Sabato, 18 Gennaio 2020

STRADELLA, L’OMBELICO DEL MONDO RALLYSTICO PAVESE

Com’é ormai risaputo, il prossimo 9 giugno con il rally Valleversa, Stradella tornerà ad essere l’ombelico del mondo rallystico pavese come un tempo andato. Infatti la capitale della fisarmonica, oltre essere stata per un quarto di secolo prima e unica sede della Scuderia Alberto Alberti, ha ospitato il BRT (Brambilla Rally Team) negli anni ‘70 e River Team negli anni ‘80, oltre aver dato i natali nel 1976 al Rally Coppa Colline Oltrepò, nel 1986 al Rally Città di Stradella, nel 1993 al Rally dei Vigneti e altro ancora.

Ma Stradella, vanta anche un piccolo primato, quello di essere stata la prima sede di un  rally non organizzato dall’Automobile Club Provinciale, ma da un gruppo privato. Ricordiamo quei momenti.

Era la fine del 1985, quando, dopo aver dimostrato attraverso l’organizzazione di alcuni slalom di essere in possesso delle  carte in regola per operare a livello promozionale e organizzativo; all‘interno della Scuderia Alberto Alberti si decide di affrontare il grande passo: l’organizzazione di un rally.

Nel 1986, nell’area pavese, l’automobilismo sportivo è presente con due manifestazioni primarie: il Rally delle 4 Regioni, che si ripresenta in calendario, dopo un anno di pausa, con la validità di Campionato Italiano ed il Rally Colline dell’Oltrepo valido per il Trofeo Rally Nazionali. Entrambi questi appuntamenti sono frutto dell’impegno organizzativo dell’Automobile Club Pavia dove, il presidente Siropietro Quaroni, attraverso enormi sacrifici, tiene in piedi una tradizione agonistica delle 4 ruote che pochi altri organizzatori in Italia possono vantare.

Ma l’Automobile Club di Pavia, non può e non vuole ignorare una realtà sempre più dilagante sul suolo nazionale, cioè, l’affacciarsi sulla scena agonistica di nuovi organizzatori che operano in modo indipendente  fuori del preposto ente. E’ l’inizio dell’abbandono da parte degli Auto Club Italiani del settore sportivo, che in passato li ha sempre visti organizzare in prima persona. Con il rally 4 Regioni che in quel 1986, come nel “lago dei cigni”  di Tchaikovsky, danzerà per l’ultima volta e il Colline Oltrepo che vedrà ancora tre primavere prima del definitivo declino, in piazza Guicciardi, sede dell’Autoclub Provinciale, si guarda inizialmente con simpatia a questi “avventurieri” stradellini intenzionati a dare un volto nuovo e dinamico al rallysmo locale. In Aci  (già intenzionato a chiudere il 4 Regioni) la nuova proposta giunta dalla Scuderia Alberti, presieduta da Gianenrico Gorini, suona come un po’ come un toccasana,  utile a distogliere l’attenzione dall’ormai imminente addio al “mito” dei rally. Nel frangente, l’automobile Club di Pavia sta vicino all’Alberto Alberti e quando questa si presenta con il proposito di dare vita al Rally Città di Stradella, l’ente pavese si assume l’impegno di accompagnare i neonati organizzatori nei loro primi passi sulla scena del teatro rallystico.

Il 6 aprile 1986, la gara stradellina apre la stagione agonistica in provincia di Pavia. Si presenta a pubblico e concorrenti come un evento scorrevole, impegnativo e combattuto, tanto che per assegnare la vittoria del primo Rally Città di Stradella iscritto a calendario come rally di seconda serie, si è dovuto ricorrere alla discriminante in base ai tempi fatti segnare sulle prime due prove speciali. Dopo una gara combattutissima, l’esito dell’ultima delle dieci prove speciali in programma ha capovolto completamente la situazione di classifica creatasi in precedenza. I forlivesi Pelloni-Casari con la Fiat 130 Abarth che fino a quel momento si trovavano al comando con un secondo sui vogheresi Fiori-Tizzoni con l’Opel Ascona 400 e con due secondi sugli spezzini Sassi-Tosi con la Golf GT 1600, vengono raggiunti in testa dai due equipaggi con i quali avevano battagliato per tutta la durata della gara. La discriminante da ragione ai vogheresi, così Fiori-Tizzoni in gara con i colori del Rally Club Oltrepò sono i primi ad iscrivere il proprio nome nell’albo d’oro di una gara che da subito entra nel cuore degli appassionati e che attraverso numerose migliorie e mutamenti di definizione rimarrà sulla scena agonistica per quasi cinque lustri. Un lasso di tempo notevole nonostante dapprima lo stesso Aci Pavia, sentitosi surclassato da questa nuova realtà organizzativa, e poi, la Federazione stessa, infastidita dal fatto che nei primi anni del nuovo millennio gli organizzatori mettessero in palio un montepremi in denaro e promuovessero eventi collaterali atti a portare miriadi di persone a vivere l’avvenimento, cercassero in tutti i modi di mettere il bastone tra le ruote a questa realtà. Terminata l’epopea della Scuderia Alberto Alberti, in provincia sono stati parecchi gli organizzatori che hanno tentato l’avventura  senza però ottenere ne grandi successi ne particolare affetto. Dopo un lungo periodo di calma piatta, grazie all’avvento di veri appassionati ai vertici Aci Pavia, ecco che l’automobilismo in provincia é ripartito grazie allo stesso ente che lo fece ripartire alla fine degli anni Sessanta.  Non sarà che la storia si ripete? 

di Piero Ventura

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