In Oltrepò sono tutti capaci di organizzare eventi…ma…con i soldi pubblici

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Da sempre ma ancora di più oggi, vista la situazione economico-sociale, per organizzare manifestazioni ed eventi, ci vuole prima di tutto coraggio. In secondo luogo competenza, a seguire le risorse economiche e poi la voglia di fare. In Oltrepò non sono tante le società, gli enti o le singole persone che organizzano eventi – di tutti i tipi – enogastronomici, culturali, sportivi o quant’altro, al contrario questo territorio è ricco di persone, anche facente parte di enti, associazioni varie o partiti politici che all’annuncio di un evento o manifestazione, immediatamente sollevano dubbi, eccezioni e contro indicazioni, ma soprattutto dicono – a parole – come questo evento doveva o poteva essere organizzato. Tutto questo naturalmente a parole perché in concreto tali persone munite di tante parole e ottime idee, che sanno esattamente dove, perché e come organizzare una manifestazione, fanno tutt’altro nella vita. Ho la ragionevole certezza che se qualcuno contestasse a queste persone il loro operato professionale ribatterebbero dicendo: “Ma tu che lavoro fai nella vita?” Ed ottenuta la risposta direbbero: “Allora tu che fai tutt’altro nella vita come puoi criticare il mio lavoro?”. Ecco appunto!  Detto questo non ho la presunzione di dire che coloro che criticano non siano persone capaci a priori o non abbiano buone idee, ma mi permetto invece di dire che queste loro belle e buone idee dovrebbero metterle in pratica organizzando loro stessi eventi e manifestazioni, magari, se possibile, senza l’aiuto di contributi pubblici.

Val la pena di ricordare che mentre molti eventi sono organizzati con il parziale e in alcuni casi, purtroppo, il totale contributo di soldi pubblici, altri nascono grazie al coraggio di uomini che oltre alla  faccia ci mettono “il grano” con il relativo rischio imprenditoriale.  La cosa più semplice per molti di questi “professori da tastiera”, ai quali non va bene un evento che è uno, sarebbe quella di contro – organizzare a loro volta eventi che abbiano successo e per successo non s’intende visti dalla stretta cerchia di amici che, come spesso accade in molti casi oltrepadani, per amicizia o per carità partecipano all’evento. Le manifestazioni di successo, qualunque esse  siano, sono quelle che vengono chiamate “major events” e sono eventi che hanno molti partecipanti, molti spettatori e che in primo luogo portano una visibilità al territorio ed in secondo luogo, un ritorno economico diretto al medesimo. Anche in questo caso, molti professionisti del “sì però, sì ma, bisognava fare così invece di cosà” discutono anche sul ritorno di visibilità che può portare un evento. Discutono sul fatto che un evento enogastronomico doveva essere fatto in modo differente. Ottimo. Io dico: “Organizzalo tu e con i tuoi soldi come lo vuoi tu e con tutti i prodotti del territorio che vuoi tu!”. Altri pontificano dicendo che un determinato evento, magari sportivo non dà un’immagine corretta del territorio che lo ospita. Questo avviene normalmente negli sport motoristici. Ottimo. Io dico: “Organizzalo tu un evento non motoristico ma che porti la stessa visibilità e lo stesso numero di persone nel territorio”. Altri dicono che determinati eventi e faccio l’esempio del Giro d’Italia che è arrivato in quel di Stradella, costano troppo in proporzione al ritorno d’immagine ed economico. Ottimo. Io dico: “Portala tu una manifestazione che costa meno e che abbia lo stesso prestigio e abbia un maggior ritorno economico”.

Il vero problema è tutto qui: tanti hanno idee, pochi le mettono in pratica e tra quelli che di idee ne hanno tante – a parole – aleggia la speranza o la presunzione magari un giorno di organizzare un evento ma… fermo restando di poter usare soldi pubblici o di qualcun altro. In questo proliferare di idee sugli eventi e manifestazioni che potrebbero “far del bene” al nostro amato Oltrepò, ho notato che stanno nascendo nel nostro territorio una miriade di associazioni, tante, forse troppe, e tutte con lo scopo di promuoverlo. Promozione turistica: la finalità più ambita e “abusata” del momento! Tornando a queste tante belle e nuove associazioni di promozione turistica, un po’ le ho guardate e mi sono informato e ho visto da chi sono composte: da persone che non hanno mai fatto marketing o organizzato eventi a livello professionale e che nella vita fanno tutt’altro. Magari faranno promozione turistica e organizzeranno eventi meglio di chi lo fa di mestiere… magari… ma ho una certezza: tutte queste belle e buone associazioni sono nate per andare a mungere la mucca dei soldi pubblici. Di esempi così in passato e anche nel presente in Oltrepò ce ne sono troppi. Sono meravigliato che i politici oltrepadani, non tutti, e mi riferisco a quei politici che non fanno parte in maniera diretta o indiretta di queste pseudo associazioni, per cui non hanno interessi diretti e quindi dovrebbero avere “le mani libere” nel decidere, a questi domando di prendere oggi ed in futuro una sacrosanta decisione, ma non elettorale per accontentare tutti, una decisione dettata dalla valutazione delle capacità di chi chiede soldi pubblici per organizzare manifestazioni, eventi o per promuovere il territorio. Basterebbe porsi una domanda: “Chi mi sta chiedendo soldi per promuovere il territorio lo ha sempre fatto con soldi pubblici o almeno una volta ha organizzato eventi o manifestazioni con i suoi soldi?”. Nota: Per manifestazioni ed eventi non intendo le sagre di paese, che pur rispettabilissime sono tutt’altra cosa.

di Antonio La Trippa

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