Mercoledì, 15 Luglio 2020
 

"Sarà anche un atipico anno del vino che ha bloccato fiere e attività, ma non ci si annoia di certo dalle parti del Consorzio Tutela Vini Oltrepò, che ha la sua base fortunata a Riccagioia di Torrazza Coste , dove iniziano ad ammorbidirsi in paesaggi mozzafiato le colline di un Oltrepò Divino. Qui, contando quelle che saranno assaggiate per tutta la settimana, sono arrivate per le degustazioni delle guide sino ad ora ben 842 etichette.

In una piccola sala della tenuta di Riccagioia, dai sapori antichi come il complesso totalmente ristrutturato, che è anche la sede di Ersaf – ente agronomo di Regione Lombardia – è questa la settimana della passione per due titolati assaggiatori della Guida del Gambero Rosso Francesco Beghi e Lorenzo Ruggeri.

I due professionisti del vino hanno iniziato lunedì 13 luglio 2020 una maratona di degustazione, prendendo in esame (attraverso tutti i sensi e secondo un rituale ben preciso) ben 426 vini in rappresentanza dell’Oltrepò Pavese. Tipo per tipo, tipicità per tipicità, sul piatto di Riccagioia in Consorzio ci sono tutte le etichette (al momento nascoste), dei vini che vengono degustati appunto alla cieca, dopo essere stati schedati e selezionati, preparati con un lavoro certosino da Gaia Servidio, segreteria del Consorzio Vini Oltrepò e Mila Pifferi indispensabile risorsa del Distretto dei Vini di Qualità. Il sommelier a disposizione del Gambero Rosso per questa settimana di degustazioni è Simone Marchetti della Fisar.

Nel dettaglio queste sono le tipologie prese questa settimana in esame: 75 metodo classico bianco, 31 Metodo classico Rosé, 11 Metodo Martinotti, 37 Bianchi varie tipologie, 50 Pinot nero in rosso, 45 Riesling, 28 Buttafuoco, 26 Rossi Oltrepò Pavese,  9 Rossi varie tipologie, 42 Bonarda, 26 Bonarda ferma e croatina, 28 Barbera, 11 Sangue di Giuda, 7 Vini dolci varie tipologie. Totale 426!

Questa maxi degustazione in corso a Riccagioia segue cronologicamente quelle fatte per la guida de L’Espresso (con 165 etichette degustate) e la Guida essenziale ai Vini d’Italia di Daniele Cernilli (251), mentre sono già state coordinate e organizzate le spedizioni per le degustazioni in redazione per le Guide Vini Buoni d’Italia sezione Spumanti,  Vini Buoni d’Italia sezione Autoctoni, per le guide di Luca Maroni e I Vini di Veronelli, per Guida Vitae e Vini Plus di Lombardia (Ais). Per avere un totale completo dei vini d’Oltrepò fatti assaggiare alle guide dal Consorzio bisognerà attendere ancora altri lavori ovvero quello della Guida Sparkle bere Spumante, della Guida Vino Merum (Germania) e della Guida Vini Falstaff (Austria).

Tutte le degustazioni sono state organizzate dal Consorzio in collaborazione con il Distretto del Vino di Qualità, un lavoro importante che ha soddisfatto il direttore Carlo Veronese: In questi mesi e settimane le aziende dell’Oltrepò Pavese hanno risposto in modo molto attivo e propositivo all’appello delle Guide, – ha commentato Veronese – e lo hanno fatto non solo per questo atto finale del Gambero Rosso, ma per tutte le Guide con cui il Consorzio ha collaborato gratuitamente grazie anche alla collaborazione del Distretto che ci aiuta a raccogliere campioni da organizzare per proporre un servizio puntuale e coordinato ed essere di supporto sia alle varie guide che alle aziende. Importante ancora di più in un anno particolare e molto complicato come questo, poiché le degustazioni sono state riorganizzate alla luce dei problemi noti causati dalla Pandemia del Covid19. 

Un anno anomalo ma anche molto intenso che ci sta catapultando velocemente alla vendemmia 2020: È vero, al momento sono mancati i banchi di degustazione e le condivisioni negli eventi del Mondo del Vino, a parte quanto siamo riusciti a fare con successo prima dello scoppio dell’epidemia, penso a Pescara, Copenaghen o Parigi, tuttavia abbiamo potuto constatare una vivacità e una partecipazione collettiva che fa ben sperare, mettendo in campo un rapporto intenso e continuo con le aziende che abbiamo voluto non si sentissero mai sole in questi mesi complessi, partecipando anche a webinar e incontri tecnici.

Continua Carlo Veronese: La risposta ad una continua sollecitazione di contatto c’è stata ed è evidente nella misura in cui abbiamo registrato almeno un 20 per cento in più di etichette “giunte in degustazione” per gli assaggi delle varie guide, rispetto allo scorso anno del vino. Forse i conti ci diranno alla fine anche qualcosa di più ma soprattutto parlano di molta più chiarezza nei messaggi e negli obiettivi: Pinot Nero, Riesling, Bonarda sono i vini bandiera ma anche altri progetti dedicati, più di nicchia, ma ricchi di contenuto e di racconto del territorio – vedi Il Sangue di Giuda o il Buttafuoco – sembra siano interpretati con grande passione e con una comunione di vedute che serve al Territorio alla ricerca di messaggi chiari e di proposte di qualità facili da comunicare.

Una volta  terminata questa tornata di degustazione per il Gambero Rosso, il Consorzio attende  di riorganizzarsi per Sparkle, Merum e Falstaff, sul calendario assaggi di Riccagioia ci sono ancora belle aspettative per degustazioni dedicate totalmente  alle bollicine: un fatto che risulta molto interessante proprio perché interpreta un momento chiave per l’Oltrepò del Vino concentrato a proporre e far valere i diritti di qualità del suo metodo classico da Pinot Nero DOGC che qui, in questo grappolo di territorio di Lombardia, ha una significativa vocazione."

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“Si è chiusa la ‘fase 1’: abbiamo raccolto le proposte progettuali per il rilancio del sito di Riccagioia. Immaginiamo un futuro votato all’agricoltura, al turismo e alla valorizzazione di tutto il territorio dell’Oltrepò Pavese”. Lo ha detto l’assessore regionale lombardo all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi, Fabio Rolfi, che, questa mattina, ha incontrato proprio a Riccagioia, sul territorio comunale di Torrazza Coste, i rappresentanti istituzionali del territorio.

“Si è parlato tanto di questo sito, ora è il momento dei fatti. Stiamo procedendo con gradualità, prima la manifestazione di interessa – ha ricordato – e ora il bando, per arrivare all’obiettivo e soprattutto con un coinvolgimento di tutti gli attori del territorio”.

La Regione Lombardia, tramite Ersaf, ha raccolto quattro proposte progettuali attraverso la manifestazione di interesse: una riguarda la realizzazione di un HUB Agri 4.0 con partner selezionati, la seconda concerne la realizzazione di un sito turistico ricreativo, la terza si basa sulla realizzazione di un Parco Tematico e l’ultima è un contributo metodologico per l’orientamento del progetto.

“Ora – ha detto l’assessore – siamo alla ‘fase 2’: quella dei progetti esecutivi e dei piani economici e finanziari, da presentare entro il 31 ottobre. Come modello gestionale abbiamo scelto la costituzione di una fondazione di scopo”. “Entro fine anno – ha spiegato – Ersaf provvederà a effettuare tutte le attività di valutazione dei progetti esecutivi presentati e utili alla decisione di assegnazione del progetto. Quindi, entro febbraio 2021 intendiamo assegnare il progetto e partire con tutte le attività di start-up operative”. “La sfida del futuro in agricoltura – ha sottolineato – è la sostenibilità, sia ambientale che economica, che si realizza solo con l’innovazione in tutti i campi. Dobbiamo e vogliamo accompagnare l’innovazione nelle aziende per renderle più competitive e in grado di essere in linea con le sfide che i consumatori chiedono in termini ambientali. Digitale, robotica, genetica e utilizzo sostenibile della chimica sono solo alcuni temi sui quali si concretizza l’agricoltura del futuro che deve vederci protagonisti”.

L’obiettivo della Regione Lombardia è quello di costituire a Riccagioia un bacino di tech-ingegneria applicata al settore primario e agroindustriale che si integri con il settore del turismo a livello agro-enologico, in grado di stimolare e valorizzare il territorio dell’Oltrepò. Tutto questo è volto a favorire lo sviluppo di un’economia sostenibile, basata sulla biodiversità locale, la tutela e valorizzazione del prodotto tipico.

“Riccagioia – ha spiegato – sarà la base di sviluppo iniziale e si evolverà nel tempo, sia dal punto di vista dei contenuti che di associazione, coinvolgendo e avendo riscontri evidenti su tutto il territorio”. “L’Oltrepò – ha concluso Rolfi – ha potenzialità enormi e intendiamo sfruttarle sia per il bene economico della zona che per una giusta valorizzazione dello straordinario patrimonio culturale, paesaggistico ed enogastronomico”.

"Mercoledì 17 Giugno 2020 parte una delle prime iniziative del Consorzio mirate al digitale per la comunicazione, il marketing e la formazione delle cantine e delle aziende della filiera vitivinicola. Questa prima attività è realizzata nell'ambito del progetto "Ambizione per l'Italia per le PMI" di Microsoft Italia in collaborazione con il partner tecnologico e operativo Si-Net. Consorzio Vini Oltrepò Pavese si rende protagonista di una prima attività digitale, realizzata nell'ambito del progetto "Ambizione per l'Italia per le PMI" di Microsoft Italia, in collaborazione con il partner tecnologico e operativo Si-Net. Si tratta della prima di una serie di iniziative del Consorzio che ha deciso di intraprendere una strada innovativa di comunicazione, marketing e formazione finalizzata a rendere più smart, attuali, accessibili e tecnologiche le cantine e le aziende di filiera del vitivinicolo, implementando l’attività digitale necessaria soprattutto in questa Fase 2 post Pandemia, che ha imposto una urgente evoluzione digitale.
Il primo appuntamento è stato fissato mercoledì 17 giugno 2020 alle ore 14 e si intitola Oltrepò Pavese Digital Talk, aperto a tutto il data base consortile e a tutti i Consorzi di Lombardia, oltre che ai media interessati e accreditati. Dopo l’introduzione e saluto iniziale a cura di Consorzio Vini Oltrepò Pavese (Gilda Fugazza, presidente e Carlo Veronese, direttore) interverranno Carlo Vischi, advisor progetto “Ambizione per l’Italia per le PMI” di Microsoft Italia, Febo Leondini, docente master Trade Management della Luiss Business School, e Walter Gabetta Responsabile delle relazioni di Business Bifactory, Fausto Turco, AD di Si-Net gold partner di Microsoft Italia.
Questo incontro non è da intendersi come una lezione frontale di digital marketing: si tratta piuttosto di un confronto, una condivisione e una interazione molto forte e significativa, apripista anche in ottica di implementazione del digitale per degustazioni, presentazioni di prodotto, incontri con i buyer, meeting di lavoro e via dicendo. Il nuovo format dei Digital Talk prevede una forte interazione con chi segue da remoto  attraverso una chat dedicata per domande e approfondimenti. 

Partecipando al Digital Talk si interagisce anche “testando” live una sorta di questionario (marketing): con la proposta di alcune domande che verranno istantaneamente visualizzate dai partecipanti e consentiranno di ricevere in tempo reale il live degli orientamenti relativamente alle risposte. In pratica per ogni domanda si condividerà attraverso un gruppo di risposte la percentuale di gradimento di ognuna.  Gilda Fugazza, presidente del Consorzio Oltrepò: "Il digitale è entrato di corsa in cantina e non ce ne siamo quasi neanche accorti. Dobbiamo aggiornarci e tenerci al passo per innovarci senza perdere la nostra cultura relazionale che da sempre ci caratterizza anche come “italiani” ed è il cuore del made in Italy. I tempi ci impongono un cambiamento che può essere una opportunità. La formazione e la conoscenza delle nuove leve di marketing – per di più digitali – passa attraverso l’evoluzione tecnologica."

Carlo Veronese, direttore del Consorzio Oltrepò: "Siamo contenti di aderire a questa iniziativa di Si-Net e Microsoft e ci fa anche piacere essere apripista e in un certo senso portavoce verso altri Consorzi di Lombardia perché crediamo profondamente nel lavoro di squadra del nostro Territorio e della nostra Regione che ha una tradizione agricola e soprattutto vitivinicola, ma ha anche una predisposizione per l’innovazione, da sempre. Il nostro mondo è sicuramente più pratico che digitale, e questo da sempre, ma la mentalità di molti produttori, soprattutto le giovani generazioni, sta mostrando creatività e apertura nella comunicazione e nella voglia di mettersi in gioco sfruttando i mezzi tecnologici immediatamente disponibili che in un attimo ci mettono in relazione professionale, sicura e importante con il business del vino."
Appuntamento per mercoledì 17 alle ore 14 con un collegamento facile e interattivo attraverso una mail che sarà veicolata dalla Comunicazione del Consorzio.

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Consorzio Vini, le “patate bollenti” della neo presidentessa bocconiana: sul tavolo le richieste di FIVI per la prossima vendemmia, la promozione, il riequilibrio, i nuovi disciplinari e la tensione dopo il blitz che ha portato al defenestramento con mozione di sfiducia di Luigi Gatti

A Gilda Fugazza, da giovedì sera neo presidente del Consorzio Tutela Vini Oltrepò Pavese, la prima donna della storia alla guida dell’istituzione dopo la sfiducia secca a Luigi Gatti, il super manager scaduto nei consensi, spetta un compito non facile. Eredita una situazione intricata di decisioni non prese, rapporti ingarbugliati, piani mediatici inesistenti sui canali importanti ma anche su quelli locali poco considerati; tavoli di confronto sulla revisione dei disciplinari inconcludenti e quasi nessuna iniziativa di valorizzazione nazionale intrapresa, come sarebbe stato in linea con le necessità e la dimensione produttiva territoriale.

Gilda Fugazza, 52 anni, una laurea in Economia e Commercio alla Bocconi, appartiene a una famiglia del vino da tre generazioni. Dottore commercialista fino al 2018, prima allo Studio Pirola di Milano, poi nel proprio studio professionale in Milano, con un’esperienza maturata soprattutto nei servizi societari e fiscali per le imprese multinazionali, fa parte del Cda del Consorzio Tutela Vini Oltrepò Pavese da luglio 2019 e partecipa alle attività del Distretto del Vino fin dal 2012. Lavora quotidianamente in Oltrepò Pavese curando le attività della filiera di produzione vitivinicola e si definisce un’attenta sostenitrice del vino di qualità.

La strategia delle parole deve lasciare spazio ai fatti, secondo i consiglieri d’amministrazione in carica e gli azionisti di maggioranza del Consorzio, in primis il dominus del vino dell’Oltrepò, Andrea Giorgi, presidente di Terre d’Oltrepò e La Versa, fortemente sostenuto fin dal suo insediamento da Coldiretti.

A pesare sul defenestramento di Gatti secondo i “rumors” sarebbe stato anche il parere di Renato Guarini, il più potente imbottigliatore in termini di numero di voti in assemblea e di volumi di vini a denominazione commercializzati in grande distribuzione. Ai due si sarebbero poi accodati gli altri, a partire da Pier Paolo Vanzini, vice presidente anziano del Consorzio (anche lui con l’azienda a San Damiano al Colle come la neo presidentessa), già al tavolo consortile dai tempi di Livio Cagnoni, ex direttore generale di Terre d’Oltrepò.

Cagnoni fu licenziato in seguito alla valanga mediatica e giudiziaria derivata dallo scandalo del falso Pinot grigio IGT del novembre 2014, pochi anni prima dello scandalo 2020 del vino con acqua e zucchero oltre a produzioni gonfiate con diverse modalità irregolari alla Cantina di Canneto Pavese, fatti sui quali la magistratura sta ancora lavorando per fare piena luce. In quest’ultimo scandalo erano stati coinvolti anche Aldo Venco, storico referente locale di Assoenologi, e il mediatore Claudio Rampini, suocero di Fabiano Giorgi, presidente del Distretto del Vino. Oltre a queste maxi inchieste, negli ultimi anni altri privati erano finiti al centro di verifiche poi sfociate in sanzioni, seppure in tono minore.

Alla presidente Fugazza spetterà il compito di far dimenticare questo Oltrepò ma anche di fronteggiare gli effetti della pandemia Covid-19, in considerazione del fatto che il lockdown della ristorazione e dei wine bar da essa generato ha fiaccato ulteriormente il mercato a valore di vini e spumanti dell’Oltrepò Pavese. Intanto si chiariscono i contorni della sfiducia a Gatti, quello che doveva essere il super manager del dialogo, dal piglio deciso, dalla condotta trasparente, inclusiva e coinvolgente. Attorno a sé ha fatto il vuoto, come prova il blitz con il quale è stato cacciato a larga maggioranza: una mozione di sfiducia stile parlamentare, che non ha precedenti nella storia del Consorzio, con contestuale elezione in seno al consiglio di amministrazione della neo presidentessa.

Secondo gli addetti ai lavori la presidenza di Gatti, che da tempo nonostante il suo ruolo centrale si era trovato un lavoro in Francia pensando di governare la situazione a distanza, è stata più improntata al dialogo con la politica e le istituzioni che con il mondo produttivo locale, in particolare i vitivinicoltori, che si sono sentiti soli e non rappresentati. L’aveva confermato mediaticamente Andrea Giorgi, prima invocando un cambio di passo e poi un cambio al vertice. Gatti in questi nei due anni di mandato ha avuto nel direttore di Ersaf Regione Lombardia, Massimo Ornaghi, e nell’assessore all’Agricoltura, Fabio Rolfi, benedetto dall’ex ministro Gian Marco Centinaio, i suoi più saldi punti di riferimento. Alla fine, però, anche le istituzioni hanno preso atto del blitz di giovedì sera al Centro Riccagioia, con un ribaltone voluto dal consiglio d’amministrazione, con solo un voto contrario e un astenuto, destinato a far rumore e che cela dei profondi «perché». Resta da capire se la politica sapesse o meno di quanto stesse per accadere, ma di fatto nessuno ha battuto ciglio, il che è parso strano per via della capillare presenza di Ersaf da 2 anni sul territorio. Rolfi al momento non commenta. Ornaghi entrerà a far parte integrante del nuovo Cda, fatto insolito rispetto agli altri consorzi.

Ora la presidente Fugazza dovrà anche dire la sua sull’istanza di FIVI, la Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti, in vista della prossima vendemmia. I piccoli produttori hanno chiesto segnali concreti: abbassamento delle rese e di non consentire l’arricchimento dei vini con mosto concentrato rettificato, pratica che sarebbe per di più incoerente con le misure previste dalla vendemmia verde: da una parte si chiede ai piccoli produttori di produrre meno, incentivandoli a buttar via l’uva, dall’altro si consentirebbe di allungare i vini con MCR, scelta che di solito è necessaria quando arrivano ai grandi poli cooperativi masse d’uva disomogenee per qualità. Secondo gli esperti, però, si preannuncia un’ottima annata e per effetto del diradamento per produrre meno, questa la soluzione individuata dalle istituzioni nazionali e regionali «per non inondare il mercato post-lockdown con una quantità di vino non collocabile viste le giacenze», le uve che arriveranno da metà agosto a fine settembre ai centri di vinificazione porteranno con sé il miglior corredo, senza necessitare di arricchimento. Dal canto suo il direttore del Consorzio, Carlo Veronese, ex guida del Consorzio Lugana Doc, sui social aveva già espresso forti riserve rispetto alle istanze di FIVI, mutuate forse da un sondaggio preliminare interno da lui svolto.

L’ultima parola spetterà ora alla presidentessa e al suo team composto dai vice presidenti Luca Bellani, Andrea Barbieri e Pier Paolo Vanzini oltre che dai consiglieri Claudio Battaini, Simone Bevilacqua, Francesco Cervetti, Cirillo Contardi, Camillo Dal Verme, Quirico Decordi, Andrea Giorgi, Renato Guarini, Marco Maggi (Presidente del Club del Buttafuoco Storico), Davide Musselli e Valeria Vercesi.

Era nell'aria, e tanto tuonò che, alla fine, piovve, Liuigi Gatti , presidente del Consorzio di Tutela Vini dell’Oltrepò, in carica da due anni in carica,  è stato sfiduciato dal Consiglio di amministrazione con una larga maggioranza. I consigliere in riunione a Riccagioia di Torrazza Coste per ad approvare il bilancio dell’ente hanno, nel contempo,  sfiduciato il presidente . Nelle settimane scorse le dichiarazioni di Andrea Giorgi, presidente della cantina Terre d’Oltrepò, avevano messo una pietra tombale sul prosieguo dell'attività di Gatti come Presidente del Consorzio, Giorgi sfiduciava, in modo ufficiale e con clamore mediatico il Presidente Gatti,  una delle più importanti cantine della Lombardia chiedeva “una svolta per il Consorzio”. Ora bisogna nominare un nuovo presidente, il "pissi pissi bau bau" tra i votanti, per scegliere il nuovo presidente è continuo ed incessante, prossimamente  dovrà essere nominato un nuovo presidente, ed una nuova assemblea dovrà eleggere un nuovo Consiglio d'Amministrazione. Potrebbe essere la prima volta che la votazione verrà effettuata con le nuove regole dello Statuto approvate il 16 maggio, dove i criteri di rappresentanza, per quanto possibile e per quanto voluto, sono stati modificati. Si voterà con il "nuovo" sistema se il Ministero darà l'ok. Ok o non Ok, quanto era nell'aria è avvenuto.  

"Il direttore del Consorzio Oltrepò Pavese, Carlo Veronese,  invita le aziende dell’Oltrepò Pavese a compilare il questionario / scheda aziendale rispondendo ad alcune domande attraverso il form che riportiamo qui sotto. La ricerca di informazioni è diventata ancora più urgente vista l’emergenza legata alla Pandemia che ci costringe tutti lontani ma vicini. E soprattutto informati!

“Gentile Azienda, come annunciato nei mesi scorsi, ho deciso di aggiungere il mio percorso di conoscenza del Territorio e del suo patrimonio vitivinicolo cercando di conoscere tutte o quasi tutte le realtà presenti, piccole, medie, grandi: tutte queste considerazioni rappresentano il valore e il capitale del nostro mondo.

Come molti sanno avevo iniziato a frequentare anche di persona le aziende per creare quando possibile un rapporto umano a tu per tu con chi lavora nella vigna e promuove i nostri prodotti. Soci e non. Questo percorso è bruscamente interrotto per l’emergenza Covid-19 così assume ancora maggiore importanza questo questionario che vi propongo per avere dati forniti e fornire un censimento reale indispensabile per una programmazione delle attività future. L’emergenza finirà e dovremo trovarci pronti, svegli e attivi anche su un mercato internazionale e globale che può essere per molti nuova occasione di rivalsa e fonte di soddisfazione: morale ed economica. Se compilerete questo questionario con attenzione avremo tutti uno strumento moderno e utile da sfruttare al meglio concordando i passi futuri insieme a voi.

Grazie per l’attenzione e sono a disposizione sia via mail che telefonicamente per aiutare quando sia necessario anche nella compilazione. PS i dati forniti così come tutte le vostre informazioni saranno utilizzati esclusivamente per organizzare e promuovere le vostre aziende e i vostri vini. Un cordiale saluto e buon lavoro a tutti.

Carlo Veronese – Direttore “

https://www.consorziovinioltrepo.it/3573/questionario-aziende-consorzio-oltrepo-pavese/

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"L'appello e la risposta corale sortiti dall'incontro di Riccagioia a Torrazza Coste del 27 gennaio scorso -  scrive in una nota stampa il Consorzio Tutela Vini Oltrepò Pavese - incontro voluto dall'assessore regionale all'agricoltura Fabio Rolfi, ha portato ad un risultato significativo per il mondo vitivinicolo dell'Oltrepò Pavese. Proprio in questi giorni, come da programma, è stato redatto un elenco di aziende che hanno fatto domanda di ammissione al Consorzio Tutela Vini Oltrepò Pavese.

Sono diciotto le aziende che hanno avanzato la proposta, la maggior parte rispondendo in modo coerente a quanto preannunciato in assemblea e sono:

Az. Agr. Manuelina, Az. Bruno Verdi e Vitivinicola Verdi F.lli, Cà Montebello, Calatroni, Cantine Monterosso; Fattoria F.lli Massara, Finigeto, Frecciarossa, Il Molino di Roverscala; La Travaglina, Piccolo Bacco dei Quaroni, Quaquarini Francesco, Scabini Davide; Tenuta Bellcolle, Travaglino, Vistarino.

Un importante "contingente" arriva dal Distretto del Vino di Qualità dell'Oltrepò Pavese che ha sottolineato in una nota il rientro delle aziende di filiera del Distretto in Consorzio motivando la necessità, oggi più che mai impellente, di unità territoriale e di importanti riforme volte al rilancio della Denominazione. 

Soddisfatto, l'assessore regionale Fabio Rolfi ha commentato: "L'Oltrepó Pavese è il primo territorio vitivinicolo della Lombardia, con un enorme potenziale sia sotto il profilo produttivo che turistico. Se il mondo del vino parla con una voce sola è più forte e può essere più autorevole nel rapporto istituzionale con le altre realtà ed anche al proprio interno per le decisioni non indolori che dovranno essere prese per il rilancio del comparto. Stiamo attraversando un periodo di forte difficoltà per tutta la regione. L'unico modo per uscirne è quello di avere un obiettivo comune e di unire le forze per raggiungerlo. Ringrazio dunque il Consorzio e le aziende, che stanno dimostrando senso di responsabilità proprio nel momento di maggior necessità".

Luigi Gatti, presidente del Consorzio Tutela Vini Oltrepò ha espresso naturalmente soddisfazione ribadendo che "questa notizia non può che essere accolta con particolare entusiasmo in un periodo così difficile per il mondo del vino in generale e per il nostro in particolare, proprio nel momento del rilancio e della promozione internazionale.

È un segno di serietà da parte di tante aziende che hanno compreso il senso di un lavoro collegiale e programmatico, costruito attraverso le relazioni istituzionali e di territorio, quello che il nuovo Consorzio ha intrapreso e vuole portare avanti con determinazione. Dal punto di vista numerico e di rappresentanza è anche una notizia importante per la tutela delle Denominazioni, quando il CdA nelle prossime settimane approverà queste domande di ammissione i soci potranno pensare ad un progetto di rilancio davvero importante".

Ricordiamo - conclude la nota stampa del Consorzio Tutela Vini Oltrepò Pavese-  qui di seguito le Denominazioni DOC e DOCG dell'Oltrepò Pavese del vino:  La produzione enologica dell'Oltrepò Pavese a indicazione geografica è suddivisa in:

1 Docg (Oltrepò Pavese Metodo Classico),

7 Doc (Bonarda dell'Oltrepò Pavese,

Buttafuoco dell'Oltrepò Pavese,

Casteggio,

Oltrepò Pavese,

Oltrepò Pavese Pinot grigio,

Pinot nero dell'Oltrepò Pavese e Sangue di Giuda dell'Oltrepò Pavese;

1 Igt (Provincia di Pavia)"

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Arriva dal vino, uno dei settori di punta dell’economia made in Italy vero e proprio ambasciatore dell’Italia all’estero un primo forte segnale di svolta sul fronte dell’epidemia di Coronavirus. Il Cda di Veronafiere ha confermato ieri (mercoledì 26 febbraio) il calendario di Vinitaly 2020. La 54ma edizione quindi, si farà, senza alcun slittamento, andando in scena, come previsto, dal 19 al 22 aprile prossimi a Verona. Mentre il Salone del Mobile di Milano viene posticipato, decine di manifestazioni in giro per l’Italia vengono annullate o comunque ricollocate sul calendario e persino le partite di calcio nelle regioni colpite dal contagio si giocheranno a porte chiuse, il Cda di Veronafiere conferma tutto, dando un importante segnale di svolta che viene da una delle prime regioni a registrare cittadini contagiati e che confermando il calendario della principale manifestazione fieristica dedicata al vino in Europa per numero di visitatori (nell’edizione 2019 125mila da 145 paesi) vuole guardare avanti, oltre l’emergenza.

Una decisione, quella adottata oggi pomeriggio dal Cda di Veronafiere che è stata concertata oltre che con il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia con il sindaco di Verona, Federico Sboarina ma che ha tenuto conto anche dell’analisi dei dati disponibili oltre che delle posizioni degli stakeholder e del mercato, incluse le principali associazioni di settore. Nel momento in cui in alcune regioni d’Italia si chiudono addirittura le porte ai cittadini provenienti dalle aree sotto contagio e tra questi il Veneto, Verona invece ribadisce la propria volontà di aprire le proprie porte al mondo confermando la manifestazione cittadina di maggiore appeal.

«Il mondo del vino italiano – ha commentato il direttore generale di Veronafiere, Giovanni Mantovani – già in passato ha fornito segnale positivo di svolta. Veronafiere è convinta che, anche in questa occasione, il settore potrà contribuire alla ripresa della nostra economia e a rilanciare un clima di fiducia nel Paese».

Veronafiere, nel mantenere alta l’attenzione, ha programmato in tempi brevi un incontro con i rappresentanti della filiera per attivare tutte le risorse e le azioni di incoming e promozione sui mercati internazionali. «Siamo consapevoli – ha concluso Mantovani– delle difficoltà del momento e dell’immagine distorta dell’Italia percepita all’estero, ma siamo persuasi che l’emergenza rientrerà consentendoci di organizzare regolarmente la manifestazione, che rappresenta il traino per il vino italiano nel mondo».

“Il tour di degustazioni coordinato dal Consorzio Oltrepò fa tappa in … Oltrepò Pavese, nella splendida sede del Consorzio, fissata in Riccagioia, a Torrazza Coste. Nei giorni 2/4 marzo 2020 – scrive il Il Consorzio Tutela Vino Oltrepò Pavese - è atteso infatti l’arrivo del “winescritic” per eccellenza Raffaele Vecchione che ha concordato con il direttore del Consorzio una degustazione “di territorio” occasione importante per fare conoscere le nostre eccellenze e per creare un ponte di empatia con il mondo del vino. Anche quello più lontano.

Chi è Raffaele Vecchione: Raffaele, 27 anni, Napoletano DOCG. In questi anni ho avuto l’opportunità di viaggiare in tutto il mondo, di scoprire luoghi nuovi, sapori e odori a me sconosciuti. Ho incontrato tantissime persone legate al mondo del vino e non solo. Ho imparato 2 lingue straniere e visitato 4 continenti. Ho mangiato cibi che mai avrei pensato di mangiare e ho bevuto vini grandi, davvero grandi.

Il mio percorso inizia con la laurea in Viticoltura ed Enologia conseguita nel 2013, poi una serie infinita di avventure fino ad oggi, giorno in cui ho realizzato di voler scrivere e di voler comunicare il mio sapere e soprattutto raccontare l’Italia in un Bicchier Divino.

Ho lasciato la città di Napoli nel 2014 per una esperienza lavorativa presso Il Borro, il borgo medioevale acquistato dalla Famiglia Ferragamo nel 1993. Ho lavorato in vigna ed in cantina per affinare la teoria appresa sui libri universitari, affiancando diversi enologi ed un consulente enologico di fama mondiale, Stefano Chioccioli.

Nel 2016 decido di effettuare una vendemmia all’estero e il mio cuore mi porta a Panquehue a Santiago in Cile, dove lavoro presso Viña Errazuriz, una famosa cantina cilena, produttrice di una buona quantità ma soprattutto qualità nei suoi prodotti.

Forse conoscerete o avrete sentito parlare della famiglia Chadwick che possiede anche Seña e  Viñedo Chadwick, tra i migliori vini di tutto il Paese. Bhè che dire, un’esperienza unica durante la quale ho imparato il cileno più che lo spagnolo e ho imparato tantissimo dal punto di vista relazionale e dei rapporti umani. Per non parlare poi di quanto ho appreso in cantina. I cileni sono all’avanguardia e sono professionali e grandi lavoratori. Sotto le direzioni di Francisco Baetting come enologo consulente ho aiutato a produrre i migliori Pinot Noir e Carmenere del Paese.

Al ritorno in Italia inizio la mia esperienza in JamesSuckling.com, stimato sito internet che conta centinaia di migliaia di lettori in tutto il mondo. L’amicizia con James nasce nel 2015 alcuni mesi prima della mia esperienza all’estero e al mio ritorno in Italia nel 2016 ci diamo da fare e divento il suo unico aiutante per l’Italia con base in Europa. Il resto dei colleghi è diviso tra Argentina, Hong Kong, Tailandia e Australia. E’ stata dura, ma mi ha reso ciò che sono.

In JamesSuckling.com mi occupavo principalmente della logistica dei tasting in tutto il mondo. Migliaia di campioni da degustare sono passati tra le mie mani, bottiglie di tutto il mondo e principalmente di nazioni grandi produttrici di quantità e qualità.

Con James ho avuto la possibilità di continuare a viaggiare imparando moltissimo in ogni Paese visitato insieme. E’ stato un grande insegnante ed il più grande stakanovista che io abbia finora incontrato. Durante questi 3 anni ho bevuto dei vini incredibili, unici e provato esperienze sensoriali difficili da raccontare ma indelebili nella memoria. Ho elaborato così un database di emozioni e di ricordi fondamentali per un giornalista.

L’esperienza in Argentina con i migliori Malbec al mondo e la migliore carne mai mangiata, l’esperienza in Cile parlando a tu per tu con l’enologo Marcelo Papa di Concha y Toro tra i gruppi più grandi al mondo nei volumi di bottiglie prodotte e mangiando con loro il miglior Ceviche della mia vita.

Non solo, ho visitato e raccontato dei fantastici vini dell’Oregon e dei suoi Pinot Noir e Chardonnay pazzeschi, ho visitato i più prestigiosi vigneti della California ed effettuato un tasting dei migliori vini d’America a Barboursville la Tenuta della Famiglia Zonin in Virginia.

Potrei scrivere ancora per molto ma sintetizzo raccontandovi di essere stato anche in tutte le regioni d’Italia e di aver visitato più di una volta Bordeaux in diverse occasioni. La Borgogna, La Rioja, l’Alsazia e numerosi altri luoghi incantati per la produzione dei più Grandi Vini del Mondo.

Durante questi viaggi ho avuto la possibilità di assaggiare tantissimi vini esprimendo il mio personale parere e scrivendo le mie note aiutando attivamente nelle degustazioni, formando il mio palato e definendo il mio stile. 

Non solo, ho avuto modo di condividere pensieri e degustazioni anche con altri critici conosciuti in tutto il mondo. Ora è tempo di lavorare per l’Italia, di comunicare la sua diversità e la sua unicità con 20 regioni tutte da scoprire e con mille e più storie da raccontare. Il palato è pronto, le energie non mancano e la voglia di rivelarvele è tanta”

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Anno nuovo, vita nuova. L’Oltrepò del vino ama viaggiare, in senso fisico e figurato, con la rara capacità di trovarsi alla fine, comunque e sempre, al punto di partenza. I leader moderni si dividono: c’è chi ha salutato il 2020 sulle assolate spiagge delle Hawaii e chi in conferenza stampa, lanciato a bomba verso il sol dell’avvenire, annunciando di veleggiare verso traguardi così straordinari da far impallidire il defunto Duca Antonio Giuseppe Denari. Vi è poi il super imbottigliatore che ha salutato l’anno nuovo aggiudicandosi un maxi finanziamento per l’export su un progetto da 200mila euro, alla faccia di chi gli lascia pezze e vino, dai 30 ai 70 centesimi al litro, perché lui possa evidentemente fare il miracolo di mercato non solo in Italia ma anche nel mondo… la classe non è acqua?! Veniamo, invece, a ciò che conta di più di questo inizio anno: mentre si pensa già alle elezioni per il rinnovo cariche a Terre d’Oltrepò, si è tenuta nella sede di La Versa la conferenza stampa di presentazione dell’accordo commerciale tra la cooperativa Terre d’Oltrepò (unica proprietaria di La Versa che sta sollevando Cavit dal fardello del 30%) e il Gruppo Francoli. L’obiettivo è arrivare nel 2020 a 1 milione di bottiglie di Metodo Classico più altre 400 mila bottiglie dei vini firmati dall’enostar Riccardo Cotarella. Al bar di Santa Maria della Versa qualche lingua biforcuta ha subito commentato: «Praticamente nel 2020 ci saranno due soli, due vendemmie e i marziani arriveranno in Oltrepò… è scappata anche Cavit! Oggi l’Oltrepò produce 350 mila bottiglie di DOCG e pensandola in pochi mesi loro produrranno 1 milione di bottiglie entro il 2020… e le venderanno? A chi? A che prezzi?

Faranno bene o faranno male agli altri produttori?». Al di là delle prese di posizione colorite da incredulità popolare, d’altra parte “anno bisesto anno funesto”, sono occorsi 3 anni, da gennaio 2017 a gennaio 2020, per mettere a fuoco un percorso per la storica cantina, fondata nel 1905 da Cesare Gustavo Faravelli e fallita nel luglio 2016.

Gli artefici del rilancio nazionale e internazionale (isole comprese) saranno l’onnipresidente Andrea Giorgi, numero uno di Terre e La Versa per dirla come gli addetti stampa locali, il neo direttore commerciale, Massimo Sala, e il gruppo Francoli, che già è impegnato a distribuire tanti marchi vinicoli ma che con La Versa sente di poter fare grandi cose.

Commoventi le parole di Alessandro Francoli alla conferenza stampa: «Conosco molto bene La Versa, fin da quando era il marchio italiano d’eccellenza. Ero un giovane studente a Pavia, vedevo le bottiglie La Versa esposte ovunque e io mi sentivo un po’ come un bambino che sta dietro una vetrina di dolci e non può toccarli, in quanto la nostra era un’azienda molto più piccola. Questi spumanti si trovavano a gare di ciclismo, voli Alitalia, gran premi di Formula Uno… era veramente un sogno inarrivabile». Un vero colpo di fulmine, insomma, struggente da far pensare che non vorrà nemmeno le provvigioni. Toccanti anche le dichiarazioni del neo direttore commerciale di La Versa, Massimo Sala: «In questi 6 mesi, in cui ho avuto l’onore di dirigere l’azienda, ho capito che noi avevamo bisogno di un’eccellenza che ci permettesse di far parlare sul territorio nazionale. Ritengo che la rete vendita del Gruppo Francoli sia la migliore in Italia ed è per questo che abbiamo deciso insieme di investire in questo progetto». Un grande abbraccio collettivo, un amore incontenibile, una libidine con i fiocchi e le bollicine. Ora i soci di Terre d’Oltrepò che per La Versa si sono indebitati attendono di vedere nel loro piccolo: bottiglie posizionate, bottiglie vendute, bottiglie riordinate, prezzi di posizionamento non da Prosecco e regolarità nell’incasso dei pagamenti. Ma a muoversi non è solo Giorgi Andrea.

C’è anche un apparentemente defilato Giorgi Fabiano a fare la sua parte: in attesa che il Consorzio Tutela Vini Oltrepò Pavese resetti il consiglio d’amministrazione e le regole di voto per dimostrare nei fatti di voler far contare Distretto & Friends, lui prepara il suo progetto per diventarne futuro presidente. Il suo testimonial e ormai collega Gerry Scotti è diventato commendatore, lui dev’essere almeno multi presidente.

Non onipresidente come Andrea Giorgi, ma chi merita deve giustamente avere il suo spazio e la sua poltronissima. Per raggiungere i traguardi di Andrea Giorgi avrà tempo ma ha dalla sua il fatto che è giovane… si farà…

di Cyrano de Bergerac

 
 
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