Venerdì, 03 Aprile 2020

VOGHERA - «SE ME NE DANNO LA POSSIBILITÀ, IN UN ANNO RIDARÒ SLANCIO A VOGHERA»

Un passato (recente) da super-assessore, un presente (in divenire) apparentemente da separata in casa del centrodestra. Un futuro, forse, da leader. Marina Azzaretti sta attraversando un periodo di transizione. O, come dice lei, sta “riflettendo, organizzando”. L’unica certezza, ad oggi, è che sarà in campo nelle prossime elezioni vogheresi. Come, e con chi? È ancora preso per saperlo; lei non si sbilancia, e ne ha ben donde. Ma un’idea, dopo questa chiacchierata, me la sono fatta: e la vede recitare, ancora, in un ruolo da protagonista.

Sono ormai passati due mesi da quando è stata “allontanata” dalla giunta comunale. A mente fredda, la delusione è ancora tutta lì̀ o ha lasciato il posto a nuovi sentimenti?

«Diciamo che il cuore si sta raffreddando... è ancora “tiepido”. Posso solo dire che dal punto di vista umano è stato un colpo basso. Credo di aver dato molto, sicuramente troppo, con i miei voti e il mio operato ad un partito e ad un gruppo e ad un sindaco che non lo meritavano. Su aspetti importanti della gestione e della programmazione politica ero da tempo però in disaccordo e, non essendo proprio una “signorsì”, ho cercato di cambiare le cose da dentro e speravo di farcela. Così da tempo davo “fastidio”. Certo allontanarmi a pochi mesi dalle elezioni dimostra ancora una volta la convinzione di superiorità e di invincibilità cieca di persone facenti parte degli organi direttivi di un partito che è riuscito, agendo così ed allontanando ovunque i migliori, a scendere dal podio fino all’ultimo 2,5 per cento delle elezioni in Emilia Romagna. Oramai, senza urgenti modifiche sostanziali, sulla via dell’estinzione.»

Cinque anni fa lei coniò uno slogan che le portò fortuna: “Viva Voghera”. Oggi dice e scrive spesso: “Voghera nel cuore”. Sarà la sua parola d’ordine per la prossima stagione politica?

«“Voghera nel cuore” è sempre stato il mio slogan! “Viva Voghera” è l’obiettivo: non è la lode “evviva Voghera”, ma un fine, ciò che mi e ci deve muovere: far vivere Voghera, quasi un’esortazione a me e a tutti per farlo. “Voghera nel cuore” è un mantra, anche un modo per ricordare a tutti che quello che faccio per Voghera lo faccio sempre col cuore, senza fini personali. Un richiamo a tutti ad amare la città in cui viviamo. Parole mosse proprio dall’amore per la nostra città e la nostra comunità: che dalla politica ha tanto bisogno di essere più amata.»

Al di là delle spiegazioni ufficiali, possiamo dire che nessuno a Voghera abbia capito i reali motivi di quanto successo. Ma bisogna guardare avanti e lei lo sta facendo. In che termini?

«Sto lavorando a un progetto politico per la nostra città, proseguendo la mia strada con delle relazioni consolidate, con persone che stimo assolutamente, di grande professionalità̀, che come me e anche molto più̀ di me sono impegnate politicamente per il nostro territorio.»

Da sempre lei cerca un contatto diretto con i suoi elettori attraverso i social network. E i cittadini rispondono. Non ha smesso di farlo in queste ultime settimane, anche come semplice cittadina. È curiosa, tuttavia, la presenza costante che molti dei suoi ex colleghi assessori hanno ritrovato solo nelle ultime settimane o negli ultimi mesi. Quanto conta davvero, ai fini elettorali, il confronto via web con la gente?

«Io innanzitutto, devo dirle, mi sento comunque sempre cittadina, ma non smetto il mio ruolo politico, per soli quattro mesi di “aspettativa”. È innegabile che siamo in campagna elettorale. Devo dire, per il resto, che sicuramente sono stata la prima che ha usato questa modalità̀ per comunicare il mio operato. Con i social, soprattutto con Facebook: per far vedere alla gente quello che faccio, valorizzando allo stesso tempo la città e i luoghi, come anche le associazioni, gli enti e le persone: tutti coloro con i quali ho collaborato e collaboro o con i quali si organizzano le iniziative o, anche, che mi invitino alle loro. Un utile modo per far conoscere cosa offre la nostra Voghera, per valorizzare la nostra città, la sua operosità̀, e anche la sua vitalità̀. Vengo dal mondo della comunicazione. So come si fa. Certo sono stata molto, direi, seguita, oltre che, in effetti, copiata dagli altri politici in questo modo di fare.»

Alcuni commercianti, anche dalle nostre pagine, hanno espresso rammarico per come è stata gestita piazza Duomo durante le ultime festività̀ natalizie... insomma, secondo alcuni si è sentita la sua mancanza.

«Li ringrazio e li rassicuro. Se lo vorranno, devono solo aspettare due o tre mesi. Io sono pronta a ripartire... prima ho fatto quello che potevo, se mi fossero state messe a disposizione risorse sufficienti avrei potuto fare anche molto di più̀. Faremo molto, molto di più in futuro. Avevamo avviato un bel discorso di collaborazione con le associazioni, sono certa si potrà̀ riprendere il percorso e che sarà molto produttivo. Lo ho già detto e lo riprometto qui: in un anno prometto di ridare slancio vitale a questa città. E credo di essermi meritata la fiducia dei vogheresi.

Ci spieghi meglio...

«Per quello che sarà il mio ruolo, se sarò̀ messa nelle condizioni di poterlo fare, in un anno costruirò̀ le basi di un percorso di rilancio serio, con una road-map precisa, indicando degli step, degli obiettivi chiari. Un percorso che dovrà essere partecipato alla città e valuteremo tutti insieme lo “stato avanzamento lavori”. Quello che conta, ribadisco, è che ogni azione sia il più possibile partecipata, senza “divide et impera”. Dobbiamo chiedere e ottenere dalla città che lavori con noi. E questo lo si ottiene con la fiducia, l’onestà, la trasparenza. E la professionalità e le capacità. E credo di averle già dimostrate.»

Per i commercianti ha un messaggio?

«Necessariamente i settori commercio, fiere e mercati e cultura devono cooperare, perché́ si può̀ valorizzare il commercio valorizzando la cultura, e viceversa. Le iniziative culturali, insieme alle iniziative aggregative, possono dare maggiore visibilità̀ alle attività̀ commerciali. Poi c’è molto da fare, ad esempio per i negozi sfitti e per sostenere e incentivare. Su questa strada ho idee ben chiare, e posso chiedere ai commercianti di non smettere di avere fiducia nel futuro. Ma servono le persone giuste, perché́ sono solo le persone giuste che fanno le cose giuste.»

Con la mente fredda, o tiepida, come dice lei, mi sembra decisamente più̀ agguerrita...

«Il silenzio di questo periodo – perché́, a parte qualche exploit momentaneo sono, per i miei gusti, praticamente in silenzio sui social – da parte di una come me super social... la dice più lunga delle parole.»

Non voglio estorcerle un ulteriore giudizio su chi l’ha sostituita all’assessorato, ovvero Martina Fariseo. Però vorrei chiederle un parere su una delle primissime iniziative del post-Azzaretti: i the a Casa Gallini.

«Sono contenta se si fanno delle iniziative nella nostra città. Non esprimo un giudizio qualitativo sull’iniziativa, non c’ero. Lei è una ragazza giovane, sicuramente ce la sta mettendo tutta per farsi conoscere e per imparare. Credo sia un indice di buona volontà. Anche se certi ruoli, forse, avrebbero bisogno di molta esperienza. Ma apprezzo il suo impegno e la sua ambizione politica.»

Tuttavia questa apertura di Casa Gallini a molti non è parsa un’assoluta novità̀...

«È comunque una iniziativa. Meglio di niente. Se me lo chiede, certo che iniziative di questo tipo ne abbiamo sempre fatte tantissime. Proprio a Casa Gallini: con quattro, cinque, sei turni di visite al giorno. In questi anni a Casa Gallini si sono aperte le porte tutti i giorni per visite in orario di ufficio, si sono organizzate tantissime visite guidate. Spessissimo sono venute scolaresche, dalle scuole primarie ai licei; si sono proposte iniziative culturali importanti, percorsi anche in collaborazione con la Soprintendenza, conferenze sulla quadreria di Casa Gallini...»

C’è qualcosa per cui si rammarica del suo periodo da assessore?

«Io credo moltissimo nel progetto Attract, impegno che richiede esperienza e a cui ho lavorato tantissimo. E che esce ora; non a mia firma, ma a firma di chi non ha fatto sforzi personali né per idearlo, né per strutturarlo, né per metterlo in pratica. Ma quei quattro incontri che ho programmato io non sono che un’azione preliminare per costruire la base sostanziale su cui avviare un percorso che richiede ulteriori sforzi importantissimi...»

Per quale obiettivo?

«Per riuscire a individuare canali mirati, per intessere quelle relazioni sovralocali che possano incentivare imprenditori esterni ad allocare qui le loro attività̀. Ritengo che una delle priorità̀ fondamentali per Voghera sia il lavoro. Bisogna portare nuovo lavoro a Voghera. Ma non solo. Attirare nuove attività̀ significa attirare investimenti; poi le ditte pagano gli oneri e gli oneri permettono di aggiustare le strade... ci sono solo ricadute positive. Il “di più” che vorrei attivare inoltre con questo progetto, dovrà essere il cercare di promuovere Voghera come “locus amoenus”, come una bella e tranquilla città alle pendici oltrepadane dove c’è una certa qualità̀ della vita. Dove le relazioni sono più umane e piacevoli. Bisogna però garantire al meglio la sicurezza pubblica ventiquattrore su ventiquattro, valorizzare gli aspetti positivi e soprattutto ottimizzare i servizi per promuovere Voghera come luogo dove poter vivere bene. E vicino a Milano. Ho raccolto esperienze di alcuni che l’hanno fatto: vorrei che più̀ persone, fra quelle che vivono e lavorano nello stress di Milano e delle aree metropolitane, possano scegliere di venire a vivere a Voghera. Perché vorrei che a Voghera il welfare vorrei fosse garantito meglio che altrove.»

Argomento complesso. E soluzioni complesse.

«Si deve innanzi tutto ottimizzare il servizio di trasporto pubblico: un servizio che deve essere ottimizzato non solo per potenziali nuovi residenti o industrie, ma anche per i pendolari di Voghera che, oggi, sono troppo spesso in difficoltà. Ricordiamo che tra poco sarà̀ quadruplicata la linea tra Milano e Pavia, mentre da Voghera non si è fatto niente per cercare di inserirsi in questo discorso. È necessario poi ottimizzare i servizi essenziali.»

Per esempio?

«Pensiamo a ciò̀ che è essenziale... certamente i servizi legati alla scuola, che tanto mi è cara, e sportivi. Ma soprattutto quelli primari. Esempio. In alcune aree periferiche della nostra città non arriva ancora nemmeno il gas metano, e chi ci abita deve scaldarsi con la bombola... poi ci chiediamo perché́ i cittadini siano insoddisfatti e si lamentino di pagare le tasse.»

Altro argomento complesso. Per stemperare (o forse no?) le propongo un gioco. Ora le dirò̀ alcuni nomi, lei mi risponderà̀ con il primo pensiero che le verrà̀ in mente. Cominciamo con Giovanni Alpeggiani.

«Alpeggiani era un amico, indiscutibilmente teneva le redini e le fila in questa città. Discutibilmente forse, ma certamente lo faceva.»

Gian Piero Rocca.

«Uno strascico dell’Ancient regime, sicuramente non uno stratega visto come è riuscito a far crollare il gradimento del partito di cui ha tirato, per me malamente, le fila per anni»

Carlo Barbieri.

«Sono sempre stata leale con lui. Ho scoperto chi è. Anche se tantissimi me lo dicevano... io l’ho scoperto col tempo, fino alla fine, all’atto più vile che potesse compiere nei miei confronti, insieme a Rocca, e con giustificazioni inesistenti e facendo scaricabarile.»

L’ultimo non è il nome di una persona, ma di un partito: Lega.

«Io mi riconosco nel centrodestra. Apprezzo i suoi leader.»

Beh: la Lega fa parte del centrodestra. Ultima domanda: come si vede Marina Azzaretti tra 5 anni?

«Mi vedo a fare il resoconto di quello che nei cinque anni passati abbiamo realizzato per la nostra città. E a dire, con soddisfazione e rinnovato entusiasmo, cosa faremo nei prossimi.»

di Pier Luigi Feltri

  1. Primo piano
  2. Popolari