Sabato, 21 Settembre 2019

SALVINI BACIA IL ROSARIO IN AULA MENTRE CONTE PARLA, POI DICHIARA : 'RIFAREI TUTTO QUELLO CHE HO FATTO'

Matteo Salvini parla in Senato dopo le parole di Giuseppe Conte. "Grazie e finalmente: rifarei tutto quello che ho fatto", ha detto il vicepremier, Matteo Salvini, intervenendo nell'Aula. "Non ho paura del giudizio degli italiani". Sono qua "con la grande forza di essere un uomo libero, quindi vuol dire che non ho paura del giudizio degli italiani, in questa aula ci sono donne e uomini liberi e donne e uomini un po' meno liberi. Chi ha paura del giudizio del popolo italiano non è una donna o un uomo libero". "Se qualcuno da settimane, se non da mesi, pensava a un cambio di alleanza, molliamo quei rompipalle della Lega e ingoiamo il Pd, non aveva che da dirlo. Noi non abbiamo paura", ha detto ancora Salvini. "La libertà non consiste nell'avere il padrone giusto ma nel non avere nessun padrone", ha detto Matteo Salvini citando Cicerone.

"Non voglio una Italia schiava di nessuno, non voglio catene, non la catena lunga. Siamo il Paese più bello e potenzialmente più ricco del mondo e sono stufo che ogni decisione debba dipendere dalla firma di qualche funzionario eruopeo, siamo o non siamo liberi?". "Gli italiani non votano in base a un rosario, ma con la testa e con il cuore. La protezione del cuore immacolato di Maria per l'Italia la chiedo finchè campo, non me ne vergogno, anzi sono ultimo e umile testimone". "Voi citate Saviano, noi San Giovanni Paolo II.., lui diceva e scriveva che la fiducia non si ottiene con la sole dichiarazioni o con la forza ma con gesti e fatti concreti se volete completare le riforme noi ci siamo. Se volete governare con Renzi auguri...".

"Ho staccato io la spina al governo? La spina si stacca in Parlamento, se il presidente Conte si autostacca la spina, si autolicenzia é una scelta sua, se da domani qualcuno è al tavolo con Renzi....vuol dire che c'era un disegno preordinato". Così Matteo Salvini ai cronisti al Senato. "La Lega lo lascia il margine. Loro da settimane dicono 'se c'è la sfiducia non si tagliano i parlamentari', io sono disposto a tagliarli e poi si proceda al voto nella maniera più veloce possibile, tra 1 mese o tra 4. Certo se loro staccano la spina e iniziano a dialogare col Pd...".

"Il dubbio che ci sia qualcuno che da settimane, se non da mesi, stava lavorando con il Pd, visti gli applausi oggi in Aula, è legittimo", ha detto il vicepremier e leader della Lega parlando con i cronisti nel Transatlantico del Senato.

"Quello che mi è dispiaciuto è di aver lavorato per un anno a fianco di una persona e di scoprire dopo un anno che mi ritiene un pericolo pubblico. Non pensavo di avergli dato così tanto fastidio. Ognuno ha il suo stile, oggi più che avvocato del popolo ha parlato da pubblica accusa".

"Lunghi applausi a Matteo Salvini dal gruppo della Lega, determinato e compatto.

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