Giovedì, 14 Novembre 2019

VOGHERA: CLUB SUB NAUTILUS, UN “PONTE” TRA L’OLTREPÒ E IL MARE

Paolo D’Amico è il nuovo Presidente del Club Sub Nautilus, nato alla fine degli anni ‘60, il Club raggruppa appassionati del mare interessati a scoprire la fauna e la bellezza dei fondali marini ed ha la sua base operativa presso la piscina comunale di via Kennedy a Voghera. Paolo D’Amico e Gabriele Congia (Vicepresidente), in qualità di istruttori, sono affiancati da Alessia Persani (segretaria), da Andrea Schiavi (consigliere e organizzatore degli eventi) e dalle guide Luigi, Andrea e Marcello.

Quando è nato il Club Nautilus?

«Il Club è nato nel 1967, a Voghera, da un gruppo di appassionati del mare e delle immersioni».

Da quante persone è composto il Club?

«La composizione varia negli anni, attualmente contiamo 25 soci».

Quanti nuovi iscritti contate?

«Quest’anno siamo a quota 11 nuovi iscritti».

Per chi si approccia  per la prima volta a questa disciplina quali sono i requisiti fondamentali richiesti?

«Una buona acquaticità è un requisito fondamentale; il resto si impara man mano, approcciandosi alla disciplina».

Come si articolano i vostri corsi? Tipologia, durata...

«Vengono organizzati corsi per tutti i 3 livelli (open, advance, deep),  seguendo la didattica CMAS. La durata media dei corsi è di circa 2-3 mesi, con 2 incontri settimanali, dalle 21.30 alle 23.00: teorico il Martedì, pratico il Venerdì. è prevista una prova gratuita nei mesi di Luglio e Agosto, tutti i Sabati e le Domeniche dalle h.17.00 alle h.18.00, presso la piscina scoperta. Abbiamo sei lezioni di teoria, mentre lo “spazio acqua” è valutato in base alla predisposizione dell’individuo. In linea di massima, facciamo dieci prove di immersione in piscina, nel caso di difficoltà si aggiunge qualche lezione in più. Alla fine di ogni corso, verranno valutate le conoscenze acquisite dagli allievi durante le lezioni teoriche e pratiche. In mare, sono obbligatorie almeno cinque immersioni per conseguire il brevetto di 1^ grado, che pone come requisito l’età minima di 14 anni, e abilita al raggiungimento dei 18 metri di profondità. I brevetti di 2^ e 3^ grado si raggiungono con l’ottenimento di quelli minori, e pongono un limite di età via via maggiore. In particolare, il terzo grado, abilita al ruolo di guida subacquea e sommozzatore».

Rilasciate un brevetto riconosciuto dal circuito RSTC?

«Sì, del circuito fanno parte tutte le maggiori didattiche commerciali, come la nota PADI. Dall’anno scorso, il nostro brevetto è riconosciuto anche dalla Marina Militare Italiana per chi vuole accedere a un corso o all’Esercito, e vale come punteggio di ammissione al concorso».

Vi rivolgete anche ai bambini?

«Sì, c’è un corso enfant, che parte dai 12 anni e richiede l’autorizzazione dei genitori».

è una disciplina “costosa”?

No, come tutti gli sport all’inizio richiede un minimo investimento economico, ma l’attrezzatura può essere presa anche in affitto; man mano che il sub acquista esperienza, si tende ad acquistare il necessario. La quota d’iscrizione al Club è di 40 euro.  Il costo dei corsi parte da 300 euro per gli open, poi si può salire per gli advance e i deep; i costi variano per i corsi più evoluti quali nitrox, rescue, primo soccorso. Vengono organizzati anche corsi tecnici, fino al grado istruttore».

Oltre alle lezioni in piscina organizzate anche delle vere e proprie immersioni in mare aperto? Ce ne vuole citare qualcuna in particolare?

«Sì, la più famosa è quella del Cristo Degli Abissi a San Fruttuoso; per i più bravi, la petroliera Haven ad Arenzano e la Secca dell’Isuela, nell’area protetta di Portofino».

I rischi legati a questo sport?

«Ci sono rischi come in tutti gli sport, che si possono limitare con un po’ di attenzione, seguendo le regole della Federazione e gli insegnamenti dati nei corsi, in misura di sicurezza, in coppia, e quant’altro.

Sicuramente, comunque, il rischio più comune rimane quello dell’embolia gassosa arteriosa».

Un conto è praticare immersione in una piscina, un conto in mare aperto. La paura, l’imprevisto ma nello stesso tempo lo stupore per quello che il mare offre sono emozioni che vanno gestite. Come insegnate a gestire le emozioni?

«Sicuramente con l’esperienza, ma già solo con il corso, viene insegnata la modalità corretta di respirazione subacquea e la gestione degli imprevisti».

Aneddoti piacevoli e/o meno piacevoli che ha dovuto affrontare durante un’immersione?

«Un aneddoto che racconto con piacere è un episodio accaduto nell’ambito di un’immersione nell’area della Petroliera Haven, quando davanti alla ringhiera della torre di comando, una nuvola di pesciolini si è aperta a metà, portandomi “al cospetto” di un Pesce Luna, un predatore enorme».

di Federica Croce

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