Lunedì, 25 Maggio 2020

OLTREPÒ PAVESE - 157 CONTAGI IN PIÙ , IERI ERANO STATI 27, IN PROVINCIA DI PAVIA. IN LOMBARDIA ALTRI 541 MORTI MA LIEVE CALO DEI CONTAGI E DEI RICOVERI

165 contagi in più rispetto a ieri in Provincia di Pavia, ieri erano stati 27, la nostra provincia  raggiunge quota 1877.

E' salito in maniera considerevole il numero dei decessi per coronavirus in Lombardia: il totale delle vittime è di 5.402, con un aumento di 541 in un solo giorno, di poco inferiore alla cifra massima di 546 raggiunta sabato 21 marzo. Sono i dati resi noti dall'assessore al Welfare di Regione Lombardia Giulio Gallera. Ieri i decessi erano stati 387, l'altro ieri 296. E' invece in lieve calo il numero relativo ai nuovi contagiati: i positivi in regione sono 37.298, con una crescita di 2.409 in un giorno, mentre ieri era stata di 2.543. Calano anche i nuovi ricoveri: i nuovi accessi nei reparti non di terapia intensiva sono +456 per un totale di 11.137, mentre ieri erano stati 655.

Sono 10023 le persone morte in Italia per coronavirus. Rispetto a ieri, sono stati registrati altri 889 decessi, secondo i dati diffusi da Angelo Borrelli, capo dipartimento, tornato a tenere la conferenza dopo l'assenza di qualche giorno per febbre. I guariti nel complesso sono 12384 (+ 1434). I casi attualmente positivi sono 70065 (+ 3651): in isolamento domiciliare sono 39533 persone, 26676 sono ricoverate con sintomi e 3856 in terapia intensiva.

Chiunque arrivi in Italia su aerei, navi, treni o veicoli "è tenuto a consegnare al vettore all'atto dell'imbarco una dichiarazione che, specifichi i motivi del viaggio, l'indirizzo completo dell'abitazione dove sarà svolto l'isolamento fiduciario". E' una delle disposizioni che entrano in vigore oggi per chiunque faccia ingresso nel nostro Paese per contrastare il diffondersi del coronavirus. Vettori e armatori dovranno anche misurare la temperatura dei passeggeri e dotarli di mascherine. A stabilirlo un'ordinanza del Mit e del ministero della Salute.

Il Paese sarà "effettivamente al sicuro solo quando l'indice di contagio, il cosiddetto R con zero, sarà inferiore a uno, cioè quando una persona positiva avrà la potenzialità di infettare meno di una persona, ma è difficile dire ora quando ciò accadrà": lo spiega  l'epidemiologo Pierluigi Lopalco. "Ci sono ancora troppe incognite - sottolinea - e sarà necessaria ancora qualche settimana si sorveglianza stretta dei casi". L'interruzione dell'epidemia, chiarisce l'esperto, "si ha quando l'indice di trasmissione definito 'R con zero' è al di sotto di 1. Ciò si evince da diversi parametri a partire dal numero dei casi e dalla stima della quota di persone che possono contrarre ancora la malattia rispetto a chi ha invece sviluppato gli anticorpi". E' però ora "molto difficile - avverte - poter dire quando raggiungeremo il valore R con zero inferiore ad 1. Molto dipende dall'andamento dell'epidemia in Lombardia e speriamo che non ci sia un ulteriore aumento dei casi a Milano. Al momento, cioè, ci sono troppe incognite". Rispetto all'andamento generale della curva epidemica, Lopalco rileva come "c'è un rallentamento che ci fa sperare, ma è necessaria estrema cautela prima di poter dire che abbiamo svoltato. La diffusione di un giorno è quella che in realtà risale ai contagi di almeno una settimana prima, quindi prima di pronunciarsi bisogna essere certi che il trend si stabilizzi". Ciò che è certo, rileva, è che "le misure adottate stanno dando i loro frutti, ma al momento non si può dire quando ci sarà un calo dei casi giornalieri perchè potrebbero aprirsi dei nuovo focolai, così come - conclude - anche il cosiddetto picco è un concetto astratto ed abbastanza relativo".

  1. Primo piano
  2. Popolari