Lunedì, 25 Maggio 2020

Sono 33 i casi positivi oggi in Provincia di Pavia, 13 meno di ieri, 17.200 i tamponi effettuati oggi in tutta la Lombardia, 1.829 meno di ieri.

Sono 86.825 i contagiati totali per il coronavirus in Lombardia, 441 più di venerdì, quando l'aumento era stato di 293. L'aumento rappresenta all'incirca il doppio del totale degli incrementi in tutte le altre regioni d'Italia, che è complessivamente di 228. Il dato comprende attualmente positivi, vittime e guariti. Il dato è stato reso noto dalla Protezione civile nazionale.

Questi i dati relativi ai casi Covid-19 ripartiti nelle province lombarde:

  • Bergamo: 12.834 (+102)
  • Brescia: 14.417 (+72)
  • Como: 3.747 (+34)
  • Cremona: 6.383 (+9)
  • Lecco: 2.717 (+11)
  • Lodi: 3.400 (+8)
  • Monza e Brianza: 5.421 (+12)
  • Milano: 22.616 (+88) di cui 9.565 (+40) a Milano città
  • Mantova: 3.314 (+4)
  • Pavia: 5.184 (+33)
  • Sondrio: 1.414 (+7)
  • Varese: 3.490 (+44)

'Pronto a nuove restrizioni. Come ho più volte ribadito, Regione Lombardia è pronta a intervenire, anche con nuove restrizioni, per evitare che tutto il lavoro svolto fin qui grazie alla buona volontà della maggioranza dei cittadini, venga vanificato da alcuni incoscienti". Lo dice il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, "dopo aver visto nelle ultime ore le foto, i video e le notizie riguardanti assembramenti e movida in diversi comuni lombardi".

Questi gli altri principali dati

Sono 119 le vittime del coronavirus nelle ultime 24 ore in Italia. In totale i morti salgono così a 32.735. Venerdì l'aumento era stato di 130 vittime.

Sono 57.752 i malati di coronavirus in Italia, 1.570 meno di venerdì, quando il calo era stato di 1.638.

Sono saliti a 138.840 i guariti e i dimessi per il coronavirus in Italia, con un incremento rispetto a venerdì di 2.120. Venerdì l'aumento era stato di 2.160.

Sono 572 i pazienti ricoverati in terapia intensiva per Coronavirus, 23 meno di venerdì. Di questi, 199 sono in Lombardia, otto meno di venerdì. I malati ricoverati con sintomi sono invece 8.957, con un calo di 262 rispetto a venerdì, mentre quelli in isolamento domiciliare sono 48.485, con un calo di 1.285 rispetto a venerdì.

Sono 229.327 i contagiati totali per il coronavirus in Italia, 669 più di venerdì. Il dato comprende attualmente positivi, vittime e guariti. Venerdì l'incremento nazionale era stato di 652.

Sicilia,prima volta senza nuovi contagi  - Per la prima volta dall'inizio dell'emergenza sanitaria la Sicilia non registra nemmeno un nuovo caso positivo su quasi 2500 tamponi effettuati. Questo il quadro riepilogativo della situazione nell'Isola: dall'inizio dei controlli, i tamponi effettuati sono stati 131.913 (+2.482 rispetto a ieri), su 116.517 persone: di queste sono risultate positive 3.421 (0), mentre sono ancora contagiate 1.512 (-7), 1.640 sono guarite (+6) e 269 decedute (+1). Lo comunica la presidenza della Regione Siciliana.

Sono meno di duecento i malati di Covid ricoverati in terapia intensiva in Lombardia, precisamente 199, otto meno di venerdì. Una soglia che l'assessore al Welfare Giulio Gallera considera "simbolica". Un dato così basso non si aveva dal 4 marzo. Sono 86.825 in tutto le persone contagiate (+441) con 17.191 tamponi effettuati in un giorno. In calo anche il numero dei ricoverati negli altri reparti, 4.026, due meno di ieri. Il numero dei decessi ha raggiunto i 15.840, di cui 56 in un giorno.

Sono 102 i nuovi casi nella Bergamasca  - Sono 102 più di venerdì i Covid positivi in provincia di Bergamo, arrivati a 12.834, mentre crescono di 88 unità i casi nel Milanese (in tutto sono 22.616 ) di cui 40 a Milano città. A Brescia i nuovi casi accertati sono 72, per un totale di 14.417. Sono 44 i nuovi casi nel Varesotto, dove il totale dei covid positivi è 3.490.

Quando penso alla parola eclettico, riferita all’Oltrepò, mi salta subito alla mente un nome: Gabriele “Lele” Baiardi. Pochi personaggi oltrepadani riescono a trasmettermi la stessa infaticabile energia creativa e quasi demiurgica, di Lele. Eclettismo non significa tuttologia, ma versatilità. “Lele” Baiardi non sa fare tutto e non riuscirà a fare tutto  in modo sempre e comunque eccellente, ma possiede una mente eclettica, curiosa e sempre assetata di nuovi stimoli. È di queste ore che Lele Baiardi ha scritto il suo primo romanzo. Tu sei "il mio Migliore" (You are "my the Best").  

“Un'eterna storia d'amore, d'amicizia e di morte. Due vite parallele tra due continenti. Due palcoscenici: Milano e Los Angeles. L'epopea dell'incontro di molte anime, delle quali una condannata, un'altra in metamorfosi.
Il gioco del caso e del tempo contro la morte, che ineluttabile verrà ma... vincerà solo la prima battaglia: il tempo, alla fine, taglierà per primo il traguardo. 1985-.... fino al traguardo”

Lo trovate in formato digitale ai seguenti links:

https://www.mondadoristore.it/Tu-sei-il-mio-Migliore-You…/…/

https://www.ibs.it/tu-sei-mio-migliore-you-…/e/9788831671767

https://www.kobo.com/…/tu-sei-il-mio-migliore-you-are-my-th…

https://www.youcanprint.it/…/tu-sei-il-mio-migliore-you-are…

A breve uscirà anche il formato cartaceo.

Il merciaio è una di quelle professioni ormai scomparse, sostituite dalla tecnologia e dagli usi e costumi delle persone, radicalmente cambiati nel corso dell’ultimo secolo. Un tempo era uno di quei mestieri  che facevano guadagnare le famose “mille lire al mese”. Uno dei merciai oltrepadano per eccellenza era Giulê si chiamava o meglio tutti chiamavano così, Angelo Gatti da Voghera. In tempi molto lontani si aggirava per la valle Ardivestra e per la valle Staffora con un carretto trainato da un cavallo. Aveva successivamente sostituito il mezzo di locomozione con una bella bicicletta nera ‘Amerio’ con due grosse scatole di legno: l’una fissata sul parafango posteriore e bloccata alla larga sella, l’altra su quello anteriore con ganci metallici al manubrio del mezzo.

I due contenitori non erano piccoli ma ciò che riuscivano a contenere aveva dell’incredibile. “Il magazzino posteriore” era completamente riservato alla merce da vendere mentre quello anteriore era in parte riservato alla merce da cedere ed in parte a quella che il commerciante acquisiva in pagamento, in genere uova di gallina od anatra che molti usavano come merce di scambio. In realtà non era un vero e proprio baratto, che avrebbe semplificato di molto i conti a menti non propriamente aduse a tale esercizio, era una doppia valutazione prima delle uova e poi dei bottoni che si arenava nel quantificare il conguaglio e la direzione dello stesso. Due volte al mese, generalmente lo stesso giorno, ma il cattivo tempo o le strade potevano altrimenti disporre, Giulê partendo da Voghera, risaliva ora la Val Coppa ora la Valle Ardivestra, ora la Val Nizza o la Val Staffora. Per meglio dire i paesi o paesini che si affacciano su queste valli. Giungeva con la fiammante bicicletta alle porte del paese, prima rallentava la già ridotta corsa e quindi si fermava in un cortile. Da questa e dalle altre case sbucavano donne intente alle faccende domestiche senza che il commerciante richiamasse in alcun modo la loro attenzione se non con la sua presenza. Chi cercava bottoni per giacche o camicie, chi un particolare fermaglio dorato smarrito durante l’ultimo ballo, chi passamaneria, altre aghi corti o lunghi, altre ancora filo di seta, di lana o di lino, chi cercava lacci, stringhe, elastici o fettucce colorate.

Qualsiasi prodotto venisse richiesto il venditore o lo possedeva o si impegnava a consegnarlo la volta successiva. Trattava contemporaneamente con tre, quattro donne alla volta ammagliandole con la calma dell’esperto imbonitore e con la sicurezza dei prodotti che proponeva. Quando il pagamento avveniva come ricordato in natura o, per meglio dire, con le uova, iniziava un teatrino tra il commerciante e la contadina a cui partecipava spesso qualche vicina, al fine di complicare la già intricata matassa. Prima si valutavano le uova non trovandosi d’accordo sul prezzo, quindi la merce acquistata dalla donna giudicata eccessivamente cara dalla stessa supportata dalle vicine, e da ultimo, si stabiliva il conguaglio in danaro, non trovando l’accordo su chi dovesse sborsarlo.

L’accordo arrivava spesso per sfinimento delle parti con il vecchio Giulê che se non risultava vincitore, sicuramente non era il perdente. In questa fase gli uomini si tenevano prudentemente lontano dalla contesa e solo quando vedevano rarefarsi e quindi sciogliersi il crocchio delle allegre comari, si avvicinavano all’uomo salutandolo e chiedendogli ora una forbice, ora una piccola tosatrice per capelli da usarsi sul cranio prezioso del pargoletto di casa. Il parrucchiere era un lusso che pochi adulti e in specialissime occasioni potevano permettersi; normalmente gli adulti e sempre i più piccoli o venivano brutalmente tosati da un sarto che, a tempo perso, esercitava anche l’attività di tagliatore di capelli (al cinquanta per cento circa, perché metà li tagliava e metà li strappava letteralmente, attribuendone la colpa alla macchinetta-tosatrice ) oppure provvedeva direttamente il capofamiglia ponendo sul capo del malcapitato una scodella rovesciata e tagliando i capelli che sporgevano dalla stessa: il taglio veniva appunto detto “dlä scûdëla “. Gli uomini confabulavano piacevolmente con l’ambulante chiedendo a volte notizie diverse dalla sua attività, quali il prezzo del bestiame o dei foraggi sul mercato di Voghera o la qualità del vino e del salame nelle diverse valli che Lui attraversava. A tappe successive il merciaio serviva i diversi raggruppamenti di case del paese quindi risaliva in bicicletta e raggiungeva il paese limitrofo oppure tornava a casa se la giornata stava chiudendosi. Altro merciaio conosciuto in valle Ardivestra, era Giulio Del Buono, meglio noto come il Toscano. Abitava a Fortunago con la moglie e, di buon mattino, da lì partiva puntando un paese vicino: le due cassette poste sul parafango posteriore e sul manubrio della bicicletta, contenevano oltre che filati ed affini, sapone, liscivia, qualche maglietta e qualche intimo femminile che preparava la moglie: la raccomandazione del Toscano alla sua Signora, era che fossero rifinite con l’elastico con stampato un uccellino. Ciò dava modo al buon uomo, per altro di costumi molto morigerati, di decantare la propria merce invitando le donne a comprare le mutande con…l’uccellino. Da nonna Ernestina passava non solo per proporre la sua merce, ma anche per acquistare la robiola di latte vaccino, magari barattandola con qualche pezzo di buon sapone marsiglia.

di Giuliano Cereghini 

In provincia di Pavia aumentano i casi di contagio, oggi sono 46 , ieri erano stati 23, aumenta anche il numero dei tamponi, ne sono stati effettuati 19.029.

Sono 130 le vittime del coronavirus nelle ultime 24 ore in Italia. In totale i morti salgono così a 32.616. Giovedì l'aumento era stato di 156 vittime. Il dato è stato reso noto dalla Protezione Civile. Sono 59.322 i malati di coronavirus in Italia, 1.638 meno di giovedì, quando il calo era stato di 1.792. Sono 228.658 i contagiati totali, 652 più di ieri. Di questi, 86.384 sono in Lombardia, che ne fa registrare 293 più di ieri. Il dato comprende attualmente positivi, vittime e guariti. Ieri l'incremento nazionale era stato di 642.

Sono 595 i pazienti ricoverati in terapia intensiva, 45 meno di ieri. Di questi, 207 sono in Lombardia, 19 meno di ieri. I malati ricoverati con sintomi sono invece 8.957, con un calo di 312 rispetto a ieri, mentre quelli in isolamento domiciliare sono 49.770, con un calo di 1.281 rispetto a ieri. Sono saliti a 136.720 i guariti e i dimessi per il coronavirus in Italia, con un incremento rispetto a ieri di 2.160. Giovedì l'aumento era stato di 2.278.

Con 19028 tamponi eseguiti in Lombardia, in un giorno ci sono stati 293 nuovi positivi al Coronavirus. L'assessore al Welfare Giulio Gallera lo ha detto in diretta Facebook. A questo punto, dunque, il Covid ha contagiato 86.384 persone. Sono in diminuzione il numero dei ricoverati in terapia intensiva di poco superiori ai 200, ovvero 207, 19 in meno, e lo stesso i ricoverati negli altri reparti 4028, 91 meno di ieri. I decessi sono stati 57, con un totale arrivato a 15.784.

Dopo la Sindaca di Pinarolo Po che ha chiuso un bar dinanzi al quale si affollavano troppe persone arriva la notizia che la Prefettura di Pavia sta correndo ai ripari disponendo maggiori controlli di concerto con le Forze dell'Ordine. "Evidentemente per qualcuno l'aperitivo e la movida  - scrive Codacons Pavia - sono le uniche ragioni della propria esistenza. E per giunta non si riesce a stare senza creare capannelli. Così si torna tutti quanti dentro casa al bel "tepore" estivo. Chi ripagherà allora del gesto sconsiderato di queste persone? Crediamo allora che servano più controlli e sanzioni affinchè anche gli "oltranzisti" dell'aperitivo capiscano finalmente come ci si deve comportare! "

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"Tornano in piazza le Mascherine tricolori. Da Nord a Sud in decine di città italiane, migliaia di italiani saranno in strada per manifestare contro il governo Conte - scrive una nota stampa del Movimento Mascherine Tricolori -  e le misure assolutamente insufficienti e tardive messe in campo per far fronte ad una crisi economica e sociale senza precedenti. "Siamo cittadini, commercianti, imprenditori, lavoratori, genitori. Siamo il popolo e non possiamo più stare in silenzio. Dopo quasi tre mesi dall'inizio del lockdown ci sono milioni di persone che ancora non hanno visto un euro: cassa integrazione che non arriva, bonus in ritardo, finanziamenti che le banche non erogano e soldi a fondo perduto per ora solo sulla carta".

Nel nuovo Dpcm si "concede" la possibilità di manifestare in forma statica e rispettando le norme anti assembramento. Per questo le Mascherine tricolori si daranno appuntamento domani a Voghera in Piazza Duomo, angolo via Cavour, dalle ore 15, dove è prevista la presenza di decine di italiani arrabbiati e determinati nel far sentire la propria voce. Tra questi molti rappresentanti delle categorie dei settori più in difficoltà come baristi, ristoratori, agenzie di viaggio, edili, negozianti, commercianti e ambulanti.

"Qui non si vedono rilanci ma solo ritardi. Questo governo deve andare a casa e la parola deve tornare al popolo. Siamo stufi di ascoltare false promesse, 'potenze di fuoco' che restano solo sulla carta. Per questo vogliamo essere un megafono per tutti gli italiani che si riconoscono nel tricolore, a prescindere dall'appartenenza politica. Le Mascherine tricolori sono un movimento apartitico, composto da quegli italiani che non accettano di abbassare la testa, di rimanere a guardare mentre la nostra nazione viene distrutta, di rimanere in silenzio di fronte alla catastrofe economica che stiamo vivendo - conclude la nota stampa - ai milioni di disoccupati che da qui a breve si troveranno senza un futuro. E' il momento di agire".

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Il Presidente del Consiglio Comunale di Voghera , Nicola Affronti, ricorda la “Sensia”, la storica manifestazione di Voghera.  “Stasera avremmo inaugurato la nostra Sensia 2020 – scrive Nicola Affronti - ma questo maledetto CoVid - che tanti lutti ha portato alla nostra città - ci ha costretto sin dal mese di marzo a rimandarla. Oggi penso che sarebbe stato un giorno di festa per la nostra Voghera, invece siamo qui a cercare di ripartire tutti insieme per tornare a vivere. Mi raccomando, ci vuole ancora prudenza, purtroppo il CoVid non ci ha abbandonato e quindi dobbiamo usare tutte le precauzioni per tutelare noi stessi e gli altri, evitando che la curva risalga”

La città di Voghera come da lunga tradizione, ogni anno ha organizzato fieramente la propria festa patronale. Il nucleo centrale composto dagli stand e da un luna-park si trova all’interno dell’ex Caserma di Cavalleria, adibito per l’occasione a grande spazio espositivo, per poi estendersi a macchia d’olio per le vie limitrofe del centro con centinaia di bancarelle ed esibizioni di vario genere.

La Fiera dell’Ascensione di Voghera è la manifestazione più antica della Lombardia ed è riconosciuta come fiera regionale. Venne infatti ufficializzata nel 1382 e, nel corso dei secoli, sono state molte le novità che ne hanno caratterizzato il percorso storico e culturale.

Gli ultimi decenni del Medioevo, in un fiorire di rotte commerciali, vecchie e nuove, viaggi di pellegrini, percorsi di eserciti e soldati, vedono la nascita di una festa e di una celebrazione che è giunta fino a noi immutata nello spirito. Certamente, infatti, la fiera ai suoi albori rappresentava un momento importantissimo nell’arco dell’anno: si incontravano persone e stranieri, si scoprivano nuovi prodotti provenienti da luoghi lontani, si facevano affari, si pregava San Bovo (pellegrino e Santo patrono della città) e si seguivano le maestose processioni del ricco clero vogherese.

Grande peso, sicuramente, aveva la venerazione della Sacra Spina: la preziosa reliquia, secondo la tradizione donata dalla regina Teodolinda (più probabilmente arrivata a seguito dei cavalieri ospitalieri di ritorno dalle crociate), veniva esposta la domenica dell’Ascensione e, dal Settecento, calata dal tabernacolo in cui era riposta a 15 metri di altezza, con la nuvola, un complesso macchinario disegnato dal celebre pittore Paolo Borroni. Ancora oggi la Spina è conservata in un ricco reliquiario che fu donato da Gian Galeazzo Visconti.

Nei primi due decenni dell'Ottocento non troviamo altro, nei festeggiamenti dell’Ascensione, che illuminazione e funzioni religiose. La prima novità appare nel 1824, ed è l’esposizione di un elefante vivo nel cortile del Quartier Grande, che un girovago faceva ammirare per 25 centesimi.

Nel 1838, per iniziativa e sottoscrizione dei cittadini e concorso del Municipio, fanno la loro prima comparsa in programma i fuochi d’artificio, divertimento che non ha più abbandonato la Fiera dell’Ascensione e simbolo della cerimonia di chiusura.

Nel corso dell’Ottocento vengono in uso la corsa nei sacchi e nuovi giochi popolari. Appare la tombola col premio di due buoi, conservata in seguito con la sostituzione del premio in denaro; negli anni successivi i divertimenti variano e si moltiplicano modernizzandosi ma rimangono ancora ad attestare la semplicità antica i banchetti dei prodotti tipici, delle ciambelle, dei giocattoli e dei tradizionali lecca-lecca.

Naturalmente la “Sensia”, come viene chiamata nel dialetto locale, era giorno di inviti agli amici e parenti lontani. Il piatto ricercato del giorno era lo storione, che immancabilmente figurava nel mercato del mattino, o spesso si preparava il “bollito misto” accompagnato dal “bagnetto” (salsa verde a base di prezzemolo).

Nel giorno dell’Ascensione era uso tradizionale seminare negli orti le verdure di stagione. In principio del secolo passato alla sera dell’Ascensione, dopo lo spettacolo in teatro, si dava il via alle danze, che duravano tutta la notte. Nel periodo dal 1875 al 1878, durante il Sindacato di Carlo Gallini, nel salone del Municipio si teneva un ricevimento con rinfresco a spese del Sindaco. Quello stesso Sindaco che negli anni di politica cittadina si prodigò per il miglioramento dell’agricoltura nel vogherese offrendo gran parte del proprio patrimonio per la costruzione del “Pio Istituto Agrario Vogherese” con il duplice scopo di contribuire all’istruzione di ragazzi poveri e orfani e di avviare al progresso e all’innovazione agraria quella classe contadina ancora ancorata a tradizioni e superstizioni. A lui è stato intitolato l’Istituto tecnico agrario a Voghera.

Dalla seconda metà del Novecento in poi, anche la Fiera dell’Ascensione, pur mantenendo salde le radici alla sua secolare tradizione, ha saputo innovarsi. Oggi rappresenta un appuntamento importante e tradizionale sia per le imprese del territorio che per la gente di Voghera e di questa vasta terra fra Lombardia, Piemonte, Emilia e Liguria.

Nata come grande mercato del bestiame, ed in seguito divenuta principalmente fiera agricola, oggi rappresenta una delle fiere più moderne per gli operatori del settore. Un incontro fra domanda e offerta delle principali novità in campo agricolo, che attirano decine e decine di operatori.

“Ho dato disposizione agli uffici – scrive il Sindaco Carlo Barnieri- di ridurre al massimo i tempi per autorizzare l‘ampliamento delle superficie esterne occupate da esercizi pubblici. In tre-quattro giorni saranno rilasciati i permessi, ma ribadisco che gli ampliamenti sono concessi per consentire di rispettare le distanze come richiesto dal Dpcm. Dal 1 maggio fino al 31 ottobre le attività commerciali saranno esentate dal pagamento della tassa occupazione suolo pubblico”

La richiesta può essere fatta utilizzando il modulo scaricabile al link sottoriportato. Il modulo compilato (SENZA MARCA DA BOLLO) e con allegati la copia di un documento di identità del richiedente e la planimetria dell'occupazione, deve essere trasmesso ESCLUSIVAMENTE  a mezzo posta elettronica certificata all'indirizzo: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

MODULO PER LA DOMANDA DI AMPLIAMENTO

Da domani, venerdì 22 maggio, tra le bancarelle si potranno trovare anche generi non alimentari. Gli ambulanti saranno presenti la mattina nelle due aree di sosta di Piazza Vittorio Veneto, sede unica del mercato dopo la ripartenza, dapprima dedicata in via esclusiva alla vendita di cibo e bevande, avvenuta lo scorso 10 maggio. Prosegue così, nel solco delle disposizioni nazionali e regionali, l'azione di sostegno al commercio perseguita dall'amministrazione comunale sin dalle prime battute della "fase due". «Siamo felici – commenta il sindaco Antonio Riviezzi – di poter estendere la partecipazione al mercato anche agli esercenti che non commerciano prodotti alimentari. È un altro piccolo passo verso il ritorno alla tanto agognata normalità, fermo restando che, ovviamente, saranno adottate tutte le misure di sicurezza sanitaria previste dal dettato normativo. Terremo sotto controllo l'ingresso e l'uscita dell'area mercatale, ragione per cui la presenza delle bancarelle sarà limitata alla sola Piazza Vittorio Veneto, senza il coinvolgimento di altre vie cittadine».

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Cinzia Carmen Gazzaniga, Sindaca di Pinarolo Po, ha chiuso un bar, provvedimento con validità di una settimana,dinanzi al quale si affollavano troppe persone peraltro senza mascherina. L'ordinanza è stata emessa dopo numerose segnalazioni di cittadini , un gesto che ha fatto discutere ma che a molti è sembrato inevitabile “Auspicavo sinceramente una ripresa tranquilla e corretta, dove avessero prevalso senso di responsabilità e buonsenso - scrive la Gazzaniga - non è stato così; purtroppo non è stato così, o meglio: a fronte della correttezza nel rispetto delle regole della stragrande maggioranza degli esercizi commerciali ai quali vanno i nostri ringraziamenti e l'augurio sincero di una ripresa veloce e costante, si è verificato un episodio di spiacevole e palese violazione delle prescrizioni giuste e necessarie (sicuramente ancora in questo periodo) imposte dal decreto, unite alla maleducazione ed alla totale incoscienza dimostrata da alcune persone.
A fronte di questo episodio:
-per rispetto di chi si è tanto impegnato, anche dal punto di vista economico, per poter riaprire nel pieno rispetto delle regole;
-per rispetto di chi ancora sta lavorando per questa emergenza che ricordiamolo bene ancora e ancora......NON E' FINITA!
-per rispetto di chi ha sofferto e di chi ancora sta soffrendo;
-per rispetto dei tanti che invece si comportano come è giusto fare, seppure con rinunce e sacrifici,
INFORMO che domani ordinerò la chiusura immediata dell'esercizio in questione.
Non amo questa parte del mio lavoro tuttavia non intendo tollerare queste forme di evidente disprezzo delle norme ed è mio dovere tentare di evitare che il comportamento di pochi vanifichi il sacrificio di tanti.
L'ho detto più volte e a costo di sembrare noiosa e ripetitiva lo dico ancora: QUESTO VIRUS NON E' UNA SEMPLICE INFLUENZA; QUESTO VIRUS HA UCCISO E STA ANCORA UCCIDENDO DELLE PERSONE: DEI PADRI, DELLE MADRI, DEI FIGLI, DELLE FAMIGLIE. Questo virus con il quale stiamo imparando a convivere è ancora tra di noi.
NON POSSIAMO E NON DOBBIAMO ABBASSARE LA GUARDIA.
Ognuno di noi ne ha risentito
- conclude la Sindaca - alcuni molto più di altri ne portano e ne porteranno le cicatrici e chi come me riveste un ruolo pubblico, sente la grande responsabilità di cercare di tutelare il più possibile la propria Comunità”. 

In merito al provvedimento interviene anche il Codacons: "Era davvero l'unica cosa da fare, con tutto il rispetto e la solidarietà verso coloro che dopo il lockdown hanno riaperto il proprio bar. Bisogna capire che o si rispettano le regole o si richiude tutto. E con il caldo estivo in arrivo sarebbe tremendo. C'è purtroppo ancora gente che non si arrende all'evidenza e non capisce che per qualche tempo le cose non potranno tornare a essere le stesse. Dunque, invitiamo tutti i cittadini a una socialità consapevole e intelligente. Ne va della salute e dell'incolumità di tutti."

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