Martedì, 10 Dicembre 2019

VOGHERA - «NEL 2019 SARANNO ASSEGNATI 20 NUOVI ALLOGGI COMUNALI»

Il problema della casa si conferma a Voghera uno dei più pressanti. La graduatoria per ottenere l’assegnazione di un alloggio ha raggiunto quota 338 domande e il Comune, attraverso l’assessorato ai servizi sociali guidato da Simona Virgilio, è al lavoro per trovare nuove soluzioni per fare fronte alla crisi e aiutare più persone possibili. «Le problematiche abitative sono in costante crescita perché aumentano in generale le situazioni di difficoltà socio-economica di adulti e famiglie che non riescono a pagare l’affitto» spiega Virgilio, che prosegue: «Noi interveniamo con l’erogazione di contributi regionali e comunali di supporto alle situazioni di emergenza abitativa per sostenere le famiglie nel pagamento dell’affitto, con contributi per evitare lo sfratto nei casi di morosità incolpevole e per facilitare l’ingresso in alloggi reperiti sul mercato privato. Su nostra iniziativa è stato siglato l’accordo territoriale per la stipula dei contratti di affitto a canone concordato tra le associazioni sindacali territoriali degli inquilini e le associazioni della proprietà edilizia».

Assessore, quante persone aspettano una casa e quante abitazioni sono a disposizione?

«L’ultima graduatoria approvata è formata da 338 domande, gli alloggi sul territorio sono 904, di cui 550 di proprietà Aler e 354 di proprietà comunale».

Quante persone hanno ricevuto una casa nell’ultimo anno e quanti alloggi pensate di poter assegnare entro la fine del 2019?

«Nel 2018 abbiamo effettuato 17 assegnazioni, nel 2019 ne sono in previsione 20. Per far fronte all’emergenza abitativa, oltre ai bandi ordinari per assegnazione di alloggi erp,  sono stati indetti bandi destinati alle persone in graduatoria per ottenere l’assegnazione di alloggi in automanutenzione e abbiamo posto in essere diverse e ulteriori misure per sostenere il pagamento degli affitti e per incentivare il canone agevolato».

Quali servizi avete introdotto negli ultimi mesi?

«Recentemente abbiamo attivato le misure relative al Fondo per la non autosufficienza per l’assegnazione del buono sociale a favore delle persone con disabilità grave o non autosufficienti, misura importante a beneficio delle famiglie residenti nei Comuni del Piano di Zona dell’Ambito distrettuale Voghera e Comunità Montana Oltrepò Pavese».

In questo periodo di difficoltà economiche il Comune ha effettuato dei tagli alla spesa per il welfare?

«No, per l’anno 2019 sono stati confermati tutti i servizi mantenendo i livelli di spesa dell’anno precedente».

La questione degli aiuti economici comunali ha più volte suscitato le ire della Lega che, insieme a Fratelli d’Italia, vi ha più volte attaccato per la non attuazione di normative per rendere più difficile agli extracomunitari l’accesso ai benefit. In sostanza, il famoso “modello Voghera” che a loro dire vi ostinate a ignorare. Come stanno le cose e qual è la posizione del Comune su questo tema?

«Quello che viene chiamato “Modello Voghera” era stato introdotto nel 2013 dall’amministrazione Barbieri quando all’epoca ero capogruppo del PDL in consiglio comunale. Tale novità nel regolamento, che ci vedeva assolutamente concordi tanto da approvarla, prevedeva l’obbligo per gli extracomunitari di produrre una certificazione proveniente dal paese d’origine per accedere ai servizi comunali. All’approvazione del citato Regolamento comunale è seguita l’entrata in vigore di una nuova disciplina statale in materia di ISEE, contenuta nel d.P.C.M. 159/2013. Alla stregua di detta normativa, rientrano oggi tra gli elementi che compongono la situazione reddituale rilevante ai fini ISEE anche i redditi relativi agli immobili situati all’estero e non locati e tra gli elementi che compongono la situazione patrimoniale rilevante ai fini ISEE anche il patrimonio immobiliare e mobiliare detenuto all’estero. Tali componenti reddituali e patrimoniali vengono assoggettate dall’art. 10, comma 7, del d.P.C.M. 159/2013, ad una autocertificazione: la norma, infatti, stabilisce che esse sono “autodichiarate dal dichiarante” ai fini della presentazione della DSU – dichiarazione sostitutiva unica, e ciò vale senza alcuna distinzione sia per i cittadini italiani e comunitari che per gli extracomunitari. I controlli circa l’esistenza di difformità od omissioni sono rimessi all’Agenzia delle Entrate in prima battuta e, per i dati autodichiarati per i quali essa non dispone di informazioni utili, all’INPS. L’attuale posizione del Comune è il rispetto della normativa vigente che dal 2015 è cambiata. è inutile insistere su un argomento che le cronache nazionali e locali hanno ampiamente documentato. Gli Enti Locali non possono introdurre legalmente limitazioni contrarie alla normativa vigente differenziando i criteri di accesso per i cittadini extracomunitari.  Anche i Comuni di Lodi e Vigevano hanno dovuto rivedere i propri regolamenti  a seguito di provvedimenti emessi  dal Tribunale ad esito  di ricorsi  non potendo più chiedere il certificato del paese estero».

Recentemente è stata istituita a Voghera la Consulta per la disabilità. Di che cosa si tratta?

«Sarà un organismo partecipativo di confronto sulle politiche relative alla disabilità tra le associazioni e l’Amministrazione comunale. Tale organismo rappresenta un’ulteriore espressione della forte attenzione e sensibilità della nostra amministrazione al tema importante della disabilità»

Un mese fa circa diverse associazioni di volontariato cittadine hanno lanciato un appello denunciando una situazione di crisi legata all’insufficienza del numero di volontari a disposizione. Qual è la situazione vogherese attuale?

«Il volontariato e l’associazionismo in questo settore sono una grande risorsa sul nostro territorio e offrono un servizio complementare rispetto a quello offerto dal Comune, con cui operano in sinergia. Da parte dell’amministrazione c’è il sostegno delle associazioni e attraverso la Consulta per i problemi sociali si sta facendo da diverso tempo anche un intervento di sensibilizzazione e informazione per avvicinare le persone, soprattutto i giovani e i pensionati, al volontariato facendolo conoscere per far fronte alla carenza di volontari. è importante che chi abbia qualcosa da donare agli altri, come ad esempio tempo libero, lo offra alla collettività anche per sentirsi utile verso il prossimo».

In che modo il Comune sostiene le associazioni di volontariato?

«Il Comune aiuta le associazioni nella realizzazione di iniziative e progetti intervenendo oltre che con il patrocinio e la collaborazione anche con contributi a supporto della copertura dei costi. Ricordo che a breve si terrà il Festivol del volontariato la manifestazione delle associazioni organizzata insieme all’assessorato: negli ultimi anni è stata rinnovata , è fatta di incontri di sensibilizzazione, di beneficenza anche per far conoscere il volontariato e alcune tematiche  alla cittadinanza. Spesso si parla  di bullismo, ludopatia, prevenzione, cura, violenza e si offrono importanti strumenti anche alle persone per far fronte ad alcune delicate problematiche oltre che avvicinarsi al volontariato».

di Christian Draghi

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