Mercoledì, 19 Febbraio 2020

ROMAGNESE E CASANOVA STAFFORA TRIONFANO NEGLI AMATORI

Romagnese e Casanova Staffora due squadre dell’Oltrepò Pavese, due squadre vincenti. La prima gioca a 7 la seconda a 11, ma la sostanza non cambia, entrambe hanno vinto il proprio campionato. Un annata trionfale che ha fatto felici i due piccoli paesi, ma soprattutto i due allenatori che, guarda caso, provengono entrambi dal comune di Santa Margherita Staffora. Sentiamo Lorenzo Fossati, allenatore del Casanova Staffora  e Davide Albertocchi che insieme a Simone Marchesi allena l’ASD Romagnese.

Cosa si sente di dire a coloro che considerano gli amatori l’anello debole del calcio locale?  

Lorenzo Fossati: «Dico che non sanno neanche di che cosa stanno parlando. Le migliori squadre tra gli amatori se la giocherebbero sicuramente con squadre di terza e seconda categoria. Molti giocatori giocherebbero in prima categoria ad occhi chiusi».

Albertocchi: «Non sono d’accordo. Il calcio amatoriale offre a tutti la possibilità di giocare e divertirsi. Nel nostro caso, a Romagnese, sarebbe impossibile organizzare una squadra in grado di disputare un campionato dilettantistico a 11, il campionato amatori a 7 ci ha dato invece l’occasione di costruire un gruppo di amici e giocatori che si diverte dentro e fuori dal campo. Ci tengo a sottolineare inoltre che il livello tecnico di molte squadre non è affatto basso, le partite sono spesso combattute e, come in ogni campionato che si rispetti, nessuno ci sta a perdere».

Avete trionfato nel vostro campionato, quali saranno gli stimoli per ricominciare l’anno prossimo?

Lorenzo Fossati: «Gli stimoli saranno dati in primis da un nuovo allenatore, visto che con questa grande vittoria ho deciso di chiudere la mia avventura al Casanova. Il nuovo allenatore sarà sicuramente in grado di spronare i giocatori».

Albertocchi: «Cercheremo di ricreare lo stesso spirito di questa stagione. Non sarà facile ripetersi, ma siamo convinti di poter fare bene anche in futuro. La ricetta è sempre la stessa: amicizia, divertimento e sacrificio, da parte dei giocatori e della dirigenza. Abbiamo centrato la vittoria del campionato grazie a un gruppo unito e determinato. Speriamo di cogliere altri successi e soddisfazioni inserendo qualche nuovo elemento e confermando l’ossatura della squadra di quest’anno».

Qual è stato il momento più duro dell’anno? Il più bello?

Lorenzo Fossati: «Il momento più duro è stato l’inizio, quando ogni cosa ci andava storta: i punti dalle prime in classifica aumentavano e i giocatori sembravano aver perso ogni stimolo. Il momento più bello, banale dire quando abbiamo vinto il campionato, quindi aggiungo: la vittoria sotto un diluvio universale che ci ha dato la giusta consapevolezza della vittoria finale».

Albertocchi: «Gli scontri diretti giocati e vinti in casa contro le principali concorrenti al titolo sono stati sicuramente i momenti più belli ed emozionanti. Il 25 aprile contro la Polisportiva Miradolese abbiamo giocato davanti a tutta la gente di Romagnese e a molti spettatori accorsi dai paesi vicini; pur con un uomo in meno abbiamo vinto una partita difficilissima e spettacolare. Il momento più critico è arrivato invece dopo la sconfitta casalinga contro il Volante Roncaro, che ha interrotto una striscia di tredici vittorie consecutive. Quella battuta d’arresto, l’unica subita in casa durante l’intero campionato, ha rischiato di compromettere il cammino verso il titolo, ma la squadra ha reagito con grande forza e da quella domenica non ha più perso».

Come fa una società così piccola ad avere un seguito così grande?

Lorenzo Fossati: «Tutto il seguito è meritato e tutti cercano la domenica di coinvolgere sempre più persone… è una grande famiglia».

Albertocchi:  «Tutti danno il loro apporto per sostenere la squadra: gli sponsor e i negozianti locali, l’amministrazione municipale, il parroco, i dirigenti, gli accompagnatori e, ovviamente, i giocatori. Alcuni di questi abitano a Romagnese o a Zavattarello, altri sono disposti a viaggiare anche da Voghera o Pavia per raggiungere la squadra. Questo clima di partecipazione è condiviso anche dai tifosi, sempre al nostro fianco anche nelle trasferte più lontane. Credo che la gente ritenga importante e utile l’attività della nostra associazione. Basti dire che l’area sportiva comunale, che prima della fondazione del Romagnese Calcio versava in condizioni di abbandono e incuria, ora è ordinata e ospitale, mentre il campo è forse il più bel manto erboso di tutto il campionato».

L’amministrazione comunale vi ha accompagnato nel modo giusto a suo giudizio?

Lorenzo Fossati: «Il sindaco è nostro amico e di conseguenza l’aiuto e il sostegno che può darci ci arriva. Sappiamo che le amministrazioni comunali non hanno soldi, tantomeno per il calcio, quindi abbiamo deciso di autotassarci per riuscire a gestire tutte le spese del caso».

Albertocchi: «L’amministrazione comunale ci ha fornito i servizi indispensabili per condurre l’attività sportiva durante la stagione: acqua, illuminazione ed energia elettrica. Inoltre ci ha concesso l’accesso alla struttura sportiva coperta del Palabrada per allenarci quando il maltempo ci impediva di farlo all’aperto. Il sindaco ci ha fatto i complimenti, ma, ricordo, che ci ha anche promesso di offrirci una festa per celebrare l’impresa (ndr ride)».

Quali sono le persone che si sente di ringraziare?

Fossati: «Prima di tutti i giocatori che hanno creduto ad una cosa impossibile, a cui all’inizio credevo solo io, ma settimana dopo settimana, giocatore dopo giocatore… la squadra ha iniziato a crederci. È grazie a loro se siamo riusciti nell’impresa, mi sento di ringraziare in parti colorare Maurizio Guidi, un giocatore, che con la sua esperienza è riuscito a compattare il gruppo nei momenti difficili. Ringrazio la società che ci ha sempre fornito il suo apporto nei pochi momenti di bisogno».

Albertocchi: “Il primo grazie va al mio co-allenatore Simone Marchesi con cui ho condiviso tutto, un grazie speciale va ai dirigenti, accompagnatori e collaboratori, Sasha Borodin, Marco Abbagnato, Paola Crevani, Marco Ghiozzi, Silvano Crotta e Sergio Pietranera. Hanno profuso un grande impegno durante questi anni, sacrificando tempo e interessi personali. Anche Sandro Rocchi merita di essere ricordato: è stato il fondatore della nostra società e anche quest’anno non ha fatto mancare il suo aiuto. Immancabile poi un ringraziamento rivolto a Daniele Achille, noto a tutti come “Il Ciaga”, presidente, cuoco e motivatore instancabile e appassionatissimo».

Quali sono i componenti della sua squadra?

Lorenzo Fossati: «Castelli Davide, Antonio NobilI, Carulli Ignazio, Castellani Mauro , Francesco Draghi , Francesco Gullì, Giacomo Tagliani, Gianvito Losito, Ginelli Paolo, Guidi Maurizio, Danese Stefano, Michael Guidobono, Malaspina Mattia, Mazzocchi Matteo, Bernini Roberto, Volpini Mirko, Rossi Vittorio, Rossi Fabio, Albertazzi Alessandro, Mattia Nevioni, Matteo Tomò, Matteo Villani, Zanellini Gabriele e Loris Crotta. I mister: Danese Stefano ed io, Fossati Lorenzo”.

Albertocchi: «Alan Pasquali, Daniele Crevani, Simone Bosi, Marco Fellegara, Mattia Domenichella, Matteo Balestrero, Simone Rocchi, Riccardo Dell’Orto, Andrea Rocchi, Luciano Volpini, Idemudia Bright, Osadolor Osayande, Maska Brichetti, Maurizio Manzini, Samson Osojiese, Mauro Colombini, Davide Abbagnato, Klejdi Belba, Manuel Micunco, Marco Bruni, Mauro Crotta. Allenatori: Davide Albertocchi, Simone Marchesi». 

di Riccardo Emanueli

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