Domenica, 17 Novembre 2019

OLTREPÒ PAVESE - SINDACI E PENDOLARI RIUNITI A BRONI: "I DISAGI IMPOVERISCONO IL TERRITORIO, INTERVENGANO PREFETTO E PRESIDENTE DELLA PROVINCIA"

Le falle del trasporto pubblico impoveriscono il tessuto socioeconomico del territorio, contribuendo in modo drammatico al suo spopolamento: un tema che non può e non deve essere ignorato dalle istituzioni. È il monito corale emerso nella serata di giovedì, quando nella sala consiliare del municipio di Broni si sono riuniti gli amministratori di una ventina di Comuni dell'Oltrepò e del Pavese, insieme ai rappresentanti dei pendolari.
All'ordine del giorno non solo i disservizi delle tratte ferroviarie (materiale rotabile obsoleto, convogli datati, ritardi continui, intempestività delle comunicazioni, sovraffollamento e criticità legate al riscaldamento delle carrozze), ma anche le problematiche che interessano il trasporto su gomma. «Una sommatoria di fattori – commenta il sindaco di Broni, Antonio Riviezzi – che toglie prospettiva al territorio sul piano economico, demografico e sociale. Le ripercussioni sulla qualità della vita sono concrete, e riguardano tanto le famiglie quanto il sistema produttivo. Con il risultato di mettere in fuga i giovani. Per questo adotteremo una serie di azioni, a partire dal coinvolgimento del presidente della Provincia di Pavia, Vittorio Poma, e del prefetto Silvana Tizzano. Vogliamo che tutti i livelli della politica si attivino per invertire una rotta quanto mai pericolosa per il futuro della nostra zona».
La riunione dell'altra sera arriva a ruota di quella di martedì 1 ottobre, ospitata sempre a Broni, alla quale avevano preso parte gli amministratori dei centri in cui è presente una stazione ferroviaria. Giovedì sera il tavolo di confronto si è allargato anche ad altre realtà locali, comunque soggette alle conseguenze dei disservizi del trasporto pubblico locale: erano presenti il vicesindaco di Stradella Dino Di Michele con l'assessore Micol Galli, il vicesindaco di Pinarolo Po Matteo Trespidi, il suo omologo di Barbianello Andrea Carini, l'assessore di Montù Beccaria Attilio Vercesi, il consigliere di San Martino Siccomario Giuseppe Li Causi e i sindaci Giorgio Fasani (Bressana Bottarone), Daniele Taramaschi (Cervesina), Maurizio Fusi (Pancarana), Elena Villati (Robecco Pavese), Luigino Polin (Verretto), Roberto Pisani (Redavalle), Tony Lo Verso (Castelletto di Branduzzo), Paolo Porcellana (Mornico Losana), Stefano Lucato (Casanova Lonati), Simona Dacarro (Santa Giuletta), Michele Pini (Cava Manara), Fabrizio Abelli (Pietra de' Giorgi), Pierluigi Bruni (Portalbera) e Olga Volpin (Campospinoso). Hanno partecipato all'incontro anche i rappresentanti dei pendolari Elena Fontana (Oltrepò) e Franco Aggio (Lomellina), sottoponendo all'attenzione dei presenti un dossier che enumera i numerosissimi disagi patiti da chi utilizza il treno per raggiungere il luogo di lavoro.
«Il nuovo tavolo – afferma Micol Galli - ha portato al coinvolgimento di più sindaci dell'Oltrepò e il contributo fondamentale del Comitato pendolari. È emerso che la problematica della mobilità pubblica sul nostro territorio determina una bassa qualità della vita, e questo non è ammissibile. Dobbiamo e vogliamo lavorare per produrre materiale da sottoporre all'attenzione della Prefettura e della Provincia. Solo così, tutti insieme, avremo modo di far sentire la nostra voce». «Quello di giovedì – aggiunge Dino Di Michele – è stato un incontro importante per un'azione conoscitiva integrata delle problematiche che il territorio ha nei trasporti, che siano su gomma per le colline o su binari per la tratta Stradella-Milano. Non voglio pensare che la Regione abbia dimenticato il nostro territorio e così creare l'impoverimento e lo spopolamento di tutta un'area: noi non possiamo accettarlo». 
«Parliamo di problemi – interviene Giorgio Fasani – più ampi del singolo tema del pendolarismo, come ha dimostrato l'attenta e partecipata presenza di sindaci di Comuni non attraversati da linee ferroviarie. Viabilità, infrastrutture, servizi: il nostro territorio ha bisogno di una svolta, altrimenti rischiamo di andare incontro a una lenta agonia. Da parte nostra ci sarà tutto l'impegno possibile per fare fronte comune e perorare la causa dei cittadini, pendolari e non, affinché i più alti gradi istituzionali intraprendano azioni concrete volte a risolvere la situazione».

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