Domenica, 17 Novembre 2019

VARZI - «OSPEDALE AI MINIMI TERMINI, LA GIUNTA FA FINTA DI NIENTE»

Anche se indebolita dalla defezione di uno dei suoi elementi, la minoranza varzese capitanata da MariaNGELA Rebollini non si sfalda e punzecchia la giunta Palli: «Per ora vive di rendita e spot in cui fa credere alle persone che la situazione sia molto migliore di quella reale» attacca la capogruppo della lista “Partecipiamo per Varzi”. Primo nodo del contendere è l’ospedale di Varzi, la cui situazione è stata anche oggetto di un’interpellanza. «L’amministrazione lo celebra come un fiore all’occhiello, come se il fatto di averne scongiurato la chiusura bastasse a renderlo funzionante, ma la verità è che la situazione del Ss. Annunziata è critica».

Che cosa non funziona?

«I servizi sono ridotti ai minimi termini. Nei mesi estivi il reparto sub acuti è chiuso, con soli quattro posti letto ricavati nel reparto di medicina interna, con conseguente diminuzione della capienza anche di quest’ultimo. è poi impossibile prenotare visite specialistiche per via telefonica contattando direttamente l’ospedale, bisogna altresì passare attraverso il numero verde del Cup, procedura che crea non pochi disagi alle persone anziane che rappresentano il nucleo dell’utenza dell’ospedale. I tempi di attesa per visite ambulatoriali sono lunghissimi, mentre per fare un normale ecodoppler bisogna recarsi a Voghera. In sostanza, la funzionalità della struttura è ridotta ai minimi termini».

Certo, però la responsabilità non può essere attribuita all’Amministrazione. Casomai, all’Asst…

«Vero, ma questo non solleva la giunta dalla responsabilità di vigilare e muoversi presso gli enti competenti per salvaguardare la struttura. Invece gli interpellati non rispondono, con un atteggiamento che lascia intendere che le cose vanno bene. Dà fastidio il fatto che si possa pensare di poter far credere alla gente ciò che si vuole».

Riguardo all’operato della giunta in questi primi mesi cosa si sente di dire?

«Che al momento si vive di rendita su quanto già c’era prima».

L’intervento su piazza della Fiera non la convince?

«Mettere un senso unico e cambiare la disposizione dei parcheggi non è certo la soluzione che rilancerà Varzi!».

Neanche la creazione dell’area per i cani e quella dedicata al fitness giudica positivamente?

«Non mi fraintenda, sono tutte piccole iniziative che vanno bene, per carità, ma i temi importanti sono altri e non ho sentito l’amministrazione farvi cenno».

A cosa si riferisce?

«Faccio un esempio: si parla di rilancio turistico ma poi nessuno dice nulla se per tutto agosto non esiste un autobus che porti la gente da Varzi a Pavia. C’è il Pavia - Varzi, ma poi nessuno può ritornare. Oltre a quello dell’Ilva c’è poi il tema della bonifica dell’area in cui sorgeva la ditta Valle Staffora Srl nella frazione di Carro. La Regione aveva stanziato 650mila euro per questo intervento, ma non risulta ancora nessun bando di gara. è indispensabile riprendere i contatti con dei funzionari regionali competenti. Sono temi di cui l’Amministrazione non parla».

La vittoria elettorale di Palli però è stata netta. 70% contro il suo 30%. Non ci sono molti margini per discuterla. Qualche mea culpa da recitare?

«La vittoria di quella lista era ampiamente pronosticata. Noi siamo partiti molto tardi, mentre Palli erano praticamente due anni che lavorava per ottenere questo risultato».

Com’è lo stato di salute della sua squadra? Angelo Varni, il più votato della sua lista, vi ha lasciato per formare un gruppo suo, per ora in solitaria. Cosa è successo?

«Bisognerebbe chiederlo a lui. Ci ha lasciato comunicandocelo via whattsapp il giorno dopo un consiglio comunale in cui tra l’altro aveva votato con la maggioranza mentre la nostra linea era l’astensione. Ognuno è libero di agire secondo coscienza, ma sarebbe stato meglio discuterne insieme prima».

Un’idea del perché se ne sia andato però dovrà ben essersela fatta….

«L’unica frizione che avevamo avuto riguardava la nomina del CdA della Fondazione San Germano. Per regolamento un posto va assegnato all’opposizione e lui avrebbe voluto la nomina dato che era il consigliere che aveva preso più voti. Io però conosco molto bene quell’ambiente avendo il marito che ci lavora e la madre che è stata lì ricoverata. Ho pensato che potrei dare un buon contributo e poi, dopotutto, la candidata sindaco, quella che ci ha messo la faccia dall’inizio, sono stata io».

Ora che cosa si aspetta che succeda?

«Spetta al sindaco nominare il CdA. Io mi candido per rappresentare la minoranza, se poi lui deciderà per qualcun altro ci sta ma dovrà spiegare bene questa scelta».

Su quale tema darete battaglia nelle prossime settimane?

«Premetto che il termine “battaglia” mi piace poco, preferisco dire che punteremo l’attenzione sulla sei giorni di enduro, il campionato mondiale di moto che arriverà a Rivanazzano Terme il prossimo agosto».

Siete contrari all’evento?

«Non diciamo no a prescindere, sia chiaro. Quello che non ci piace è la mancanza di informazioni. Manca ancora un anno, è vero, ma per i tempi organizzativi di questi eventi è già poco, e qui non si sa nulla: qali saranno i tracciati, chi arriverà e dove starà, quali territori saranno interessati ma soprattutto chi pulirà dopo?».

Pare di capire che la manifestazione non vi convinca troppo…

«Dubito soltanto che porterà reali benefici al territorio. Credo che difficilmente vedremo ricadute positive per la nostra economia, non fosse altro che mancano le strutture recettive per ospitare una simile mole di persone. In compenso si sa già che l’impatto ambientale sarà notevole e senza garanzie. Sarebbe ora di sedersi a un tavolo e scoprire le carte su questa manifestazione».

di Christian Draghi

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