le nostre responsabilità per le cose fatte e per quelle che avremmo voluto fare. La gente ha preferito altro, ora staremo a vedere». La scorsa legislatura era iniziata con due opposizioni che poi si erano fuse. Ora in minoranza tornano ad esserci due gruppi che si sono molto battagliati, ancora di recente. Risulta difficile immaginare una qualche tipo di collaborazione. Pensa, tuttavia, che questo aiuterà il pluralismo delle idee in Consiglio Comunale? «Su alcuni aspetti è ovvio che non si potrà fare a meno di prendere posizione rispetto ad alcune scelte dell’amministrazione. Il decidere di votare nella stessa maniera non significherà che si saremo alleati, significherà prendere atto con la stessa decisione di quello che starà facendo l’amministrazione. Certo il dialogo non mancherà, come non è mai mancato negli anni in cui ero in maggioranza e loro erano all’opposizione. Mentre quello che ha vinto è un gruppo nuovo, quindi non sappiamo, a parte alcuni che sono un po’ più datati come amministratori e quindi conosciamo un po’ meglio, come si comporteranno. Vedremo, con molta tranquillità e con molta serenità».

Anche la lista “Condividere Bressana’’ ha eletto due consiglieri: Filippo Droschi, già anima della precedente opposizione, e Davide Rovati, ex sindaco di Bressana. Il loro gruppo aveva ricevuto endorsement prestigiosi da parte dei principali esponenti della politica di centrodestra, a livello provinciale, nazionale e europeo. È evidente come la strategia politica di questa compagine fosse volta a palesare, prima delle elezioni, l’esistenza di forti rapporti con le forze di governo degli enti sovraordinati, e quindi a ventilare possibilità di sviluppo per Bressana grazie anche all’aiuto di questi soggetti. L’elettorato, però, ha fatto altre scelte. Resta, tuttavia, il ruolo che Droschi e riuscito a ritagliarsi nella politica non più solo comunale. Anche con lui abbiamo scambiato qualche messaggio; il succo del suo pensiero è: «Come unico schieramento di centrodestra porteremo avanti un’opposizione senza sconti, che rispecchierà i nostri valori». Questo indica comunque che il suo elettorato è molto schierato e ha delle alte aspettative anche dal ruolo di opposizione che i consiglieri eletti andranno a svolgere.

È rimasto fuori dal Consiglio Comunale il movimento civico “L’Italia del Rispetto’’, che proponeva come sindaco Davide Brambilla. Il risultato di questa compagine è stato piuttosto modesto: 96 voti, il 4,96% della popolazione. Altrove, tuttavia, il movimento è riuscito ad eleggere i primi consiglieri comunali della sua storia. Fu vera gloria? Ai posteri l’ardua sentenza...

di Pier Luigi Feltri

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