Martedì, 21 Gennaio 2020

VOGHERA «PATTO CON FORZA ITALIA, ASM REGALATA ALLA LEGA»

Se il centrodestra vogherese ha già calato la prima carta in vista delle prossime comunali con la lista civica promossa da Delio Todeschini, il centrosinistra resta alla finestra in attesa di capire se e quando si faranno le primarie, che ruolo avranno i renziani di “Italia Viva” e se il movimento 5 Stelle sarà o meno un alleato. Nel frattempo però l’ingegnere del Pd Pier Ezio Ghezzi si “scalda” in vista della bagarre elettorale e parte all’attacco del centrodestra denunciando il “patto politico” che Lega e Forza Italia avrebbero intessuto in vista delle nuove elezioni. Un “gioco di potere” che avrebbe il suo fulcro nella gestione di Asm.

Ghezzi, sembrava che la reintroduzione del consiglio di amministrazione per la municipalizzata fosse cosa fatta. Il sindaco Barbieri la voleva, invece alla fine è rimasto l’amministratore unico. è questa la pietra dello scandalo?

«è una decisione maturata da un accordo politico tra Forza Italia e la Lega ed è un atto contro Voghera. Lo ritengo l’accordo più pericoloso per la città per gli anni a venire. Un patto per le poltrone che salva coloro che hanno determinato il disastro di Asm Vendita e Servizi e reso incerto il destino del Gruppo».

Asm ha un destino “incerto”?

«È sufficiente leggere bene il bilancio 2018 per capire la dimensione del danno. Utili e margini in caduta libera. La società si salva perché un fornitore di energia elettrica non ha fatturato circa 1,4 milioni di euro. La Asmt di Tortona, di proprietà del gruppo, produce utili ma non li distribuisce ad Asm perché deve pagarsi fornitori e investimenti. Da quando è stata comperata non è mai arrivato un quattrino nelle tasche dei vogheresi. Allora chiedo al sindaco: ma perché abbiamo speso i soldi dei vogheresi a Tortona? Quale vantaggio per noi cittadini?».

Sta dicendo che il futuro della municipalizzata sarebbe a rischio?

«Oggi Asm ha prospettive problematiche. Vendita e Servizi tenta di riparare i danni che la capogruppo ha generato. L’acquisto di Asmt Tortona, positivo sul piano territoriale, è stato un investimento elevato e, ad oggi, non remunerativo. Gli utili di Asmt Tortona e di Voghera Energia sono “imprigionati” nelle singole aziende per risolvere i problemi di Tortona e pagare i mutui della centrale elettrica, e Voghera resta a bocca asciutta. La prossima gara sulla distribuzione del gas, fondamentale per l’esistenza del gruppo, pare sia già data per persa. Forza Italia ha affossato, contro gli interessi della città, il cambiamento indifferibile: prima le poltrone e le assunzioni, e da ultimo la buona gestione della società e i vogheresi».

Eppure Monica Sissinio, presidente di Asm Vendita Servizi, ha dichiarato che nonostante il caos bollette e le polemiche l’azienda sta facendo il fatturato migliore degli ultimi anni…

«Il fatturato non è un parametro che, da solo, produce buoni risultati. Sono gli utili e i soldi in banca le vere “spie” della salute aziendale. Monica Sissinio non ha esperienza di gestione di azienda pubblica, come gli altri due membri del CdA allora nominati e non avrebbe dovuto accettare l’incarico. Ha dimostrato, comunque, buona volontà, ma lo stato in cui ha trovato la società era pessimo. Ha assunto un professionista esterno di esperienza, avendo la capogruppo bruciato ogni competenza interna. Si è trovata nella condizione di firmare un bilancio con un utile molto risicato (- 60% rispetto al 2017)».

Torniamo alla questione della rinuncia al CdA. Perché questa manovra rappresenterebbe uno snodo politico cruciale?

«Perché crea nuove alleanze e di fatto esautora e mette fuori dai giochi politici Barbieri. Lui dopo 18 mesi di bollette pazze ed esposti in magistratura, resosi conto che l’azienda  veniva gestita in completo distacco dal Comune e con risultati preoccupanti, voleva giustamente reintrodurre il cda per recuperare il controllo. Ma ha fatto i conti senza l’oste: il suo partito. Il coordinatore (Gianpiero Rocca ndr) e i consiglieri di Forza Italia, ben sapendo che Asm è un bacino elettorale e uno snodo economico del territorio, hanno bloccato il progetto. Il sindaco è stato fermato con la minaccia di sfiducia in Consiglio comunale e il coordinatore di F.I. ha “firmato” il patto politico con il direttore generale (Piero Mognaschi ndr) e la Lega. Si sono ribaltati i ruoli. La Lega, dall’opposizione, ora comanda insieme al dg e Forza Italia ubbidisce».

Sta dicendo che i vertici locali di Forza Italia avrebbero “immolato”  Asm sull’altare di una alleanza con la Lega per le prossime comunali?

«Dico che Asm, la maggior ricchezza della città, è declassata a “merce di scambio elettorale”, con i cittadini che subiscono. Il patto appena siglato può esserne la prova».

Eppure tra Lega e Forza Italia non sembra che corra buon sangue. Si mettono le dita negli occhi a ripetizione…

«Dipende dalla Lega, se finge di scontrarsi con FI in consiglio comunale e poi si accorda per le poltrone: ad oggi, tanto per cambiare, si sono divisi Asm, Sapo, Pezzani».

Lei parla di un accordo tra Rocca e la Lega ma il segretario (e parlamentare) Elena Lucchini, che un po’ di voce in capitolo l’avrà pure, ha più volte lasciato intendere di voler cambiare la vecchia classe dirigente, di cui Rocca è sicuramente un esponente…

«Aspettiamo i fatti e verificheremo se la Lega parla e basta o “cambia le cose”. L’onorevole Lucchini, dopo anni che noi lo sosteniamo, ha dichiarato in effetti di voler estromettere l’intero gruppo di potere di Forza Italia dal Comune e di creare una nuova classe dirigente di destra. A breve capiremo se sono solo parole al vento».

E l’Udc di Affronti? Che ruolo potrebbe avere a questo giro?

«L’Udc, il cui senso delle istituzioni ho sempre rispettato, è sempre stata un’alleata strategica del centro-destra, con un patto di ferro siglato tra Paolo Affronti e Giovanni Alpeggiani. La scomparsa di quest’ultimo però ha determinato la crisi di Forza Italia e ora l’UDC pare essere senza alleati a destra, ma per quanto posso rilevare, dichiara di insistere sulla coalizione attuale, anche se non pare essere più strategica per Forza Italia. Conoscendo Affronti, attenderà fino alla fine prima di mollare».

Crede che le liste civiche giocheranno un ruolo importante nello spostamento degli equilibri elettorali?

«Le liste civiche, nelle elezioni locali, sono fondamentali per la vittoria. Voghera ne è stata un esempio. Nel 2015 vi erano 8 liste civiche a supporto dei partiti tradizionali. Barbieri batte Torriani nel 2015 per 11 voti alleandosi con Aquilini. Credo che anche nel 2020 nasceranno come i funghi.

I vogheresi dovranno valutare bene ogni singola lista e capire se sono “liste civetta” per accaparrarsi le poltrone, o se animate da un vero obiettivo di cambiamento».

Guardiamo un po’ in casa vostra. Crede che le primarie si faranno?

«Credo, da sempre, nel ruolo delle primarie. La scelta del candidato sindaco non va decisa dalle segreterie di un partito o da quelle di una coalizione, e non deve rimanere una indicazione di pochi, seppur qualificati, dirigenti: va legittimata dagli elettori. Personalmente, se fossi un sindaco, sottoporrei volentieri la rielezione ai cittadini, affrontando con coraggio il loro giudizio sull’operato di cinque anni. È necessario il loro svolgimento in tempi stretti».

Nel caso sfiderebbe Ilaria Balduzzi, che di fatto si è già candidata, almeno a livello mediatico. La appassionano i derby?

«I derby calcistici infiammano le tifoserie, le Primarie hanno il ruolo opposto: allontanare il tifo e far scegliere i cittadini sui contenuti e sul profilo dei candidati. Non ci sono vincitori e vinti nelle primarie, ma candidati che si confrontano con il modello di città, i programmi, e la credibilità che mettono in campo. Poi tutti i candidati, insieme, formano la squadra per la campagna elettorale.

Da cinque anni lavoro tra la gente e ne sono riconosciuto. Finalizzerei volentieri, come ho già dichiarato, questo impegno nella sfida di primarie aperte di coalizione. Ad oggi gli scenari non sono ancora definiti, ma lo saranno a breve».

Qualcuno potrebbe farle notare che la sua “corsa” a palazzo Gounela l’ha già fatta e, seppure per pochi voti, l’ha perduta. Sente comunque di essere ancora l’uomo giusto per rappresentare l’alternativa al centrodestra?

«Non so se sono l’uomo giusto, né mi assumo la responsabilità di dire di esserlo. L’autoinvestitura è il concetto contrario alla legittimazione popolare. Chiedo che siano i vogheresi, con il libero voto delle primarie, a indicare chi debba essere il candidato sindaco».

Se il centrodestra si presenta unito, la storia degli ultimi 20 anni insegna che a Voghera, come si dice, “non c’è trippa”. Secondo lei una vostra alleanza con Il movimento 5 stelle potrebbe cambiare le cose o servono altri assi nella manica?

«Con M5s abbiamo un denominatore comune: il programma. Così era nel 2015 e potrebbe esserlo ancora. Due anni fa gli chiedemmo di appoggiarci al ballottaggio: rifiutò e perdemmo. Oggi M5s pare disponibile al confronto. La alleanza PD, Lista Civica e M5s, costituirebbe una base di partenza ampia e positiva, ma al ballottaggio occorrono alleanze con le forze e gli elettori moderati per battere la destra. M5s utilizza, per le decisioni importanti, la piattaforma Rousseau, facendo scegliere direttamente gli elettori del movimento. Di fatto utilizza lo strumento delle Primarie in forma digitale. Non dovrebbe avere alcuna remora ad accettare le primarie per la candidatura a sindaco della città».

di Christian Draghi

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