Martedì, 12 Novembre 2019

VOGHERA - IN ARRIVO TRE SPETTACOLI SALVA-ARLECCHINO

Il Comune di Voghera ha stanziato un contributo tampone nei confronti del cinema Arlecchino e si è fatto carico attraverso l’assessorato alla cultura diretto da Marina Azzaretti di organizzare una mini rassegna teatrale con annessa raccolta fondi per permettere alla struttura di programmare regolarmente la stagione. «Una sorta di crowdfunding, ma non via web» spiega Azzaretti. «Ci è arrivata una richiesta di sostegno economico per la stagione cinematografica e abbiamo fatto il possibile dato che è arrivata troppo tardi per poter esser inserita nella manovra di bilancio. Daremo il patrocinio alle attività dell’Arlecchino ma faremo di più: il presidente Valassi ci ha chiesto una mano a sensibilizzare la città sul tema e avviare una raccolta fondi per la quale ci avrebbero messo a disposizione il teatro gratuitamente. Ho quindi contattato delle scuole di teatro nuove e molto professionali che sono Oltreunpò e Culturama che, insieme all’associazione Le Muse di Tortona sono state invitate a collaborare alla realizzazione di una iniziativa in favore del cinema».

Iniziativa che prenderà corpo con tre spettacoli, due teatrali e uno musicale il cui ricavato sarà devoluto interamente in favore del cinema dato che anche le associazioni hanno dato adesione a titolo gratuito. Il primo appuntamento è in calendario per il 17 ottobre. Riguardo al futuro dell’Arlecchino, Azzaretti parla di inclusione della struttura nella costellazione delle piccole realtà che faranno da satellite al rinnovato Teatro Sociale. «Si costituirà una fondazione che avrà il compito di gestirlo ma dovrà occuparsi anche di dare un ruolo e preservare il puzzle di piccole realtà che contribuiscono ad arricchire il panorama culturale cittadino».

Ilaria Balduzzi, oltre che vicecapogruppo del Pd in consiglio comunale è anche socia Soms:«Recentemente, con il nuovo codice del terzo settore, molte delle criticità che prima impedivano di fatto alla Soms di partecipare ai bandi delle Fondazioni dovrebbero essere superate e mi risulta che subito sono stati presentati progetti sia alla Fondazione Cariplo che alla Fondazione Comunitaria». Riguardo alla scarsa “attualità” della struttura dice: «All’Arlecchino servono da subito e con urgenza interventi strutturali che possono però essere fatti in un’ottica che contemporaneamente “ammoderni” la sua offerta culturale, ad esempio  con contenuti multimediali che siano appetibili per le nuove generazioni». Su quale dovrebbe essere il ruolo della politica ha le idee chiare: «L’impegno del Comune (e anche delle Fondazioni) dovrebbe essere più importante e soprattutto continuativo , pensando magari ad una diversificazione ed integrazione dell’offerta culturale che potrebbe avere nel futuro Teatro Sociale il suo cardine ma con realtà collegate quali l’Arlecchino, la Biblioteca, l’Archivio Storico, il Museo Naturalistico e coordinare l’offerta delle tante realtà culturali volontaristiche che agiscono sul territorio. Bisogna lavorare per accentrare la cultura in città, non delocalizzarla nelle multisale o negli spazi fuori città».

Secondo Caterina Grimaldi, consigliere 5Stelle, il rinnovamento dell’Arlecchino non deve per forza passare attraverso la ristrutturazione della sala esistente: «Si può prendere in considerazione di trovare un’altra struttura in grado di ospitarlo. Esistono ad esempio diversi fabbricati di proprietà comunale che da tempo non si riescono a vendere e che oltretutto non si troverebbero proprio nel centro storico». Grimaldi solleva anche un problema urbanistico legato alla mobilità sostenibile: «Un amministratore dovrebbe avere un concetto più moderno ed Europeo dello spazio pubblico: bisogna lavorare per non intasare il centro con le auto e favorire altri mezzi di spostamento. Il mio sogno sarebbe addirittura un centro storico libero dai veicoli». Riguardo alla destinazione d’uso dell’Arlecchino, la consigliera vede il futuro legato a quello del Teatro Sociale. «Se le due strutture non si integrano si rischia di avere una proposta culturale di serie A e una di serie B. L’Arlecchino deve ampliare la sua offerta e raggiungere un pubblico che non sia solo quello vogherese o non potrà sopravvivere con un programma soltanto locale».

Lapidario e meno conciliante è invece il consigliere in quota a Fratelli d’Italia Marco Sartori, che attacca in modo diretto la gestione Soms:«Il cinema Arlecchino è patrimonio della città, e va difeso sempre e comunque, ma la ventilata chiusura è un segnale della gestione approssimativa che c’è in questo momento. Ogni anno si richiedono da tempo immemore contributi comunali che servono solo per tirare a campare, senza però alcuna visione o progettualità. Bisognerebbe, quando non si è in grado, avere l’umiltà di fare un passo indietro lasciando spazio a chi ha idee».

  di Christian Draghi

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