Giovedì, 12 Dicembre 2019

CASTEGGIO - «COSA HA LASCIATO ALLA COMUNITÀ CALLEGARI?»

In seguito alle dichiarazioni rilasciate a questo giornale dall’ex sindaco di Casteggio Lorenzo Callegari, gli ex consiglieri comunali di minoranza Ettore Albani e Francesco Arnese ci hanno fatto pervenire una replica. Li abbiamo così incontrati per sentire dalla loro viva voce, e per trasmettere ai nostri lettori, i loro pensieri.

Qual è l’argomento del contendere?

Albani: «Io e gli altri consiglieri di opposizione abbiamo fatto battaglie solo per difendere i soldi pubblici – la ‘‘res publica’’ di Casteggio. Sono stato denunciato per diffamazione da Callegari per aver affermato nel 2011 in un’intervista al Periodico: ‘‘Casteggio è governato secondo una logica di malaffare’’. Sono stato assolto. D’altronde, come facevano a condannarmi, alla luce anche della Delibera della Corte dei Conti del febbraio 2018 in cui la Corte richiama pesantemente il comune per tante irregolarità gestionali? Cose note, a noi consiglieri di opposizione.»

Arnese: «Il mio diritto di replica scaturisce dalle sue accuse avanzate nei confronti dei consiglieri d’opposizione della sua ultima legislatura per i quali ha espresso le seguenti espressioni: ‘‘tre personaggi che hanno semplicemente dato fastidio in consiglio comunale con improperi, ingiurie, insulti. Comunque non avevamo nulla da nascondere e i risultati sono lì da vedere’’. Non è la prima volta che intervengo a correggere i falsi meriti che il soggetto si attribuisce e sono ancora una volta ad affermare quanti e quali siano stati gli illeciti a lui attribuiti e quali siano stati i danni patrimoniali da lui creati alcuni dei quali non operati negli interessi dei cittadini e, comunque, tantissimi conseguiti senza rispettare le procedure che il Regolamento Comunale sancisce.»

Entriamo nel merito…

Albani: «Alcuni esempi: anticipazioni di tesoreria, debiti fuori bilancio, fondo crediti di dubbia esigibilità, rapporti con organismi partecipati, accollo del mutuo e delle perdite di Casteggio Servizi (presidente: Bonferoni, compagno di lista di Callegari), affidamenti alla cooperativa sociale Clastidium Lavora… uno scandalo. Praticamente la giunta Callegari ha passato circa 1 milione e 200mila euro in assegnamenti diretti con tranche tutte sotto i 40mila euro dal 2009 al 2014 circa, poi la società è andata in liquidazione. Per farla breve, è stata costituita a dicembre 2009 dopo che la giunta aveva appena vinto le elezioni del maggio 2009, e tra gli amministratori c’erano i suoi amici: il solito Bonferoni, suo compagno di lista, e Balestrero, marito della consigliera di maggioranza Brandolini.»

Arnese: «È vero. Alla maggioranza abbiamo reso la vita difficile perché ci eravamo accorti che il Callegari per conseguire i suoi obiettivi procedeva con il subdolo sistema di mettere sempre il carro davanti ai buoi… In altre parole non dava mai notizia di ciò che intendeva conseguire e per fare ciò evitava di seguire le norme previste dal regolamento comunale. Detta in breve: non si premuniva dalla prescritta e pubblica delibera di consiglio comunale, ma solo di delibera di giunta che è tutt’altra cosa perché discussa ed approvata dagli assessori che costituiscono la sua giunta.»

Per esempio?

Arnese: «Mi limito a citare solo alcuni casi. L’alienazione di una bellissima palazzina edificata su tre livelli (piano terra, primo e secondo piano) che è stata venduta all’asta pubblica ed aggiudicata dalla moglie del sindaco Callegari per la misera somma di € 10.000. In seno a detta palazzina il Callegari ha ricavato il suo personale ambulatorio medico. Poi: la trasformazione di parte della piazza Martiri della Libertà, già utilizzata come area mercatale, ad area pubblica con la collocazione di grossi teloni denominati poi ‘‘vele’’. Le relative spese per la trasformazione superavano i 40mila erano ed erano, quindi, decisioni di competenza del Consiglio Comunale. Ancora: la realizzazione di un chiosco per una spesa superiore ai 50 mila euro acquistato da una cittadina olandese, amica del sindaco Callegari, tramite il fabbro, Signor Giachero di Casteggio, che si è prestato alla transazione. Per tale episodio esiste ampia ed indiscutibile documentazione agli atti del Comando della Guardia di Finanza di Voghera da me sollecitata ad intervenire.»

Albani: «Io rimango basito per come proprio lui voglia dare una morale ai cittadini, quando ha indebitato il paese in modo pazzesco. Cosa ha lasciato alla comunità il signor Callegari?  Ok, è normale che un comune possa avere dei debiti; mutui accesi a fronte di investimenti per la collettività. Ma non di queste proporzioni. Ricordo che il comune di Casteggio ha circa 6 milioni e mezzo di euro di esposizione bancaria, di cui un terzo si poteva evitare.»

Ad esempio?

Albani: «Ad esempio il mutuo per la piscina coperta; circa un milione di euro che finiamo di pagare nel 2038. Perché il sindaco non ha vigilato attentamente i lavori? Il risultato è che è costata tre volte di più, e si è conclusa dopo un decennio invece di essere finita in due o tre anni. Oltretutto dopo aver persa la causa con una cooperativa. Venne addirittura il Gabibbo… in Comune allora c’era Manfra che però non c’entrava nulla. Il responsabile, come tutti sanno, era il precedente sindaco, cioè Callegari. Altro esempio: la giunta Callegari quando si è insediata di nuovo nel 2014 doveva denunciare subito alla Procura della Repubblica il grave danno erariale causato dalla precedente giunta Manfra per il caso del plesso di via Montebello. Ma come poteva farlo, se nella sua maggioranza c’erano, come adesso, consiglieri ed assessori che erano presenti anche nella gestione precedente? Risultato: poco fa il Comune di Casteggio ha comprato la palestra, circa metà del plesso per circa 900mila euro. Si finisce di pagare nel 2031. A chi serve? Il Comune ha già le scuole materne e le medie.»

Contestate anche la questione relativa a Palazzo Battanoli…

Arnese: «Il sindaco Callegari, subentrato alla gestione del dottor Manfra, scopre che nelle casse comunali è iscritta, in passivo, una spesa di 450.000 euro per lavori commissionati dal citato dottor Manfra. Accertato che detti lavori non erano ancora eseguiti, decideva autonomamente di non farli più eseguire e, sempre autonomamente, si appropriava dell’importo, barattandolo con l’impresa edile in cambio di palazzo Battanoli. L’arroganza del Callegari non ha previsto scuse ed ammissione di trasgressioni. Egli si è permesso di sostenere che aveva riacquistato l’immobile per una somma inferiore a quella utilizzata da chi l’aveva venduto per una differenza in positivo di 300mila euro, non curandosi del fatto che la vendita era stata legittimata a seguito di delibera comunale e la sua operazione di riacquisto si è basata solo ed unicamente su una decisione di giunta; viziata dal comportamento dell’assessore Antoniazzi.»

A cosa si riferisce?

Arnese: «In seno all’amministrazione Manfra, quindi nel corso del consiglio comunale, Antoniazzi aveva vivamente sostenuto che palazzo Battanoli doveva essere venduto perché non esisteva un futuro che prevedesse il suo recupero. Il medesimo, divenuto poi assessore nella successiva legislatura condotta dal Callegari, ha smentito sé stesso allorquando in Giunta ha affermato il contrario di tutto e di tutti.»

Sulle pagine dei giornali era finita anche una vostra denuncia relativa ad un camino, situato presso Palazzo Battanoli…

Arnese: «A seguito di esposto anonimo pervenuto in Comune con lettera indirizzata a nome dei tre consiglieri d’opposizione Arnese, Giovanetti e Albani, si apprendeva che il sindaco Callegari si era appropriato di un pregiato rivestimento marmoreo di camino a muro conservato in palazzo Battanoli e, quindi, di proprietà dell’Amministrazione Comunale, avvalendosi degli operai di una ditta di costruzioni edili impegnata in lavori di restauro a Palazzo Carena.

L’opposizione ha accertato che il manufatto è stato effettivamente trafugato e che oltre a non essere stata eseguita alcuna indagine idonea al ritrovamento e che anzi non era stata eseguita da parte del Sindaco la prescritta denuncia per attivare le indagini del caso e per informare l’Autorità Giudiziaria. Ma lui si permetteva di affermare falsamente che la denuncia era stata eseguita al Comando Stazione dei Carabinieri di Casteggio tramite il locale Comando dei Vigili Urbani. La giustificazione addotta appariva solo un pretesto, infatti il Comando dei Vigili ha smentito categoricamente il sindaco Callegari.»

Come è finita la querelle?

Arnese: «Nel corso di uno degli ultimi consigli Comunali il sottoscritto, sostenendo che il Comando aveva affermato di non aver eseguito alcuna denuncia di furto ai Carabinieri di Casteggio e di non aver neanche avuto notizia di tale evento, chiedeva al sindaco Callegari che provvedesse, ora per allora, ad eseguire la prevista denuncia. A tale esortazione il Sindaco si è opposto, come risulta agli atti del Comune e come risulterà ai due sottufficiali del Comando Stazione Carabinieri di Casteggio presenti a quel Consiglio Comunale, al pari di tutti gli altri Consigli Comunali.»

Non è l’unico manufatto sul quale vi siete concentrati…

Arnese: «No, oltretutto su quella palazzina era situato un bassorilievo del ‘500 rappresentante la Madonna delle nevi, oggetto di una devozione popolare. Anche questa era scomparsa. Dopo un’interpellanza dell’allora consigliere di opposizione Filippo Dezza fu rimessa al suo posto. Fu il popolo a volerlo.»

Se dipendesse da voi che cosa ne fareste del palazzo?

Albani: «Il Comune non ha soldi in tasca. In questo momento non c’è un soldo, nuovi mutui non ce ne danno, la situazione è drammatica. Non parliamo di progetti quando non ci sarebbero i soldi per realizzarli.»

Le acque che dividevano voi dall’Amministrazione Callegari sono sempre state agitate. Nel corso della legislatura si è assistito anche ad una denuncia…

Arnese: «Il Consigliere Ettore Albani nel corso di una intervista per Il Periodico News affermava che l’Amministrazione Callegari corrispondeva ad un ‘‘Comitato d’affari’’. Il Callegari, letta la citata affermazione, denunciava il consigliere di minoranza per Diffamazione a mezzo stampa. L’esito del procedimento penale è stato favorevole al consigliere Albani, sia per le sue giustificazione che per la testimonianza eseguita da altri consiglieri dell’opposizione.»

Albani: «Mi ha accusato di diffamazione per le mie dichiarazioni, ma sono stato assolto. È lui che non è degno di amministrare, e invece ci ha governati dal 1994, ad eccezione dei cinque anni in cui è stato sindaco Manfra.»

Insomma, non siete mai riusciti a trovare un punto di dialogo…

Arnese: «I tre consiglieri della minoranza che gli hanno reso ‘‘difficile’’ durante l’ultimo quinquennio di quel periodo da lui definito: ‘‘periodo in cui ha regnato’’ e non in cui ha amministrato (vedasi penultima vostra intervista a lui), hanno un nome ed un cognome. Tutti e tre, comunque, sono orgogliosissimi di aver espletato al meglio il loro mandato e puntualmente la vostra redazione ha colto le opportunità per renderli pubblici.»

Come mai non vi siete ricandidati?

Arnese: «Mi sia consentito fare una premessa. Non è detto che io mi sia volutamente escludere dall’onere di perseguire gli interessi dei concittadini non comparendo in alcuna delle quattro liste elettorali dell’ultima competizione elettorale. Qui ha ragione l’ex sindaco Callegari. Qualcuno della Lega, non autorizzato dal locale segretario del partito cioè il professor Giuseppe La Torre, ha compilato la lista elettorale escludendomi (non so ancora se volutamente o per sbadataggine) e, cosa ancora più grave, escludendo il suo superiore, ovvero il professor La Torre, dalla candidatura a sindaco.»

E lei che conclusioni ne ha tratto?

Arnese: «L’occasione per me era propizia per abbandonare definitivamente le lotte intraprese per combattere il malaffare, le ingiustizie e quant’altro generava danno economico all’erario e, quindi, alla popolazione casteggiana. Riflettendo, però, tornando ad essere quello che sono sempre stato, ovvero un semplice cittadino apartitico ed apolitico, mi è sembrato essere nella condizione ideale per sciorinare tutti i panni sporchi dell’Amministrazione Comunale senza essere condizionato da veti imposti.»

Albani: «Si sarebbe dovuta fare una lista sola: legalità conto illegalità. Questo non ci è stato possibile. Qui è tutto un guardia e ladri, ci vuole qualcuno che vada alla Finanza e denunci quello che succede. I soldi pubblici sono sacri: non mi devi portare ad esempio Abelli, mi devi portare Aristotele…».

Che messaggio mandate al nuovo sindaco Vigo?

Albani: «Vigo non può fare niente, perché ci sono sei milioni e mezza di euro di debiti. Deve soltanto cercare di limitare i debiti: cinque anni di immobilismo e risparmio massimo, per cercare di limitare i danni. Fare il normale è l’unica cosa che può fare. L’unica cosa che gli suggerisco è di pubblicare un bando ed affittare l’Area Truffi. Dargli risalto su giornale nazionale.»

Arnese: «Non mi rimane che augurargli un operato scevro dagli esempi del sindaco Callegari e di seguire solo ed unicamente la sua buona coscienza al di fuori degli insegnamenti dei ‘‘tal dei tali’’ menzionati da altri, quali il dottor Abelli o il dottor Alpeggiani che abbiamo sentito indicare quali ‘‘maestri delle attività politiche e d’amministrazione comunale’’. Al buon dottor Lorenzo Vigo, nuovo sindaco, rammento che vi sono circa ottanta famiglie in Strada Carretta di Casteggio che non hanno la possibilità di essere collegate alla rete fognaria pubblica e che alcune di esse sono costrette a scaricare i liquami domestici nei fossi, ovvero a cielo aperto, mentre altri si avvalgono di fosse biologiche. Trattasi di situazione vergognosa che il Callegari doveva sanare anche in funzione del fatto di essere stato medico e garante della salute dei concittadini. L’opportunità l’ha avuta anche quando disponeva dei soldi utilizzati per riacquistare palazzo Battanoli. Al dottor Vigo rivolgo un’ulteriore esortazione riferita al problema dell’acqua potabile.»

Si spieghi.

Arnese: «Il Comune di Casteggio viene approvvigionato da un pozzo sito in contrada Fogliarina. Tale pozzo provvede al fabbisogno di innumerevoli comuni, come Torrazza Coste, Montebello della Battaglia, Casteggio, Corvino San Quirico, Santa Giuletta ed altri comuni ancora; oltre allo stabilimento dell’AB Mauri S.p.A. che da sola consuma quanto consumano gli altri comuni messi insieme. A me non interessa se l’AB Mauri non paghi, e in effetti non paga una lira di tutta l’acqua che preleva. A me allarma la ventilata ipotesi che l’AB Mauri possa procedere alla purificazione delle acque salmastre che si trovano nel sottosuolo per destinarla ai comuni citati onde utilizzare da sola l’acqua della Fogliarina, unica per la lavorazione ottimale del lievito di birra.»

Ha mai posto il problema al Comune di Casteggio?

Arnese: «Di tutto ciò ho fatto richiesta di chiarimenti all’Amministrazione Comunale di Casteggio ricevendo dall’Ingegner Zucchini un qualcosa come: ‘‘Non saprei cosa risponderle – Non saprei quali possano essere i rimedi ad una eventuale crisi idrica derivante da una penuria di acqua nella falda acquifera attualmente utilizzata’’.»

Albani: «Ma poi, ci rendiamo conto che il Coppa è uno dei tre fiumi di Lombardia ridotti in questo stato? Se tutti i fiumi di Lombardia fossero ridotti in questo stato, cosa faremmo?»

Quanto alla presenza delle Guardia di Finanza in Comune per oltre due anni e mezzo?

Arnese: «La presenza dei Finanzieri di Voghera all’interno del Comune di Casteggio, per oltre due anni e mezzo, non è il frutto di un dispetto voluto dai consiglieri di opposizione citati dal Callegari, ma un necessario ricorso al recupero di quei valori di giustizia venuti a mancare allorquando si è manifestato l’enorme danno all’erario del comune per la questione della scuola e della palestra di Viale Montebello. A conforto di questa affermazione posso dire che lo stesso Callegari ha inteso conseguire i medesimi obiettivi. Forse sbagliando nell’indirizzare le investigazioni alla Corte dei Conti anziché alla Procura della Repubblica di Voghera. Questi intenti, comunque, oltre a voler dimostrare che sono necessari se non proprio obbligatori, possono sempre essere conseguiti se si ha la voglia e la capacità.»

Il nocciolo della questione: dove sta?

Arnese: «Da ex investigatore posso solo dire che il bandolo della matassa lo si può trovare analizzando quella ‘‘convenzione” Urbanistica per programma integrato d’intervento a rogito del Dott. Mario Acquaroni notaio che veniva sottoscritta l’8 maggio 2009 dall’ex responsabile dell’Ufficio Tecnico del Comune di Casteggio per conto del sindaco in carica. Trattasi di quell’architetto che per tale operato ha perso la responsabilità dell’Ufficio che reggeva, venendo demansionato ad altro lavoro non altrettanto qualificato.

Da detta situazione è scaturita una ‘‘querelle’’ alla quale servirebbe ‘‘sintonizzarsi’’ per conoscere, sicuramente in fase dibattimentale, quello che ora è considerato ‘’segreto istruttorio’’. Rimane, comunque, indiscutibile che anche il citato notaio fa riferimento, nei suoi atti, al fatto che la costruzione della scuola e della palestra siano stati eseguiti a scomputo degli oneri di urbanizzazione e che, conseguentemente, gli immobili dovevano essere di proprietà del Comune di Casteggio (articolo 45 della Legge Regionale 12/2005), ragion per cui se ha stabilito diversamente bisogna soffermarsi sulla causa e sull’effetto di quel qualcosa e se il ‘‘qualcosa’’ corrisponde all’azione di qualcuno, costoro sono i responsabili del danno all’erario.»

Volete aggiungere altro?

Arnese: «Per finire mi sia consentito apprezzare il dottor Lorenzo Callegari per la sua esperienza e capacità dimostrata nel curare i cittadini affidati alle sue cure, ma mi sia anche consentito affermare che un buon medico può anche non essere un buon amministratore comunale. In particolare mi preme far sapere che in regime democratico le opposizioni sono previste e garantite e disconoscendo la loro utilità si può incorrere nel sospetto di prediligere l’anarchia, la dittatura se non solo arroganza e ignoranza.»

Albani: «Visti i risultati della gestione Callegari 1995-2004 e poi 2009-2019 e considerando: primo, ciò che ho visto con i miei occhi; secondo, ciò che il Tribunale di Pavia ha sentenziato riguardo al fatto che il comune di Casteggio è governato secondo una logica di affari; terzo, ciò che dice la delibera della Corte dei Conti, cioè un forte richiamo alla gestione finanziaria del comune di Casteggio; posso affermare che il sindaco di Casteggio è stato inadeguato, indegno per gestire il Comune. Oltretutto la smetta di inneggiare a personaggi come Abelli e prenda esempio da Socrate e da Platone e da chi insegnava che i soldi pubblici sono sacri. Invece, a Casteggio, tutto l’opposto.»

di Pier Luigi Feltri

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