Sabato, 24 Agosto 2019

OLTREPÒ PAVESE - VOGHERA - CHIUSURA REPARTO GINECOLOGIA :”È GIUSTO TENER ALTA LA GUARDIA”

La paventata chiusura estiva del reparto di ginecologia dell’ospedale di Voghera è stata scongiurata, ma l’allarme in città non è rientrato del tutto. Negli ambienti politici c’è chi teme che la perdita del prezioso reparto possa essere solo rimandata e invita a tenere alta la soglia di attenzione. Cristian Romaniello, deputato iriense del Movimento 5 Stelle, pone l’attenzione a questo proposito sulla posticipazione dei lavori di ristrutturazione cui il reparto stesso doveva inizialmente essere sottoposto nel corso del 2020 e che invece avranno luogo nel 2021, ad elezioni del nuovo sindaco già avvenute: «Questo spostamento – spiega Romaniello - porta alcuni vantaggi, uno dei quali è il tempo per condurre la prossima battaglia: lasciare il servizio di ostetricia e ginecologia durante il periodo di ristrutturazione all’interno dello stesso Ospedale di Voghera. Dall’altra parte, però, questo ritardo fa sorgere un sospetto: un tema che non tutte le forze politiche abbracciano rischia di entrare di peso in una campagna elettorale, come sarà quella di Voghera dove si voterà nel 2020, e il ritardo andrebbe a vantaggio di chi vuole lo spostamento del servizio nascite a Stradella e, quindi, a chi ha bisogno che tale trasferimento avvenga dopo una campagna elettorale». In altre parole, per Romaniello, lontano dai riflettori e soprattutto dall’incombenza delle urne, uno spostamento del reparto (che invece sotto campagna elettorale costerebbe inevitabilmente tanti, troppi voti) sarebbe politicamente più digeribile. Lo stesso deputato pentastellato bacchetta poi la Lega vogherese: «Lunedì 15 luglio ho partecipato al Consiglio Comunale di Voghera per ascoltare la discussione dell’ordine del giorno sulla chiusura del reparto di ginecologia ed ostetricia dell’Ospedale Civile di Voghera.
 Ho ascoltato con interesse il dibattito e, per fortuna, l’ordine del giorno è passato con il voto di quasi tutti i consiglieri comunali presenti, ma non ho gradito per nulla e, aggiungo, mi trovo nella condizione di biasimare il comportamento del gruppo consiliare della Lega, il quale non solo non ha votato la mozione, ma ha addirittura abbandonato l’aula durante la votazione. Un comportamento simile è, in genere, utile a mandare messaggi chiari a chi deve riceverli, magari a correnti politiche che però si muovono per interessi che nulla hanno a che vedere con la tutela della salute delle donne incinta e dei cittadini».

Sulla situazione dell’ospedale di Voghera interviene anche il capogruppo del Pd in consiglio comunale Roberto Gallotti, che denuncia alcune carenze: «Rispetto alla propria organizzazione interna ed al funzionamento dei vari reparti, si ha l’impressione di un ospedale funzionante a due velocità, con alcuni aspetti positivi e altri lasciati andare senza alcun intervento migliorativo. Purtroppo gli episodi di riduzione di posti letto sono una modalità per far fronte alla carenza di personale ed alla impossibilità di mantenere gli standard qualitativi indispensabili al mantenimento  degli accreditamenti regionali: e sono situazioni che si verificano costantemente tutti gli anni, vedi la riduzione dei posti letto di un settore della Medicina, Otorino e Oculistica che chiudono nei week end». Riguardo alla situazione di ostetricia e ginecologia Gallotti pone l’accento su un altro problema: la mancanza di anestesisti. «Pare non sia possibile procedere a parti indolori per la mancanza di anestesisti h24: esiste in verità una carenza generale di anestesisti che diventa un grosso problema per l’Ospedale di Voghera, infatti i concorsi fatti non danno i risultati sperati poiché la struttura non è attrattiva, dato che i turni di lavoro vengono spalmati su ospedali che sono troppo distanti tra loro e la reperibilità è su Voghera, Stradella e Varzi. Serve poi – prosegue Gallotti - un impegno di risorse indirizzate alla crescita reale delle potenzialità dell’Ospedale: acquisizione di strumentazioni che da tempo sono necessarie in reparti come la Radiologia, con una nuova Tac che eviti, per le frequenti rotture di quella in uso, il ricorso a strutture private che tra l’altro, pare, stiano aprendo un nuovo ambulatorio ad hoc che sarebbe in forte concorrenza con l’Ospedale».

Un ulteriore problema che potrebbe aggiungersi è il recente spostamento del servizio di guardia medica da Pavia a Milano, che potrebbe ripercuotersi sulla già difficile situazione del Pronto Soccorso. «La ex guardia medica ora avrà per tutta la provincia un numero unico regionale, una sperimentazione svolta in altre tre provincie della Lombardia di cui però non è dato sapere i risultati pratici, soprattutto le ricadute sui cittadini» spiega Gallotti. «Il numero verde per le cure non urgenti dovrebbe servire a dare un servizio più efficiente e dovrebbe aiutare a diminuire il cronico intasamento del Pronto Soccorso. Un’organizzazione che, sulla carta, appare tutto sommato efficiente e in grado di dare soddisfazione alle esigenze sanitarie – anche quelle urgenti - del cittadino. Tutto questo però solo sulla carta dato che la chiamata al numero verde regionale trova a rispondere non un medico ma un operatore professionale, una figura che presumibilmente non sarà in grado di dare le risposte più adeguate costringendo l’utente a vedere allungati i tempi di attesa per quelle decisioni che lo costringeranno a rivolgersi immediatamente al Pronto Soccorso, con il risultato contrario alle intenzioni iniziali».

Paolo Affronti, già sindaco e parlamentare, ora esponente dell’Udc, segue da sempre le vicende che riguardano le problematiche della sanità nei vari ruoli da lui rivestiti, sia professionali che politici.

Affronti, la chiusura estiva reparto ostetricia di Voghera è stato tanto rumore per nulla?

«Esattamente, sulla notizia non esisteva alcuna nota o disposizione ufficiale di ASST, detto questo è giusto tener alta la guardia come ha fatto il Consiglio Comunale di Voghera e come ha fatto il Presidente del Consiglio Comunale che ha posto in votazione un ordine del giorno votato all’unanimità dei presenti (assente la lega contestata per questo dall’alleato di governo cinque stelle). Vale anche la pena ricordare che ad un nostro rappresentante, Gianfranco Geremondia, è stata assegnata la delega dell’ osservatorio sanità, di nuova istituzione, proprio per monitorare la situazione del nostro ospedale e degli altri presidi sanitari presenti in città. è per questo che dopo inopportune dichiarazioni di stampa rese da un amministratore di Stradella circa la eventuale temporanea chiusura dell’ostetricia di Voghera ci siamo subito attivati con l’assessore Geremondia per verificare la situazione. Alla base c’era solo una richiesta di valutazione che non ha avuto alcun esito. è chiaro che comunque anche nel caso della prossima ristrutturazione del reparto di ostetricia bisognerà ricercare una soluzione interna o esterna, comunque in città per evitare che il punto nascite dell’ospedale di Voghera anche se temporaneamente debba essere chiuso. Voghera come ospedale con un pronto soccorso dotato di presenza h 24 di cardiologia e rianimazione non può rinunciare, dando le necessarie garanzie, alle partorienti di una zona vasta che ha nell’ospedale di Voghera il suo naturale riferimento. Questa campagna e queste voci di smantellamento anche se temporaneo non danno certezze all’utenza. I medici, non dimentichiamo che alcuni operano sia a Voghera che a Stradella, devono fare opportuna opera di convincimento per dire che Voghera ha continuità ed offre le necessarie garanzie. Non dimentichiamo e questo lo sappiamo, che il medico specialista consiglia molto la partoriente. Teniamo anche conto che prossimamente forse in base a direttive regionali i fuori regioni non verranno considerati come fuori budget e quindi questo farà riconsiderare le presenze dell’Emilia per Stradella e del Piemonte per Voghera. A Voghera terremo alta la guardia certamente come abbiamo fatto nel passato con consigli comunali aperti, a livello nazionale vale la pena forse far rivalutare la misura stabilita dalla legge sui 500 parti in relazione alle realtà territoriali».

A breve verrà inaugurato un nuovo pronto soccorso, un segnale positivo per la città…

«Un nuovo e moderno pronto soccorso. Gli accorgimenti previsti dal punto di vista logistico con differenziazione dei percorsi: urgenza pazienti psichiatrici, infettivi, con strutture adeguate che gestiscono i codici  rossi (urgenti), verdi e differenziano quelli bianchi in modo da evitare attese per le urgenze sono senz’altro un fatto positivo è certo comunque che un adeguato organico medico ed infermieristico deve essere riconosciuto all’ASST se si vuole dare risposte adeguate all’utenza. La Direzione Generale oltre ad avere la collaborazione del personale medico ed infermieristico deve avere i necessari riconoscimenti di organico da parte dall’assessorato regionale».

Cosa ci dice del servizio di guardia medica?

«Il servizio oggi non sempre riesce a dare risposte all’utenza, vuoi per una richiesta molte volte impropria. Le prescrizioni, se non esiste chiamata con urgenza, vanno fatte dal proprio medico di base agli orari ambulatoriali. La centralizzazione del servizio di chiamata e di coordinamento su base regionale, nelle possibili previsioni, potrebbe causare ritardi nelle risposte. I cittadini devono comunque essere informati di queste innovazioni in modo da poter comprendere le differenze tra un servizio di emergenza e quello, di una guardia medica sostitutiva del medico di base».

Cosa manca a suo giudizio all’ospedale di Voghera?

«Occorrono al nostro Ospedale apparecchiature tecnologiche sempre più adeguate e mi pare che il Direttore Generale si stia muovendo bene al riguardo, per questo è bene ringraziarlo, esigendo dalla Regione i necessari aiuti per sostituire apparecchiature ormai obsolete. I rappresentanti politici, senza strumentalizzazioni elettorali, svolgano tutti il dovuto interessamento a favore delle strutture del territorio».

di Christian Draghi

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