Domenica, 24 Marzo 2019

LA BASSA POLITICA A VOGHERA: DAGLI INSULTI SU FACEBOOK ALLE RISSE, IL LIVELLO INTELLETTUALE È ORMAI A ZERO

Negli ultimi anni sulle pagine social locali si leggeva a sfinimento, vicini al periodo natalizio, la grande polemica sulle luminarie natalizie: si partiva solitamente da una semplice critica e si arrivava a un tripudio di commenti di tal ignoranza da mettere in imbarazzo quei pochi informati che ormai si contano sulle dita delle mani. In questo passato Natale 2018 il discorso luminarie è stato solo sfiorato, anche perché i negozi aperti in centro a Voghera sono così pochi che forse ciò non interessa più neanche ai pochi tenaci rimasti.

è stato più interessante per il Natale 2018 parlare di spazzatura e di bollette. Sì, di differenziata, di relativa puzza e di degrado. Di TARI e di multe. Per poi finire alla raccolta firme per le fatturazioni sbagliate di ASM. Qualche sfumatura diversa ha preso il discorso Recology, ma sempre di “rudo” si è parlato.

Da una parte per prendersi meriti, dall’altra per scrollarsi demeriti, non si sono mai viste così tante donne fotografate su montagne di spazzatura. Chi lo avrebbe mai detto che la spazzatura avrebbe tirato più di una borsa di Hermès? Nessuno.

Un’ avvenente dama ha scoperto di recente che Medassino esiste e che ci sono cataste di rifiuti da anni: innocui, ma ci sono. Ci sono anche persone che in quel quartiere  hanno lottato per avere l’area ripulita, ma si sa… anni fa la signora faceva altro e i fotografi lì non c’erano ancora. Sempre seguita dal prode cavaliere, l’avvenente dama può oggi impegnarsi maggiormente nelle presenze alle diverse manifestazioni corredate da selfie, da bicchierate e si spera, anche dall’informazione che, fino ad oggi, ha lasciato un po’ superficiale.

Fra un rito di iniziazione e l’altro, non bisogna dimenticare il dì in cui colei gridò alla “solidarietà fra donne” esternato su Facebook. Brava, fantastico: peccato però che anche questa volta si sia limitata al “copia ed incolla” di una frase, forse, sentita da Barbara D’Urso. Poco lontano infatti c’è chi non tratteneva la felicità di fronte a insulti scritti su Facebook alla odiata Boldrinida da parte di qualche intelligentone di turno. Sì: un esponente politico che apprezza un insulto a una donna… Campioni di politica, di coerenza, di rispetto e di etica.

Non da poco sono le offese a due “cugini” vogheresi: si chiama cyberbullismo e non viene fatto solo fra stupidi ragazzini. Sappiatelo. Il cyberbullismo è un’arma diffamatoria che gioca sull’ignoranza delle persone che, come chi lo mette in atto, gode nello sfottìo altrui e nella cattiveria assoluta. Tutto a titolo gratuito, sempre. Non sono sfoghi o liti. Sono colpi studiati dettagliatamente con tanto di mandanti e branco pronto ad intervenire. Non è un tifo da stadio. è una bomba che ti spiazza, ti lascia senza parole. Contro la menzogna e la cattiveria, difficilmente ci si riesce a difendere. Nel caso specifico forse una querela, ma spesso chi colpisce non ha nulla da perdere, perché poco è riuscito ad ottenere dalla vita se non cattiveria accumulata. Forse ha ragione chi dice che oggi la politica si fa anche su Facebook, ma bisognerebbe capire e usare questa piattaforma anche per controllare e soprattutto scartare da un gruppo le mele marce, quelle che portano danni più che consensi.

Un buon esempio ci viene da una donna dalla chioma bionda che ben conosce le doti di calma e fermezza e che fa uso di tutto ciò con eleganza e cordialità, senza tralasciare mai anche l’informazione. Questa sua cultura spesso infastidisce chi invece altre armi non ha se non la diffamazione e il pettegolezzo, e badate bene che questo non riguarda solo le dame, politicanti o avvenenti uomini che si credono i Cruciani di Voghera, ma anche “fior di politici” che biondi i capelli non hanno, ma altre acconciature… e che proprio usando male i social si sono oscurati da soli fra un aperitivo, una cena e un dopocena.

Post che spuntano e spariscono come bicchieri di champagne, supercazzole e post indecifrabili composti sotto uno stato di delirio di onnipotenza.

La spazzatura fotografata dilaga anche nei post di privati cittadini che, cadendo nell’ennesima esternazione della più totale ignoranza, incolpano ASM per qualsiasi cosa ormai, anche per l’inciviltà di chi butta sacchi di spazzatura indifferenziata negli imbocchi dei cassonetti della plastica. Salendo di livello apparente, si spera in qualcosa di meglio da parte dei politici, ma anche qui si cade nel ridicolo: compaiono i sondaggi sui social suggeriti dagli stessi cittadini che si selfano vicino ai cassonetti. Le domande sono “trovi difficoltà”, “trovate comoda ed accessibile” nel nuovo sistema? Sì, la troviamo comoda e troviamo scomodi i non pagatori della Tari che, insieme agli incivili, buttano tutto dove capita. Credo che come risposta sia sufficiente ed esaustiva anche se poco politica.

Ben diverse sono le liti invece per il potere vero: quello dei cassonetti. Quello delle bollette andate a rotoli. Lì si lotta seriamente. Pare ci si insulti, si nascondano carte, nomi, soprattutto ci si sputtani per un chissà quale obbiettivo. Quanto ne vale la pena finire sui giornali tutti i giorni? Probabilmente ci viene da pensare “tanto”, oppure, senza voler mal pensare, la follia sta dilagando tenendo per mano l’ignoranza e si prendono persone nel mucchio che farebbero di tutto per un anno di potere guidato da burattinai che guardano dall’alto. Ci piacerebbe sapere quali di così elevati dirigenti abbia mai letto un articolo di quotidiano che non fosse la gita di Corona nel boschetto di Rogoredo. L’istinto mi dice nessuno. L’opposizione in questa lotta non è da meno: si chiedono giustamente spiegazioni e dettagli che rimangono perennemente nell’oscurità: una lotta apparente e di una mollezza infinita se si pensa che dal lontano Gennaio 2017 le parole non hanno portato a nessun fatto. Entra nel frattempo a gamba tesa nel caos ASM colui che si reca alla Corte dei Conti con tanto di post e foto su Facebook: chissà quale botta per amici e parenti che fino a pochi mesi prima brindavano alla Sensia con politici e dirigenti. Finisce per la seconda volta fra selfie e brindisi, la “verde” storia d’amore che tanto aveva appassionato il pubblico vogherese, spuntano cartelli MetroMinuto con segnata la Questura che a Voghera non esiste, sorgono nuovi gruppi Facebook con notizie e commenti così imbarazzanti da ricordare quelli del lontano 2013, si fa ancora del becero classismo fra vip, figli di papà e raccomandati, delinquenti e mafiosi, senza accorgersi che l’atteggiamento mafioso è proprio nella POLITICA, non nel dipendente di ASM che ha già abbondantemente pagato con la legge da tempo.

Oggi “sapere” ed ascoltare non va più di moda. La gente vuole solo il gossip, quello cattivo: si gode dei fallimenti altrui, si insultano le persone civili ed educate, si cerca la lite, lo schiaffo, l’amante e il vizio.  Don Camillo e Peppone, le loro liti e i loro scherzi sono un miraggio, un sogno. La nostalgia di chi conosce la storia e la vecchia politica sale: forse sì, si mettevano le mani nella marmellata come oggi, ma le lotte si facevano in piazza, i telefonini non entravano nelle stanze dei politici e la parola era data alla gente in altro modo: chi lottava, lottava davvero e non godeva nel rispedire al mittente una nave con esseri umani disperati, ma nel vedere una rinascita di un paese ormai sfatto.

di Attilio Covini

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