Domenica, 17 Novembre 2019

OLTREPÒ PAVESE – AUDITORIUM DI FORTUNAGO : “È LA SOMMA CHE FA IL TOTALE… E QUI MI SA CHE I CONTI NON TORNANO, NÉ COME SOMMA NÉ COME TOTALE”

Il sindaco di Fortunago, Pier Achille Lanfranchi, oltre ad essere uno dei sindaci più longevi dell’Oltrepò pavese, politicamente parlando, è sicuramente anche uno dei sindaci più amati dalla propria comunità: i cittadini di Fortunago lo hanno sempre testimoniato votandolo, sia quando si è candidato come primo cittadino (dove gli sono state riconosciute preferenze bulgare), sia quando non potendo più candidarsi in prima persona per limiti di mandato imposti dalla legge, il buon ragioniere Lanfranchi, ha indicato al suo posto ed in sua vece un altro nome come sindaco. Anche in questo caso le indicazioni di Lanfranchi sono state accolte in modo positivo dalla popolazione del piccolo borgo dell’Oltrepò Pavese ed il candidato da lui indicato ha ottenuto il successo.

De resto non potrebbe essere diversamente: Lanfranchi è sicuramente uno dei sindaci oltrepadani più “raccattatore” di soldi pubblici, pseudo o para pubblici che se ne dica… Non so se esiste una statistica al riguardo, ma se ci fosse, forse, i cittadini di Fortunago si troverebbero nelle primissime posizioni dell’Oltrepò per i contributi pubblici pro capite ricevuti. Chiunque sia stato a Fortunago potrà aver notato come il paese sia molto ben tenuto e le strade di accesso ad esso, alcune delle quali veramente “sgarruppate”, non dipendono dalla buona volontà dell’amministrazione comunale che poco può fare, essendo queste strade di competenza di altri enti, ma il colpo da maestro, pardon da ragioniere…. di Lanfranchi, è stato certamente aver pensato ed in pochissimi anni, bè… pochissimi si fa per dire… poco più di 10, “messo in piedi” l’Auditorium. Di questa “opera” in queste settimane sulla stampa, se ne è parlato in modo diffuso, sia in termini positivi, sia in termini critici, che in termini perplessi. È indubbio che di perplessità ce ne siano, ma sono certo che il buon Lanfranchi riuscirà ancora una volta ad estrarre il “coniglio dal cilindro” ed a cavarsi dall’impiccio. è per questo che vorrei parlare della sua “grande opera” in termini un pochino canzonatori, anche se cercherò di esprime i lati positivi e le criticità, che del resto, sono lì da vedere… alla luce del sole.

L’Auditorium per ora non è ancora del tutto finito e i proclami che nel corso degli anni ne annunciavano il suo completamento entro breve, erano alla luce dei fatti avventati, la prima pietra venne posata nell’agosto 2009, ed un giustamente impettito ragionier Lanfranchi dichiarava: «Expo 2015 sarà una grande opportunità ma non l’unica: noi vogliamo essere preparati per ospitare nell’Auditorium non solo musica e teatro ma anche spazi funzionali per promozione, valorizzazione dei prodotti, per i giovani e gli anziani, per tutti coloro che vorranno approfittare di questa occasione».

Vabbè… campa cavallo che l’erba cresce... che poi alla luce dei fatti essere o non essere pronti per EXPO, che per l’Oltrepò è stato un flop, non è che cambiasse il “succo” delle cose. I motivi di questi ritardi saranno e sono sicuramente validi: un finanziamento che sta arrivando, un altro finanziamento richiesto, un tira e molla di qua, un aspetta di là… Ma ora, forse, come ha dichiarato il primo cittadino di Fortunago, è giunto il grande momento! A Natale di quest’anno, forse perché a Natale si è tutti più buoni, il ragionier Lanfranchi, ha affermato che organizzerà un “maxi Concerto” e durante il “concertone” ci sarà una cerimonia per premiare i fedeli al lavoro. Se i fedeli al lavoro sono i lavoratori di tutte le ditte, i tecnici, i direttori etc. etc. etc. che hanno “operato” alla realizzazione della “graziosa” struttura, la stessa sarà certamente piena in ogni ordine di posto.

Poi l’inaugurazione, “tas ca ag suma” (taci che forse ci siamo), dopo “soli” 10 anni e un tot di mesi, dovrebbe, mi perdoni il ragionier Lanfranchi se uso il condizionale, ma visti i precedenti… dicevamo dovrebbe esserci il lieto evento, con l’inaugurazione ufficiale, nella primavera del 2020.

Conosco Lanfranchi da tanti anni e ho seguito, con divertito spirito, il suo excursus o meglio il suo peregrinare politico, balzellon, balzelloni… (non è l’unico in Oltrepò del resto), ha cambiato padrino e corrente politica più di una volta: partendo dalla DC, poi avvicinandosi al PD magari tenendo buone relazioni con Forza Italia e non tralasciando come ultimamente ha fatto, di appoggiare la Lega in Comunità Montana.

Ma attenzione come si dice in questi casi: non è il nostro ragioniere sindaco che ha cambiato idea, sono gli “altri” che hanno cambiato posizione, lui è sempre rimasto fermo e coerente nelle sue idee politiche, dimostrando una capacità di “galleggiamento” politico invidiabile. I maligni subito penseranno al detto: “galleggiano solo gli …etc. etc. etc”, ma non è il suo caso.

Dicevo di Pier Achille Lanfranchi che mi è anche simpatico, dirò di più, mi fa anche ridere: basta guardarlo in faccia per capire che è un inguaribile ottimista, ha sempre il sorriso stampato sulle labbra. I maligni subito penseranno al detto: “il sorriso abbonda…etc. etc. etc”, ma non è il suo caso.

Il suo sorriso accompagnato dalla sua bella “cravattona”, cravattona nel senso che porta dei nodi importanti a livello dimensionale, rigorosamente con la “muda”, modo di dire oltrepadano per indicare il vestito, pantalone e giacca, che usavano gli “arsadù” (gli agricoltori) alla domenica quando si recavano al mercato, sono una corazza di fronte agli attacchi che i suoi “nemici”, che in molti casi sono suoi ex amici, gli fanno. Al di là di quel che il ragionier Lanfranchi si arrabatta ad affermare con dichiarazioni a destra ed a manca, dipende forse dal momento e dal vento politico, di quel che si fa scrivere, di quel che il giornalista più o meno compiacente può e vuol scrivere… magari su sua sollecitazione, trovare un sindaco dell’Oltrepò che apprezzi l’investimento… ops… pardon… i soldi spesi, per l’Auditorium, è veramente difficile, o meglio, ci sarà anche, ma di tutti i sindaci che conosco io, e ne conosco tanti e di tutti i politici che conosco io, e ne conosco tanti, uno che mi abbia detto “L’Auditorium è una cosa bella”, non l’ho ancora trovato.

Quasi tutti lo affermano a microfoni spenti e lo dico senza tema di smentita, che l’Auditorium è un’opera inutile, poi quando gli chiedi ma perché taci o non lo dici, la risposta è sempre la solita… in Oltrepò…“E ma come faccio... e ma con la mia posizione..etc etc etc ” Ed io tra me e me, ascoltando il politico di turno, ho sempre pensato “Ehhh se tu avessi le palle… invece delle balle”. Ad onor del vero a qualcuno che ritenevo più sferomunito di altri l’ho anche detto chiaramente e la risposta è sempre stata “Ehhh ci vorrebbe qualcuno che lo dicesse…”.

Dicevo, che quasi tutti i sindaci, assessori e politici ed affini vari, oltrepadani, sono concordi nell’affermare che il “Topodromo”, come, anche in questo caso senza tema di smentita, lo chiamano molti sindaci e politici oltrepadani, è uno scempio dal punto di vista paesaggistico, alcuni dicono che i soldi spesi in “una cosa” del genere sono soldi, per usare un eufemismo, mal investiti, altri più concretamente dicono che, invece di investire in un Auditorium, ed ho usato un termine gentile rispetto a quello utilizzato da molti sindaci e politici oltrepadani, era più urgente e necessario utilizzare questi fondi che il bravo Lanfranchi è riuscito ad ottenere, in tante altre opere, ad esempio mettere a posto le strade, altri ancora, sconsolati, allargando le braccia dicono: “Finchè trova chi gli dà questi finanziamenti… ma poi non lamentiamoci di come siamo messi in Oltrepò”. Invidia, critiche ingenerose, può essere un mix, ma la realtà dei fatti è una sola:

l’Auditorium grazioso o paesaggisticamente sgraziato, di buon gusto o di cattivo gusto, raffinato o pacchiano, è più o meno o pressochè o quasi ci siamo… pronto.

Proprio riguardo ai costi qualche sindaco mi chiede perchè per anni Lanfranchi ha sbandierato ai quattro venti, e con giustificato orgoglio, ogni finanziamento che arrivava, l’importo totale scritto su un organo di stampa, mai smentito,  nel Gennaio 2018, recitava: “... il conto totale dell’opera sale così a 4milioni e mezzo. Inaugurazione in primavera (ndr 2018…vabbè è stata rimandata, pignoli…dico io), un sogno che si avvera”. Ora noto che il costo è diminuito a 3milioni e mezzo e questo costo viene sempre sottolineato. Ecco mi chiedo perché? Prima si scrive 4milioni e mezzo, senza smentita, ed ora 3milioni e mezzo. Forse certe cifre, visto lo stato pietoso di molte opere e servizi pubblici oltrepadani, potrebbe aver pensato, l’astuto,  ragionier Lanfranchi, fanno impressione alla gente, o forse no, o forse sì, certo che, nel

2018 è stato scritto, ripeto scritto, 4milioni e mezzo mentre ora si parla... no anzi si scrive... che sono 3milioni e mezzo. È un milione di euro, vabbè... cosa sarà mai... non è tanto e non è poco, io con un milione di euro ad esempio costruirei una bella villetta a mio figlio e mi avanzerei ancora qualche cosa, ma visto che il milione di euro che “balla” non è mio, rimango con i miei progetti e i miei buoni propositi.

Il buon ragionier Lanfranchi durante il Governo Renzi aveva affermato che sarebbe stato il Primo Ministro a tagliare il nastro inaugurale, poi nulla si è più saputo, anche perché Renzi nel frattempo si è dimesso, quindi l’invito potrebbe essere stato riposto in un cassetto in attesa, in base all’aria politica che tira, a quale indirizzo spedirlo. Perché a qualcuno l’invito per il “lieto evento” verrà pur spedito…il colore diu questo qualcuno, sarà scelto al momento, appunto in base all’aria che tirerà.

Lanfranchi ha anche affermato che l’Auditorium sarà intitolato al Senatore Giovanni Azzaretti e questo gli fa onore perché dimostra di non aver dimenticato tutto ciò che Azzaretti ha fatto per lui e non solo per lui in Oltrepò, sia a livello politico che economico che di posti di lavoro.

Un unico dubbio mi assale: non sono così convinto che il Senatore Azzaretti, potesse ancora dire la sua, sarebbe così contento di associare il suo nome, che val la pena di ricordare in quanto uno dei nomi di uno dei più importanti politici oltrepadani di sempre, “all’Opera”, voluta e realizzata dal ragioniere Lanfranchi. Ecco non so perché… ma secondo me… alla luce dei fatti… non so se sarebbe contento.

Magari mi sbaglio…

Il vero problema comunque, e Lanfranchi al di là delle enunciazioni ufficiali, ne è, non dico ben conscio ma almeno conscio, il vero problema dicevo è che cosa se ne farà dell’Auditorium una volta inaugurato?

Le ipotesi più che le idee sono tanti e durante gli anni il buon Lanfranchi si è sbizzarrito, ipotizzandole e “donandole” alla carta stampata sono (a titolo esemplificativo ma certamente non esaustivo) :

1 Enoltrepò, uno spazio espositivo e di vendita permanente organizzato in collaborazione con il Consorzio Vini Doc dell’Oltrepò Pavese in cui verranno ospitate almeno 30 aziende vitivinicole

2 Feste ed eventi culturali, sociali, espositivi, di valorizzazione delle produzioni agricole locali e di promozione del territorio

3 Luogo per i giovani e gli anziani e per tutti coloro che vorranno approfittare di questa occasione

4 Teatro con ricca programmazione

5 Galleria d’arte

6 Spazio per eventi musicali

7 Area spettacolo

8 Luogo per sinodi più o meno religiosi

9 Area convegni, simposi, assemblee societarie e chi più ne ha più ne metta

10 Spazio attività di formazione e di scuole specialistiche

11 Area per rappresentazioni istituzionali

12 Spazio per festival del cinema

13 Spazio per festival della cultura

14 Spazio per festival della moda

15 Varie e eventuali (questo punto non è un’idea del ragionier Lanfranchi ma un mio suggerimento al suddetto)

16 A caval donato non si guarda in bocca (questo punto non è un’idea del ragionier Lanfranchi ma un mio suggerimento al suddetto)

17 Chi fa da sè fa per tre (questo punto non è un’idea del ragionier Lanfranchi ma un mio suggerimento al suddetto)

18 Spazio per i proverbi, il tema potrebbe essere “al pruverbi ad gipunon” (questo punto non è un’idea del ragionier Lanfranchi ma un mio suggerimento al suddetto)

19 Rosso di sera bel tempo si spera (questo punto del programma è in dubbio essendo il ragionier Lanfranchi gradevolmente colpito, per ora, dal colore verde, ma del doman non v’è certezza, e la rima baciata quindi non riesce)

Ed ultimo, ma non ultimo l’idea numero 20, che è sminuente chiamarla idea, perché trattasi di un’“ideona” del nostro ragioniere, Ladies and Gentlemen …ecco la numero...

20 La finale di Miss Italia.

Si dice, ma io non ci credo, che i dirigenti del Madison Square Garden di New York, abbiano in programma, in un imminente futuro, una visita al nostro ragioniere, per avere qualche “spunto” o “spuntino” dir si voglia per meglio utilizzare il più iconico spazio sportivo e non solo della Grande Mela. Nel caso lo sapremmo subito, perché il ragionier Lanfranchi farà certamente qualche foto o selfies, come è suo discreto costume, per immortale l’incontro e renderlo noto ai più… Come potete notare di carne al fuoco il nostro ragioniere ne ha messa, tante idee magari no, ecco tante “cose”, forse troppe che evidenziano che probabilmente neanche il fautore del “Topodromo” come lo chiamano tanti, invidiosi dico io, sindaci e politici in Oltrepò, sa bene cosa farne ed a cosa concretamente servirà, ma soprattutto si sta rendendo conto che, vuoi per l’ubicazione, vuoi perché strutture del genere in tutto il resto d’Italia fanno fatica a lavorare, che il vero problema sarà mantenerlo.

A tal proposito il Direttore del Teatro Fraschini, Grasi ha dichiarato: «La gestione costerà oltre 1milione all’anno, mi sembra (ndr l’Auditorium) un po’ sovradimensionato». Effettivamente dev’essere un problema grave al punto che il buon Lanfranchi ha pensato ad una Fondazione per gestire l’Auditorium! A tal proposito il Delegato di Fondazione Cariplo, Previtali, ha dichiarato: «Abbiamo già contribuito, per noi pagina chiusa» Purtroppo questa una strada chiusa, ma si sa le strade del signore, in questo caso del ragioniere sono infinite. Alla Fondazione il ragioniere ha “pensato” ora, perché alcuni tempi orsono pensava ad “uno statuto e un Consiglio di Amministrazione provvederanno alla gestione dell’intera struttura” Ma dai…!!!

Si dice stia sperando di passare “la patata bollente” della gestione e dei costi, almeno parzialmente, alla Comunità Montana. Vedremo se il neo-eletto Presidente della Comunità ci sentirà da quell’orecchio...e cosa diranno i sindaci ed i politici che compongono la Comunità Montana.

Ha ragione la stragrande maggioranza dei sindaci e dei politici dell’Oltrepò quando dice che tralasciando ogni aspetto estetico e paesaggistico, ma se l’Auditorium è così una bella idea, geniale mi sembra eccessivo… ed ha così un luminoso futuro, perché il sindaco di Fortunago si arrabatta nel fare Fondazioni, trovare sinergie per partnerships economiche e gestionali pubbliche, para o semi che se ne dica?

Ragionamento semplice: se è così una bella idea, da buon ragioniere il nostro sindaco di Fortunago lo apre, lo fa funzionare ed il Comune, vista la bella idea e visto che funzionerà benissimo, ci guadagnerà anche dei soldi che potranno essere poi reinvestiti per rendere ancora più bello quello che molti dicono essere stato, prima dell’Auditorium, uno dei più bei Borghi d’Italia. Ma forse per l’Auditorium aveva ragione il grande Antonio De Curtis, in arte Totò, che spara una frase sintetica che è un capolavoro:  “È la somma che fa il totale…”

E qui mi sa che i conti non tornano, né come somma né come totale, anche se auspico tornino, perché a me il ragionier Lanfranchi è simpatico, mi mette buon umore... insomma mi fa ridere.

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