IN OLTREPÒ PAVESE VA TUTTO BENE… BASTA SOLO FARE SILENZIO!

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In Oltrepò Pavese va tutto bene… basta solo fare silenzio! È una polvere fitta, quella nascosta sotto il tappeto oltrepadano e nascondere la polvere sotto il tappeto non è mai servito a nulla, oggi oltre che impossibile è dannoso. Quando c’è un problema, in genere, si può reagire in due modi: o lo si affronta, o lo si posticipa prendendo tempo e sperando si risolva da solo. Tendenzialmente, i problemi non si risolvono da soli. Altrimenti non sarebbero problemi veri e propri, e non sarebbe richiesta alcuna attività risolutiva. Nel primo caso – quando si affronta un problema – si parla di risolutezza, professionalità, competenza. Questo vale sia quando il problema lo si supera, sia quando non vi si riesce. In tanti casi e in determinati campi, la cosa importante è essersi impegnati per migliorare una situazione, non per forza averla totalmente definita come si voleva. Nel secondo caso – quando si rinvia un problema – si parla di inoperosità, pigrizia e, qualche volta, di codardia. Per definire questo comportamento, esiste un modo di dire: mettere la polvere sotto il tappeto. Rende benissimo il concetto. Non si elimina la polvere (problema), ma, subdolamente, la si nasconde (rinvia). L’inconveniente di questa (poco) astuta pratica è che spesso, col tempo, il tappeto si alza e la polvere riaffiora abbondante e molesta. In Oltrepò, e di questo parliamo vivendo per l’appunto in Oltrepò, di problemi ce ne sono diversi, non siamo messi peggio in senso assoluto rispetto ad altre zone d’Italia ma… non siamo neanche messi meglio. Da sempre, i politici, sottolineano e pubblicizzano solo le cose positive da loro fatte, e molto spesso, quasi sempre, quando qualcuno, evidenzia anche, per usare un eufemismo, le sciocchezze fatte o molto più spesso, le cose non fatte, i politici tutti, e quelli dell’Oltrepò, non fanno eccezione, sempre per usare un eufemismo, si arrabbiano. Alla luce dei fatti hanno ben poco da arrabbiarsi, ed hanno ben poco di pensare “agh glet co me” (c’è l’hai con me), se qualcuno sottolinea i problemi dell’Oltrepò. Ma dai politici questo atteggiamento lo si può anche sopportare, sono fatti così, son ragazzi….che di professione fanno… i politici… che dire di più? Nulla.

La cosa preoccupante è che da qualche tempo, anche una parte, seppur minima, del mondo professionale-imprenditoriale, porta avanti, con grande fatica, essendo una colossale sciocchezza, la teoria, forse teoria è una parola grossa, ma … ma… non mi viene il termine, quindi appunto la sciocchezza, che dei problemi dell’Oltrepò non bisogna parlarne, oppure bisogna parlarne nelle sedi opportune. Ed io mi domando quali sono le sedi opportune? Queste sedi opportune sono nuove o sono le solite? Perché se sono le solite, non mi sembra abbiano combinato molto in questi anni alla luce dei fatti, se sono nuove e come primo passo non vogliono far sapere ai cittadini oltrepadani, non i problemi, ma quali sono le situazioni “pensate nelle sedi opportune” , behh….“fev curà, ma da iun bon” (fatevi curare, ma da una bravo). Quando portare all’attenzione dell’opinione pubblica un problema è controproducente? Quando non vogliamo risolvere una situazione, ma fare dell’attenzione il problema. Cioè appunto estremizzare al punto la situazione da diventare vittime. Se invece si porta un fatto all’attenzione dell’opinione pubblica con lo scopo di risolvere un problema, attirare l’attenzione su uno specifico punto, allora le energie positive possono essere ancora canalizzate per innescare il cambiamento.

Una comunicazione sincera è il miglior antidoto nei confronti di qualunque ‘perturbazione’ possibile. Le aziende/enti che svolgono le loro attività in modo poco trasparente spesso rischiano di attrarre l’attenzione dei media, degli inquirenti o di qualche comitato per il semplice sospetto che possano compiere attività opache (si veda, a titolo di esempio, l’attenzione dei media dopo l’ultimo, ma sarà purtroppo l’ultimo, caso del vino). Se non si ha nulla da nascondere, perché non attivare nei confronti dell’opinione pubblica un rapporto franco e leale? Sgomberare il campo da teoremi, complottismi, macchinazioni investendo in procedure e comunicazione trasparenti riduce il rischio di perdere poi tempo e denaro per chiarire posizioni che magari sono realmente cristalline. La tendenza oltrepadana, invece, è quella di mettere la polvere sotto il tappeto anche quando la polvere non c’è o è talmente poca che farsi sorprendere nell’atto di nasconderla è molto peggio che mostrarla, asserendo con chiarezza: ecco, è rimasto un poco di polvere ma mi sto attrezzando per pulirla. Chi sostiene che è meglio “nascondere la polvere sotto tappeto, non sono nient’altro che testicoli improvvisati e imparaticci, qualcuno ha detto “l’uomo va giudicato soprattutto dai suoi vizi; le virtù si possono fingere; i vizi invece sono sempre genuini”. Ecco i sostenitori oltrepadani del “nascondere la polvere”, fanno emergere i loro vizi e paure professionali e questo è un peccato soprattutto per l’Oltrepò.