Lunedì, 27 Gennaio 2020

OLTREPO PAVESE - «NON SONO UBRIACO, MA SBANDO PERCHÉ CERCO DI EVITARE LE BUCHE»

A Stradella la passione per il ciclismo c’è da sempre. Negli anni Ottanta nasceva la società Gruppo Sportivo Amatori (GSA) con l’iscrizione nei registri provinciali dell’UDACE (Unione Degli Amatori Ciclismo Europeo). Poi, nel 1998 si è costituita, sempre a Stradella, una nuova associazione denominata, più propriamente, Gruppo Sportivo Ciclo Amatori o GSCA. Durante l’anno l’attività svolta è ordinariamente piuttosto intensa, sia sotto l’aspetto organizzativo, sia per la partecipazione dei soci alle iniziative all’aperto e al chiuso. Tra le prime, una costante irrinunciabile è l’organizzazione della cicloturistica. Accanto a questa, il GSCA partecipa regolarmente alla Primavera dello Sport organizzata dal Comune di Stradella nel mese di maggio. Inoltre promuove per conto proprio molte escursioni ciclistiche nel corso dell’anno, con le destinazioni più diverse: località alpine, appenniniche, marine, di pianura con valenza storica e culturale. Oltre al pedalare insieme, dobbiamo ricordare un secondo valore aggiunto espresso dall’associazione. Infatti, l’allegria e il divertimento sono anche ricercati in altri momenti, non necessariamente legati alla fatica del pedalare, ma in quelli del ristoro e del desco promossi anche durante le lunghe serate del forzato riposo invernale. «Si valorizzano così le attitudini e le propensioni recondite di ognuno di noi verso i fornelli, la cucina, la scelta dei cibi e dei vini, il canto corale e la musica, vivificando amicizia e solidarietà». Il numero uno della società è il presidente Battistino Vercesi.

Vercesi andiamo a quel lontano 1983, anno della fondazione del gruppo...

«Io sono arrivato dopo. All’inizio, nel 1983 appunto, sono partiti in 6/7 persone, appassionate che si sono messe insieme».

Lei è il Presidente di questo gruppo da 21 anni...

«Sì, ormai da 21 anni e sono stato eletto anche stavolta».

Vuol dire che svolge bene il suo ruolo…

«Diciamo che tengo il gruppo unito, questo sì. Abbiamo purtroppo avuto una grave perdita ultimamente, quella del nostro carissimo Pierantonio Chiesa, che era il cassiere/tesoriere del gruppo. Adesso ci stiamo dando da fare per recuperare questa situazione perché non sono abituato a svolgere questi compiti. Io mi fidavo ciecamente davvero di lui».

Sappiamo che lei è anche scrittore...

«Insomma, non direi scrittore… ho scritto libri professionali e poi mi sono dilettato a scrivere le mie memorie di vita in cui faccio anche la cronistoria della società Gruppo Amatori, questo nel mio secondo libro “Memorie di vita”, in cui parlo di me, della mia attività professionale e degli sport praticati con le cariche conseguite. In totale ho scritto tre volumi, il terzo è in stampa e uscirà a breve».

In questo mese avrete il vostro classico evento, la Cicloturistica.

«Il prossimo 20 maggio. Sarà per la diciottesima volta intitolata “Ciclosportivo Buffet stazione Stradella”, in omaggio alla moglie del titolare del bar, scomparsa qualche tempo fa. Lui è molto disponibile con noi e ci mette sempre a disposizione una saletta per le nostre riunioni e i nostri incontri e ci sembrava giusto fare questa cosa».

è tanti anni che fare questa manifestazione?

«Da 18 anni è denominata così, prima si chiamava in un altro modo… comunque sono più di trent’anni che la facciamo».

è un evento sentito a Strdella?

«Una volta sì, davvero. Partecipavano più di 250 ciclisti, adesso sono cambiate le cose e a queste ciclosportive che non sono competitive non partecipano più in tanti. L’anno scorso eravamo circa 120. Però ribadisco, sono proprio cambiati i tempi, i ciclisti vogliono competere, vogliono andare da soli, è cambiato tutto il mondo. Vedo che di ciclisti ce ne sono parecchi in giro ma non vedo e non sento più da parte loro l’esigenza di trovarsi insieme e di divertirsi in compagnia».

Che percorso verrà fatto durante la cicloturistica?

«Ci sarà una prima parte in pianura, verso San Cipriano e poi torniamo su verso le colline, Santa Maria della Versa, Rovescala, poi torniamo giù a Stradella. Partenza e arrivo saranno entrambi al piazzale della stazione».

Cosa ne pensa delle nostre strade? Per il vostro sport possono essere molto pericolose…

«Esattamente. Credo che i miei collaboratori abbiano fatto in modo di cercare le strade meno rovinate, visto che, se saremo in tanti non ci sarà tempo e modo di schivare troppo le buche, e quindi per cercare di rendere minori i rischi di caduta penso che abbiano fatto un bel lavoro».

Il ciclismo anni fa è stata una rampa di lancio per il turismo nel nostro territorio. Secondo lei può essere ancora così?

«Secondo me sì. Anche perché la bicicletta, a mio parere, sarà il futuro. Forse gli amministratori non hanno molta attenzione, bisognerà quindi riformare e ripensare a piste ciclabili che da noi non esistono, in maniera da consentire alle bici e ai ciclisti di sfogarsi sulle nostre strade non trafficate come sono adesso. Un po’ le strade rotte e un po’ il traffico,  andare in bicicletta al giorno d’oggi è davvero un rischio.

Le dico una battuta: una volta ho visto un ciclista che aveva una maglia con scritto sul retro “Non sono ubriaco, ma sbando perché cerco di evitare le buche”. Questo la dice tutta».

Lei va ancora in bici?

«Quest’anno non ci sono ancora andato, ma penso di farlo presto. Quest’anno vado per gli 81… Ho finito di scrivere il terzo volume quindi ho un po’ di tempo libero e poi il ciclismo è sempre nel mio cuore».

Corre da sempre?

«Sì, da ragazzo facevo proprio le gare. Ho cominciato con gli esordienti, poi gli allievi. Poi sarei dovuto passare ai dilettanti ma avevo cominciato l’università e non avevo più tempo. Rimane comunque sempre una grandissima passione».

di Elisa Ajelli

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