IL PRESIDENTE DI TERRE OLTREPÒ SCRIVE AI 700 SOCI DELLA CANTINA.

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Terre d’Oltrepò di Broni, la più grande realtà lombarda in termini di volume prodotto, in questi giorni “sotto pressione” per la perquisizione avvenuta su disposizione di Paolo Mazza, sostituto procuratore di Pavia, che si è avvalso dei carabinieri del gruppo Forestale di Pavia e Stradella, dell’elicottero del Secondo Nucleo Carabinieri di Orio al Serio e degli uomini dell’Ispettorato Centrale della Tutela della Qualità e Repressione Frodi dei prodotti agroalimentari della Lombardia, in merito alle accuse su un presunto vino adulterato, fornisce chiarimenti ai propri soci. Andrea Giorgi, presidente di Terre d’Oltrepò, “prende carta e penna” e scrive una lettera ai circa 700 soci. “Caro socio, non ho mai introdotto nella nostra cantina alcuna sostanza che potesse adulterare il nostro vino – scrive Andrea Giorgi – In questi anni, con l’aiuto dei soci, ho impedito che in cantina si introducessero ancora vecchi malfattori, pseudo agricoltori, pseudo imprenditori e pseudo politici. Oggi vengo trattato, insieme alla cantina, come quelli che hanno operato nel 2014. Tutto questo sta creando disagi e sgomento a chi voglio bene e a tutti voi soci. Credo fermamente nella giustizia, questo può essere testimoniato da tutti coloro che hanno partecipato al blitz, tutti gli agenti possono dimostrare la nostra incondizionata disponibilità. Con l’amarezza nel cuore mi chiedo se fosse necessario un così grande dispiegamento di forze (l’accusa se dimostrata vale una multa di euro 1.032), che nei fatti crea un danno mediatico che non colpisce (solo) Giorgi Andrea, ma che colpisce tutti noi e le nostre famiglie di soci e non. Sono per me giorni estremamente difficili, di rabbia e tristezza, continuo a scavare nella mia mente alla ricerca di quale colpa io posso avere ma non riesco a trovare nulla. In questi anni con l’aiuto di tutti i soci e dipendenti ho cercato di risollevare le sorti della cantina e del nostro territorio. Ho commesso errori, che voi mi avete prontamente rimproverato. Abbiamo subito ogni tipo di attacco e vessazione. Con il ribrezzo nel cuore oggi leggo un comunicato stampa di un tale europarlamentare il quale afferma che a causa delle colpe del consiglio di amministrazione di Terre dobbiamo restituire i soldi della Pac di questi anni. Lui ha, di fatto, già celebrato processo e sentenza. Mi chiedo se noi possiamo avere un simile rappresentante. Stiamo lavorando con il consiglio di Amministrazione per fare al più presto un’assemblea nella quale possiamo parlarci in faccia e confrontarci. Nel frattempo il mio numero l’avete, telefonatemi, troveremo il modo di incontrarci e parlare come al solito. Inoltre, sulla stampa di oggi, si parla di allargamento dell’inchiesta ad alcune partite di vino sfuso, peccato che noi diretti interessati non siamo stati avvisati di questo allargamento, altrimenti avremmo potuto difenderci. Da questo mi viene in mente che qualcuno usi il processo mediatico per prendersi la nostra cantina come già aveva tentato in passato. Oggi sto lavorando perché tutto questo non vanifichi il lavoro di reputazione della cantina – conclude Andrea Giorgi – Solo voi potete impedire che pseudo imprenditori, pseudo professionisti, pseudo agricoltori, pseudo politici si prendano la vostra cantina.”