Sabato, 20 Luglio 2019

OLTREPÒ PAVESE – RIVANAZZANO TERME - 6 GIORNI ENDURO 2020 : LA RISPOSTA DEL COMITATO ORGANIZZATORE ISDE2020 A LEGAMBIENTE

«Ho letto quella lettera, che mi è stata trasferita per  conoscenza da altri perché al Comitato Organizzatore ISDE2020 non è mai arrivata direttamente: ho rilevato il loro punto di vista, che  democraticamente rispetto ma ritengo ovviamente condizionato da  posizioni e progetti diversi in merito alla gestione del territorio, e talvolta basato sulla non completa conoscenza di quanto noi stiamo programmando nel totale ossequio delle norme e con una più ampia visione del rispetto per l’ambiente.  Devo anche però rilevare con soddisfazione e rispetto verso Legambiente che in questa comunicazione, ma anche nelle altre lettere che ho avuto modo di leggere, nessuno è partito lancia in resta contro il nostro sport con preconcetta avversione, anche perché non ce ne sarebbe proprio il motivo: l’enduro, come tutte le altre discipline  comprese nelle attività della Federazione Motociclistica Italiana, è uno sport riconosciuto dal CONI dove militano giovani atleti cui è  richiesto sacrificio e disciplina.

La Sei Giorni è la manifestazione  d’eccellenza, dove correranno i giovanissimi di tutto il mondo. Una  vera Olimpiade dove nessuno ha interesse a creare danno. Proprio per chiarire la totale attenzione in merito alla salvaguardia  dell’ambiente nel rispetto delle leggi, voglio sottolineare che la Federazione Motociclistica Italiana ha sottoscritto nel giugno 2017 un importante un protocollo di intesa con l’Arma dei Carabinieri, ed  in particolare con i Carabinieri Forestali. Un protocollo che con l’iniziativa “Mettiamoci in moto…”  prevede tra l’altro l’attuazione di ben cinque progetti: La Campagna  Anti Incendio Boschivo, con motociclisti Tesserati FMI che effettuano il controllo di aree boschive, l’ Attività di Protezione Civile con la  sezione SMIE (Supporto Motociclistico alle Istituzioni nelle   Emergenze) effettuata da enduristi FMI; il progetto Enduro Italia che  prevede incontri con i Moto Club organizzatori di gare  dei Enduro,  Trial e Motorally per  creare informazione ed educazione al rispetto  delle regole e del territorio; il Turismo Verde concepito con  motoraduni che portano i motociclisti a conoscere i Parchi e le  Riserve Nazionali (con visite organizzate dal personale CUFA), la  cultura e le tradizioni dei luoghi visitati ed infine l’Eco-Enduro.  Prevede la creazione di una foresta in crescita a compensazione delle emissioni di  CO2. Esiste poi un codice dell’ambiente della  Federazione Motociclistica Italiana che invito a visionare sui nostri  siti internet motoclubpavia.it e  motoclubalfieri.it. 

Inoltre, in merito alle manifestazioni di enduro nazionali e regionali  che abbiamo organizzato ed organizziamo sul territorio oltrepadano ed  in Val Curone, voglio evidenziare che – come ovviamente accadrà anche  per la più importante ISDE - ogni gara prevede un iter autorizzativo   lungo ed approfondito, solo al termine del quale lo svolgimento è concesso da ogni Autorità territoriale preposta a norma di tutte le  Leggi nazionali e locali.

Ricordo inoltre che dopo ogni gara provvediamo a nostro completo  carico al ripristino dei sentieri percorsi con la supervisione dei  responsabili dei comuni interessati.

Siamo dunque concordi a ritenere il “nostro” territorio un bene di  inestimabile valore che deve essere tutelato e può essere goduto da  residenti, turisti nonché sportivi di ogni disciplina nella giusta ed  equa misura di ciascuno, nel rispetto dell’integrità stessa dei luoghi  e delle libertà altrui quando queste libertà si esercitano a norma di  Legge.  Infine, per concludere con le risposte in merito all’esigenza di  rispetto del territorio, sottolineo ed aggiungo la sensibilità  personale di noi organizzatori che amiamo le nostre colline e montagne   e sappiamo viverle non solo in moto: io per esempio sono un ex ufficiale degli alpini – anzi, non ex, perché alpino si è per sempre -  e quando il lavoro me lo consente mi concedo lunghi trekking con gli scarponi ai piedi lungo la Via del Sale o in alta montagna.  Nella stessa lettera ho visto anche una ricerca economica  relativamente all’indotto che porta questo evento, ovvero la gara ed ogni altra iniziativa collaterale: vengono analizzati i valori della Sei Giorni che si è corsa a Brive La Gaillard in Francia nel 2017 –   nel 2018 si è corsa in Sud America, quindi è poco rappresentativa per i nostri parametri - si parla di un delta tra i 3,4 ed i 7,5 milioni  di euro spesi tra alberghi ristoranti e servizi nell’area dell’evento;  il tutto in circa dieci giorni considerando anche qualche giorno prima  e la coda di turismo.

Ovviamente, a mio avviso in modo un po’ pretestuoso, nell’analisi la  stima finale è presunta al valore più basso, senza considerare per  esempio la svantaggiata posizione in fatto di raggiungibilità  dell’area di Brive, la maggiore disponibilità degli appassionati  francesi a dormire in camping, ed una spesa stimata di 22 euro a testa al giorno per mangiare e 55 per dormire.

Credo che nelle nostre valli,  Staffora e Curone, l’afflusso di pubblico potrà essere ben maggiore,  così come la capacità di spesa di ciascuno dei partecipanti, degli  accompagnatori, ma soprattutto del pubblico; ed in ogni caso, anche  quei tremilionicinquecentomila euro di indotto in meno di due  settimane, ancorché calcolati con quella stima riduttiva, non penso rappresentino una somma irrilevante. Se poi saranno settemilioni e cinquecentomila meglio ancora. Aggiungiamo poi l’opportunità di promozione turistica: ISDE poterà in  tutto il mondo il nome delle nostre località, fornendo elevata visibilità attraverso tutti i media. Aggiungerei, in più rispetto alla  gara francese, un articolato programma di eventi che stiamo programmando: una specie di “fuorisalone” che andrà oltre la gara ISDE e proporrà molte iniziative di ogni genere sul territorio (anche non  strettamente motociclistiche) durante la fase di avvicinamento  all’evento. Tutto questo, voglio sottolinearlo, senza che sia erogato  un solo euro dai comuni interessati dal transito e dallo svolgimento  della manifestazione. Infine vorrei soffermarmi in merito alla istanza di trasparenza  richiesta dalle associazioni: ritengo che non ci saranno problemi ad  accedere a tutti gli atti amministrativi richiesti per la  realizzazione dell’evento. La partecipazione agli atti è garantita da numerose leggi dello Stato, pertanto con un regolare accesso presso  gli Enti preposti sarà possibile esercitare questo diritto; ma anche  noi saremo il più possibile trasparenti affinché nessuno abbia dubbi  sul regolare accreditamento di questo evento davvero enorme ed  importante che siamo sicuri piacerà a tanti.

Al pari di questo per  pari trasparenza chiediamo a chi magari non la pensa come noi di  inviarci le stesse istanze almeno per conoscenza, visto che la lettera  di cui sopra non ci è stata mai recapitata direttamente, neanche per  correttezza formale, benché fossero citati ampiamente nomi, cognomi e fatti che ci riguardano: i nostri indirizzi sono reperibili sui siti dei due moto club capofila del pool organizzatore www.motoclubpavia.it e www.motoclubalfieri.it,  mentre il sito ufficiale dell’evento sarà attivato dalla Federazione internazionale al termine della  ISDE2019 che si svolgerà in Algarve dall’11 al 16 novembre (da notare  che la regione portoghese, sicuramente non ultima per interesse  turistico, ha accolto con grande favore la ISDE). 

In chiusura specifico che nessuna risorsa del nostro evento potrebbe essere convogliata su eventi alternativi come proposto dai  sottoscrittori della lettera aperta, poiché le risorse economiche sono generate dall’evento stesso, e, ricordo ancora, nulla sarà richiesto ai comuni come nulla di quei contributi pubblici citati doviziosamente  nella lettera aperta sarà destinato alla realizzazione della ISDE2020  che si svolgerà tra Valle Staffora e Val Curone dal 24 al 29 agosto».

Edoardo Zucca - Comitato Organizzatore ISDE 2020

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