«I VOGHERESI HANNO SPESO VOLENTIERI IN CITTÀ”

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Quasi sessantaseimila visualizzazioni con il video della scorsa estate, e altre quarantacinquemila con quello di Natale: ha infilato un successo dopo l’altro Nicola Imbres con le clip realizzate per l’associazione “Voghera da scoprire”, che negli scorsi mesi hanno spopolato sulla pagina Facebook del gruppo. Nel primo, uscito subito dopo il primo lockdown, gli esercenti vogheresi si esibirono in una divertente cover di “Ma il cielo è sempre più blu”, mentre nel secondo hanno cantato “Leti t snow” in una Voghera imbiancata di neve. Un modo originale e divertente per chiedere ai cittadini di sostenere i piccoli commercianti, un messaggio positivo con cui la categoria ha dimostrato di continuare a guardare al futuro con ottimismo nonostante la situazione drammatica.

Nicola, come nasce la collaborazione con “Voghera da scoprire”? «Come spesso accade nelle piccole città, dal passaparola. Una cara amica, Elena Ferlini, sapeva della mia attività di videomaker, e ha fatto il mio nome all’associazione di cui fa parte. A sua volta Mariateresa Figini (la presidente) e il resto dei membri avevano in mente di mettere in piedi una qualche iniziativa per comunicare ai propri clienti, alla fine del lockdown, che loro erano di nuovo aperti, pronti a ricominciare la loro attività da dove erano stati costretti a interromperla. Era uscita da poco la cover di “Ma il cielo è sempre più blu” interpretata dai grandi della musica italiana, e ci è sembrato simpatico replicare l’esperimento a nostro modo»

Ed è stato un successo. «Un successo incredibile, che francamente non ci aspettavamo nemmeno noi. Sapevamo che il risultato era divertente, e che i negozianti erano stati molto autoironici, ma tutte quelle visualizzazioni sono andate oltre le aspettative. Sulla scia di quel risultato sotto Natale abbiamo scelto di girarne un altro: era importante che il piccolo commercio tornasse a dare un segnale nel mese in cui tradizionalmente le vendite si alzano, e così abbiamo alzato l’asticella della difficoltà con un brano in inglese. Non tutti volevano cantare questa volta, così abbiamo aggiunto una parte recitata e ciascuno ha avuto il suo ruolo: non è stato facile organizzare le riprese con sessanta commercianti coinvolti, ma con il supporto dello staff de “Le Botteghe del Sorriso” siamo riusciti a concentrare tutto in un paio di giorni. Un tour de force, ma ne è valsa la pena»

Cosa l’ha colpita di più durante lo svolgimento del lavoro? «A novembre, quando abbiamo realizzato la clip natalizia, tanti negozi erano chiusi. L’abbigliamento, le gioiellerie e tanti altri settori merceologici erano stati costretti a chiudere, ma i titolari hanno aperto apposta per noi. Ci hanno accolti con il sorriso sulle labbra nonostante quello che stavano passando, e hanno dimostrato totale fiducia in noi: non avevano lo storyboard, non sapevano cosa avremmo fatto fare loro, ma si sono prestati tra gaffe e risate. è stato faticoso, come dicevo, ma ricevere i commenti positivi del pubblico e i ringraziamenti da parte dei protagonisti è stato gratificante. Ma soprattutto mi ha fatto piacere mettere le competenze che ho accumulato negli anni al servizio della città in cui abito e di coloro che ogni giorno la mantengono in vita».

Al di là delle visualizzazioni lo scopo è stato raggiunto? «Non ho interpellato tutti, ovviamente, ma da quello che ho sentito chiacchierando con gli esercenti nelle scorse settimane, il periodo natalizio è andato bene per molti. Complici anche le chiusure dei centri commerciali nei weekend e le iniziative parallele de “Le Botteghe del sorriso”, i vogheresi hanno speso volentieri in città nel mese di dicembre. Non credo si tratti di una casualità, perché davvero i video hanno raggiunto tutti, anche coloro che normalmente non comprano in centro: vedendo l’impegno e la simpatia di questi professionisti era difficile ignorarne il messaggio».

Alla luce di ciò dobbiamo aspettarci nuovi video? «L’associazione mi ha già anticipato che ha delle idee per l’estate, e anche se è troppo presto per dire qualcosa di certo, io mi auguro comunque che continui in questa direzione. Anche con altri videomaker, anche con altre azioni comunicative, ma che mantenga quest’approccio simpatico con cui si sottolinea il valore aggiunto del piccolo negozio: il servizio gentile e accurato, la capacità di consigliare per il meglio e di fornire al cliente un rapporto umano introvabile sia nella grande distribuzione che ovviamente nell’e-commerce».

A Voghera la conoscono da poco come videomaker: per tutti lei è il Nico di “Nico & Franz”. è molto che oltre a cantare ha cominciato a girare video? «Per diletto sono vent’anni che faccio esperimenti, e ho cominciato proprio con lo scopo di avere a disposizione del materiale video delle nostre esibizioni. Ho fatto diversi corsi, ho comprato mano a mano delle attrezzature sempre migliori, fino ad arrivare quattro o cinque anni fa ad avere un set professionale. Ho fatto qualche lavoretto e poi, mi sono trovato a lavorare con diverse aziende come Leroy Merlin e Asm. Nell’ultimo anno, poi, il carico di lavoro è aumentato esponenzialmente: tante imprese hanno avuto la necessità di girare delle clip che presentassero i propri prodotti, e io mi sono ritrovato a ringraziare di aver investito tanto tempo in questa seconda attività. Con i locali chiusi è stato davvero il mio paracadute».

Già, perché nel 2020 si è cantato ben poco, e nel 2021 le prospettive non sono migliori. «No, il quadro non è incoraggiante ma fortunatamente io e Franz ce la siamo cavata abbastanza bene: durante il lockdown abbiamo fatto diverse dirette molto seguite con lo scopo di stare vicini a coloro che ci supportano da sempre, e appena si è potuto abbiamo anche ricominciato con i live. In estate abbiamo suonato spesso a Salice e a Prime Alture, e un po’ di continuità (e di normalità) siamo riusciti ad averla. Certo non sono le 150 serate l’anno a cui eravamo abituati, ma a tanti è andata peggio. Purtroppo la crisi del settore musicale è innegabile, e a noi non resta che sperare in un 2021 migliore del 2020. Teniamo le dita incrociate, e intanto facciamo del nostro meglio per continuare a sorridere».

di Serena Simula

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