Venerdì, 03 Aprile 2020

OLTREPÒ PAVESE – CODEVILLA – RACCOLTA DIFFERENZIATA “CIÒ CHE IMPEDISCE DI RAGGIUNGERE DEI RISULTATI APPREZZABILI È L’OSTINAZIONE CON CUI SI CONTINUA A MANTENERE SUI TERRITORI I CASSONETTI”

Se le percentuali di raccolta differenziata fossero voti scolastici, l’Oltrepò finirebbe dietro la lavagna con le orecchie da somaro. Eppure, anche nella “classe degli asini” c’è chi si distingue e dà quel buon esempio che in pochi purtroppo seguono: è il comune di Codevilla, da maggio guidato dalla nuova amministrazione del sindaco Marco Dapiaggi. Proprio mentre l’ultimo rapporto di Legambiente evidenzia le difficoltà croniche della nostra Provincia a differenziare, Codevilla con il suo 79% si piazza al primo posto tra i comuni d’Oltrepò e al quinto a livello provinciale. Una posizione in graduatoria raggiunta con soli due anni di impegno, a dimostrazione che il “porta a porta” non è dopotutto quell’oggetto misterioso la cui comprensione e applicazione risulta più complessa di un algoritmo algebrico.

Dapiaggi, Considerando che nel 2017 in questa classifica dei comuni virtuosi occupavate la 131esima posizione, può spiegarci come è stato possibile in soli due anni una simile ascesa?

«I cittadini di Codevilla sono i soli cui ascrivere i meriti di questo ottimo risultato. è stato un percorso lungo, articolato e condiviso con la cittadinanza, che è da subito stata coinvolta attraverso numerosi incontri informativi dedicati. Abbiamo iniziato a fine aprile 2017, preparando i cittadini ad abbandonare la raccolta stradale della carta e della plastica per avviare il “porta a porta”. Già in quell’anno siamo riusciti ad arrivare a una percentuale del 37% di raccolta differenziata. Il grande volano, però, è stato il 2018, quando dal primo gennaio siamo passati al “porta a porta spinto” eliminando dal territorio comunale tutti i cassonetti ed estendendo la raccolta domiciliare anche alla frazione dell’ umido e a quella dell’indifferenziato. Grazie al meticoloso lavoro di formazione ed informazione fatto, dal primo mese, già a fine gennaio, abbiamo superato l’80% e per tutto l’anno siamo restati costanti su questa percentuale».

Lei però è in carica dal maggio scorso. Questo merito è dell’amministrazione precedente oppure rivendica la sua parte?

«La proposta di modificare il sistema di raccolta dei rifiuti risale ad una mia mozione presentata nel 2015 quando ancora sedevo nei banchi dalla minoranza, successivamente, nel 2016, sempre come minoranza abbiamo fatto richiesta di aderire alla “Strategia Rifiuti Zero”, la nostra insistenza e volontà di cercare di essere lungimiranti ci è stata riconosciuta anche dall’allora sindaco, Roberto Pastormerlo - con il quale, nel corso dello scorso mandato, nonostante fossimo su fronti opposti, ho stretto un rapporto di reciproca stima e collaborazione. Il voto favorevole alle nostre istanze, l’impegno profuso dai consiglieri di minoranza, Cristiani e Tamburelli che oggi sono i miei due assessori, e i preziosi consigli di alcuni amici di Rifiuti Zero ci ha permesso che si concretizzasse questo bel risultato per Codevilla».

Come funziona esattamente il metodo di raccolta rifiuti in paese?

«Abbiamo optato per il “porta a porta spinto”. La nostra scelta è caduta su quella che le evidenze tecniche, pratiche e scientifiche indicavano come il sistema impegnativo ma sicuramente più efficace e performante. Lunedì raccogliamo la plastica, martedì e venerdì l’umido, il giovedì l’indifferenziato e sabato la carta. Questo metodo permette di avere una verifica immediata della correttezza del conferimento e la qualità della raccolta differenziata è molto alta perché le “impurità” e gli errori di conferimento sono meno frequenti della vetusta raccolta a cassonetto».

Il nuovo metodo ha permesso di abbassare le tasse?

«Proprio in virtù del fatto che i costi di smaltimento si sono ridotti, da quando è iniziato il porta a porta ogni unità familiare ha visto ridursi la Tari mediamente del 20%, ma come detto in precedenza il nostro obiettivo è arrivare alla tariffa puntuale, non solo per cercare, se possibile, di ridurre ulteriormente il tributo ma soprattutto per una questione ambientale riducendo il ricorso a inceneritori e discariche e nel contempo incentivare il riciclo per il recupero di materie prime seconde cosi necessarie per la nostra economia».

Come funziona la tariffa puntuale e quando sarà introdotta?

«è quel sistema dove chi più produce rifiuti, e quindi più inquina, più paga, di converso risparmia chi produce meno rifiuti. Al riguardo stiamo dialogando con Asm Voghera, che è un buon partner, per trovare la migliore strategia possibile, cercando di copiare il meglio dalle altre municipalità che, in altre provincie, da anni hanno già adottato questa metodologia. L’augurio è di arrivarci nel 2021».

Guardare in casa d’altri, si sa, è sempre spiacevole, però la gente potrebbe chiederselo: come mai secondo lei mentre da voi la differenziata è decollata in numerosi paesi vicini resta al palo?

«La situazione è complessa e di difficile lettura. In generale si può dire che ciò che impedisce di raggiungere dei risultati apprezzabili è l’ostinazione con cui si continua a mantenere sui territori i cassonetti perché è il cassonetto grigio dell’indifferenziata che, statisticamente, impedisce l’incremento della raccolta differenziata».

Come mai l’Oltrepò non riesce ad aprire un fronte unico ed unitario neppure su problematiche così sentite e concrete?

«Scegliere di cambiare le abitudini è un lavoro complesso e soprattutto coraggioso. Noi a Codevilla abbiamo voluto fortemente farlo, consci che il ruolo dell’amministratore non sia quello di limitarsi alla normale routine mantenendo il consenso elettorale, ma di impegnarsi, studiare, guardarsi intorno copiando le cose buone che fanno altri per offrire ai cittadini che ci hanno scelti con il loro voto, strategie che guardano al futuro, magari impopolari, ma che offriranno loro, e ai loro figli, un futuro migliore. Le scelte di coraggio hanno bisogno di amministratori pragmatici ma lucidamente visionari».

Prima di diventare sindaco è stato un esponente di spicco del comitato “Rispettiamo e valorizziamo il territorio”, in prima linea nella lotta all’inceneritore di Retorbido. La sua si è presentata da subito come un’amministrazione a forte impronta ambientalista.

Nel corso della prima seduta di consiglio comunale avete immediatamente sottoscritto la dichiarazione dello “Stato di emergenza climatico e ambientale”, può spiegarci il significato di questa iniziativa?

«La nostra dichiarazione è stata coerente con il percorso che come minoranza avevamo portato avanti negli scorsi 5 anni. Siamo stati i terzi in Italia e dopo di noi tanti sono stati i Comuni che hanno adottato analogo provvedimento. Non si tratta solo dichiarazione di intenti, ma una vera e proprio programma che porremo in essere entro la scadenza del mandato elettorale».

Quali saranno i risvolti pratici?

«Alcune azioni, come l’efficientamento energetico del palazzo del Comune per cui abbiamo iniziato a sostituire i vecchi serramenti con infissi nuovi e ad alto coefficiente di risparmio, sono evidenti agli occhi di tutti, altre si percepiranno con il tempo come la sensibilizzazione della cittadinanza e dei nostri ragazzi a buone pratiche. La nostra casetta dell’acqua, eroga non meno di 600 litri di acqua al giorno, è un altra azione concreta che sosteniamo e che comporta non solo risparmi per i Codevillesi che pagano l’acqua solo 4 centesimi, ma soprattutto riduciamo l’impronta ambientale connessa alla produzione della plastica delle bottiglie ed al trasporto dagli stabilimenti di produzione ai luoghi di vendita/consumo. Altra iniziativa che stiamo promuovendo è l’incentivo ai neo genitori per l’acquisto dei pannolini lavabili. Presenteremo un nuovo regolamento per le eco-feste, per ridurre gli impatti ambientali delle sagre, al riguardo la nostra scuola dell’infanzia è già plastic-free, e stiamo organizzando incontri per promuovere le energie rinnovabili sfruttando le agevolazioni già disponibili. Stiamo pensando come piantumare il maggior numero di alberi lungo la Green Way, insomma le iniziative sono in continuo divenire e siamo attenti per dare una mano all’ambiente mentre miglioriamo Codevilla».

C’è in corso anche un importante progetto di riqualificazione della Via Umberto I con la realizzazione di una piazza…

«Codevilla ha atteso ben dodici anni la realizzazione di una piazza, infatti il nostro Comune, caso più unico che raro, non ha una vera piazza ma una piccola rotonda nei pressi del Palazzo del Comune con alcuni posti auto. Per anni dai precedenti amministratori sono stati sbandierati progetti fantasiosi ma nulla è mai stato fatto di concreto se non l’abbattimento di un vecchio edificio. Da quando siamo stati eletti, ci siamo subito impegnati e siamo particolarmente contenti di poterla finalmente realizzare. E’ stato un percorso articolato che ci ha visti impegnati per tutto l’autunno e che è culminato in un progetto architettonicamente condiviso con la Soprintendenza alle belle arti di Regione Lombardia».

Come cambierà il volto del centro?

«La sua peculiarità starà proprio nell’essere una piazza digradante verso il basso, per sfruttare la naturale pendenza del terreno. Non sarà molto grande, solo 400 mq., ma abbiamo scelto di allestirla e renderla fruibile per mercati e fiere, predisponendo allacciamenti elettrici ed idraulici. La scelta del materiale di costruzione è caduta sulla diorite, una pietra dura, resistente, molto simile al granito. Non abbiamo dimenticato di prevedere una zona verde, per rendere gradevole lo spazio. Siamo convinti diverrà il cuore pulsante del paese, teatro di eventi culturali e sociali, luogo di incontro e convivialità. Decideremo a chi intitolarla ma abbiamo intenzione di caratterizzarla rendendola un “posto speciale” non solo per Codevilla, ma per l’intero Oltrepò Pavese».

 di Christian Draghi 

Oltrepò maglia nera in Provincia 

Quello di Codevilla è un esempio virtuoso che non ha fatto ancora proseliti in Oltrepò. Il rapporto di Legambiente riferito al 2018 fa emergere un quadro piuttosto desolante sulla raccolta differenziata in Provincia di Pavia. In un anno, dal 2017 al 2018, l’aumento è stato solo dello 0,5%.

La media italiana è del 55% e lo standard fissato dall’Unione Europea è del 65%. Solo 54 centri della provincia su 188 ha raggiunto la soglia del 65%. Le eccellenze si trovano soprattutto nell’hinterland di Pavia e in Lomellina. L’Oltrepò è maglia nera: nessun paese a parte Codevilla è riuscito a raggiungere la soglia. I dati più sconfortanti riguardano l’Oltrepò montano: Varzi nel 2018 ha avuto il 28% di differenziata, ma ci sono addirittura centri come Val di Nizza e Brallo che si aggirano intorno al 15%. Insomma si butta quasi tutto senza distinzione nei cassonetti dell’indifferenziata. Questo accade soprattutto per difficoltà tecniche e logistiche nel raggiungere ogni casa dei centri montano collinari per ritirare i rifiuti della differenziata porta a porta. Spostandosi verso la pianura, per quanto riguarda i centri principali sempre nel 2018 Broni ha attestato il 34% di differenziata mentre Stradella il 52%.

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