Sabato, 23 Novembre 2019

VOGHERA - ILARIA BALDUZZI: «VOGHERA CHE NON SI ACCONTENTA»

Il circolo PD di Voghera ha passato ufficialmente il Rubicone, inaugurando la stagione che porterà alle elezioni amministrative del prossimo anno. Lo ha fatto durante la Festa dell’Unità, che si è svolta a fine agosto presso il Parco Brugnatelli di Rivanazzano Terme. I tempi sono maturi per le primarie: il candidato che ne uscirà vincitore lancerà la sfida a un centrodestra i cui contorni sono ancora ignoti. Queste primarie, salvo sorprese, dovrebbero essere di coalizione (cioè con candidati provenienti dai vari schieramenti che partecipano alle discussioni pre-elettorali) e aperte (la consultazione riguarderà tutti i cittadini e non soltanto agli iscritti ai partiti).

Ilaria Balduzzi, attuale vice-capogruppo del PD in Consiglio Comunale, ha già manifestato la sua disponibilità a scendere nuovamente in campo, questa volta come candidata alla carica di sindaco. Abbiamo registrato il suo punto di vista sui temi dell’amministrazione vogherese.

Nel dibattito circa le prossime elezioni comunali, lei ha coniato uno slogan: “Voghera che non si accontenta”’. Cosa significa?

«Ho coniato questo slogan partendo dal presupposto, come detto alla Festa dell’Unità, che l’amministrazione attualmente governante in certe occasioni ha fatto cose sensate (a parte la gestione di Asm) ma ha lasciato una città ripiegata su sé stessa, impoverita sul piano economico, sociale e culturale e non ha svolto alcun ruolo verso il territorio, in particolare la Valle Staffora se non tutto l’Oltrepò. Han fatto piccole cose che, qualche volta, “accontentano”, ma che non alzano mai l’asticella. La parola ‘’accontentare’’ ha un duplice significato, di rispondere a bisogni specifici e puntuali ma spesso molto personali e di non puntare in alto verso interessi generali ed il bene della città nel suo complesso: Voghera ha voglia di non accontentarsi più.»

Di cosa ha voglia Voghera, secondo la sua opinione?

«Di avere qualcosa di più rispetto ai bisogni puntuali e personali ai quali, a volte, viene data risposta. Bisogna guardare un po’ più in alto: alla collettività. Con un progetto nuovo, con persone nuove, con cose concrete e modalità nuove. Parto sempre dallo slogan: di che cosa non ci siamo accontentati? Non ci siamo accontentati, ad esempio, delle risposte in materia di sostenibilità ambientale e sociale. Quante interpellanze sono state fatte sulla qualità dell’aria, sul posizionamento in periferia dell’unica centralina presente per il rilevamento dell’aria? Ci siamo sempre sentiti rispondere che i livelli erano entro i limiti.»

È noto, lo ricordiamo, come l’unica centralina, cui fa riferimento, è situata in via Pozzoni, nella periferia nord della città, in prossimità della campagna; mentre, secondo molti osservatori, i luoghi critici per la qualità dell’aria sarebbero altri, ossia quelli più trafficati del centro cittadino.

«Ma noi vogliamo qualcosa in più. Ad esempio una centrale per il rilevamento dell’ozono, il problema forse più attuale. Ne esistono soltanto dodici in Lombardia, e potrebbe essere interessante averne una anche a Voghera. Bisogna iniziare ad avere dei progetti importanti, dei progetti europei. Anche sulla sostenibilità ambientale e sociale.»

Proseguiamo nello sviscerare lo slogan...

«Un altro aspetto su cui non ci si è accontenta più è il filone lavoro – giovani e attività produttive. Con uno Sportello Lavoro, di cui raramente sono state rese note le performance, il modo di lavoro e la conoscibilità, si è pensato di aver risolto tutti i problemi relativi al lavoro, tutti i problemi dei giovani, mentre invece non è affatto così. Ci sono sicuramente altre iniziative da mettere in campo al fine di sollecitare nuove opportunità di lavoro e  per i giovani. Soprattutto sfruttando le possibilità che l’Europa ci mette a disposizione. L’esponente di +Europa che ha partecipato alla Festa dell’Unità, Elisabetta Napoli, ha proposto uno Sportello per l’Europa, che potrebbe essere lo stesso Sportello Lavoro già esistente, ma riorganizzato con una visione più organica, che possa essere utile anche per sfruttare le possibilità a livello comunitario.»

Sì, ma ci sono anche altri aspetti importanti. La sicurezza, per esempio. O forse la percezione che si ha della sicurezza...

«Voghera non si accontenta nemmeno in tema di sicurezza. Di solidarietà, legalità e sicurezza. Non bisogna avere paura di affrontare questi tre temi in maniera congiunta e apertamente. Anche il tema dell’immigrazione è un problema se lo si affronta da solo. Voghera non è Lampedusa. Bisogna affrontare le criticità compendiando le giuste misure di solidarietà ma sapendo anche che ci sono regole che devono essere rispettate da parte di tutti. Ci si è accontentati anche nel campo delle pari opportunità. Sono state intraprese alcune iniziative dall’Assessore alla partita Simona Panigazzi ma mai per iniziativa del Comune di Voghera e questo per mancanza di soldi che l’Amministrazione non ha mai inteso dedicare ai temi al femminile.»

Ma qualunque attività, anche la più piccola, necessità di finanziamenti: qualcuno potrebbe obiettare che tutte queste idee siano un po’ come un ‘’libro dei sogni’’... 

«Non è così. I soldi non ci sono perché non si sono mai stanziati, e non si sono mai stanziati perché, evidentemente, non ci si crede. Attraverso una scomposizione del bilancio, che riguardi la verifica di tutte le sue parti, è possibile programmare e dare delle priorità di tipo diverso e quindi una consistenza ed importanza diversa alle cose che si intendono valorizzare.»

Se lo dice lei, che di finanza pubblica si occupa per professione, ci fidiamo. E in quanto a commercio? I vogheresi si accontentano?

«Ormai Voghera langue: non si può dire che Voghera è viva. Lo percepiscono sia le persone che ci abitano, sia quelle che vengono da fuori. Si dovrebbe incentivare la presenza dei grandi marchi low cost attualmente posizionati nelle aree commerciali in periferia e riportarli in centro, così da dare vivacità a tutto il tessuto commerciale. Con iniziative da parte del Comune e con la collaborazione dei commercianti, bisogna far tornare il centro cittadino ad essere il cuore pulsante commerciale della città.»

Fra le attività delle opposizioni nell’attuale consiliatura, molte energie sono state dedicate a porre sul tavolo il tema del gioco d’azzardo. Di recente è giunta notizia che Voghera si conferma, anche quest’anno, come una delle capitali del gioco d’azzardo. Secondo le rilevazioni del Movimento No Slot, infatti, sono ben 106 i milioni di euro spesi in città nel corso del 2018. Come commenta questo dato?

«Abbiamo presentato in Comune un regolamento fatto e finito, nella sua completezza, per limitare questo fenomeno. Ci è stato risposto che bisognava aspettare il regolamento tipo della Prefettura. È intollerabile che non si faccia di più per arginare questo fenomeno. L’amministrazione è stata assolutamente refrattaria a tutte le nostre proposte che peraltro riprendono esempi di successo in altri comuni vedi Pavia, Stradella e San Martino Siccomario.»

Lei pensa che, in questo come in altri temi, Voghera potrebbe essere il centro propulsore da cui far partire le buone pratiche di amministrazione, anziché giocare sempre di rimessa? Mi spiego: accade quasi ovunque che i piccoli si allineino, quando è il grande a tracciare la via.

«Una cosa su cui non si ci accontenta  proprio è il ruolo che dovrebbe essere di centralità di Voghera. Ad esempio come metodo per superare le difficoltà ovvie, chiare, palesi che ci sono state in ASM (che comunque è e intendiamo che rimanga la società di Voghera e di tutti gli altri comuni che ne fanno parte), ma anche centralità rispetto a tutte le problematiche dell’Oltrepò, in particolare per la Valle Staffora, dove certamente ci sono altre istituzioni come la Comunità Montana e il G.A.L., ma per la quale Voghera può essere un interlocutore o un collante ulteriore e importante. Voghera si è sempre definita come ‘’capitale dell’Oltrepò’’, ma di fatto non la è mai stata.»

E le opere pubbliche? In questo, almeno, è possibile accontentarsi?

«Voghera penso sia l’unico comune in cui da tanti anni non si accende più un mutuo, se non per cose molto specifiche e limitate, ad esempio la ristrutturazione del Tribunale. Oggi le cose sono diverse rispetto a qualche anno fa: non c’è più il Patto di Stabilità, e dopo aver superato quel rischio di dissesto finanziario causato dalle aliquote tardive, si può senz’altro dire che il Comune abbia i conti in ordine. Quindi, per opere di un certo respiro, si dovrebbe pensare a questa fonte di finanziamento. È una cosa normale, prevista dalla Costituzione. Non ci si accontenta più nemmeno della programmazione riguardante il consumo di suolo. Oggi bisogna puntare di più sul recupero di quello che c’è già, anziché sull’occupazione di spazi liberi.»

Che prospettive ha Voghera nel medio-breve termine, anche alla luce dell’ultima variazione di bilancio?

«Con la variazione di luglio succede sempre che venga applicato l’utile di ASM, che quest’anno ammontava a 925mila euro, quindi una cifra consistente. Il problema è che, con questo utile, tutti gli anni si vanno a finanziare delle spese non straordinarie. Quindi, se un anno disgraziatamente (ma è tristemente possibile) l’utile non ci fosse, ci ritroveremmo senza 105mila euro destinati a pagare le bollette, un pacchetto all’interno dei servizi sociali - assistenza scolastica - handicap di quasi 110mila euro, 100mila per lo sgombero delle nevi, 142mila sui minori e 218mila sui Piani di zona. Sono tutte spese assolutamente correnti e continuative, e mi chiedo con cosa verrebbero finanziate se l’utile di ASM non ci fosse più. L’unico stanziamento straordinario che è stato finanziato con questo utile è rappresentato dai 30mila euro destinati ad associazioni sportive, oltre al finanziamento destinato a gettare le basi per la gestione teatro.»

Nel Consiglio Comunale di luglio lei ha sollevato dubbi sul bilancio di ASM. Quali sono i problemi urgenti che ha posto?

«ASM passa da un segno più che nel 2017 era di 2 milioni 69mila euro, a un utile, nel 2018, di 1 milione 838mila euro. Scendendo nel dettaglio, però, ASM Vendite e Servizi invece perde 600mila euro di utile, perché parte da un milione 95mila euro e arriva a soli 406mila euro. Ma ASM comprende poi anche tutte le altre partecipate. Cosa da rilevare è che SAPO passa da un utile di 191mila euro a un negativo da 126mila, tant’è  che il Comune ha dovuto istituire un fondo nel proprio bilancio, in conseguenza di questa perdita, di circa 30mila euro. Anche in questo caso la situazione è sempre di scarsissima trasparenza, come tutte le volte in cui si parla di ASM.»

Si spieghi meglio...

«L’ultima volta, in Consiglio Comunale, non c’era nessuno presente di ASM; nessuno quindi ha risposto alle domande poste. La trasparenza è scarsa anche per come è strutturato il sito internet. Ad esempio a livello delle assunzioni: magari sono pubblicizzate tutte le selezioni di personale, ma non gli esiti: non si capisce il perché. Sempre a livello di assunzioni, c’è una questione programmatica: era prevista un’assunzione nell’ambito idraulico e ne sono stati assunti 5 – questo emerge dalla relazione sul controllo analogo.»

Ha sollevato dubbi anche sulla programmazione. Vuole riportarceli?

«C’è un rallentamento forte della percentuale di realizzazione degli investimenti. Gli investimenti sull’illuminazione pubblica per quest’anno dovevano ammontare a 2 milioni 700mila euro, al 30 giugno ne erano stati realizzati 100mila. Per il teleriscaldamento erano previsti lavori per 600mila euro, ne sono stati realizzati soltanto 120. Ma ciò che preoccupa di questo bilancio, più che tutto il resto, sono i crediti che vengono dati per esigibili, e che non sappiamo se siano davvero tali. Un problema riscontrato già negli scorsi anni, ma che ora è diventato preoccupante. Non viene allegata una relazione sull’anzianità di questi crediti; una relazione, cioè, in cui si possa vedere se questi crediti abbiano due anni o venti. Su questo c’è assolutamente poca chiarezza, non si hanno notizie, e bisognerebbe metterci mano.»

Chi dovrebbe farlo?

«Il nuovo Consiglio di Amministrazione, la cui nomina però sembra in alto mare. Noi ovviamente riconfermiamo di aver presentato due candidature di alto livello, Patrizio Dolcini e Michele Pesci, i quali hanno già presente il lavoro importante che ci sarebbe da fare sul bilancio, oltre che su tutto il resto, a cominciare dalle questioni ambientali. Lavoro da fare ce n’è. Noi vogliamo il bene di ASM come società di Voghera e del territorio e per questo siamo pronti a fare la nostra parte.»

Di recente, con una deliberazione del Consiglio Comunale, è stato inserito nello Statuto del Comune di Voghera il Bilancio partecipativo (lei stessa ha commentato, tuttavia, che si tratta di una “previsione un po’ stringata’’). Le opportunità di questo strumento per Voghera?

«Abbiamo fatto fatica a far inserire questo articolo di due righe, dove è stato semplicemente introdotto il concetto di bilancio partecipativo, prendendo poi per buono un “gentlemen agreement’’ per cui ci si aspettano, in futuro, ulteriori passi in avanti. Si dovrà adottare un regolamento perché il bilancio partecipativo diventi realtà. Ciò non avverrà presumibilmente entro la fine di questa legislatura, perché ci saranno cose più urgenti a cui pensare. Io in particolare ho sempre pensato che il bilancio partecipativo possa essere una misura interessante per realizzare opere che vadano oltre le banali manutenzioni nei quartieri, che vorrei poter dare per scontate. Ogni anno la popolazione di un quartiere, attraverso una consultazione, potrebbe scegliersi un’opera di livello un po’ più importante, che ritiene possa valorizzare una determinata area di Voghera.»

Le viene in mente qualche esempio, in particolare, di situazioni per le quali i cittadini reclamano già oggi investimenti mirati?

«Giusto pochi giorni fa abbiamo effettuato un sopralluogo a San Vittore con Alessandra Bazardi e Angelo Barbieri del PD. Abbiamo constatato che la manutenzione, quando viene fatta, viene fatta male. Ad esempio, si taglia l’erba ma viene lasciata l’immondizia e quindi il decoro non migliora. In questo quartiere, in particolare, servirebbero progetti importanti di riqualificazione anche urbanistica, tenendo ben presenti gli aspetti sociali e la sicurezza.»

Lei propone un bilancio partecipativo che dedichi risorse ogni anno ad una zona diversa; un po’ come accade con gli ‘’emblematici’’ di Fondazione Cariplo, che assegna ogni anno una certa quota a territori diversi della Lombardia. Perché questa opzione e non, invece, un confronto basato sui progetti, indipendentemente dalla provenienza territoriale?

«Non penso sia utile mettere in competizione i quartieri, anche perché nel caso del comune di Voghera non si potrebbe trattare di risorse finanziarie eccezionali. Qui si tratterebbe di mettere in campo delle risorse un po’ superiori a quelle per la manutenzione ordinaria, in modo da assicurare che almeno un’opera importante per ogni quartiere possa essere realizzata nell’ambito della legislatura.»

Caso Recology: uno dei suoi cavalli di battaglia. Proprio in questi giorni è in corso la gara su Sintel per procedere, finalmente, allo sgombro dei rifiuti dall’area. Con questo atto si porrà la parola fine su una triste vicenda che si protrae da lunghissimi anni?

«Se sarà una parola fine, comunque arriverà in ritardo: in vari Consigli Comunali, a seguito di varie interpellanze proposte sull’argomento, erano stati prospettati tempi diversi. Nell’estate appena trascorsa dovevano essere realizzate le operazioni di bonifica, invece è ancora in corso la gara per affidare i lavori. Che, per carità, è una buona notizia; sperando non ci siano ulteriori intoppi, considerando che si tratta di una gara rilevante. È una vicenda che la cittadinanza, e in particolare quella di Medassino, ha sempre seguito con alta attenzione. Parrebbe che a questo punto si sia imboccata una strada di non ritorno, anche se molto in ritardo. E finalmente, dopo la gara, quando inizieranno i lavori, si verificherà l’effettiva consistenza del rifiuto stoccato, sul quale sono state date rassicurazioni, ma solo relativamente a quanto si sia potuto indagare finora.»

Una coalizione di centrosinistra si candiderà a farsi carico degli onori e degli oneri che l’amministrazione di una città complessa come Voghera comporta. Lei ha già dato la sua disponibilità a farne parte. Cosa si aspetta da queste primarie ormai prossime?

«Io riconfermo la mia disponibilità a partecipare a primarie di coalizione, aperte, il più allargate possibile, dove auspico che possano essere in campo candidati provenienti da tutte le formazioni che hanno dato una disponibilità a lavorare per una coalizione di centrosinistra. Questo lavoro di cercare i temi e le modalità con cui accontentare Voghera che non si accontenta più è un lavoro da fare con i vogheresi, con tutti i vogheresi, e quindi non si può rischiare di ripetere quanto accaduto all’ultimo minuto con il ‘’modello Pavia’’. Non si vuole arrivare all’ultimo mese con l’individuazione di un candidato, perché attorno al candidato bisogna costruire il modello per condividere un patto civico per la città, con i cittadini di Voghera, che abbia un respiro nuovo, diverso e dirompente rispetto ai tempi trascorsi. Per cui io ho rinnovato e rinnovo la disponibilità a partecipare a queste primarie in assoluta trasparenza e auspico che si svolgano con partecipazione e correttezza da parte di tutti i partecipanti.»

   di Pier Luigi Feltri

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