Lunedì, 06 Luglio 2020
 

OLTREPÒ PAVESE – VOGHERA - “ANTONIO MARFI SARÀ L’AVVERSARIO DA BATTERE”. ““PONTE DELLA BECCA HO RISPOSTO ALLE FALSITÀ CHE I LEGHISTI STANNO PORTANDO AVANTI DA MESI”

Nato a Novi Ligure, classe 1988, da molti anni risiede a Voghera. Psicologo, educatore, giornalista, papà di due bambini, è dal 2018 Deputato della Repubblica Italiana tra i banchi del Movimento 5 Stelle, del quale Movimento è certamente la voce più autorevole, impegnata e presente sul territorio oltrepadano. Abbiamo incontrato l’Onorevole Cristian Romaniello.

Ci parla in apertura delle sue esperienze, di vita e di studi, precedenti l’attuale importante esperienza politica e di Governo, non uno bensì due Governi?

«Certamente, allora... ad oggi, oltre all’incarico temporaneo di Parlamentare della Repubblica, possiedo il titolo di Psicologo e di Giornalista, due lauree e un PhD in corso (in aspettativa, vista l’elezione al Parlamento). Ho frequentato l’ITIS, come Scuola Superiore, per il percorso da perito in elettronica e telecomunicazioni, continuando a coltivare alcune passioni come il teatro e la recitazione cine-televisiva, unitamente ad un lungo periodo di volontariato come autista e soccorritore per la Croce Rossa Italiana, a Voghera, dal 2008 (attualmente sono in riserva). Nel 2010 ho iniziato il corso di laurea in psicologia presso l’Università di Pavia e, durante gli studi universitari, ho lavorato come autore e speaker radiofonico di una trasmissione creata e diretta da me e dall’amica Luisella. Questi due percorsi hanno raggiunto il loro esito quasi in contemporanea: sono Dottore in Psicologia dal 2015 e Giornalista dal 2016. Sempre nel 2016 ho poi vinto il Concorso di Dottorato in Psicologia, Neuroscienze e Statistica medica presso il Department of Brain and Behavioral Sciences dell’Università di Pavia, iniziando il percorso di ricerca scientifica accademica. Nel 2018, è arrivata l’elezione al Parlamento Italiano».

Quando nasce in lei la passione per la politica? Qual è stata l’ispirazione?

«La prima ispirazione è partita dai comici: Daniele Luttazzi, con la sua satira impetuosa che esprimeva punti di riflessione sull’operato politico di Berlusconi e delle forze politiche italiane in generale, Roberto Benigni, il quale, a sua volta, si dedicava ad un’ampia e divertentissima satira, ed infine Beppe Grillo, del quale leggevo il blog e mi appassionavo a temi ambientali, di innovazione tecnologica, di nuove frontiere dell’energia, e molto altro di cui scriveva. Grazie a questi comici ho iniziato a pormi domande sempre più profonde, e dalla conoscenza che si ricava quando si trovano le risposte non si può più tornare indietro, e la politica diventa passione».

Deputato presso la Camera dal...? Incarichi parlamentari ed extra-parlamentari?

«Gli incarichi che ho sono: parlamentare della Repubblica dal marzo 2018, commissario agli Affari Esteri per la Camera dei Deputati, membro del Comitato permanente sulla promozione del sistema-paese, membro del Comitato permanente sulla politica estera e le relazioni esterne dell’Unione Europea, Presidente dell’unione interparlamentare Italia-Svizzera. Sono stato delegato dalla Camera come parlamentare di maggioranza per rappresentare il nostro Paese all’ultima Assemblea Generale delle Nazioni Unite. A livello extra-parlamentare ho rinunciato ad ogni incarico tranne, ovviamente, quello di padre di famiglia. Insieme alla mia compagna, Sara, ho due bambini: Lorenzo e Sofia».

Quali le cose buone e quali negative nel governo con la Lega? Ed ora con il PD?

«Al Governo con la Lega abbiamo approvato la Legge “spazzacorrotti”, nonostante alla Lega non piacesse, il Reddito di Cittadinanza e “Quota 100” che erano i primi punti del programma pentastellato alle elezioni 2018. Abbiamo inoltre costretto tutta Europa a porre attenzione sul fronte dei flussi migratori nel Mediterraneo. Abbiamo prodotto misure e incentivi per le piccole e medie imprese e imposto una grande attenzione per l’ambiente, anche quando i nostri partner dell’epoca erano determinati ad aprire inceneritori o trivellare i nostri mari. Queste misure, è positivo osservare che sono state tutte confermare o migliorate anche col cambio di Governo: sull’immigrazione, per esempio, abbiamo già ottenuto successi maggiori rispetto ai mesi precedenti, sia attraverso la riduzione degli sbarchi, sia attraverso i rimpatri, grande fallimento della Lega. Con la Lega sono state negative alcune nostre reazioni alle loro continue provocazioni, cosa che ha prodotto una perdita di fiducia in noi. Col PD, ma anche con LEU, ci stiamo trovando bene. Abbiamo approvato una legge di bilancio in pochissimo tempo evitando l’aumento dell’IVA, aumentato l’importo dello stipendio netto in busta paga per circa 5 milioni di lavoratori, abolito il super ticket sanitario, esteso il bonus bebè, raddoppiato il bonus per gli asili nido e avviato la lotta all’evasione fiscale. Col PD non siamo spesso d’accordo sui rapporti con l’Unione Europea. Noi vogliamo superare alcuni dogmi e riformare il sistema perché sia al servizio dei cittadini. È un’esperienza che può continuare... Con l’auspicio di vedere l’approvazione della mia legge sulla prevenzione del suicidio, di cui è previsto l’incardinamento in commissione per Marzo 2020».

Come vede questa nuova “piazza piena” delle Sardine? Ricordano un po’ i vostri inizi?

«Ricordano i nostri inizi perché stanno riempiendo le piazze, però sono completamente diversi da noi e dai nostri primordi. Noi siamo nati da cinque punti principali: l’acqua pubblica, la tutela dell’ambiente, la mobilità sostenibile, lo sviluppo sostenibile e la connettività. Questo è il Movimento 5 Stelle, la visione del futuro, basata sul futuro che sta già arrivando. Le sardine nascono da alcune pretese: la sobrietà nei comportamenti politici, come quella di non essere in campagna elettorale permanente, un linguaggio meno aggressivo, l’astensione delle comunicazioni dei ministri su canali non istituzionali e il ripensamento dei decreti sicurezza. Ad ogni modo, tengo a sottolineare che, per quanto mi riguarda, chi cerca di elevare il livello del dibattito e chiede approfondimenti è un benemerito. Sul merito della visione del futuro del nostro Paese, meglio puntare su chi una vera visione ce l’ha».

Il Movimento 5 Stelle è presente in tutto l’Oltrepò Pavese? Dove maggiormente?

«Il Movimento 5 Stelle è presente in Oltrepò Pavese, anche se non ovunque è stata assunta la decisione di presentarsi alle elezioni amministrative. Voghera è sicuramente un centro importante: il gruppo locale è costituito da molte persone di valore, alte specializzazioni, abnegazione nell’impegno politico e voglia di cambiare la città. E Voghera è la porta dell’Oltrepo Pavese, pertanto c’è un’importante connessione con località e gruppi 5 stelle dell’Oltrepò».

Alle prossime amministrative vogheresi correrete da soli? Se si, con quale candidato sindaco, se già ne è stato individuato uno? Cercherete un’alleanza con il PD, come a livello nazionale?

«Alle prossime amministrative correremo con un programma innovativo e di alto rilievo, candidati di valore e col più forte candidato sindaco presente sulla scena politica locale. Ero presente alla riunione che ha individuato Antonio Marfi come candidato sindaco, il quale ha accettato l’incarico con riserva. Antonio è un professionista noto ed apprezzato a Voghera, collaboratore parlamentare da oltre un anno, ed è stato tra i primissimi consiglieri comunali d’Italia per il M5S. Ha rifiutato ogni altra candidatura, regionale, nazionale ed europea, perché desideroso di spendere la propria passione politica per la nostra città. Naturalmente carismatico, ho la consapevolezza che sia davvero l’avversario da battere. Le alleanze sono sempre un tema difficile da affrontare. Io, personalmente, non ho alcuna difficoltà a dichiarare di aver trovato convergenze programmatiche e sintonia con alcune liste che si presenteranno alle prossime amministrative. Tuttavia, debbo sottolineare quanto per noi sia importante essere fedeli alle regole vigenti. Ad oggi, lo statuto ci impedisce di fare alleanze pre-elettorali con partiti, quindi, anche col Partito Democratico».

Di cosa ha bisogno, a suo parere, Voghera per le sfide future?

«Voghera ha bisogno di un progetto di investimenti intelligente, che ne sfrutti le potenzialità. Per contesto logistico, può rappresentare il luogo adatto per creare spazi di business che richiedono una posizione strategica tra porti, aeroporti, infrastrutture strategiche, vicinanza con Milano, la capitale economica del Paese. Uno spazio d’investimento possibile riguarda la space economy, tema su cui sto lavorando personalmente e che porterebbe posti di lavoro, investimenti e un sistema di conoscenze e competenze che si integrerebbe con i nostri istituti tecnici industriali e professionali, ma anche con istituti scientifici e con l’Università. Ci sono, poi, altri mercati raggiungibili: dall’innovazione e le nuove tecnologie al turismo, dall’eco-sostenibilità al settore enogastronomico. Voghera ha bisogno di crescere e diventare un centro importante, la Porta dell’Oltrepò, capace di essere un punto di riferimento per il mercato vitivinicolo-gastronomico e per la gestione dell’offerta turistica collinare. Ma per rendere giustizia a Voghera occorre andare in controtendenza rispetto alla gestione del commercio degli ultimi decenni. Io sogno una politica che copra di servizi il centro (dai servizi pubblici, all’illuminazione, alle offerte migliori per i commercianti, ad una viabilità che avvicini domanda e offerta culturale o di mercato, a coperture strategiche delle vie del centro, perché siano sempre comode e percorribili) e che destini un’area al bosco urbano, tema su cui battagliamo da 10 anni».

Di cosa ha bisogno l’intero Oltrepò?

«Anche tutto il resto dell’Oltrepo ha bisogno di una visione chiara e ben strutturata. Sicuramente l’Oltrepò, per trovare la grandezza che merita, quella grandezza che rende riconoscibile la parola “Langhe” o la parola “Franciacorta”, ha bisogno di fare sistema. E per farlo si può iniziare da una classe dirigente in grado di creare le condizioni per questa grandezza. Creare contrapposizioni improbabili basate su bugie, come fa la Lega, non fa bene».

Qual è la sua visione delle problematiche interne ad Asm?

«ASM è un patrimonio della città e di tanti comuni della Valle Staffora, ed è un patrimonio dei cittadini. Ad oggi molti servizi forniti da ASM e dalle società direttamente partecipate sono calati in qualità e la responsabilità è tutta dell’amministrazione comunale uscente e della dirigenza attuale, in quanto hanno strumentalizzato ASM a fini meramente politici e partitici senza pensare ai bisogni dei cittadini che chiedevano equità, serietà, competenza, trasparenza. Si corre il rischio di vedere nuovi attori - soprattutto nei servizi di erogazione di energia - fare una concorrenza spietata, e per ASM sarebbe una sconfitta pesante. Auspico che le prossime amministrazioni comunali facciano un cambio ai vertici, scegliendo amministratori competenti con un C.d.A. Esteso a figure esperte».

Ponti, strade, infrastrutture del territorio: tutto fermo. Cosa devono fare la Provincia e/o i Comuni per ricevere i soldi ed iniziare i lavori?

«Dall’inizio dei nostri Governi abbiamo mandato soldi agli enti locali. Prima ai piccoli comuni, poi alle province e infine a tutti i comuni. Abbiamo stanziato miliardi per il dissesto e creato fondi miliardari per le infrastrutture. Esse sono tutt’altro che ferme, ma ci vorrebbero sforzi maggiori, non solo dallo Stato. Un esempio: il Ponte della Becca è fermo a causa dei ritardi di Regione Lombardia che non solo ha disatteso la promessa di rifarlo interamente (fatta in campagna elettorale 2018 per le Regionali), ma sta continuando a rimandare la consegna dello Studio di pre-fattibilità, che rappresenta l’1% dell’onere dell’opera. Gli amministratori locali ci ringraziano spesso per i contributi, che non saranno mai abbastanza a causa di errori dei governi passati, ma che danno loro ampio respiro. In questi giorni mi sono interessato alla questione del Ponte sull’Agogna e dei problemi legati ai tronchi che si accumulano con le piene. Di fatto, i lavori sono già programmati per Febbraio e ringrazio il gruppo M5S di Mezzana Bigli per aver preso a cuore il tema e avermi coinvolto. Gli enti locali, secondo me, dovrebbero anche rendere nota la loro contrarietà alle prese in giro di alcune forze politiche e lavorare con chi non ha la malattia del consenso a tutti i costi e tratta seriamente le questioni pubbliche. Per tornare al Ponte della Becca, sto ancora aspettando smentite al video che ho pubblicato le scorse settimane. In quel video ho risposto alle falsità che i leghisti stanno portando avanti da mesi. Per la Lega, il nuovo Ponte della Becca, prodotto con le loro chiacchiere, è già costruito. Provate ad attraversarlo. Non lo fate, vero? Certo che no, perché sapete che se tentaste di attraversare un ponte di chiacchiere finireste in un burrone. Allora riprendiamo il sano sospetto politico, facciamo domande, ascoltiamo i dibattiti ed interessiamoci a capire chi ci prende in giro. Smettiamo di dare fiducia a chi ci spinge in un burrone».

Cosa si augura per il nuovo anno appena iniziato?

«Spero che i giovani continuino ad impegnarsi nelle proprie città per farle cambiare e che magnifichino questo impegno, per il quale sono a disposizione di tutti. Per Voghera, desidero una nuova amministrazione, un nuovo sindaco che stia veramente tra i cittadini e che faccia proprie le loro necessità. Una figura competente ma con un grande sensibilità umana. Valori e caratteristiche che non mi pare state espresse dagli ultimi sindaci. Spero che per qualcuno arrivi il momento di collocarsi a riposo».

di Lele Baiardi

 

 
 
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